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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 3 — Cose di famiglia 3 Patrizia - Finalmente dentro
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Cose di famiglia 3 Patrizia - Finalmente dentro

Mario finalmnte scopa sua nipte Patrizia, con ioia di entrambi

geniodirazza
1 anno fa · 7.097 parole · 31 min
269 letture

ono ormai alcuni mesi che il “giochino” va avanti senza che io riesca ad intervenire; ogni quattro/cinque giorni mi arriva sul telefonino un messaggio da Patrizia; il tenore è sempre lo stesso ‘imbecille’ ‘sei un imbecille’ ‘bastardo’ ‘sei un bastardo’ e simili amenità.

Ogni volta che cerco di chiamarla al cellulare, puntualmente mi chiude la risposta; ho provato a telefonarle a casa ma si nega; non me la sento di parlarne con Oriana per paura di quel che potrebbe scatenarsi dalla incavolatura di Patrizia; quella è l’unica cosa evidente.

Ho cercato anche di indagare presso Margie, ma non mi ha saputo dire niente e ci siamo limitati a rassicurarci che va tutto bene.

Quasi a sorpresa, una mattina, al risveglio, la trovo in cucina seduta al tavolo con mia madre mentre sorseggiano un caffè.

“Ciao, amore, come stai?”

Mi guarda brutto e non mi degna di una risposta.

Le vado dietro e cerco di prenderle il volto per baciarla; resiste e non alza la testa; mi rassegno a baciarla sui capelli.

Paradossalmente, di fronte a questo atteggiamento di rifiuto, il mio sesso balza all’improvviso in avanti.

“Cosa ho fatto?”

Muso duro e testa china.

“Cosa ho detto?”

Scena muta.

“Cosa NON ho fatto?”

Non fa una grinza.

“Cosa NON ho detto?”

Silenzio.

“Insomma, perché diamine ce l’hai con me. Cosa ti ha fatto incavolare così????”

“Margie.”

La risposta è il sibilo di una frustata.

“Dio mio, che è successo?”

“E me lo chiedi?!?!”

Mamma è basita; mai ci aveva visto così ostili e mai lo avrebbe pensato.

“Si può sapere chi è questa Margie di cui Patrizia sembra essere gelosa?”

Lei si agita sulla sedia; vorrebbe assolutamente negare di essere gelosa; ma preferisce stare zitta.

“Margie, al secolo Margherita, è l’amica del cuore di Patrizia, quella che lei mi ha raccomandato come il suo alter ego, l’altra faccia della medaglia di cui lei è il verso; la meraviglia del mondo che dovevo trattare come se fosse la stessa Patrizia. Io l’ho fatto; e, a quanto pare, questo ha scatenato i furori del mio unico grande amore.”

“Grande amore un bel cavolo!!!!”

Adesso Patrizia sta urlando.

“Nella sua vulva hai sguazzato per ore e la mia non l’hai presa in considerazione neppure quando te l’ho sbattuta in faccia mentre ero piegata a 90 gradi davanti a te!!!!!”

“Ah!!! Ma allora questa è proprio una semplice scenata di gelosia tra innamorati”

Interloquisce mamma, ma Patrizia scatta.

“Ma quale innamorata; io non l’ho mai sopportato questo bastardo!”

Mamma ironizza.

“Ah, si, certo lo so bene, da anni, esattamente da quando giocavate al dottore e la nipotina cercava in ogni modo di prendere in mano il pisellino dello zio per manipolarlo o da quando lo zio curava la fighetta della nipotina titillandola e procurandole i primi orgasmi …”

“E tu che ne sai?”

Patrizia è spiazzata.

“Semplicemente, ho gli occhi per vedere e buon senso per stare zitta. E’ stato allora che vi siete innamorati? E quando invece avete concluso a letto?”

Patrizia sbotta ancora.

“MAI! Questo bastardo non mi ha ancora sverginata e, in compenso, si è sbattuto alla grande l’amica del cuore che gli avevo presentato. Non è così?”

La guardo con affetto e la bacio provocatoriamente sulla fronte.

“Mamma, visto che ti sei aperta anche con Patrizia, allora ascolta i fatti e poi giudicherai. Tu sai quali sono le cose che, nel sesso, amo al di sopra di ogni cosa, terrena e divina?”

“Non so come sia la classifica ma so per certo che da quando avevi dodici anni ti sei ammazzato di masturbazioni per Oriana e hai sbavato come un deficiente sulla vulva di Patrizia. Io in cima a tutti i tuoi desideri ci ho visto sempre queste due cose.”

“Perfetto. Sai anche che sul sedere di Oriana qualunque speranza è utopia.”

Lei annuisce.

“Purtroppo, non riesco a scuoterla, quella benedetta donna, che alla fissa della fedeltà immeritata sacrifica tutta se stessa.”

