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Erotika
La lunga notte · Cap. 2
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Capitolo 2 di 21 11 min di lettura

La truffa di noi tre

Un lettore mi ha fatto notare che la struttura può creare confusione. La storia si svolge su due piani temporali: nel presente Angela parla con Idra e scrive su un block-notes ciò che non riesce a dire, come una parodia della terapia. Le vicende con gli altri personaggi appartengono al passato, ma sono raccontate al presente perché Angela preferisce farlo così. I passaggi temporali nel testo sono indicati dai tre asterischi (***).

Agave Ionia
4 mesi fa · 648 letture · 1

“Mi viene la troia.”
Sento la voce bassa di Ditmir: “Sì. Lavora bene.”
L'approvazione mi scarica un brivido caldo lungo la schiena. La verità è che impazzisco a sentire il peso di Dasho che si infila in quel posto che non ha mai toccato prima. Trattengo il fiato fino al momento in cui avverto lo scatto dei suoi muscoli che si bloccano, poi spingo indietro il bacino per andargli incontro e incassare l'onda fino all'ultimo secondo.
Lo sento staccarsi da me. Dice a Ditmir di prendersi la sua parte, come sempre. Ho i muscoli che fremono, non so se posso reggere subito un’altra volta là dietro. Ditmir mi si mette dietro e mi allarga le natiche con le dita solo per guardare lo sperma di Dasho che cola fuori. Poi cambia obiettivo. Preferisce la mia carne davanti, che è ancora caldissima e aperta. Gli bastano pochi colpi duri, profondi, per scaricarsi dentro di me e lasciarmi addosso il secondo orgasmo della serata.

Mi riprendo, sollevo il viso, mi vedo le guance arrossate. Liveta mi guarda con un misto di stupore e di pietà. Ha ragione, lo so… faccio veramente pena, una signora caduta dalle stelle alle stalle e solo per aver tentato di afferrare due stelle azzurre.
Rimango ferma con la mano calda di Ditmir poggiata sulla schiena e lo sguardo di Liveta addosso finché Dasho dice: “Dalle una parrucca. Deve essere meno riconoscibile.”

Liveta fa per andare a cercare quello che ha chiesto, ma la richiama ancora. “Finora non abbiamo pensato al suo stile, ma questa signora deve adattarsi ai nuovi ambienti. Voglio un trucco pesante. E niente mutande, la fica deve stare libera.”
Venti minuti dopo sono al solito posto, con Nadia, Liveta, Valjet, una parrucca bionda in testa e un trucco da teatro.
***
Il ronzio del frigo mi riporta al presente. Idra strofina il pollice sulla ruota zigrinata dell'accendino e fa uscire l'odore di gas.
“Eri felice?”
Apro il taccuino e scrivo: Come una che è caduta in disgrazia e beve per procurarsi più dolore. E ci gode pure.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
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Agave Ionia

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