“Ciao, dormiglione, ti pare l’ora di poltrire?”
La frustata di luce mi colpisce a tradimento e salto su in mezzo al letto ancora assonnato e arruffato; ci metto un po’ a riprendermi.
“Ciao, Oriana, come mai sei qui?”
“Dovevo accompagnare mamma dal dottore ma il controllo è stato differito.”
“Ah … e così per fare qualcosa di divertente vieni a svegliare il povero fratellino che dorme …”
Oriana è la mia sorella più grande, ha quasi vent’anni più di me, ma per me è stata molto di più; sono nato infatti quasi contemporaneamente a sua figlia Patrizia e lei ci ha in un certo senso allevati insieme per almeno gran parte della fanciullezza.
So che mi adora ed io ne sono profondamente innamorato, anche in una direzione inconfessabile.
Ancora adesso, che ha una sua intensa vita con un marito super impegnato e una figlia ventenne problematica come tutte le ventenni, non perde occasione per essere presente a casa nostra, io vivo ancora con mamma, e sbrigare pratiche che da sempre sono state di sua competenza.
Come al solito, impone la sua presenza anche buttandomi giù dal letto perché amo poltrire.
Conoscendola, mi meraviglia che non abbia sottolineato la particolarità che sono nel lettone di mamma, che entra in quel momento con il suo baby doll datato che però rende giustizia alle sue meravigliose forme giunoniche che i sessant’anni passati, meglio non ricordarglielo, però!, non riescono a scalfire.
Può darsi che abbia colto l’incesto che si è consumato in quella camera; ma è anche possibile che, nella sua genuinità, ritenga ancora normale che un uomo di più di venti anni, e ben noto per le sue trasgressioni, dorma nel letto con mamma.
“Che aspetti ad alzarti?”
“Lo farei; ma il problema è che io dormo nudo e dovrei presentarmi a te con tutto lo splendore della mia mascolinità.”
“Ah … quella … se ne dice un gran bene …”
“Cosa? Come ? dove?”
Sono veramente meravigliato.
“Elvira ti dice qualcosa?”
Resto basito; effettivamente, di tanto in tanto mi incontro con una signora del suo giro, Elvira per l’appunto, che ha sempre espresso grande soddisfazione per i nostri incontri.
Ma non mi sarei mai sognato che la voce arrivasse a mia sorella.
“Chiacchiere da salotto … stai anche a sentirle?”
“Ah … chiacchiere da salotto, dici; e anche quelle di Patrizia sarebbero chiacchiere da salotto?”
Comincio a tremare; Patrizia è sua figlia, la mia nipote coetanea; e le avevo fatto spergiurare di non dire niente soprattutto a sua mamma.
“E’ vero che le hai dato un bel po’ di lezioni mirate e ben argomentate?”
“Si, mi ha chiesto alcune delucidazioni sull’attività sessuale e io non mi sono rifiutato di spiegare …”
“Solo spiegare … o anche dimostrare???”
“Solo teoria … e … forse … qualche piccolo accenno più concreto …”
“Fino alla finale penetrazione anale che Patrizia ha definito ultrastratosferica. E’ così?”
Sa proprio tutto ed io spero almeno che Patrizia abbia confessato solo la prima seduta e non la ripresa successiva che tra l’altro si è svolta proprio qui, in questa camera e in questo letto.
Ma Oriana non ha ancora finito.
“E della tua passione per il mio fondoschiena … di quello … che hai da dirmi?”
Maledetta Patrizia; ha proprio vuotato completamente il sacco, chissà poi perché.
“Cosa vuoi che ti dica? Ribadisco fortemente e convintamente quello che ho dichiarato. Se ti riuscisse di fare una lista di tutte le Elvire di cui puoi avere notizia, in cima, proprio in testa a tutte, al primissimo posto, mettici …”
“Il mio nome.”
Mi interrompe.
“No. In cima a tutto di tutti, più in alto di quanto non puoi neanche immaginare c’è il tuo meraviglioso, immenso, stratosferico, inarrivabile, inestimabile, preziosissimo sedere. Ecco, l’ho detto. E adesso prendila come vuoi. E’ una vita che adoro te e il tuo sedere; lo sperma prodotto con le masturbazioni che mi sono fatto per te e per il tuo sedere raddoppierebbe il Trasimeno. Io adoro il tuo sedere.”
