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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 17 — Cose di famiglia 17 - Margie 4
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Cose di famiglia 17 - Margie 4

Margie e Junior tra amori, matrimoni, figli legittimi e surrogati, mostre e corse per le vie di Roma

geniodirazza
1 anno fa · 5.432 parole · 24 min
214 letture

“Non devo ribadirti che ti amo anche fisicamente; non abbiamo nessun bisogno di dircelo o di dimostrarcelo. Non ho nessuna intenzione di entrate in competizione con te per la verga di tuo cugino che solo incidentalmente è anche mio figlio. So che sei troppo intelligente per non aver capito che, in realtà, ti chiedevo solo di confermarmi in quella che era già una mia scelta. Forse, stavolta la coscienza che mi rimorde di più è quella che mi ricorda che non sto tenendo fede al patto di chiarezza con mio marito Nicola. Come sempre, da quando ebbe la disgrazia che lo rese impotente, gli ho raccontato per filo e per segno delle mie indagini su Junior, della mia decisione di farci l’amore e della delusione per come si era comportato; ma non gli ho parlato dei miei dubbi e della mia volontà di fare chiarezza con mio figlio, anzi, con nostro figlio, perché lui ha accettato che Mario Senior mi ingravidasse di Junior e che ne assumesse la patria potestà, mantenendo lui solo la paternità putativa, e questo mi provoca profondi sensi si colpa perché lo sto, in qualche modo, escludendo da una decisione importante; perché ho deciso di cercare un’altra confidente, ufficialmente per non caricarlo di una decisione tanto grave; in realtà, perché avevo bisogno della mia solita complice di casini, e perché, naturalmente, ho scelto la migliore ma anche la più problematica. Junior farà, almeno in parte, le esperienze di suo padre e spero che diventi un meraviglioso, affascinante imbroglione come Senior; spero anche che, prima o poi, si incontrino. Stasera sono decisa a fare in modo che Mario Junior dorma nel lettone con mamma, visto che papà Nicola è fuori con Francesco e non torneranno prima di domani pomeriggio. Ti racconterò quello che succederà; quando, poi, ti riuscirà di incartarlo per benino, potrai anche tu essere per lui, parzialmente, la nave scuola che Senior fu per te; e anche tu, parzialmente, avrai potere di incidere sull’iniziazione che darò io a Junior. Adesso dammi un bacio, ma di quelli nostri.”

Patrizia ha la vaga impressione che, come sempre, io sia stata più brava di lei e l’abbia incartata per bene; ma solo l’idea di succhiare la caramella dolce di un diciottenne voglioso, sperando anche che sia in tutti i sensi erede naturale di suo padre, ben dotato e bravissimo a letto; solo questa convinzione basta a farla godere mentre ci abbracciamo strette, ci divoriamo le bocche in un bacio famelico e si strusciamo i pubi alla ricerca del contatto che faccia scattare l’orgasmo.

Come puntualmente avviene, non solo per lei che da poco è stata messa a parte della novità, ma anche e soprattutto per me che quell’orgasmo probabilmente me lo coccolavo già da chissà quanto tempo.

Non è facile affrontare un discorso come quello che devo fare a Junior; ma le faccende spinose sono il pane quotidiano per me e, forte di una lunga esperienza, affronto il tema direttamente chiedendo a mio figlio l’origine dei soldi che gli girano in tasca con troppa facilità; mentre il ragazzo cerca di arrampicarsi su specchi impossibili per inventare una risposta, gli ricordo il mio ruolo lavorativo e lo staff di persone che collaborano anche per indagini e arrivo a indicare, quasi di sfuggita, l’Agenzia …; Junior a quel punto capisce che non ha scampo, abbandona le impossibili difese e confessa la sua attività segreta.

Gli risparmio i pistolotti di genere e mi limito a qualche suggerimento di vita; quando però gli chiedo del suo livello di coinvolgimento emotivo, Junior resta basito; allora sparo la bordata.

“The king of the bulls aveva una capacità di innamoramento che lo portava ad essere superbo perché ognuna era per lui un grande amore, anche quando non lo sentiva affatto.”

“Che ne sai tu di the king e che puoi sapere delle sue emozioni?”

“Di the king so per certo che è il tuo padre naturale; le sue emozioni le ho vissute con lui e ne abbiamo parlato a lungo, prima che scomparisse.”

