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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 18 — Cose di famiglia 18 - Margie 5
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Cose di famiglia 18 - Margie 5

Margie riesce ad equilibare il rapporto anche con l'altro figlio e suo padre; Patrizia decide di partecipare alla spartizione dei maschietti

geniodirazza
1 anno fa · 5.515 parole · 24 min
222 letture

“E questo, che c’entra?”

“Giovanotto, tua mamma è un’ottima psicologa; ma, anche non lo fosse, basta poco a capire che, nel confronto tra il parente violento e il parente delicato, il secondo assume un valore assai più positivo. Dopo lo stupro, avevo perso il gusto dell’amore e la fiducia nel maschio. Dal momento che ero vicina alla laurea, mi fu semplice cogliere che un rimedio poteva essere far trasferire su di me l’amore e la dolcezza che Mario aveva avuto con Patrizia; fu esattamente così; feci l’amore con lui e, da quel momento, non ho smesso di amarlo, o forse di amare il momento mitico che vissi con lui. Questo fece imbestialire Patrizia che, dopo avere per un lungo periodo meditato una qualche forma di vendetta, arrivò alla determinazione di farsi sverginare, apparentemente senza amore, in realtà soffrendo le pene dell’inferno ad ogni nuovo innamoramento di Mario che, in questo, era uno specialista con il cuore a fisarmonica per incastrarne quante più possibile. L’istinto a primeggiare di Patrizia divenne quasi patologico e, più ancora, si aggravò quando, involontariamente, rivelò alla madre la passione di suo zio per lei e li spinse l’uno nelle braccia dell’altra. Da quel momento, il libertinaggio di Patrizia si è scatenato fino a superare anche quello di Mario Senior che, a mio avviso, è inarrivabile, perché il personaggio è capace di grande empatia, caso per caso, ma non riesce a mantenere fede a nessun sentimento e a nessuna promessa che abbiano un prospettiva più ampia.”

Junior sembra quasi voler prendere le distanze.

“No. Io no. Io amo solo te e, se un giorno mi dovessi innamorare di un’altra, te lo direi e ti lascerei immediatamente.”

“Faresti benissimo; e spero che tu mantenga quello che hai detto. Non sai quanto può far male e condizionare un’esistenza, il tentennamento in amore. Meglio piangere, asciugarsi gli occhi e riprendere il viaggio che passare la vita a guardarsi indietro.”

“Tu quale scelta hai fatto?”

“Francesco, perché non lo chiedi a tuo padre; è abbastanza in gamba per dare un giudizio serio.”

“Figlio caro, a un certo punto, mentre era nel pieno della sua storia d’amore, Margie decise di sposarmi, vale a dire scelse l’affetto sereno, intenso e duraturo, all’entusiasmo del grande amore senza regole e senza prospettive. Già questo ti risponderebbe. Ma poi ci fu il mio incidente; ci volle forza, determinazione, lucidità e tanto, tanto, tantissimo amore per scegliere la convivenza; come non bastasse, le chiesi di fare un figlio alle condizioni che conosci; ed anche quello fu un enorme gesto d’amore; poi mi chiese di farsi ingravidare dal suo grande amore ed io accettai, anche se tremavo di paura che mi potesse abbandonare; non lo ha fatto ed anche questo è segno di sicuro amore. E, se proprio la vuoi tutta la verità, io mi aspetterei che adesso fossi tu a fare l’amore con mia moglie, non per te, ma perché solo attraverso di te io potrei avere la certezza di fare l’amore con la mia donna; ma non te lo posso chiedere né posso forzarti a farlo.”

Francesco mi guarda negli occhi come non l’ho mai visto fare, mi tende una mano e io la prendo; ci avviamo lentamente verso la camera dove, fino a poco prima, facevo l’amore con Junior; passando, prende con la mano libera quella di suo padre e lo porta con noi.

Sto piangendo mentre varco la soglia della mia luna di miele con Nicola, per il tramite di Francesco.

E’ un uomo, nostro figlio, ed ha acquisito molti comportamenti del padre putativo; si spoglia con metodo e calma e fa segno a suo padre di spogliare me; mi piacerebbe intervenire ma non oso perché gli sguardi dei due mi fermano.

