Vai al contenuto
Erotika
Michi ha trovato il cazzo di un toro
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto16 min di lettura

Michi ha trovato il cazzo di un toro

Grazie a chi legge.

Agave Ionia
21 giorni fa · 1.1k letture · 4

Mi piacciono i racconti osceni. Cioè non quelli solo pornografici, del tipo che qualche volta mi hanno pure chiesto di scrivere. Certe volte nella mail mi trovo cose come: “Ciao, scriveresti da una mia idea?”

E io dico: “Certo, esponi l’idea.”

“Mamma ha 45 anni, voglio un racconto in cui mi dà un sacco di botte, ma poi io vinco e la inchiodo al pavimento e lei alla fine si prende un sacco di sborra in faccia...”

E io clicco e blocco l’individuo. Non perché non mi piaccia l’idea di una focosa lotta tra mamma e figlio o la sborra in faccia, non capite male, ma presentarle come fossero storie degne di essere narrate è difficile. C’è tanto bene Pornhub per queste cose...

Oggi mi è arrivato un altro tipo di mail. È da due mesi che un tale insiste e pretende di mandarmi una foto del suo cazzo.

Ho declinato in tutte le maniere, l’ho ignorato, ho cercato di psicanalizzarlo.

Gli ho chiesto: “Ma voi uomini quale dei sette cerchi del Paradiso toccate quando finalmente riuscite a mostrare il pistolino a una sconosciuta per e-mail?”

Cioè molti mi conoscono, sanno che sono femmina, ma per l’utente in questione potrei anche essere un pensionato milanese di 70 anni.

E invece lui niente.

Ha mandato una foto dei suoi pantaloni da ufficio grigi e ha scritto: “Tu devi guardarlo… Mettiti lì e non staccare gli occhi dallo schermo. Voglio mostrarti esattamente cosa c’è qui sotto, il mio cazzo è una cosa rara, e voglio che tu lo memorizzi e lo descriva. Tu te ne stai lì a guardare e basta, e sono sicuro che sarà la cosa più strepitosa che hai mai visto in vita tua.”

Un cazzo è un cazzo, anche se fosse un superdotato, cosa dovrebbe avere di così speciale? È un salsiciotto di carne, sì, è vero, può fare magie se gli fai piangere una lacrima di gioia. Ma rimane quello che è, un cilindro rosa. O nero. Be’, dipende.

Allora scrivo: “Qui stiamo insistendo troppo, no?”

E ricompare: “Guarda che ti sto facendo un favore, una cosa così tu non l’hai mai vista e non la vedrai mai da nessuna parte.”

Allora scrivo: “È lungo 40 cm?”

“No.”

“È sbucciato almeno?”

“Che?”

“Intendo dire se almeno sei circonciso.”

Dice: “No. Ma che è? Perché dovrebbe?”

Mi spiego: “Dalle mie parti si sbuccia la frutta e non mi piace mangiarla così.”

“So che ora stai cercando di immaginartelo, ma il mio cazzo non può essere descritto a parole. È una cosa speciale, unica. Quindi dimmi se vuoi vedere questa foto.”

“Non la voglio. Perché invece non mi fai vedere la tua faccia? Tanto potresti avere il cazzo migliore del mondo, ma se sei uno scorfano, scorfano resti.”

“Impossibile. Sono timido.”

“Ah, è per questo che ti levi le mutande, ti fai una foto e la mandi agli sconosciuti?”

“Sì.”

Silenzio.

Mi è arrivato un altro messaggio e stavolta è la mia migliore porcamica, Michela. Dice che ha bisogno del mio aiuto.

Un’altra mail. “Prima o poi lo vedrai, lo sai? Non gli scapperai in eterno.”

Roba da matti.

Adesso scrivo: “Tu di sicuro c’hai una faccia da cazzo, ecco perché il muso non lo mandi.”

Scrive: “Te lo faccio vedere dal vivo allora. Dove stai?”

“Io? In Abruzzo. Ma tu non mi fai vedere un cazzo proprio, che ti denuncio.”

“Tu non sai chi sono io.”

Scrivo: “Non so chi sei, ma so dove stai andando, dritto a fare in culo.”

