E’ chiaro che la risposta compete solo a me.
“Nico, stammi bene a sentire. Per me quello che ci siamo promessi vale per sempre. Io ho detto chiaro che Mario Senior è stato il vero grande amore della mia vita, ma quella stessa volta ti dissi chiaro che tu sei l’uomo della mia vita e che non ti cambio per nessuno e niente al mondo. Oggi vale lo stesso discorso. Junior è il mio grande amore, ma il mio uomo sei tu, al di là e al di sopra di tutte le contingenze.”
“Questo cosa vuol dire?”
E’ Junior a chiedere.
“Vuol dire che vale per te il discorso che Nico fece a tuo padre. Se desideri amarmi anche fisicamente, siamo pronti a dormire nello stesso letto, io tu e Nico, e sono pronta a fare l‘amore con tutti e due contemporaneamente, con le possibilità e i desideri di ciascuno di noi. Se non te la senti e vuoi andar via, la porta la conosci. Se pensi di strapparmi a Nico ed a Francesco per il tuo egoismo, sappi che non ci sto; ho amato e amo Senior da sempre, ma resto con voi perché l’amore per voi è vivo, concreto, quotidiano e può essere anche fisico, se ci state. Il mio sogno d’amore con te, se non sei d’accordo, può continuare a vivere in me come quello con tuo padre.”
Per la prima volta parla anche Francesco.
“Mamma, bada bene, tu per me sei soprattutto MAMMA, non riesco a vederti come Margie, non siamo più bambini e non ci possiamo permettere il lusso di scandalizzarci di cose particolarmente diverse. Io ti voglio un mondo di bene e questo significa che voglio solo quello che ti può fare bene. Voglio bene anche a papà; anzi, ti dirò che gliene voglio di più adesso che ho scoperto che mi ha voluto ad ogni costo, contro ogni logica, contro i luoghi comuni. Voglio bene a Junior, non solo perché mi è almeno fratellastro, ma anche perché è il mio più grande amico, il compagno di giochi, è la famiglia, insieme a voi.”
“Un momento, qui non si sta mettendo in discussione la famiglia; il problema è solo il desiderio sessuale!”
Junior è particolarmente a disagio.
“Conosco l’esigenza del sesso e sono felice che voi, papà e mamma, abbiate trovato il modo di praticarlo, nonostante la disgrazia di papà. Qualcosa dentro di me mi impedisce di voler amare anche fisicamente mia madre, ma sono anche invidioso di Junior che invece riesce a possedere nostra madre anche nel corpo. Se vuole tenerla solo per sé, io non accetto e lotterò perché nostra madre sia anche mia; se decide di sparire come fece il Senior, ci starò male ma, dopo averci versato un fiume di lacrime, mi asciugherò gli occhi e andrò avanti. Non so se ve ne ricordate, ma spesso commentava così nonna Anna; lo so, che non ho nessun rapporto certificabile di parentela con lei, ma mi è stata nonna tanto a lungo che sfido chiunque a cancellarla dalla mia vita. Conclusione; qualunque cosa decidiate per voi, io esigo la mia famiglia, mia madre, mio padre e, se possibile, anche mio fratello Junior.”
“Francesco, figlio mio caro, noi siamo la tua famiglia e nessuno te la sottrae ; Junior può essere un tantino confuso, ma la sua pasta non è quella di Senior; lui non scapperà, entrerà in sintonia con Nicola ed io non avrò più bisogno di pagare un bull, perché in casa ho the king e, insieme a lui, il marito migliore del mondo.”
Suona il campanello alla porta e Francesco va ad aprire.
Intanto, quasi a dare forza ai discorsi, Nicola mi abbraccia e mi bacia appassionatamente, mentre Junior mi si accosta alle spalle e mi fa sentire il vigore del suo amore sulla schiena; mi giro un attimo a baciare anche lui e me li trovo di colpo che mi baciano insieme, su ciascun orecchio, o alternandosi, sulla mia bocca; è chiaro finalmente che l’equilibrio è raggiunto.
A rompere, in tutti i sensi, è naturalmente l’immarcescibile Patrizia che si è precipitata, subito dopo il lavoro, a capire come vanno le cose.
Per il momento, si intrattiene in anticamera a corteggiare Francesco, che ha scoperto che è proprio ‘bono’ come ama dire lei e al quale si trova a riflettere che non la lega nessun rapporto di parentela, sicché può concupirlo senza neanche incorrere in reati o peccati di sorta.
