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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 7
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Capitolo 7 di 20 30 min di lettura

Cose di famiglia 7 - Oriana 4 Concorso per appalti

Mario e Oriana si preparano a Concorso per idee

geniodirazza
1 anno fa · 249 letture · 0

Viaggiare è senz’altro bello e piace a tutti … tranne a me che preferisco di gran lunga starmene in pace al tepore della mia cittadina di provincia.

Stavolta mi è andata proprio male; la ditta che produce gli oggetti d’arredo per i quali ho l’esclusiva del disegno ha deciso che una grande e clamorosa mostra dei miei progetti e dei disegni sarà un tale traino di pubblicità che per realizzarla hanno mobilitato tutte le loro energie in tutte le località che ospitano loro sedi, in patria e all’estero.

A nulla è valso far osservare che anche la firma sugli oggetti porta solo il nome, lasciandomi perfettamente sconosciuto; hanno mosso Musei ed Enti, Associazioni e Amministrazioni per creare un itinerario che, per quasi due anni, dovrebbe portare in giro l’esposizione.

Ho chiarito subito che sarò presente alle inaugurazioni solo in pochissimi casi e che per il resto preferisco starmene a casa a cercare di fare sesso con tutte le belle donne della regione.

Comunque, mi hanno obbligato a fare un giro di ricognizione nelle sedi principali e per tre mesi sono stato un nomade accampato in hotel più o meno accoglienti.

La parte peggiore è stata comunque dovermi ogni tanto dare da fare per trovare una vulva per mantenere vivo il mio amore per il sesso; a casa, ho piuttosto il problema di scegliere.

Comunque, è quasi andata, anche perché nell’ultima telefonata - fiume che ogni giorno ha mantenuto vivo il legame tra noi, mamma mi ha avvertito che Oriana, la mia sorella architetto, ha un grosso problema, per risolvere il quale la mia presenza potrebbe essere utile.

Ergo, una sola alternativa; o entro ventiquattro ore sono a casa oppure non devo tornare mai più perché mi strappa i testicoli … e a mano libera.

Ho cercato di capire la natura del problema; ma non era in condizione di dirmi molto, tranne che si trattava di un incontro, nell’albergo dove da anni esercito la nobile professione di ‘accompagnatore di signore insoddisfatte’ con una commissione per l’attribuzione di un appalto per una cifra vertiginosa.

Ho capito immediatamente il genere di problema, avendo spesso partecipato, da escort, a simili incontri, nei quali il sesso ha spesso un ruolo predominante sulla ‘captatio benevolentiae’ della commissione.

Ho pensato che potevo, già mentre ero in treno, assumere dati più chiari; non ho telefonato a Oriana perché, quando è in fibrillazione, facciamo spesso scintille e si arriva a non concludere niente; ho chiamato però Salvo, l’incaricato dell’agenzia per cui lavoro, che conosco molto abile a riassumere il quadro delle situazioni.

L’ho trovato libero da impegni; anzi, appena mi ha riconosciuto dal nome comparso sul display, mi ha detto.

“Alla buonora. E’ più di una settimana che aspetto questa tua telefonata e tu ti decidi solo appena in tempo utile.”

Non ci capivo molto, ma ho preferito glissare.

Mi ha spiegato che era ospite la famosa commissione, che lui era riuscito a ficcare il naso nella carte arrivate per e mail e che sapeva perfettamente che mia sorella era candidata a quel progetto, che la sua proposta era considerata fra le ‘papabili’ e che dopo due giorni era in calendario il suo incontro.

Conoscendo i percorsi ambigui di quelle commissioni, gli chiedo di dirmi tutto quello che sa.

Mi spiega che quella commissione in particolare riconosce dall’odore le escort e gli escort che i candidati normalmente assoldano per fare bella figura; che preferiscono avere a che fare con gli interessati per verificare l’esistenza di un feeling o di una ‘chimica’ prima di decidere; aggiunge che, a volte, il feeling passa per il letto.

Mi precisa che i due sono un signore sui sessantacinque di ottimo aspetto, elegante e garbato, squisito estimatore della bellezza femminile ma anche del garbo e dell’eleganza; alcune ragazze che lo hanno incontrato anche a letto, ne hanno ricavato ottima impressione, insomma uno al quale molti avevano disinvoltamente offerto anche la moglie; la lei invece è un po’ più dura, sui cinquantacinque, esperta di vita e sensibile al romanticismo non di maniera ed al sesso duro.

