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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 1 — Cose di famiglia 1 Patrizia - Lezione di sesso
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Cose di famiglia 1 Patrizia - Lezione di sesso

Zio e nipote si scoprono amanti e insieme si accostano al sesso

geniodirazza
1 anno fa · 13.586 parole · 60 min
566 letture

“Senti, Mario, tua sorella ha chiesto se potevi fare alcuni lavoretti a casa sua …”

“Che lavoretti?”

“Un interruttore, mi pare, … e forse un rubinetto … non so ….”

“Ok, va bene , ci passo oggi stesso …”

“ma … non so … forse aveva detto qualche altra cosa …”

“Invecchi, eh!”

Ma scherzavo; mia madre è ben vegeta, ma non è mai stata una cima in quanto a disciplina mentale e memoria delle piccole cose.

Invece Oriana, mia sorella, è esattamente l’opposto, precisa, attenta ed anche premurosa; per me è stata la vera mamma; mia madre infatti mi ha partorito in tarda età, venti anni dopo la primogenita, Oriana per l’appunto, e più di dieci dopo gli altri due; per di più, Oriana è diventata mamma di Patrizia poco più di un anno dopo la mia nascita e, in qualche modo, ci ha accomunati nella crescita, al punto che Patrizia è per me una sorellina, più che una nipote, ed io per lei sono stato il primo e più importante compagno di giochi di scuola e di mille scoperte anche scabrose, l’amico del cuore, il complice di mille malefatte, insomma quel fratellino di poco più grande che tutte le ragazze, per quel che mi consta, sognano di avere.

Da qualche tempo le situazioni sono cambiate, per la diversità degli istituti superiori che hanno diversificato la cerchia dei compagni di classe, per le frequentazioni fuori della scuola, che portano me ad essere ‘il maschietto’ di un gruppo di bulletti per la verità molto all’acqua di rose e mia nipote la ‘fighetta’ di un giro da discoteca più rumoroso che altro; nelle sue grazie è entrata l’amica del cuore, Margherita, che io conosco poco e superficialmente; e credo che abbia fatto moltissime esperienze, come d’altronde io me la sono cavato alla grande.

Ormai tutti e due maggiorenni, non abbiamo moltissime occasioni per stare insieme e non siamo più ‘sedere e camicia‘ come è stato negli anni. L’affetto è fuori discussione tanto con lei quanto, più ancora, con Oriana che resta per me in assoluto il faro, il punto di riferimento, il grande amore per certi versi, tanto più per me, che godo fama, e non a torto, di avere migliaia di amori e di non essere innamorato di nessuna.

La richiesta di aiuto è quindi più che spiegabile, considerata anche la totale inettitudine di mio cognato per i lavoretti di casa, a mio avviso anche per certe altre ‘competenze‘ familiari; ma questo è un altro discorso; e il fatto che piombassi senza preavviso a casa loro, specialmente su richiesta di Oriana, è in sostanza più che naturale.

Quando citofono, Patrizia mi riconosce dall’interfonico e mi apre il cancello senza parlare; la porta d’ingresso è aperta ed entro nel salone guardandomi intorno sorpreso dal vuoto totale; Patrizia compare all’improvviso dal corridoio del bagno, con un asciugamano a mo’ di turbante, un larghissimo pantaloncino stazzonato ed una canotta grigia di non so quale università che le scopre, anziché coprire, un seno ricco e solido che si erge prepotente sul suo fisico statuario.

“Tua madre!?!?”

Chiedo sorpreso.

“E’ fuori con mio padre per tutto il giorno.”

“Aveva parlato a mamma di certi lavoretti …”

“Si … per la prossima settimana! …”

“Ah!!! … Benedetta mamma e la sua memoria! … Va bene, allora scusami … vado …”

“Dove vai? … Col cavolo che ti lascio andare … tu capiti proprio a fagiuuolo”

E’ un classico di Patrizia, deformare il suono delle parole quando vuole nascondere qualche esitazione!

“Sentiamo cos’altro sarebbe questo fagiuolo.”

Patrizia si accovaccia sul tappeto e mi invita a sedermi sul divano di fronte; da quella posizione non posso evitare di gettare gli occhi sulla svasatura dei suoi pantaloni che lasciano entrare lo sguardo fino alla vulva rasata e tonica, apparentemente stretta e carnosa; oppure sullo scollo della maglietta che si apre fino a metà del seno e consente una quasi totale vista sul suo corpo.

Il fratellino tra le mie gambe si agita un poco ma la riflessione che sono davanti alla mia nipotina riesce a fargli ‘abbassare la cresta‘ almeno per il momento.

“E’ vero che la maggior parte delle cose che conosco le ho apprese insieme a te, sotto la tua guida, con la tua complicità?”

Accenno di si con la testa; la domanda è chiaramente retorica e non merita risposta.

“E’ vero che sei stato mio complice in mille marachelle, trasgressioni e malefatte, compreso il gioco del dottore e del malato quando eravamo ragazzini?”

Altro cenno con la testa.

“Come te la cavi a sesso?”

La domanda mi arriva in faccia come un palo della luce a un viandante distratto.