Ma l’obiettivo primario è Junior, che aggredisce immediatamente con un suo bacio a ventosa che tante vittime ha mietuto sulla strada delle sue conquiste amorose.
Ma si scontra con l’emulo e fotocopia di suo padre e rischia, ancora una volta, di spaccarsi le corna, quando tenta un approccio più ‘osè’; dall’altra parte incontra le resistenze più determinate che le opponeva zio Mario e deve cercare percorsi più furbeschi.
Si limita allora alle comunicazioni di servizio che erano il vero motivo del suo arrivo e solo con piccoli accenni cerca di fare il quadro della situazione.
“Tutto bene?”
“Si, meravigliosamente. Finalmente tutti sanno tutto e la nostra vita prosegue felice.”
“E per la povera cuginetta Patrizia che cosa resta?”
“Quando avrà deciso chi preferisce tra Junior e Francesco, forse beccherà qualcosa.”
Francesco appare basito.
“Che razza di discorsi sono questi? Ma pensate davvero di poter decidere la vita degli altri?”
“No, figlio mio. Noi semplicemente giochiamo su certe caratteristiche delle persone. Forse è bene che tu sappia che il trait d'union fra me e Senior è proprio Patrizia. Siamo state compagne di scuola dalle elementari ed abbiamo fatto insieme tutte le esperienze, da quelle più belle a quelle più scabrose; siamo state irreprensibili studentesse e ragazzine disponibili che masturbavano i compagni di classe all’ultimo banco, signorine di buona borghesia e profonde esperte di fellatio da praticare in ogni dove; per farla breve, ne abbiamo fatto di cotte e di crude; Patrizia era la regina delle discoteche perché riusciva a conquistare un ragazzo nuovo in meno di dieci minuti e poi ci faceva sesso nei bagni; praticavamo prevalentemente coito orale ed anale, per mantenere la verginità che avevamo idealmente dedicato ad un indeterminato principe azzurro. Patrizia però sapeva che il suo principe doveva essere suo zio Mario con cui aveva un rapporto strano, perché sapeva che da sempre lui era attratto dal fondoschiena di sua madre e temeva che, essendo Oriana veramente una bellezza quasi ineguagliabile, il suo sogno sarebbe rimasto sempre inesaudito.”
“Vuoi dire che i vostri rapporti sono stati da sempre ispirati al libertinaggio e all’incesto?”
“Usa i termini che ti pare; per noi erano amore e sesso, senza nessuna vergogna, senza giudizi dall’alto. Se consideri che già nonna Anna aveva avuto una vita assai travagliata e che per decenni ha fatto l’amore con chiunque le piacesse, compresi il figlio, la figlia, la nipote, vostra madre e finanche vostro padre, per quel poco che lui poteva, capirai facilmente in che brodo di coltura ci muovevamo. Aggiungici solo che, in tutto questo, Patrizia era smaniosa di primeggiare e puntualmente si trovava a sbattere il muso contro situazioni avverse e forse capirai anche qualcosa di oggi. Comunque, come già ho confessato a Junior ed ora dico anche a te, il fatto principale fu che io venni meno al ‘patto di verginità’ perché fui violentata da mio padre, integerrima figura di cittadino eminente. Se credi, aggiungila al pacco. Non ebbi il coraggio di confidarmi con Patrizia perché c’era in ballo l’onorabilità della famiglia, della città, tutto. Stetti zitta e lei, contemporaneamente, mi fece una rivelazione opposta. Io per formazione culturale professionale, non dovrei credere a quello che sto per dirti. Ma, quasi paradossalmente, mentre io subivo violenza da un parente in vista, Patrizia incontrava suo zio. Tieni presente che noi tre siamo quasi coetanei e loro due erano cresciuti insieme, a carico di Oriana, mamma di Patrizia, perché a quel tempo Anna lavorava come un mulo e si poteva occupare poco del figlio piccolo, venti anni meno di Oriana e un anno più di Patrizia. Insomma, Patrizia e Mario insieme erano cresciuti e avevano fatto tutte le esperienze infantili; ovvio, quindi, che Patrizia chiedesse a lui lumi e dimostrazioni sul funzionamento della sessualità; aggiungici che Mario era già the king of the bulls e diventa chiaro che fu il mentore della nipotina nell’attività sessuale; il paradosso è che, di fronte alla nipotina che sbavava d’amore e se ne stava disponibile, tutta nuda, Mario non toccò il suo imene neanche da lontano, per non correre il rischio di sverginarla fosse anche con un dito.”