Mi dice che, secondo lui, io con la Siglinde posso sicuramente farcela; non si pronuncia su mia sorella e Zacharias ma solo perché non conosce mia sorella.

Decido di stuzzicarlo un poco.

”C’è Marzio a tiro di voce? Metti il vivavoce, per favore. Marzio, io domani sera incasso la promessa e vengo a cena … è chiaro che vengo con la divina; anzi forse con due divine … sappi però che la divina è mia sorella e che l’altra è sua figlia ventenne, divina come la madre se non di più … Potrai dare i bacetti sulle guance a tutte e due e può anche darsi che ti ricambino … hai capito, Salvo?”

Esclude il vivavoce e mi dice che la notizia ha toccato tutti.

“Deve essere davvero una gran femmina, tua sorella. Se ha anche un minimo di disinvoltura, mi sa che il contratto è suo.”

“Farò tutto quello che posso e spero davvero di dimostrare che sono il migliore dell’agenzia. Ci vediamo domani sera per la ricognizione. Per favore, fammi avere un tavolo che mi permetta di osservare senza essere visto.”

“Certo, amico, siamo vecchi del mestiere. Ciao.”

Mi rendo conto che è davvero un problema che posso aiutare a risolvere e mi sento in colpa per non essermene informato prima.

Telefono a mamma.

“Ciao sono in treno verso casa; arrivo in serata. Oriana come sta, dove sta?”

“Sta lavorando, perché noi qui lavoriamo, sai? Adesso la avverto e le dico che stasera sei a casa.”

“Dille pure che già ho fatto certi passi; domani sera la porto a cena a quell’albergo … e, visto che Patrizia è qui, è meglio se viene anche lei.”

“E la tua povera mamma a casa … sarà anche giusto ma non è bello; i figli a cena fuori e mamma a casa. Fuori dagli scherzi, ti aspetto e sai anche con che ansia. Ciao.”

Il treno arriva in perfetto orario e poco dopo le sette sono a casa; un grande abbraccio a mamma, prima da figlio, poi da innamorato; e lei lo sente.

“Sei andato in bianco per tre mesi?”

Scherza.

“Tu invece ti sei data da fare?”

Fa una smorfia che significa tutto e niente.

Le lascio lo zaino da disfare, odio le valigie, e mi infilo in bagno.

La doccia mi rimette a nuovo e, in accappatoio, torno in cucina e abbraccio da dietro mamma china sul tavolo a sfogliare la bozza di catalogo della mostra.

“Cavolo, mi pare una cosa enorme! “

“Si, è una buona cosa. Ma adesso lasciala lì e preoccupati soprattutto del tuo povero figlio, stanco, triste e soprattutto eccitato.”

“Adesso, la tua mamma ti fa cenare castamente. Dopo, però, Anna ti porta nel lettone e ti fa vedere cosa può fare l’amore di una femmina che il suo maschio per tre mesi ha abbandonato.”

Mi dà un bacio in fronte e prepara la cena.

Dopo cena, puntuale come la morte, trilla il telefono; mamma risponde e mi passa l’apparecchio; è Oriana.

“Ciao, amore, come stai? Dai non fibrillare e non essere cattiva con me. Ho già parlato con alcune persone e mi sono informato; domani mattina vieni qui, confrontiamo i dati e scegliamo i comportamenti.”

Non mi dà requie.

“Forse tu non ti rendi conto di quanto vale per me questo contratto!”

“Due miliardi che possono diventare quattro o addirittura otto. Non mi dire che finiscono tutti nelle tue tasche!”

“Bell’architetto sarai, se credi questo! E poi chi se ne frega dei soldi. Realizzare quel ponte mi fa diventare una archistar internazionale!”

“Più ancora se, oltre al ponte, ti fanno realizzare il complesso urbanistico intorno!”

“Tu che ne sai?”

“Cavolo, è mezz’ora che ti dico che ho parlato con chi ha visto il progetto e sa anche che è tra gli aspiranti all’assegnazione del contratto; se solo riusciamo a creare un feeling coi tedeschi, il contratto è tuo.”

Abbassa la voce.

“Ho anche bisogno di fare l’amore …”

“Adesso?”

“Adesso non posso, con mio marito qui appiccicato. Domani mattina mi fai fare l’amore?”

“Io con te faccio sempre e solo l’amore; anche domani mattina, fino a farti svenire, così la tensione ti passa.”

Prima di andare avanti…

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