Margie è stordita da tanta irruenza; si limita a carezzargli la testa, a tenergli il viso fra le mani e a baciarlo con delicata passione.
Poi comincia lei a perlustrarlo su tutto il corpo, dal torace al ventre fino ad impossessarsi del pene e cominciare a manipolarlo con sapienza e amore.
Lo sente vivo e palpitante tra le mani, se lo passa febbrilmente sul viso, sul corpo, sulle labbra, mormorando.
“Mio, mio, solo mio”
E baciandolo delicatamente; poi scatta la libidine e l’asta affonda di colpo nella sua bocca, fino alla gola e Margie sembra non saziarsi di leccarlo, di succhiarlo, di mordicchiarlo, di spingerselo in gola fino a provocarsi conati di vomito.
“Ti amo, ti amo, amo il tuo corpo, amo il tuo amore, amo il tuo sesso … ti voglio … dappertutto … sempre … ti voglio … prendimi, per favore, fammi sentire il tuo corpo dentro di me, fammi sentire che sei mio … fammi sentire che sono tua … amami … tanto … tanto … tanto.”
Sta piangendo e Nicola si preoccupa, l’accarezza, le chiede come sta.
“Bene, benissimo, innamorata, innamoratissima, di te, di Junior, di Senior, di Oriana, di Patrizia, di mamma; sono innamorata dell’amore. E’ vero; anche io amo l’amore che è in me, quello che do a voi con tutta l’anima e che prendo dal vostro amore. Piango di gioia, perché sono veramente felice di essere qui tra le tue braccia, insieme ad Oriana, ma soprattutto di sentirmi totalmente posseduta da Junior che adesso veramente mi ama come io vorrei essere amata e come io voglio amarvi tutti. Mario, vieni dentro di me, per favore, riempimi del tuo amore e fammelo sentire fino in fondo.”
Junior ha l’aria di uscire dal paradiso delle Uri, incapace ancora di rendersi chiaramente conto di dove sia il suo posto nel mondo; Margie è sua madre, ma anche la donna che ama di più al mondo; il suo uomo dovrebbe essere Mario Senior, che è suo padre ma del quale lui si sente l’erede soprattutto ed unicamente nell’amore di Margie.
Ed ora lei gli chiede di possederla come non ha mai fatto, anche se hanno spesso fatto l’amore; e lui ha paura di quello che potrebbe scatenarsi, se veramente dovesse sentire di possedere sua madre da maschio, oltre che da figlio; non è più un problema di testicoli da svuotare, ci sono milioni di modi, ma è una scelta di vita, soprattutto una scelta di amore.
E Junior sente che adesso il suo amore c’è, vero, immenso, irrefrenabile; ora vuole quel corpo, non per possederlo, ma per viverlo in armonia, per sentirlo in sintonia.
E, se questo dovesse succedere, veramente sarebbe disposto ad uccidere per Margie, sua mamma ma anche la sua donna.
Si distende sopra di lei e cerca di sentirne tutti i tendini, tutti i muscoli, tutte le fibre.
“Margie, ti amo come non puoi immaginare, ti voglio per sempre, tutta per me. Cosa sarà, se entro in te e ci resto per sempre? Riuscirai ad essere ancora così equilibrata?”
“Senti, sciocco! Hai capito finalmente come mi devi amare? Fallo, perdio! Ti voglio, voglio te e nessun altro. Sei mio; sarò tua. Non pensare ad altro, Ora penetrami e godi dentro di me, fammi godere con te e amiamoci, finalmente!!!!”
L’amplesso ha toni apocalittici; Junior penetra lentamente e con decisione; si muove poco e lentamente per godersi il possesso di quel corpo che sente sempre più suo; Margie si lascia penetrare con amore, stringendo i denti quando il membro la forza un poco o le urta la cervice; lo cattura e lo stringe dentro di sé quasi solo per sentirsene invasa e posseduta; accarezza con dolcezza il corpo steso sopra il suo e ne cerca gli angoli, gli spigoli, le curve; passa le dita fra i capelli e bacia il viso caro e amato, scivola lungo la schiena e disegna con i polpastrelli le singole vertebre fino alla curva delle natiche; stringe queste ultime con delicata violenza; schiaccia i lombi contro i suoi e finalmente comincia a godere, lentamente, in un crescendo incalzante che quasi la spaventa perché non sa prevedere dove potrebbe arrivare, Junior la segue naturalmente e comincia a godere sempre più intensamente mentre l’orgasmo monta su dai testicoli verso l’asta.