“Ti hanno mai spiegato che io con quel sedere ci faccio tanta cacca e sparo delle scoregge pestilenziali?”
“Ma forse la mia nipotina Patrizia si è dimenticata di raccontarti che, mentre si erudiva teoricamente e praticamente sul sesso, le sono scappate delle scoreggine che però non avevano odore e io ho cercato inutilmente di sentirle; immagina con quanto amore verrei ad annusare le tue scoregge, a farmele esplodere direttamente in bocca; immagina quanto mi ecciterei a lasciarti fare la cacca sul mio petto per vedere le pieghette del tuo ano meraviglioso pulsare per espellere come pulserebbero per accogliere il mio membro se mai mi riuscisse di penetrarti analmente. Credo che questa idea sia già venuta a D’Annunzio, almeno lo si racconta; ma io ne sono convinto.”
Ormai non ho più remore e dico quel che mi viene.
“Senti, ragazzo, a parte il fatto che sei chiaramente un pervertito della peggiore specie e mi dispiace perché sei mio fratello, non ti nascondo che la tua devozione al mio sedere mi confonde; ma sappi per lo meno che, di entrare in quelle pieghette, non è stato consentito a nessuno e non so se sarei disposta a commettere un errore grave come l’incesto per consentirlo addirittura a mio fratello.”
“Guarda che io e Patrizia quest’errore lo abbiamo fatto, in piena coscienza; e non mi sembra che la nostra vita ne sia distrutta; anzi, per quel che ne so, è migliorata.”
Mamma sorride e fa un gesto per dire ; questa è proprio scema.
Oriana é turbata ma non si muove dalla stanza.
“Mi lasci scendere dal letto o vuoi davvero ammirare il mio sesso?”
“Non me ne vado finché non l’ho visto. Ma guarda questo! Due minuti fa esprimeva la voglia quasi sacra di violare le mie pieghette e di entrarmi nell’intestino ed ora si vergogna a farmi vedere che cosa vorrebbe infilare nel mio retto!!! Sei una contraddizione ambulante.”
“Ma faglielo vedere; non lo sai che la pubblicità è l’anima del commercio?”
Oriana le lancia uno sguardo fulminante, ma mamma sa essere tagliente, quando ci si mette.
Effettivamente, forse chi è in maggiori difficoltà sono io; Oriana aveva visto il mio pisello crescere fino ai primi peletti, quando mi faceva il bagnetto insieme a Patrizia.
Farle vedere il mio sesso adesso sarebbe assolutamente il meno senza considerare che la frequentazione della casa in qualsiasi momento e in ogni condizione certamente qualche involontario sguardo deve averlo provocato per cui non è neanche impensabile che già un’idea se la sia fatta.
Ovviamente, non metto in conto i racconti delle amiche che sanno più di leggenda metropolitana.
Scendo allora dal letto buttando via il lenzuolo ed esponendo al meglio il mio 20 centimetri in riposo.
“Però! …”
E’ il commento di Oriana; decido di ignorarlo.
“Ma davvero tuo marito in venti anni non ti ha mai chiesto il sedere?”
Mi guarda con aria quasi triste.
“Patrizia mi ha spiegato un po’ di quello che i tuoi suggerimenti le hanno consentito di capire. Ma ti assicuro che mio marito, se gli parli di ‘copulare alla missionaria’ pensa a una che spazza il convento perché il suo è ‘copulare da marito’ secondo canoni eterni.”
“Oriana, non ti parlo da fratello né da innamorato ma da amico e da persona razionale. Hai bisogno di farti un amante, di quelli veri, con la mazza dura, buoni e attivi, prima che le tue bellezze diventino ricordo. Tu sei una persona di rara bellezza, ma non lo resterai ancora per molto. E non c’è niente di peggio delle bellezza sprecata.”
Mi infilo in bagno quasi correndo per evitare ogni commento.
Quando esco, con solo un asciugamano intorno alla vita ed un altro buttato sulla spalla, Oriana è ancora là a parlare con mamma che immediatamente si preoccupa della mia salute quando mi vede grondante di doccia; Oriana allora mi si avvicina con la sua solita infinita materna affettuosità, prende l’asciugamano dalla spalla e comincia a frizionarmi i capelli.
“Brava, dagli tu una mano a questo sciagurato.”
