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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 20 — Cose di famiglia 20 - Mario Senior
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Cose di famiglia 20 - Mario Senior

Una mostra di design a Roma aveva dato il via alla vicenda; una mostra di Design a Roma la conclude armoniosamente con altri protagonisti e con lo stesso immenso amore.

geniodirazza
1 anno fa · 5.799 parole · 26 min
216 letture

“Ho una voglia terribile di fare l’amore con te. Vuoi?”

“Ne ho più voglia di te. Ti confesso che vorrei tuo padre e forse stasera mentalmente ti tradirò con lui. Ma voglio anche te, ti amo quanto amo lui; e, a parte qualche inevitabile transfert, voglio fare l’amore con te, alla grandissima.”

Rientrano tutti a casa; Patrizia con Francesco alla sua abitazione, dove il marito, perduto dietro i programmi televisivi, neanche si accorge che i due vanno direttamente in camera da letto e cominciano a copulare come se non avessero un domani.

“Cosa ti rende così energico e voglioso?”

“L’idea di quello che puoi aver combinato con tuo zio Mario. Solo a vedere come vi guardavate, si capiva che c‘è tra voi un amore infinito; non ti ho toccato fra le cosce ma solo perché ero convinto che avrei trovato bagnate non solo le mutande ma anche il pantalone; sono certo che sei riuscita a malapena a nascondere la macchia degli orgasmi che hai provato parlandogli e accarezzandolo.”

“Sei stato o sei geloso?”

“Solo un pochino, quel tanto che nasce dalla voglia di essere come lui, ma solo per quell’aspetto. Come fa a trasmettere tanto amore e a comunicarlo a chiunque?”

“Non lo so; so che mi fa andare fuori di testa e non smetto mai di desiderarlo, neanche quando sto fra le braccia di un uomo come te che sei sicuramente molto al di sopra della media, anche a dotazione, a sessualità a resistenza; è un quid forse ineffabile di cui non so rendermi conto ma che vivo sulla pelle. La cosa migliore è che, dopo, mi trovo ancora più innamorata di te, ancora più desidero di averti, di gustarti, di divorarti, di sentirti mio e di essere tua. Credimi, non è transfert e non hai motivo di essere geloso; amo te, voglio te, faccio l’amore con te e non desidero niente altro che te, il tuo amore, i tuoi abbracci, il tuo sesso, il tuo sperma in tutti i buchi. Ma, quando incontro Mario Senior, da lui mi si scatena tutto il desiderio di te; non chiedermi, non so spiegartelo; pensa, avevo creduto che fosse un fatto cromosomico e speravo di provarlo con Junior. Non è così. E’ lui che mi scatena gli istinti, ma è con te che voglio soddisfarli.”

Discorsi analoghi si fanno anche a casa di Nicola, dove Oriana non riesce a darsi pace perché la frase di Senior le ha sconvolto gli equilibri.

“Capisci, Margie, quel maledetto mi ha chiesto se lo aspetterò nuda quando verrà ad accoccolarsi in braccio a me! Come si fa a non ammazzare un impunito come quello?”

“Infatti, non lo ammazzi, ma lo ami e addirittura lo aspetti sperando che un giorno ti venga a piantare il sedere sul ventre per farsi riassorbire nella tua placenta come vorrebbe fare da decenni!”

Nicola è perentorio e scientifico.

“Tu dici che lo aspetto?”

“Io dico che lo ami ancora follemente e che per lui faresti qualunque cosa, anche la più assurda, la più lurida, la più pericolosa. Lo ami; c’è poco da fare, come lo amate tutti in famiglia.”

Junior è in grave difficoltà.

“Perché? Perché tutti lo amano anche se non fa che seminare guai e dolori?”

“Figlio mio, lasciamelo dire, ti sei chiesto perché lo ami tu, che più di tutti avresti da recriminare per come ti ha abbandonato?”

“Non lo so; per questo vorrei che qualcuno mi spiegasse cos’è questa malattia che ci contagia tutti.”

“Mario, tu adesso vieni a letto con noi, si noi, io tu, Oriana e Nicola, e fai l’amore con tutti noi; ma non lo fai come sei solito tu con gesti sapienti e meccanici che chiunque può imparare in una scuola per escort. Tu adesso vieni qui e fai l’amore; capisci, tu diventi AMORE ALLO STATO PURO. Se e quando riuscirai ad arrivarci, ti si aprirà il segreto di tuo padre e il mistero di tutti noi che lo amiamo al di là, al di sopra, al di fuori di tutte le leggi umane e divine.”

“Cosa vuoi dire?”

“Dico solo che io non amo te, non amo Oriana, non amo Nicola; io amo l’amore che c’è in me e che io trasferisco su di voi rendendovi oggetto del mio amore e che vi trasmetto perché possiate restituirmelo sotto forma di nuovo amore che va ad arricchire la mia capacità di amare. E difficile da capire o ci puoi arrivare?”