In uno slancio di violenza, il membro esplode nella vagina di lei che scarica sull’asta l’orgasmo più intenso di sempre.
Crollano schiantando l’uno sull’altro, senza forze, senza respiro, senza vita.
Nicola è ancora una volta spaventato; Oriana, che ha già sperimentato un episodio simile, lo rincuora.
“Dagli qualche momento; torneranno in piena forma. Certo che questo ragazzo diventerà meglio del padre. Che grande amante, che grande amore!”
Arriva finalmente il giorno dell’inaugurazione della mostra e, come organizzato da Hans e Clemente, la presentazione alla stampa si fa il giorno precedente riservandola ai soli addetti.
Oriana ha fatto arrivare i suoi disegni; Nicola ha tirato fuori quelli antichi di Mario e la conversazione si avvia sul binario affascinante del dibattito sul design.
L’uditorio attento, le domande impegnative e le risposte meditate, una serie di atteggiamenti rilevati anche con apposite riprese danno immediatamente il senso di un’operazione perfettamente riuscita, capace di riscattare il grigiore della proposta iniziale, tutta tesa al mercato.
Jennifer si dà molto da fare per corrispondere alle attese degli sponsor; quando però Clemente interviene per annunciare che il designer Mario … torna sotto contratto con la sua Azienda, il suo sorriso si smorza e diventa smorfia di rabbia.
Io me ne frego, in verità; i miei occhi sono per la mia famiglia e per gli amici che ho ritrovato, quando ormai neppure più osavo sperare.
Hans è al settimo cielo, perché col nuovo assetto può riproporre in Germania l’attività che lui sa come condurre.
Istiga Margie a raggiungermi nello studio in un momento in cui me ne vado a stare per conto mio; in fondo, ha paura di un ripensamento ed è convinto che la ‘mia Sirena’ sia il rimedio ai miei mali.
Ci troviamo faccia a faccia, da soli; chiudo la porta, la bacio con delicatezza in fronte e ci sediamo.
“Vogliamo raccontarci venti anni in due minuti?”
“Non servirebbe. Come stai, ora?”
“Dopo avervi rivisto e cancellato di colpo anni di errori? Come un Dio! Ma vedo invece che tu hai un po’ di borse sotto gli occhi. Lavori troppo?”
“No, faccio troppo l’amore!”
“Coooosa?!?!? E con chi?????? E Nicola lo sa?????”
“Possibile che non cambi mai?”
Bussano alla porta.
“Chi rompe?”
“Junior.”
Apro e lo faccio entrare; si va a sedere a fianco alla madre, le circonda le spalle, quasi protettivo, e la bacia a lungo sulla bocca; resto inebetito; Margie commenta.
“Tutto chiaro? E’ lui che non mi dà tregua, mi fa fare l’amore troppe volte al giorno, per la mia età; non capisce che lui ha la metà dei miei anni.”
“E ti ama come me?”
“Di più; perché per lui ci sono solo io; ha smesso anche la professione. E per me c’è solo lui; come Nicola aveva promesso a te, lascia che lui mi ami in qualunque momento, purché con chiarezza e lealtà. E Mario è meraviglioso. Ora è lui il Mario vero, quello mio.”
“Quindi, per me non c’è più spazio nel tuo cuore?”
“Sei pazzo? Tu sei tutto nel mio cuore e nel suo, tu sei in noi due, insieme e singolarmente; non possiamo fare a meno di te. Ma io non divido Mario con nessuno e Mario non divide me con nessuno, nemmeno con un padre fantasma. Se per assurdo, Mario Senior si fermasse fisicamente e sentimentalmente, forse dovremmo rivedere le situazioni. Ma fino a quando l’uccellino del tuo amore svolazzerà da Jennifer a Julia a Chitipare, io sarò la donna di Junior e lui sarà il mio uomo, insieme a Nicola.”
“Ma ti rendi conto che è tuo, anzi nostro figlio?”
“Mario, quand’è stata l’ultima volta che hai fatto l’amore con tua madre? E hai davvero la faccia tosta e il coraggio di rimproverare qualcosa a me o a Junior?”
Jennifer trova la porta aperta, entra e viene ad abbracciarmi.
“Per l’appunto; avevamo appena finito di chiarire. Auguri per tutto e buona fortuna. Complimenti soprattutto per la bellissima mostra, non solo a te ma anche ad Oriana. Siete stati perfetti.”
Se ne vanno abbracciati e io resto a consolarmi con Jennifer.


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