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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 20 — Cose di famiglia 20 - Mario Senior
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Cose di famiglia 20 - Mario Senior

Una mostra di design a Roma aveva dato il via alla vicenda; una mostra di Design a Roma la conclude armoniosamente con altri protagonisti e con lo stesso immenso amore.

geniodirazza
1 anno fa · 5.799 parole · 26 min
216 letture

“L’amore, signora, non c’è amore in queste cose.”

Mamma è sbalordita.

“Mario senza amore? Si è prosciugato il Nilo? Si è sciolto l’Antartide? Come fai a non avere amore?”

“Non lo so, mamma, ma è così.”

“Quanto ti trattieni a Roma?”

“Una settimana, poco più …”

“Oriana, riesci a farmelo innamorare ancora del suo lavoro? Patrizia, riesci ancora a farti odiare abbastanza? Margie, ce l’hai un po’ d’amore da prestare a questo mendicante? Junior; e tu che fai? Non dai una mano a papà?”

Junior si sente toccato.

“Sai, nonna, credo che su questo punto devo prima costruire me stesso, poi forse cammineremo insieme.”

“Bene, ragazzi, sono al settimo cielo che vi rivedo tutti insieme. Ora devo scappare. Ci vediamo presto. Grazie, Oriana; come sempre, gli impegni li mantieni e stavolta mi hai fatto davvero felice. Un bacione solo per te. SMAK!”

“Quindi, sorellona, tu eri qui per mandato di mamma!?!?”

“Calma. Sono qui su incarico dell’Albo di P…; sono qui per mio personale ed esplicito desiderio; sono qui per istigazione di Clemente; siamo qui tutti per l’amore che portiamo a te e a tutti noi. E stai attento alla sciacquetta, come l’ha classificata Hans; sta arrivando e non ha una faccia allegra.”

Ma, una volta tanto, Jennifer sceglie male il modo e il momento per intervenire.

“Allora? Che cos’è questa perdita di tempo? Non ti ricordi che hai una mostra da presentare?”

“VA FAN CU LO!!!!. Capisci questa parola o te la devo spiegare?”

“Ma, Mario, … che cosa ti succede? … stai male? … Hai bisogno d qualcosa? …”

Le giro le spalle, vado verso Margie, mi inginocchio e le chiedo.

“Riesci a perdonarmi, amore?”

Junior si precipita a sollevarmi.

“Cosa fai? La chiami amore e le chiedi perdono? E’ chiaro che se è il tuo amore ti ha già perdonato!”

Quasi a conferma, Margie mi abbraccia e mi bacia con un’intensità che quasi non ricordavo più.

“Sei sempre stato, sei ancora e sarai sempre il mio grande amore. Non ho niente da perdonarti; solo ti chiedo come posso aiutarti ad uscire da questa crisi.”

“I tuoi libri cosa suggerirebbero in questo caso?”

“Non è previsto nella letteratura medica; in questi casi, improvvisiamo con fede e con amore. Ed io ne ho tanta, per aiutarti.”

“Che ne dite di una pizza collettiva?”

E’ stata Oriana a proporre e in due minuti una processione di parenti e amici si reca nella pizzeria più vicina per cenare a pizza e birra.

Vedo che Margie sorride e la prevengo.

“Anche questo fa parte del nostro amore nato stanco prima di crescere.”

“Mi hai prevenuto; pizza e birra è un altro dei nostri classici storici.”

Junior è sorpreso.

“Quindi, mamma, tu avevi già vissuto quella scena che abbiamo recitato insieme e non mi avevi detto niente.”

“Tesoro, io e tuo padre non abbiamo avuto una vita in comune molto lunga; ma quel poco tempo è stato così denso di eventi, di sensazioni, di emozioni che ti servirebbero almeno tre vite per pareggiarlo. Non vorrei sembrare scortese con Nico, ma il nostro amore è così rarefatto, nobile, alto, che non è possibile raggiungerlo con le normali umane capacità.”

“Quindi, tu non ami papà …”

Francesco è perplesso. Nicola abbraccia sua moglie con affetto.

”Son cose diverse e difficili da distinguere. Sappi che Mario, il sogno, tra un attimo potrebbe svanire e lasciare solo il ricordo di questo momento straordinario. Io sono qui e ci sarò per tutti, prima fra tutte tua madre, per il resto dei nostri giorni; e non mi smuovono neppure le cannonate. Qui sta la differenza.”

Clemente, che è venuto con noi, gli chiede se può abbracciarlo e gli dice.

“Dottore, lei è veramente un grande, ma così grande che non ci sono termini di riferimento.”

Mentre ceniamo con pizza e birra, l’atmosfera si fa via via più affettuosa e familiare; perfino i paradossi più assurdi della situazione complessa diventano agili da gestire e Patrizia può parlare con me come il suo zione che è stato da sempre il suo grande unico amore; Oriana discute con l’architetto suo fratello del ruolo da svolgere, sostituendolo a P… dove lui è ancora un mito; e al tempo stesso si ribadiscono un grande amore che è nato quando lui era in fasce, lei la sua tata ed è esploso come una naturale dilatazione dell’affetto fraterno, Francesco capisce finalmente quanta nobiltà ha avuto suo padre ad accettare che sua madre lo concepisse ‘per sesso interposto’ realizzando il culmine di un amore vero.

