Siamo ancora immersi nel languore in cui ci ha spinti l'orgasmo quando squilla il telefonino di Margie; è Nicola, suo marito, che dovrebbe essere a Roma.
"Ciao, amore, dove sei?"
"In ufficio ..."
"Di domenica?"
"Si, devo chiudere delle pratiche perché da domani prendo un po' di ferie."
Mamma, curiosa come sempre, ha ascoltato tutto e le fa.
"Digli di venire qui. Anzi, metti il vivavoce che gli parlo io."
Un po' perplessa, Margie lo fa e mamma parla con lui.
"Ciao, Nicola, sono Anna, la mamma di Mario. Tu forse non mi conosci ma io so molto di te e mi piacerebbe conoscerti."
"Buongiorno, signora, anche io so molto della mamma di Oriana e nonna di Patrizia. E anche io sarei felice di conoscerla."
"A patto che lasci il signora, mi chiami Anna e mi dai del tu."
"Ok, scusa ma non osavo. Potrei arrivare nel pomeriggio e anche in ottima compagnia, credo."
"A chi ti riferisci?"
"A noi, nonna."
Anche Nicola ha attivato il vivavoce.
"Patrizia, amore di nonna, sei tu?"
"Si, mamma; e ci sono anch'io."
"Oriana, figlia mia, vi voglio qui tutti e tre, al più presto."
"Un paio d'ore e facciamo una bellissima rimpatriata."
"Scusa, Margie, ti ho rubato la telefonata."
"Sai, credo che l'obiettivo di Nicola fosse proprio questo; vero, amore?"
"Si, ci siamo consultati, ci abbiamo provato ed è andata bene. A fra qualche ora, Ciao."
"Ciao!"
Mamma quasi piange per la gioia.
"Sai, quasi non ci posso credere, avere fra poco con me voi due, mia figlia, la mia nipotina e il padre del mio prossimo nipote. È veramente il massimo!"
"Come la prenderà Mario?"
"Facesse quel cavolo che vuole. La sua unica competenza era inseminarti. Lo ha fatto e adesso, se fa i capricci, lo faccio crescere io, a mazzate. Vieni qui, amore mio, lasciati abbracciare!"
Si abbracciano con foga e così le trovo uscendo dal bagno.
"Insomma, vuoi sempre rubarmi gli amori?"
"Questo amore è di noi tutti; ed è troppo pregiato e delicato per lasciarlo a te solo. Sappi che nel pomeriggio saranno qua Oriana, Patrizia e Nicola. Se hai ancora problemi, valli a smaltire altrove. Noi qui saremo una famiglia."
"Avrò un solo problema e senza il vostro aiuto non ce la faccio nemmeno ad affrontarlo. Come farmi perdonare da mia sorella e da mia nipote per il male che ho fatto."
"Io non solo ti ho perdonato ma ti amo anche più di prima. Lo stesso sarà per Patrizia e per Oriana, puoi esserne certo. Ti amano troppo, per serbare rancore."
"Va bene. Ma, intanto, che facciamo?"
"Tu fai l'amore, tu fai tanto amore con questa donna meravigliosa; tu fai l'amore finché non crolli esausto."
"Margie, davvero vuoi che torniamo a fare l'amore?"
"Io ti dico di si e per due validi motivi; il primo è che l'amore non è mai abbastanza; il secondo è che, da ieri sera ad oggi, l'abbiamo fatto, con intensità, solo una volta stamattina, finalmente, aggiungerei."
"Va bene, torniamo a letto ma stavolta come è giusto che sia, almeno senza tanti vestiti. E tu, mamma, che ne dici di farci stare un poco da soli, mentre ci amiamo?"
"Io dico che, se mi va di ammirare la mia amica mentre ti ama, e se a lei non dà fastidio, la guardo, la ammiro, la invidio, la accarezzo, e ci limono persino, tie', e a te non devo assolutamente niente, visto quanto conosco il tuo membro e il tuo modo di amare. E adesso, va' nel lettone e falla godere, falla urlare d'amore, se ti riesce."
Inutile ribattere, vince sempre lei.
"Anna, se vuoi, puoi anche starmi vicino mentre faccio l'amore. Te l'ho detto; il tuo affetto mi ricorda tanto quello di Nicola; e da sempre, quando mi faccio possedere, io ho tra le mani la sua, ho lui col suo amore vicino a me e, quando lo fa, le sue carezze sono più potenti di qualsiasi stimolazione, specialmente se mi accarezza punti sensibili che ha imparato a conoscere a menadito. Quindi, se ne hai voglia, stai con me e amami anche tu."
"Sei sempre più adorabile e io ti voglio bene sempre di più. Si, sarò vicino a te e ti comunicherò tutto il mio amore, in tutti i modi!"