A Junior sembra che gli sia caduto in testa tutto l’edificio abbattuto da un terremoto o che sia precipitato in un burrone senza fondo; balbetta, affanna, è stravolto.

Devo soccorrerlo per evitare che gli prenda un colpo.

“Scusami, non c’era altro modo per cominciare a raccontarti.”

“Aspetta; prima di raccontare tu, fammi chiarire alcuni dubbi che mi assillano da anni. Ora che hai parlato di ‘padre naturale’, posso capire che io e Francesco siamo fratelli solo per parte di madre, ma non lo siamo per parte di padre; come mai, allora, io che sono il secondogenito ho un padre e un cognome diversi? Sarebbe stato più logico se fossi stato il primogenito. Fai un figlio con uno, ti sposi con un altro e ci fai un secondo figlio; ma, così, la storia risulta ingarbugliata. E’ vero che mio padre era the king perché a letto era una forza della natura? E’ vero che era un grande designer? Dov’è finito? Lo conoscerò mai?”

“Piccolo caro, c’è un proverbio cinese secondo il quale una persona normale può fare ad un saggio, in un minuto, tante domande che, al saggio, non basterebbe un vita per rispondere. Tu hai fatto più o meno questo. Cercherò di procedere per logica e cronologia. Cominciamo col dire che tu e tuo padre avete in comune, tra le tantissime cose, la dote di essere due figli di troia. Attento, ho detto troia, non puttana o altro. Tua nonna Anna, madre di tuo padre Mario e grandissima troia, afferma, ed è vero, o per lo meno io condivido, che una troia è chi fa l’amore per passione ed è ammirevole perché la passione è amore; le altre lo fanno per interesse e sono meno apprezzabili perché la venalità, qualunque sia la moneta di scambio, è sempre sinonimo di meretricio; per questo, quelli che fanno l’amore per professione, come te, sono puttani/e.”

“Perché saremmo figli di troia?”

“Perché tua nonna Anna e tua madre Margie, dal momento che fanno sesso solo per amore, sono delle troie, ma non si abbassano al livello delle puttane; non hanno remore, non hanno vergogne, non rispettano leggi, ma lo fanno per amore. Tutte e due abbiamo copulato senza limiti, ci siamo sbattuti persino i parenti, dai figli alle sorelle, dai genitori agli amici, ma solo e sempre per amore. Per questo, Mario Senior affermava sempre che lui non copulava, lui faceva l’amore e, ti posso assicurare, lo faceva così alla grande che tutte eravamo convinte di essere l’unico amore della sua vita.”

“Ma tu hai copulato con Francesco?”

“Con Francesco!?!? Non ci avrei mai provato per nessuna ragione al mondo; se tocco Francesco, Nicola mi ammazza. Io ho fatto l’amore con te. Anzi, per la verità, tu mi hai strapazzata per tutta la notte ed io, invece, in quella stessa notte, ti ho amato quanto e più di quanto amavo e amo tuo padre, l’unico grande amore della mia vita!”

“Hai deciso di farmi impazzire???? Io avrei fatto sesso con te e non me ne ricorderei neppure!?”

“Proprio perché non sei tuo padre e non cerchi di conoscere chi viene a letto con te, non ci entri in empatia e, in fondo, non ami neanche il tuo lavoro. Bello, sai, il serpentello che ti sei fatto tatuare sul membro; non deve essere stato facile far lavorare il tatuatore solo quando lo avevi duro! Ah, a proposito, ho visto che ti sono piaciute le stelline che mi sono fatta tatuare sul sesso, in cima e ai lati. Mi pare che le hai commentate abbastanza per ricordartene … “

“Cristo!!!!! Allora eri tu; ecco perché mi sentivo così strano. Maledetto me e la mia imbecillità!”

“Perché te la prendi tanto con te stesso? In fondo mi pareva che ti fosse piaciuto!”

“Sta’ zitta! Ti odio! No, mi odio, odio soltanto me!”

“Perché?”

“Come, perché? Da quando ero un poppante ho amato i tuoi seni e non solo perché succhiavo di lì la vita; da quando ero un ragazzino sono stato innamorato del tuo corpo; no, non innamorato astrattamente; io ho sempre desiderato il tuo seno, i tuoi fianchi, la tua vulva, io ho sempre voluto entrare dentro di te e diventare una sola cosa con te … “

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