Non si vergogna per niente di essere innamorato e amante della nipotina di Mario, di cui in qualche modo è quasi nipote anche lui, essendo fratellastro del figlio di Mario e di sua madre Margie, che per un momento ha anche amato fisicamente in nome e per volontà di suo padre putativo; Junior si sente sballottato tra l’adorazione per sua madre, che vuole amare anche fisicamente, e l’ammirazione per suo padre, che fino a qualche giorno prima odiava ed ora gli appare eroe impavido da emulare.

Insomma, alla fine anche Clemente ed Egidio, che apparentemente non c’entrerebbero per niente, si sentono travolti dallo spirito di famiglia che li coinvolge per le infinite volte che con Mario hanno inventato situazioni ed eventi di cui vanno ancora fieri. Il discorso scivola inevitabilmente sulla mostra ed Oriana ha un suggerimento.

“Mario, ti ricordi dei disegni per cui ci scannammo a Dusseldorf?”

“Vuoi farmi ancora vergognare per il male che vi ho fatto?”

“No, voglio suggerirti di riprendere quell’idea … Hans, credi che sarebbe obsoleto, oggi, quel discorso sul rapporto tra design e architettura?”

“Sei matta, architetto? Quello è un discorso valido venti anni fa, validissimo oggi e attuale ancora fra mezzo secolo. Ma solo se ci fossero quei disegni!”

“Ci sono, ci sono …”

“Margie, ma che dici, dove sarebbero?”

Nicola spiazza tutti.

“Nella mia scrivania! Dopo Dusseldorf, le tue donne avevano deciso di distruggere la radice del male; ma io istigai Junior a rubare i disegni e a consegnarli a me. Da allora sono nella mia scrivania.”

Guardo meravigliato Junior.

“Beh, qualcosa di mio padre volevo tenermelo e quei disegni mi parevano importanti per mamma, quindi li rubai e li nascosi.”

Clemente non sta più nella pelle ed Hans meno di lui; già confabulano, progettano, propongono.

“Perfetto. Allora, Clemente, prepara una conferenza stampa sul modello di quella di Dusseldorf; Oriana, tu hai i disegni del tuo progetto?”

“Si, posso averli in un giorno.”

“Hans, che ne dici di riproporre il discorso in Italia?”

Hans solleva il bicchiere di birra.

“Signori, propongo un brindisi al ritorno del grande designer Mario … e della grandissima squadra che lavora con lui.”

Tutti brindano entusiasti; nell’angolo, Oriana manda un messaggio a mamma e le comunica.

“Mamma, pace ed amore ritrovati anche per l’arte. La mostra di Mario sarà un successo. Buonanotte.”

La cena si conclude abbastanza rapidamente, anche perché ciascuno è preso dalle sue incombenze; io, in particolare, devo tornare in galleria ed avvertire che va tutto rivoluzionato; so che Jennifer farà il diavolo a quattro, ma so anche che basterà urlare un poco e poi fare sesso con amore per riportare tutto alla normalità.

Non ho il coraggio di propormi per fare l’amore con Margie; so che forse non direbbe di no e sarebbe d’accordo anche Nicola, ma troppi elementi mi inducono a non proporlo; da un lato, credo di aver capito che Junior ha preso il mio posto nel letto, oltre che nel cuore di Margie e che Nico, king per king, accetti anche lui serenamente; lasciare senza spiegazioni Jennifer potrebbe costarmi rogne infinite con il suo entourage del quale dovrò liberarmi ma con criterio; se finissi di nuovo a letto con Margie, non so quante possibilità avrei poi di imparare a rinunciare.

Decido di andare via; saluto tutti, uno per uno, con affetto e con sensibilità; a Junior suggerisco in un orecchio.

“Prenditi cura di tua madre con lo stesso amore che ci metterei io.”

A Margie sono costretto a dire.

“Ancora una volta, sto scappando; ma stavolta è giusto che sia così.”

Mi bacia sul viso dolcemente; a Nicola stringo la mano con un semplice

“Grazie.”

A Francesco suggerisco.

“Sii orgoglioso di tuo padre e trattami bene questa pazzerellona.”

E salutandolo, abbraccio e bacio anche Patrizia.

Ad Oriana suggerisco.

“Se un giorno torno a dormirti in braccio, ti fai trovare ancora nuda?”

“Sei sicuro che ti piacerei ancora?”

“Io ti amerò sempre, al di là di tutto. Ciao.”

Con Clemente, Egidio ed Hans torno verso la galleria.

“Immagino che avrai voglia di fare l’amore, alla grande.”

Sussurra Nicola a Margie e lei annuisce stringendosi a lui.

“Vuoi che cerchiamo qualcuno o preferisci king per king?”

“Se lui ci sta, preferisco Junior.”

Proprio in quel momento, Mario Junior si accosta a Margie e le sussurra in un orecchio.

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