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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 18 — Cose di famiglia 18 - Margie 5
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Cose di famiglia 18 - Margie 5

Margie riesce ad equilibare il rapporto anche con l'altro figlio e suo padre; Patrizia decide di partecipare alla spartizione dei maschietti

geniodirazza
1 anno fa · 5.515 parole · 24 min
222 letture

“Cavoli; così mi fai pensare ad un’altra tragedia greca, dopo quelle che già mi hai fatto conoscere.”

“E direi che non siamo molto lontani. Anzi, passando a noi e lasciando la storia di famiglia, che ne dici di tornare a casa e goderci la nostra luna di miele?”

Il percorso di ritorno risulta più agevole perché il traffico si è alleggerito; in una ventina di minuti siamo a casa.

Appena la porta si è chiusa dietro le nostre spalle, aggredisco letteralmente Junior, lo schiaccio contro la porta e mi abbarbico al suo corpo come un geco, afferrando a ventosa le sue labbra, innanzitutto, per divorarle in un bacio che mi manda in estasi.

È un gran bel fusto, il mio ragazzo, ed io mi ci attacco come a difendermi da tutti i mali della vita, per sentirmi tutelata e protetta.

Poi lo accarezzo con passione, su tutto il corpo, spogliandolo lentamente e totalmente; mi solleva in braccio, con elegante leggerezza, e mi porta in camera, sul letto grande, dove mi adagia con straordinaria delicatezza.

Impegna un tempo infinito a spogliarmi, perché a mano a mano che scopre lembi di pelle li accarezza appassionatamente, non alla ricerca di una eccitazione in più, non ce ne sarebbe nessun bisogno, a quel punto di esasperata lussuria a cui siamo giunti!, ma per impossessarsi del sapore della pelle, delle emozioni che gli provoca; ed io mi trovo a fare altrettanto mentre spoglio lui con la stessa metodica lentezza.

Ho fatto sesso con moltissimi uomini, nella mia vita, anche per la particolare condizione di impotenza del mio amato marito che ha accompagnato delicatamente, lungo un percorso strano, i ‘membri in affitto’, per sopperire alle sue carenze rispetto alle mie calde voglie di donna; ho fatto perfino esperienze saffiche; qualche volta ho anche amato, specialmente il mio Mario Senior, che ho accettato con tutti i limiti e i difetti della sua contorta personalità, fino a decidere di rinunciare a lui in cambio del figlio che mi ha dato e che ora, qui, sul mio letto matrimoniale, sta per diventare il mio vero, unico, assoluto, incommensurabile grande amore.

Mai, però, mi sono sentita tanto sconvolta ed agitata; è come se in un unico punto si concentrassero tutte le mie sensazioni, i miei desideri, le mie voglie fisiche, i miei sogni, le mie speranze; eppure, ho già passato una notte di fuoco con quest’uomo che è mio figlio, ma lui non lo sapeva, e con lui ho già toccato vette inarrivabili di amore e di piacere; ma lui non partecipava alle mie emozioni, eravamo due mondi che si sfioravano senza conoscersi.

Stanotte invece siamo veramente nudi l’uno di fronte all’altra; e non perché ci siamo privati degli abiti, ma soprattutto perché ci siamo liberati delle scorie delle convenzioni, dei luoghi comuni, della società; ma soprattutto perché ci diciamo apertamente e con convinta certezza ‘ti amo’ sapendo con esattezza quello che sentiamo e quello che intendiamo.

Domani dovremo parlarne a Nicola, mio marito, e forse anche a Francesco, l’altro mio figlio, avuto da uno sconosciuto ‘membro in affitto’ per scelta di Nicola e cresciuto come fosse nostro a tutti gli effetti.

Di mio marito, so che capirà e soffrirà, solo in parte, per paura che Junior, come era già stato per Senior, si possa configurare come la vera alternativa d’amore capace di rompere l’equilibrio del nostro rapporto; e toccherà a me convincerlo, e dimostrargli, che Junior è soltanto la realizzazione di un sogno e che in un momento qualsiasi dovrà seguire il suo destino e andare per la sua strada, senza di noi; solo fino ad allora ci ameremo in tre.

Di Francesco non so cosa pensare, ma è un uomo intelligente e spero che rifugga dai luoghi comuni; sarebbe terribile se mi dovesse porre davanti ad alternative dolorosissime; ma non rinuncio al mio amore per Mario Junior così come non ho mai dimenticato quello per suo padre.

Mi ricordo perfettamente della richiesta di Patrizia e, verso le due del mattino, quando Junior, dopo lunghissimi preliminari e dopo due aggressivi e meravigliosi amplessi in cui ha dato la sensazione di riversare la sua infinita capacità di amare davvero con tutto se stesso; quando, dopo una lunghissima serie di carezze amorevoli, si accosta per penetrarmi per la terza volta, quasi scherzando, ma non troppo!, gli ricordo la frase di sua cugina.