Non sono affatto convinto da questa alleanza; ma so che amo, davvero tanto, tutte e due; e amarle insieme è quasi un sogno.
Andiamo insieme al lettone e cominciamo a spogliarci.
Mamma è ovviamente rapidissima perché ha solo la vestaglia indossata in fretta mentre copulava con Valerio; mentre Margie si dedica a me, mamma, con pochi rapidi gesti, le cava camicetta e reggiseno per far esplodere il seno coi succosissimi capezzoli, già in evidente erezione.
Io sto armeggiando con la gonna di Margie, quando mamma la schiaccia sul letto e si impossessa del seno che lecca tutto con profonda avidità.
Quando comincia a giocare coi capezzoli, succhiando e sfregando con le dita, sento Margie che vibra, si inarca, si scuote tutta.
"No, ti prego ... Mi fai esplodere ... Non ancora, per favore ... Si, si, si, siiiiiiiiiiiiii ... Mi hai fatto venire ... Continua, adesso, continua ... Non ti fermare ... Mario, ti amo, ti aaaaaaamoooooooo. Anna, abbi pietà, è troppo, il piacere che mi dai ... Ti prego ... Vengo ancora siiiiiiiiii goooooooodoooooooo. Per favore ... Mi farai morire."
"Non muori, piccola cara, non muori ... Come mai godi tanto?"
"Non lo so. Ho fatto l'amore tante volte, anche amore lesbico. Ma mai, ti assicuro, mai ho goduto così. Te l'ho detto; con te mi pare di fare l'amore con Nicola che non ha il membro ma mette tanto amore sulla bocca e sulle dita che mi fa impazzire. Ho sentito sulla tua bocca tanto amore che sono venuta nonostante resistessi con tutte le forze."
Mamma non risponde, ma si vede che è felice.
Decido di passare all'azione; mi sistemo fra le cosce, infilo il membro nella vagina, in un sol colpo, e mi tiro i suoi piedi sulla schiena, per penetrarla a fondo; Margie si stringe col ventre al mio e aderisce profondamente; mi sento sprofondato nel suo corpo.
Non contenta, lei mi stringe le braccia attorno al collo e aderisce ancora di più.
"Questa è Margimario!"
Mi sussurra; e posso solo rispondere con un bacio appassionato.
Intanto lei si è appiccicata a me e mi impedisce di muovermi, sembra che l'interno della vagina mi carezzi il sesso; quasi per riflesso, il cuore pompa sangue al membro, procurandomi un senso di vertigine.
Non ho mai avuto una verga così grossa e così dura; e Margie pare coccolarla per tenerla tesa, per portarmi all'orgasmo.
"Mario, riesco a farti sentire quanto ti amo? Io sento il tuo immenso amore nella mazza che mi invade tutta. Ora io esploderò il mio amore su di te e tu esploderai il tuo nel mio utero. ... Ora ... vengo ... gooooooodooooooo . Ti sto inondando e sento che anche tu mi stai allagando. Amore, quanto ti ho desiderato, quanto ho atteso questo momento di vero amore!"
"Dici che non devo preoccuparmi, se gli orgasmi simultanei diventano routine? Bada che, dopo cinque anni di silenzio, abbiamo ripreso esplodendo in simultanea ..."
"Nessun problema. Non avremo tempo per assuefarci!"
Con qualche rammarico, ci sciogliamo dall'abbraccio che avevamo stretto.
Mamma si precipita con la bocca sulla vulva di Margie e sento che la succhia come un'idrovora.
Margie che ancora non ha assorbito l'orgasmo sobbalza, vibra e si scuote tutta.
Addirittura urla.
"No, Anna, ti prego, un altro orgasmo non lo reggo."
Mamma non potrebbe rispondere neppure se volesse, tutta presa com'è a perlustrare, leccare, succhiare, mordere, lambire, accarezzare la vulva fin dentro la vagina che addirittura sembra percorrere tutta, Margie si lascia andare a un piacere intenso ma delicato che non la porta all'orgasmo ma le fa godere enormemente anche quello non ancora assorbito.
"Si, così ... dolcemente ... Pianino ... Quanto mi piace! ... Come vi amo! ... Quanto ho goduto! ... Si, così, senza orgasmo, solo piacere, tanto piacere ... e amore, tanto amore."
Riesco a stento a spostare mamma, che immediatamente va a baciarla sulla bocca, ricambiata con passione.
Mi fiondo io sulla vulva, che mi affascina sempre di più e mi affanno a succhiarla con tutta l'anima, incurante dei suoi mugolii di protesta.
"Voglio il tuo orgasmo in bocca; me lo prendo e tu non morirai per questo amore che ti fa vivere!"

