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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 17 — Cose di famiglia 17 - Margie 4
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Cose di famiglia 17 - Margie 4

Margie e Junior tra amori, matrimoni, figli legittimi e surrogati, mostre e corse per le vie di Roma

geniodirazza
1 anno fa · 5.432 parole · 24 min
214 letture

“Il Margimario … “

“Cosa dici?”

“Niente, è il nome che io e Senior avevamo deciso di dare all’androgino che immaginavamo nascesse dalla fusione tra noi due; Margie e Mario che diventavano Margimario.”

“Anche questo, lo avete già sognato?”

“Guarda che gli innamorati, quelli veri, alla fine sono tutti uguali.”

“No, non è vero, perché solo uno, io, poteva essere così stupido da fare sesso con la donna della sua vita e capire solo tempo dopo che non ha saputo amarla nemmeno un’infinitesimale frazione di quanto doveva.”

“Guarda, Junior, che il tempo è galantuomo; noi ne abbiamo tanto, a cominciare da questo momento; e veramente stupido sarebbe adesso sprecarlo, quel tempo, e non usarlo, invece, per fare l’amore, alla grande, come è giusto che sia. Dormi con me, stasera?”

Junior è frastornato.

“E Nicola?”

“Calma; lasciami raccontare, preparati a sentire cose inenarrabili che certamente ti potranno spaventare ma che altrettanto certamente ti faranno fare chiarezza. Devi sapere che tua nonna Anna ha avuto una vita travagliata; ebbe una prima figlia, quando aveva circa sedici anni, Oriana, che tu hai conosciuto anche se non la frequenti; poi, dopo altri figli, venne infine Mario, tuo padre, a vent’anni di distanza dalla prima che intanto partoriva sua figlia Patrizia, la cugina che conosci, nata l’anno dopo di tuo padre e cresciuta con lui e con me che ero la sua amica del cuore. Già qui potremmo aprire una parentesi sul king che, mentre esercitava con successo la stessa nobile professione di escort che hai abbracciato anche tu, faceva allegramente sesso con sua mamma e con le disponibili mamme di alcuni amici che, a loro volta, copulavano con Anna che intanto era rimasta vedova; ma sognava anche di fare l’amore con sua sorella Oriana ed era il principe azzurro ideale di sua nipote.”

“Pare quasi che tu mi stia suggerendo di fare sesso con zia e cuginetta, oltre ad averlo fatto, incoscientemente, anche con mia madre.”

“Se un tuo obiettivo è di surclassare tuo padre, come risulta da certi comportamenti, diventa quasi doveroso. Tieni presente comunque che io, Mario e Patrizia veleggiamo già oltre i quaranta; Oriana è oltre i sessanta; Anna, poi, è al di là degli ottanta. Mi pare che ci vorrebbe troppa gerontofilia per mettere in pratica la minaccia.”

“Di nonna Anna ho un ricordo vivo e bello, ma sono molti anni che non la vedo e non ho mai pensato a lei per un possibile amplesso; ma, con la mia professione, non lo escludo; di Oriana ho una memoria vaga, so che fa l’architetto e che è molto brava; come possa essere a letto, lo ignoro; ma si può sempre rimediare; con te sono più che certo che farebbe sesso chiunque abbia un po’ di sangue nelle vene; se ricordo bene la ‘nostra serata maledetta’, tu sei una bomba a letto, e ancora non capisco da dove ti nasca tanta lussuria; per quel che riguarda Patrizia, in abiti da lavoro non desta interesse …”

“Ma in discoteca ti sconsiglio di incontrarla; troveresti una anche più brava di me, tra le lenzuola. Comunque, ti presentavo solo il quadro di famiglia per la parte di tuo padre. Per quanto mi riguarda, sin da ragazzina, con Patrizia, ne ho fatte di tutti i colori; ma ci eravamo impegnate a farci sverginare solo dal principe azzurro; per Patrizia, doveva essere suo zio Mario; io non avevo idea. Purtroppo, la stupida animalesca brutalità di mio padre mi fece trovare di colpo stuprata, nel corpo e nello spirito. Non ne parlai neppure con Patrizia. Poi lei mi raccontò che aveva provocato Mario a parlarle di sesso e che lui non solo le aveva spiegato molte cose, ma che gliele aveva fatte anche provare e, strano ma vero, l’aveva anche lasciata intatta a conservare la verginità per un principe azzurro che non aveva capito essere proprio lui. Così chiesi a Patrizia di farmelo incontrare e facemmo l’amore alla grande.”

“Fu allora che mi avete concepito?”

“No, prendevo la pillola e questo avveniva almeno sei anni prima che tu nascessi. Subito dopo, Patrizia pretese di essere sverginata da Mario e lui lo fece alla presenza di nonna Anna.”

Un lungo sibilo fu il commento di Junior.

“Ti ho detto che avrei raccontato cose al limite della credibilità e fuori da ogni decenza. Comunque, dopo quelle vicende, cominciai a lavorare, prima a Bolzano e poi a Roma. Per una serie di felici coincidenze, Mario mi rintracciò a Roma; per la verità, mi ero impegnata molto a farmi rintracciare; me ne ero proprio innamorata e da allora è stato il mio grande amore. Fu allora che decidemmo di avere un figlio, ma dovevano cambiare le condizioni di vita dei due. Invece lui continuò a inseguire il suo successo e mi riempì di corna in tutta Europa, dal momento che girava molto essendo diventato un famosissimo designer. Insomma, l’idea di sposarci e di fare un figlio non funzionò, mi decisi ad accettare la corte di Nicola e ci sposammo.”