“Questa la dedichiamo a Patrizia?”

“Il transfert spetta a te; io non so neppure come si comporta in amore.”

“Non è importante. Per il nostro gioco, basta dirle che alle 2, facendo l’amore per la terza volta, abbiamo pensato intensamente a lei. Le basterà.”

Mentre raggiunge il suo terzo incommensurabile orgasmo, Junior ha la prontezza di dire.

“Sai, mi sembra davvero di godere con una donna nuova. Sarà la suggestione di voi due!”

Squilla il telefono; è lei.

“E allora?”

“Sei una strega. Proprio in questo momento ti abbiamo dedicato l’amplesso più bello della serata.”

“Grazie; ne ero sicura; vi voglio troppo bene. Appena possibile, ti ricambierò l’affetto. Buona notte.”

Ci guardiamo sbalorditi; razionalmente non è accettabile, ma emozionalmente è meraviglioso.

Passiamo a letto gran parte della mattinata e telefono per assentarmi un giorno; non me la sento di condividere col lavoro il giorno in cui ho trovato l’amore di mio figlio e recuperato le emozioni del mio primo grande amore.

Ci fermiamo solo il tempo necessario per mangiare e ritorniamo subito a letto, come due ragazzini avidi d’amore e di sesso che non vogliono perdere un solo momento per timore che possa non esserci un domani.

Nicola e Francesco, al loro arrivo, ci trovano così, non proprio in piena copula, ma solo qualche momento dopo che l’ennesimo rapporto si è concluso.

Nicola ha immediatamente il quadro della situazione; mi viene vicino, mi abbraccia con affetto e mi stringe forte a sé.

“Ciao, amore, ben tornato da noi.”

E’ tutto quello che aspettava. Francesco rimane alquanto interdetto e non dice una parola. Si allontana in silenzio, seguito da suo padre.

Ci rivestiamo, io e Junior, e andiamo a raggiungerli in salotto; Nicola deve avere cominciato a parlare a nostro figlio; quando gli passo vicino e, volutamente, lo sfioro, allunga una mano intorno alla mia vita e mi stringe a sé; stento a trattenere le lacrime a quel segnale chiaro di comprensione, forse di complicità, mentre Francesco, con aria complice, dice a Junior.

“Non avevamo capito niente nessuno dei due!”

E sorridono entrambi; Junior spiega.

“Non sai quante spiegazioni assurde avevamo arzigogolato intorno alla differenza dei cognomi. Ma l’idea che papà avesse fatto una scelta così coraggiosa e così pesante non l’avremmo mai sfiorata. A proposito, io continuo a chiamarti papà, nonostante l’evidenza dei fatti, perché per me tu sei e resti il mio papà. Ti dispiace?”

Nicola si limita ad abbracciarli.

“Siete e sarete sempre i miei figli, al di là di qualunque evidenza scientifica. Con te, però, vale anche l’intesa fatta col tuo padre naturale, prima che sparisse nel nulla.”

“Quale intesa? Cos’altro non so e dovrei invece sapere?”

“Io sapevo che Margie aveva fatto sesso con te, che non sapevi si trattasse di tua madre; noi non ci siamo mai nascosti niente e non lo faremo mai. Non sapevo però che avessi incontrato Mario Senior e che, dopo, avessi fatto l’amore con Margie. Questo spariglia le carte.”

“Non sconvolge tutto? Io pensavo che quando lo avresti saputo, sarebbe scoppiato il finimondo … ?”

“Solo perché non sai quanti bull sono passati dal nostro letto, con mia piena coscienza ed ampia partecipazione. Se tu fossi solo un bull, anzi the king, come mi dicono, erede straordinario di tuo padre; se tu fossi solo quello, non ti prenderei neanche in considerazione. Ma di tuo padre, allora, e di te, adesso, ho una paura fottuta, perché tra voi c’è amore, non semplice sesso. Con Mario Senior avevamo detto che, se non attentava all’equilibrio della mia famiglia, poteva amare Margie come e quando voleva, anche in mia presenza e con la mia partecipazione, nel caso. Per mia fortuna, parlando egoisticamente, anche se ci sono stato male per Margie, il super designer non si è fatto mai vivo. Con te ho la stessa paura, che tu e Margie perdiate la testa e mi lasciate solo, al massimo con Francesco. Se questo rischio c’è,diciamolo subito e io mi organizzo una vita diversa; se questo pericolo è frutto solo delle mie fobie, ditemelo e ci organizziamo un modo di vita che ci faccia stare bene.”

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