“Che vuoi dire?”

“Quello che hai capito. Che conoscenza e che pratica hai di sesso? Per quello che ne so, non sei sposato, non hai un’amante fissa, non hai una fidanzata; come fai per fare sesso?”

Stento ancora a riprendermi dalla tranvata.

Provo ad essere severo come se un anno in più di età facesse la differenza; ma è solo un modo per risolvere l’enorme disagio.

“Senti, piccola; questi sono affari privati nei quali è bene non interferire; certe cose si vivono e si gestiscono personalmente e non se ne parla così, in un salotto surreale, con una ragazza che, non lo dimenticare, è comunque la figlia di mia sorella ….”

Cerco di darmi un tono ma so perfettamente di non essere assolutamente credibile; svolge il turbante che aveva fatto con l’asciugamano in testa e con pochi colpi scioglie i lunghi capelli scuri.

Quando ci si mette sa essere al tempo stesso odiosa e meravigliosa.

“Senti, zzziiiio, io posso anche chiederti scusa per aver cercato di violare la tua intoccabile ‘praivasiii‘, ma questo non ti esime comunque dal rispondere ad alcune domande fondamentali per la dolce pulzella inesperta e ignara che è anche, guarda caso, la tua dolcissima e ‘pannaemielissima‘ nipotina amata e coccolata per diciotto anni. Quindi adesso rilassati e cerca di essere costruttivo.”

“Ok ricominciamo. Non sono e non credo di essere un pornodivo, ma il mio ‘terreno di caccia‘ ce l’ho; e non è neppure l’orticello del matrimonio per l’amplesso garantito o quello ancora più triste del fidanzamento sulla via del matrimonio / garanzia di sesso; io sono piuttosto per rapporti liberi o random, come piace a voi giovani, visto che io sono il vecchio zio, e tutte le mie disinibite amiche, quando gli prude, mi chiamano per farsela grattare; queste amiche, insomma, dicono in giro che sono ampiamente soddisfatte delle mie prestazioni; ergo, presumibilmente qualche cosa ne so. Cosa ti interessa in particolare?”

“Tutto, dalla A alla Z, dove comincia il sesso, come si evolve e come si conclude.”

“Vuoi farmi credere che non sai proprio niente, che non hai nessuna pratica?”

“Non dire stupidaggini; io da te voglio la conoscenza scientifica, teorica e pratica, della sessualità e dei suoi modi di attuarsi.”

“Pratica!?!? Intendi dire che vorresti anche che facessi sesso con te????”

“E che problema ci sarebbe? Lo fai con tante amiche, perché con me no?”

“Perché, guarda caso, sei mia nipote e sarebbe incesto”

“Oggi sei proprio in vena di stupidaggini a buon mercato. Io ora mi tolgo questi straccetti, ti salto addosso, ti violento e vediamo il tuo sesso quanto si rende conto che sono tua nipote!!!”

“Ok, Ok, non esagerare. Allora; da dove partiamo?”

“Dal ‘comincio‘, è ovvio!”

“Il ‘comincio‘ nel sesso si chiama bacio.”

Mi guarda con aria interrogativa, allungo una mano e la invito ad alzarsi; con la sua stazza scultorea mi domina totalmente; le passo le mani sui fianchi, la tiro con forza a me, quasi con violenza, e incollo le mie labbra alle sue, la costringo ad aprirle ed insinuo la lingua con la quale comincio a perlustrarle il palato, i denti, la lingua; lei se ne sta freddina a lasciarsi baciare senza partecipazione; stringo le mani sulle natiche e le sento sode, dure come il marmo e soffici come il velluto, passo la destra sotto l’ampia svasatura del pantaloncino ed afferro la carne viva di un gluteo, faccio scorrere il dito medio sulla scanalatura tra le natiche e, arrivato all’ano, premo dolcemente finché si rilassa, si dilata e mi lascia entrare fino alla nocca.

Contemporaneamente, premo gli ossi pelvici a contrasto muovendo il bacino per strusciare gli inguini e sento il membro che prepotentemente si infila tra le cosce quasi a cercare la vulva.

Patrizia mi guarda quasi spaventata come se non trovasse una spiegazione alle mie manovre.

Interrompo la mia manipolazione.

“Tesoro, tu non vuoi fare sesso; tu stai studiando la meccanica della copula ma non ami affatto il sesso!”

Lo sguardo è tra la meraviglia estrema e la rabbia incontenibile.

“Che cavolo dici!?!?”

“Dico semplicemente che io sto cercando di accostarci al sesso, ad un sano e bell’amplesso e tu, invece, stai lì a guardare gli strumenti di analisi di un laboratorio, e per di più senza capirci una mazza, che qui c’entrerebbe perfettamente!”

“Non capisco …”

Patrizia è veramente confusa e sconvolta; decido di prendere la cosa da un’altra prospettiva.

“Senti, amore mio, il sesso è soprattutto comunicazione; scambiandoci liquidi, umori e sensazioni, ci comunichiamo tante cose che tu neppure immagini, non solo la saliva che vedi passare da bocca a bocca o gli altri fluidi che di volta in volta si producono.

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