Francesco mi solleva in piedi, accanto al letto, mi abbraccia col vigore della sua possanza fisica e mi bacia con intensa passione.

Nicola completa la mia spoliazione e mi si appoggia sulla schiena, carezzandomi tutta dalla nuca ai fianchi, percorrendo con dolcezza tutte le curve del corpo.

Francesco mi spinge sul letto e vi sale anche lui; mi dispone supina e aperta a riceverlo, si colloca fra le mie gambe e a malapena riesco a distinguere il suo membro che mi appare notevole; poi la sento, quell’asta, che penetra lentamente nel mio corpo e mi procura fitte di piacere.

Nicola si è sdraiato a fianco a me e mi tiene il viso tra le mani, mi bacia con intensità il volto e gli occhi, mi sussurra dolci frasi d’amore; Francesco mi induce a stringere le gambe al massimo, trattenendole dentro le sue; sento la forza e il calore delle sue membra avvolgermi e sollevarmi in una nuvola di sogno.

Non si muove, lascia che il suo membro cresca per l’afflusso di sangue che il cuore pompa; ed io lo sento crescere in me con una voglia intensa che si trasforma in gemiti e parole monche di cui la più frequente è.

“Nico … amore … amore mio.”

Mi sembra di essere immersa in un pozzo di piacere che a mano a mano cresce e si riempie; ogni volta che sento il livello di piacere crescere, è un orgasmo che mi esplode, senza muoverci, senza fare gesti più o meno di prassi; è l’amore che muove il desiderio e avvicina l’orgasmo.

E questo finalmente esplode, tra le scosse convulse del mio corpo e quelle forti, decise di Francesco che mi inonda utero e vagina fino a riversare il suo orgasmo anche sulle lenzuola; ma, soprattutto, tra i gemiti, quasi urla, di Nicola che gode intensamente, inarrestabilmente, senza che il suo sesso abbia avuto il benché minimo movimento.

La nostra felicità si esprime in un abbraccio a tre in cui si perde il senso delle singole membra e tutto sembra fondersi in un unicum assoluto.

“Più volte, nonna Anna aveva detto che io e Mario saremmo stati capaci di arrivare all’orgasmo senza neppure toccarci; non era possibile e non può succedere, neanche adesso; non si può godere se non c’è un minimo movimento di vai e vieni del sesso nel sesso; eppure, oggi l’orgasmo l’abbiamo raggiunto senza muovere il corpo, solo affidandoci alle modificazioni dei sessi per la sola pressione del sangue. E’ stato solo il movimento interno dei nostri corpi che ci ha dato l’orgasmo. Sono felicissima!”

Nicola non riesce neppure a parlare, tanto è emozionato; mi bacia delicatamente sulla bocca e attira a sé Francesco per coinvolgerlo nel bacio; lui si schernisce; poi, quasi travolto da un impeto improvviso, occupa la mia bocca con la lingua e mi concede il più lungo, bello, entusiasmante, eccitante bacio della mia vita; mi sento sciogliere di languore e mi abbandono fra le braccia di padre e figlio, amandoli della stessa intensità.

Quando riusciamo a riprenderci un poco, emergendo dal sogno che abbiamo appena vissuto, lo stesso per tutti e tre, si vede!, mi viene spontaneo domandarmi dove siano finiti Patrizia e Junior; basta poco a trovare la risposta; la cuginetta non ha perso tempo e la trovo nel lettino di Junior stretta a lui fino a riuscire a starci insieme, nonostante le dimensioni quasi infantili; hanno appena fatto sesso e sono stravolti.

“Insomma, ce l’hai fatta a farmi le corna con il mio amore - figlio!”

“Ma no! Mi sono presa solo un piccolo assaggio; prometto che non te lo maltratterò mai; a piccole dosi, anche le medicine più amare fanno benissimo; figurati, poi, se si tratta di piaceri infiniti. Io ho già deciso. Il mio amante fisso sarà Francesco, però ogni tanto un giro in giostra con Junior me lo farò per riassaporare, come ho fatto adesso, l’amore di quel maledetto col suo stesso nome.”

“Spero solo che non lo affaticheremo molto; fra te e me, mi sa che rischiamo di prosciugarlo veramente molto.”

Junior sorride.

“God save the king!” e scappa via.

Fine del capitolo 18
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geniodirazza
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