Nicola sembra perplesso.

“Cavolo, amore, lo sai che forse hai trovato una formula utile per tanti fenomeni apparentemente inspiegabili. Amare l’amore è l’unico mezzo per amare veramente tutto, persone, cose, sensazioni, sentimenti; e ricevere amore da tutto significa potenziare la nostra capacità di amore. Questo in pratica è Mario Senior, un serbatoio d’amore che dispensa in giro riprendendoselo ricaricato e potenziato.”

“Per questo, mi hai detto che metteva amore in tutti i rapporti, anche quelli meno graditi e più professionali, per cui non potevo sperare di diventare più king di lui, se non imparavo ad amare?”

“Già; e temo anche che questo sia un talento naturale che non si acquisisce e non si impara ma si coltiva solo se lo hai … “

“ … E temi che io non ce l’abbia …”

“No, non ho detto questo e non lo penso; credo che non lo hai individuato in te e non cerchi di coltivarlo.”

Mentre mamma e figlio discettano, Oriana si è stesa sul letto, poggiandosi su un fianco; Nicola ne approfitta per sdraiarsi davanti a lei, in posizione fetale, spingendosi con tutta la schiena contro il suo corpo; Oriana, si slaccia i vestiti e cerca di denudarsi, aiutata da Margie che si è accorta della manovra; quando è tutta nuda, Oriana abbraccia Nicola nella sua lussuriosa opulenza e prende a carezzarlo dolcemente su tutto il corpo, mentre gli sfila a mano a mano i vestiti, escluso lo slip; a quel punto prende a ricoprirlo di baci su tutto il corpo e lo invita a ricambiare.

Nicola si lancia in una perlustrazione quasi analitica del corpo di lei per ricoprirla di baci, solleticarla ed eccitarla, ricercandone gli orgasmi, difficili da raggiungere da una donna matura alla quale non può offrire che labbra, dita e lingua, ma senza un sesso che la faccia vibrare.

Margie sta zitta e quasi immobile, anche se aveva dichiarato dall’inizio che aveva tanta voglia d’amore.

Finalmente Junior coglie il senso della situazione, si va a collocare alle spalle di Oriana, le mordicchia il collo e le spalle, si pianta con forza dietro di lei e spinge il membro, diventato un obelisco di cemento, da dietro, in mezzo alle cosce, attraverso la peluria della figa e la fessura della vulva, fino ad incontrare l’accesso alla vagina; spinge il busto e la penetra con violenta passione; la abbraccia dalle spalle afferrandole a piene mani le tette ricche e sode e se ne sta immobile, piantato in vagina, lasciando che Nicola, dall’altra parte, solletichi il clitoride che si erge gonfio e teso tra le piccole labbra.

Il lavoro coordinato dei due non ha bisogno di molto tempo; Oriana esplode urlando in un orgasmo che non ricordava almeno dall’ultima volta che aveva fatto l’amore con suo fratello; e, poiché è il suo nome che urla godendo, nessuno saprà mai se invocava Senior o amava Junior, Mario tutti e due.

Nicola si libera garbatamente; poi, rivolto a Margie.

“Scusami, amore, ma, dall’incidente, non avevo mai posseduto con tanto entusiasmo una donna. Non so quanto c’entri la carica erotica che Mario ha trasmesso; ma io sono felice di averlo fatto, per di più con una donna così bella. Grazie, Oriana.“

“Grazie a te, a tua moglie e a Junior; mi avete fatto ricordare momenti immensi della mia vita.”

Margie però è rimasta a secco; e accenna a ritirarsi in cucina. Junior la ferma.

“Amore, io non ho mica eiaculato! Vuoi lasciarmi a secco?”

“Beh, finora ero rimasta a secco solo io. Ma se te la senti di continuare, io non ti dirò mai no, per nessuna ragione al mondo.”

“Papà, ascoltami, ti chiamo a testimoniare. Io un giorno morirò addosso a Margie in uno di quegli atti d’amore che o ti fanno rinascere o ti uccidono. In quel momento, puoi ricordare per favore a tua moglie che l’avrò amata fino alla morte, come avevo promesso e come manterrò?”

“Il notaio ha ratificato. Certificherò la tua morte nel pieno di un congresso carnale con tua madre e mia moglie. In fede.”

L’assalto di Junior a Margie è di quelli che solo si registrano tra adolescenti che sprizzano ormoni da tutti i pori; lui l’afferra quasi con violenza e letteralmente la divora di baci su tutto il viso, il capo, la nuca, il collo; le succhia fino a farle male le labbra, le guance, il volto, gli occhi; la palpa su tutto il corpo come per accertarsi che ci sono tutti i pezzi che cerca, le tette, le aureole, i capezzoli, il canale fra i seni, il ventre, l’ombelico e giù giù fino alla vulva, al clitoride, all’ano.

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