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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 17 — Cose di famiglia 17 - Margie 4
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Cose di famiglia 17 - Margie 4

Margie e Junior tra amori, matrimoni, figli legittimi e surrogati, mostre e corse per le vie di Roma

geniodirazza
1 anno fa · 5.432 parole · 24 min
214 letture

Junior è sconvolto; per un ragazzo di diciotto anni, per quanto smaliziato dall’ambiente in cui lavora, certe verità picchiano in fronte come bastonate.

“Se sono qui, allora, è evidente che Nicola accettò; e questo risponde alla mia prima domanda; ma resta comunque da capire dove sia il mio padre naturale in questo momento, come si sia trasformato, cosa sia diventato, ma soprattutto perché, per diciotto anni, non ha dato nessun cenno di vita e ancora oggi non cerchi di conoscermi o di incontrarmi.”

“Ti piacerebbe vederlo, incontrarlo, cercare di capire qualcosa in più?”

“Chiaro che mi piacerebbe; non so dirti fino a che punto, se cioè mi basterebbe guardarlo e dimenticare, se voglio solo farmi riconoscere e mandarlo a quel paese, se intrecciare solo un dialogo formale; insomma, non so dirti perché, ma un minimo di curiosità ce l’ho.”

“Vedi, la vita è assai strana. Dopo che me ne ero andata a Bolzano, tornai a incontrare tuo padre perché lui qui a Roma aveva una mostra importante che fu poi anche la radice della nostra rottura. Per una fantastica, o terribile, casualità, proprio in questi giorni il designer internazionale Mario … si prepara a inaugurare una grande mostra qui a Roma. Se ne hai tanto desiderio, puoi andare a trovarlo tu da solo, prima della cerimonia, in forma privata; possiamo andarci insieme e affrontare l’incognita di una strana rimpatriata; puoi andare all’inaugurazione, possiamo andare insieme all’inaugurazione. Cosa pensi di fare?”

“Sai dove è la sede espositiva?”

“Certo, il mio servizio spionaggio è perfetto.”

“Preparati e andiamo ad incontrare il mistero del mio passato. Mamma …  anzi no … Margie, IO SONO IL TUO MARIO; il resto è scoria della vita. E, se fosse necessario, mandiamo al diavolo tutto e tutti, ci nascondiamo nella nostra nuvola d’amore e andiamo a mangiarci una pizza a Trastevere.”

“… Esattamente come tanti, tanti, troppi anni fa.”

“Che dicevi?”

“Niente … sognavo un grande amore, forse davanti a me o forse dietro le spalle, o forse tutti e due.”

Non è molto facile muoversi in città in alcune ore ed impieghiamo più di mezz’ora per arrivare alla Galleria.

Ci fermano e devo fare appello a tutta la mia autorità per ottenere che un commesso si decida a consegnare al ‘Maestro’ un biglietto da visita sul cui retro ho stilato solo la parola MARGIMARIO. Intanto, un anziano signore si è avvicinato.

“Scusi, ma lei non è la Sirena che molti anni fa ho conosciuto … ?”

“Ciao, Hans, ricordi bene sono io la ex sirena di Mario. Come stai?”

“Sei sempre bellissima. Peccato che quell’imbecille si sia bevuto il cervello con l’americana. Chi è questo bellissimo giovanotto; mi pare quasi di conoscerlo.”

“Ti presento mio figlio, Mario … “

“Oh mein Gott … non dirmi che … “

“Invece te lo dico, è suo figlio, ma non ha mai conosciuto suo padre.”

“Credimi, ragazzo, io sono stato un adoratore di tuo padre; ma oggi, ti consiglierei di risparmiarti lo spettacolo di un rottame umano. Meglio che ti affidi a qualche foto, se c’è, o ai ricordi di tua madre; lei, come vedi, neanche un vecchio burbero tedesco come me riesce a dimenticarla e a non ammirarla, come è oggi, tanto quanto l’ha ammirata, come era quasi vent’anni fa. Margie, hai bisogno di entrare?”

“No, Hans, volevo solo fare incontrare i due Mario.”

“Ecco, il maestro arriva, con la sua sciacquetta!”

“Ciao Margie, come va? Jennifer, questa è la mia vecchia amica Margie. Margie, questa è Jennifer, il mio ultimo amore.”

“Ciao Mario, scusa se ho interrotto l’attività del grande maestro, ma c’era qualcuno che voleva almeno guardarti in faccia. Mario, questo è tuo padre!”

Junior non batte ciglio; guarda quell’uomo che è sicuramente la sua immagine invecchiata al computer; poi si volge alla rossa, la squadra dalla testa ai piedi e sentenzia.

“Neanche per una fellatio …”

“Come ti permetti; si vede che non sai con chi stai parlando!”

Junior lo guarda con degnazione.

“Sei tu che non sai che stai parlando con the king of the bull; ma quello vero, attuale, non con la larva di un passato di gloria. Margie, c’è una pizza che ci aspetta; poi, nel dopopizza, mi illustrerai quali trucchi non ho ancora appreso di mio padre.”

“Scusalo, Mario, ma ha tutti i pregi e tutti i difetti di suo padre, compresa l’arroganza, la sincerità e il grande amore per la SUA Margie. Anche di questo ti devo ringraziare; dei figli in genere si dice che sono il bastone della vecchiaia. Tu invece hai voluto lasciarmi il bastone per la maturità oltre che per la vecchiaia. Ti ringrazio anche da parte di Patrizia che mi ha minacciata di fare largo uso del bastone di famiglia. Ah, tanti auguri per la mostra e scusami con gli amici, ma la sirena te la dovrai cercare…“

“ … e bella come lei non la troverai mai.”

Chiosa Hans; stringe la mano a Junior e gli fa l’occhiolino, si inchina per un elegantissimo baciamano a me e ci indica l’uscita.

Fine del capitolo 17
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geniodirazza
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