Vedo Junior molto attento al discorso; ma le sue mani cominciano a muoversi alla ricerca di carezze tutt’altro che filiali; sono costretta a chiedergli di fermarsi, se vuole che continuo il racconto; con quelle stimolazioni, non ce la posso fare.

Promette di smettere se gli do un bacio, ma di quelli da innamorati veri.

Non può sapere che non aspettavo altro e in meno che non si dica, ho assorbito la sua nella mia bocca e sto leccando tutte le papille della sua bocca, mentre struscio il ventre sul suo fino a ricavarne un leggero orgasmo.

“Ti amo.”

Mi sussurra sulle labbra; gli prendo la testa e me lo stringo sulla bocca quasi a fondermi in lui.

“Il matrimonio con Nicola non fu felice. Qualche mese dopo, ebbe un incidente in un laboratorio e, per conseguenza, rimase impotente.”

“Diamine!!!!! Ma, tra padre stupratore, grande amore per un figlio di troia e donnaiolo e un marito sfigato a morte, ti è andata proprio male, con gli uomini della tua vita!”

“Per questo, ho puntato tutto su mio figlio e non solo ho cercato di averlo come compagno di giochi, come quell’amico che mi è sempre mancato, come sostegno e consulente; ma sogno di poterlo avere anche come amante meraviglioso ed insostituibile almeno fino a quando sarà possibile.”

“Sempre, mamma; esattamente come mi hai detto che è stato tra papà e nonna Anna. Io voglio essere in ogni cosa il ‘tuo’ Mario, quello che non ti abbandona e non ti lascia mai nessun vuoto, né in casa e neppure a letto.”

“Sta’ zitto, o mi fai piangere. Abbracciami!”

“Ok, ma intanto voglio sapere come ve la siete cavata, tu e Nicola, ma soprattutto come sono nato io.”

“Nicola è una persona veramente straordinaria, e lo è stato soprattutto in questa situazione. In pratica, disse che si rendeva conto di non potere essere il marito necessario ad una donna calda come sono io; ma disse anche che non voleva perdermi. Suggerì allora un’attività sessuale ‘con membro interposto’ per cui, praticamente, io potevo fare sesso con un qualche bull che avremmo individuato insieme e lui avrebbe continuato ad amarmi come e fin dove poteva, sempre però restandomi vicino durante gli amplessi e comunicandomi il suo amore, in maniera che mentre il bull si limitava a copulare, lui poteva amarmi completamente, anima e corpo, ed essermi sempre vicino.”

“Perbacco, una scelta difficile e coraggiosa. Ci siete riusciti?”

“Se consideri che Francesco ha già ventitré anni e che questo discorso c’è stato qualche anno prima che nascesse, mi pare che i fatti dicano che siamo riusciti a salvare il matrimonio e la mia sessualità che in certe fasi era perfino esagerata.”

“Hai fatto molto sesso?”

“Moltissimo, devo dire; e senza limiti, anche. A un bull di professione non devo spiegare i particolari.”

“No, non c’è bisogno. Ma, poi, Francesco, com’è nato, dallo spirito santo, dal cavolo o dalla cicogna?!”

“Da un membro interposto.”

“Che significa?”

“Scusa, se viene una coppia da te e ti chiede di copulare con lei senza protezione, che fai?”

“Se pagano bene, ci sto.”

“E se ti vogliono incontrare più volte in una settimana?”

“Faccio lo sconto settimanale.”

“E che ne sai tu, se hanno scelto la settimana in cui lei è certamente fertile perché vogliono che tu la ingravidi senza saperlo? A parte le facili battute, il membro che mi ha impregnata di Francesco neppure lo conosco; tutto si svolse in maschera, per me e per lui. In pratica, Nicola mi aveva chiesto se ero disposta a dargli un figlio facendomi impregnare in quel modo. Forse sarebbe stata più comoda l’inseminazione artificiale, ma Nicola non voleva sbandierare la sua impotenza ed adottavamo già tutte le precauzioni per non rivelare le nostre manovre sessuali. Così accettai. Ma ad una sola condizione; avrei avuto il figlio per lui ma lui mi avrebbe autorizzato a farmi impregnare ancora una volta ma dal mio grande amore e Nicola gli avrebbe consentito di riconoscere il figlio che sarebbe nato e, se avesse voluto, di frequentarci ed essere lui il bull che mi scaldava il letto, anche in un menage a trois, naturalmente. Nicola fu d’accordo e cinque anni dopo, in occasione di una presentazione a P…, io decisi di farmi ingravidare da Mario; andammo insieme, io e Nicola; lui, dopo aver provocato Mario per capire di che pasta fosse, mi lasciò praticamente nelle sue braccia; dovetti faticare un poco, ma alla fine tornai a Roma già incinta di te; Mario e Nicola si erano spiegati e tutto sarebbe andato come previsto se Mario, all’improvviso, non fosse andato negli Stati Uniti per una mostra e fosse letteralmente scomparso. Questo ti dovrebbe anche chiarire le differenze di atteggiamento che ci sono tra me e Francesco e fra te e tuo padre; Nicola considera Francesco ‘nostro’ figlio, ma con una leggera prevalenza di ‘suo’ figlio; io considero te ‘nostro’ figlio ma vedo anche in te il frutto del mio grande amore per Mario; Nicola è l’uomo della mia vita ed è qui, quasi inamovibile, con i nostri figli; ma Mario è il grande amore della mia vita e di lui ho solo te che considero mio in tutti i sensi possibili; e si spiega quindi perché non oserei mai provocare sessualmente Francesco e invece mi sono organizzata per fare l’amore con te, anche se mi ha fatto molto male registrare che tu mi facevi sesso ed io invece ti amavo con tutta me stessa.”

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