“Ok. Quello che però non sai è che il mio amore più giovane, quando ha deciso di farsi ‘svezzare’ da me al sesso, ha esordito ponendomi la pregiudiziale che è vergine e che vuole restarlo finché non arriverà a deflorarla il sesso di non so quale principe azzurro. Io ho cercato di insegnarle il meglio, e di farglielo provare anche. E non mi sembrava scontenta di come erano andate le cose, compreso il fatto che non le avessi rotto l’imene così, solo per il mio solo piacere, contro la sua attesa del famoso principe azzurro.”

Patrizia sbotta ancora.

“Sei uno sciocco!!! Anzi no, sei un imbecille matricolato, perché solo uno che sia imbecille e stupido al tempo stesso non capisce che il sesso che sto aspettando è il tuo, IL TUO, capisci? E quel maledetto meraviglioso giorno io non ero in grado di decidere niente e aspettavo solo di sentirmi lacerare il ventre dal mio amore. Mi hai costretto a dirlo, alla fine; vaffan…!”

Mamma le va dietro, le prende la testa fra le mani e fa il gesto di cullarla.

“Forse sarebbe stato tutto più semplice se avessi parlato chiaro o, almeno, se ti fossi resa conto che è con te che ce l’hai, non con lui.”

Patrizia le prende le mani e le bacia con affetto.

“Ma che c’entra questa Margie in tutta la vostra faccenda?”

Mamma ormai si sente coinvolta; Patrizia tace ancora e parlo io.

“Queste due devono essere veramente molto amiche; e sono due ragazze assai in gamba; non a caso si sono già laureate tutte e due in psicologia e, per quello che so, Margie ha anche vinto un importante concorso.”

Patrizia fa uno sberleffo diretto all’amica, di cui invidia, senza ammetterlo, anche la grande capacità culturale che le ha consentito di superare un concorso per tre posti con migliaia di concorrenti.

“Però, come capita a tutti i professionisti, i risultati peggiori della loro professione li riservano a se stesse; così, ‘la psicologa’ Patrizia non sa fare sesso con lo zione che ama e ‘la psicologa’ Margie fa una stronzata enorme per eccesso di fiducia in se stessa.”

“Spiegati!”

Impone quasi mamma; Patrizia sembra sorpresa e incuriosita.

“Queste due matte si erano giurate di rimanere vergini finché non avessero avuto l’occasione giusta.”

Mamma sorride e Patrizia abbassa la testa quasi vergognandosi.

“Quello che è peggio, però, è che Margie viene deflorata con uno stupro e, per la particolare natura della violenza, non ha il coraggio di confessarlo all’amica.”

“Adesso finalmente si è decisa a dirmelo ma ancora non so capire chi sia stato, perché non lo denuncia e perché abbia chiesto di parlarne con te.”

Patrizia sembra davvero disorientata.

“Deve essere stato di certo uno di famiglia.”

Sancisce mamma.

“Di famiglia? … perché? …”

Patrizia è ancora più a disagio; la vado ad abbracciare, le bacio il viso e la porto a sedere sulle mie ginocchia.

”Tesoro, vedi che la tua scienza non ti aiuta. Non può denunciare lo stupratore perché lo scandalo distruggerebbe la famiglia; per lo stesso motivo, non può parlarne con qualcuno del giro familiare o degli amici da quella parte; ti ricordi che me lo ha detto subito proprio lei?. Non voleva parlarne neppure con te. Ma è successo qualcosa di imprevedibile. Tu le hai raccontato della giornata che abbiamo passato insieme e le hai addirittura riferito frasi di grande amore che ci siamo scambiati.”

Patrizia mi bacia sulla guancia quasi il ricordo la intenerisse.

“Attenta adesso e non prendere subito cappello. Da una parte una ragazza alla quale un familiare ha strappato la verginità stuprandola; dall’altra, la sua amica del cuore che le racconta come un suo familiare l’ha aiutata a capire; ci ha fatto sesso perché loro si amano, anche se non se lo dicono fino in fondo; non l’ha penetrata in vulva perché lei ha espresso il desiderio di rimanere ancora vergine. Cara la mia psicologa, cosa può scattare nella testa di questa ragazza, se consideri anche che l’incubo di quel che ha subito le impedisce di godere della cosa che ama di più fare, vale a dire copulare fino ad avere un orgasmo iperstellare?”

“Il minimo è un transfert; si immedesima nell’amica e desidera fare l’amore, non copulare, ma fare tanto, tanto amore, con il suo familiare buono per sentirsi compensata del male subito.”

“Adesso capisci cosa ci ha chiesto, capiscimi bene, ci ha chiesto, non l’ha chiesto né solo a te né solo a me ma a me e a te insieme, per raggiungere finalmente quell’orgasmo che dall’episodio di violenza non riusciva a completare perché l’incubo ogni volta glielo spezzava; ha chiesto per un giorno di essere te con me, di essere amata come lo sei tu, in ogni momento. E ha potuto farlo proprio perché siete tanto amiche.”

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