Questa poi.

“Lo sai chi sei tu?”

Dico: “No. Chi sono?”

“Da voi in Abruzzo si dice: voccapè.”

Ok. Non parlo più.

“Io sono il proprietario del cazzo più piccolo della regione Lombardia!”

E con questo chiude.

Il campanello suona. Balzo all’indietro. Un raggio lucente sfiora la mia faccia appena apro la porta. C’è Michela e ha quell’espressione folle che le vedo tutte le volte che riesce a organizzare qualcosa che richiede la presenza di più di tre persone.

E ultimamente si è data a fare Mistress Michela, così non ci facciamo mancare niente. I suoi occhi brucianti mi fissano.

Entro e lei mi viene dietro, ma già mentre cammino a passi lunghi attraverso la mia sala dice: “Ho un collega al lavoro che vuole provare a fare il bisex.”

Prima che iniziasse a scrivermi quel matto che vuole mandarmi il pisello e che arrivasse lei, sentivo una pace.

E lei sta gesticolando: “Non sono mai stata una fanatica di queste cose, ma abbiamo provato lo strapon ultimamente e adesso lui dice che vuole un cazzo vero.”

Non ho capito a che servirei io: “Spiegati meglio.”

“C’è un doppio problema. Il primo è che convive, ma io l’ho convinto col tempo a dire la verità a casa perché era una tortura organizzarsi sempre senza farsi beccare dalla sua compagna. Il secondo è che lui vuole pure essere cornuto. Devo trovare un uomo che accetta di scoparsi prima la signora e poi lui.”



E io chiedo: “Ma perché devi farlo?”

“Come perché? Io sono la padrona, lui si affida a me, io sono tutto. Lui aspetta che io realizzi ogni cosa! Capisci o no?”

Boh, io so che nemmeno gli dèi realizzano ogni cosa, ma queste dee coi tacchi a spillo a volte si convincono di essere onnipotenti.

E lei va avanti, ha raggiunto la mia credenza. Si impadronisce della Nutella e ora una fetta biscottata è tutta cosparsa. Con quelle labbra impastate di cioccolata dice: “C’è anche il problema che lui ha paura di un cazzo grande. Per il suo culo in primis e poi perché dice: vuole essere cornuto ma non lasciato, se arriva uno col cazzo meglio del suo e la sua donna poi lo preferisce? Eh?”

Fino a dieci minuti fa il più grosso dei miei problemi era far smettere un utente fastidioso di implorarmi di guardargli il cazzo.

“Ma scusa, se la signora nemmeno lo sa, come la convincerai a darla a un perfetto sconosciuto?”

Michela dice: “Dobbiamo trovare il cazzo perfetto.”

Fino a un’ora fa il mio problema maggiore era decidere se mangiare cappelletti o spaghetti a pranzo.

Dico: “Potremmo proporgli il cazzo più piccolo della regione Lombardia.”

Lei indietreggia, verso il lavandino della mia cucina, posa la mia Nutella, lava il coltello, poi si piega in due dal ridere: “Che, hanno fatto il concorso?”

Le mostro i messaggi del tizio che millanta di aver il cazzo più piccolo della Lombardia e allora mi dice di fargli la proposta oscena.

Se ne va seguita da una scia di Black Opium e da un flusso di raccomandazioni.

Tutto questo accade perché io l’ho coinvolta a leggere le porcherie. Un tempo ci divertivamo facendo le imitazioni dei gabbiani al mare... e lanciando lo sgorgalavandini agli scorpioni, ma vabbè. Dopotutto, questo è il business di famiglia. Mica ho iniziato io, qui. Ma non è il momento di parlarne.

Scrivo:

“Devo vederti dal vivo. E non sono l’unica: ci sono almeno altre tre persone che vogliono vedere cosa hai lì sotto, ma devi venire qui da me.”

“Chi sono queste persone? Che cosa c’entrano?”

“Ho un’amica che fa la mistress e ha uno schiavo che vuole essere reso cornuto e bisex. Stiamo cercando il cazzo perfetto per questa impresa e pensiamo che possa essere il tuo. Ma devi essere qui, dal vivo.”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Pagina 1 di 3 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista