"Io paura? Ma che diavolo dici? Se a voi sta bene, io faccio l'amore con te sulla cima dell'Everest, nella fossa delle Marianne, nel cesso della stazione. Io farei l'amore con te sempre e dovunque. Con Nicola? Un milione di volte si. Adesso sono stufo di passare per il cretino del paese. Nico, non so dirti quanta stima ho imparato ad avere di te. Mi dispiace che siamo partiti col piede sbagliato; ma, dopo averti conosciuto, posso dire con convinzione che forse hai sparato nel mucchio per stanarmi e metterci faccia a faccia. E sono felice che questo abbia aperto il rapporto. Ti giuro, amo Margie da sempre; e, lo confesso, sono cosciente di come possa essere indelicato dirlo al marito. Però credimi, sarei l'ultima persona al mondo che consiglierei come marito a qualsiasi donna mi sia minimamente cara. Io non tenterò mai, in nessun modo, di prendere il tuo posto. E se Margie me lo dovesse proporre, partirei per le Galapagos e farei perdere le mie tracce. Sono felice di dare un figlio a Margie e un nipote a mia madre; sono felice anche che, come mi hanno spiegato, il peso e la responsabilità ricadranno su una persona bella come sei tu, in tutte le sfaccettature. Mi piacerebbe continuare a fare l'amore con Margie, anche a Roma, sperando che funzioni il rapporto a tre. Per questo, anche, sono felice di provarci; non solo per soddisfare la solita curiosità di Patrizia, ma per capire se in futuro posso venire a Roma, chiedere ospitalità ai genitori di mio figlio e fare l'amore, sempre e solo alla grande spero, con il mio amore e con l'amore del mio amore."
Il bacio che mi scocca Margie avrebbe fatto la felicità di tutta la parte maschile dell'umanità.
Ci trasferiamo in camera di mamma e si vede subito che Nicola è il meno a disagio di tutti; senza stare a pensarci un attimo, abbraccia forte Margie e la bacia con trasporto; quasi si vede la lingua che le mulina in bocca, la lecca, prende la sua lingua, se la fa portare in bocca e la succhia come un piccolo pene.
Lei è molto eccitata ed agita il ventre alla ricerca di un membro che non c'è; lui si avvede e rimedia afferrando a piena mano la vulva da sopra il vestito.
Si vede che conosce quel corpo a menadito perché in un attimo si sente lei gemere, farsi quasi più umida e rilassarsi di colpo; io so vedere bene che ha avuto un primo orgasmo.
E non abbiamo nemmeno cominciato.
Quasi per rifarmi, ma di che, poi?, le sfilo la giacca del vestito e la sistemo sulla spalliera della sedia, infilo le mani tra i due corpi e sbottono la blusa, sgancio il reggiseno e lo sfilo via.
Lui non ha perso un millimetro della posizione; si rivolge però al seno e abbassa la testa per impossessarsi di uno dei due capezzoli che sono punte di diamante su aureole piene a loro volta su mammelle mature, sode, quasi succose.
Mi dedico alla gonna, la sgancio e la faccio scivolare lungo le autoreggenti; nel passaggio, accarezzo con voglia le cosce statuarie finché, un piede per volta, lei sgancia la gonna e io la ripongo sulla poltrona col resto.
Sfilo poi le calze e il tanga; lei resta nuda davanti a due maschi vestiti.
Mi libero a velocità supersonica degli abiti, che lancio per ogni dove, e sento immediatamente afferrarmi il sesso.
"Si...si ... Ora si ... Finalmente! Da quanto tempo vi aspettavo, insieme ... Siiiiiiii."
Mi sa che gli orgasmi ora siano a flusso continuo.
Spingo Margie sul letto e Nicola, attaccato ai suoi capezzoli, cade con lei; entro fra le sue cosce e le artiglio coi denti il clitoride; il leggero urlo è di piacere; sostituisco i denti con le labbra e succhio.
"Vi prego, piano, mi succhiate l'anima, dalla vulva e dal seno."
Rallentiamo entrambi, per darle tempo di godere; l'orgasmo la raggiunge in fretta ma con dolcezza.
"Godo ... godo ... dio, come godo, dappertutto. ... Mario, ti voglio dentro ... adesso ... voglio sentirti dentro fino al cuore ... Dio, quanto vi amo, quanto vi aaaaaamoooooooo. Non è possibile godere tanto."
Mi infilo nella vulva mentre sta godendo e il gemito diventa un urlo.
"Quanto piacere! ... Nico, quanto piacere provo, con te che mi succhi l'anima e Mario che riempie fino al cuore. Nico, non mi hai mai potuto amare così tanto. E neanche tu, Mario, hai mai potuto dare tanto amore. Ti prego possiedimi anche tanto, se ti va, e con tutto te stesso, ma non venire ancora. Voglio sentirti dentro in tutti i modi, poi devi godere, ma nell'utero."
C'è qualcosa di sovrumano in quello che ci sta succedendo.
Nicola si stacca dal seno, mi sposta un poco e comincia a leccare lei sull'inguine fin dove può.
Manovro e la faccio rotolare su di me, tenendo il membro nella vagina; separo le natiche e lui coglie l'indicazione, appoggia il viso sul sedere e comincia a leccare ano e vulva fino intorno alla radice del membro.
Io resto fermo e pompo dal cuore sangue al sesso per irrorarlo e farlo crescere.
Nicola infila la lingua oltre lo sfintere; Margie geme senza sosta per il piacere interminabile e muove i muscoli della vagina per accarezzare il membro e stimolarlo.
Temo che non resisterò ancora molto e li avviso.
Ci fermiamo insieme.
"Ti vorrei nel sedere, adesso, ma come la prima volta, come mi aveva raccontato Patrizia."
Mi sfilo dalla vulva e, con mosse opportune, la riporto supina; le allargo le gambe e mi porto le caviglie sul collo.
Il sesso stenta a entrare nel sedere senza lubrificazione, lei geme ma mi incita a proseguire.
Nicola si preoccupa.
"Amore, ti sta facendo male?"
"Sta zitto e succhiami la vulva; il dolore sparirà. È meraviglioso sentirmi aprire così e guardarti mentre mi penetri. Adesso montami un poco, se ti dà piacere. Ma lo sperma lo voglio nell'utero e vorrei che fosse da paradiso in terra."
Godo molto a montarla nel sedere che, in realtà, è assai più stretto di come avevo visto ieri sera.
Quando avverto che sono al limite, sfilo il membro dal didietro, cercando di essere il più delicato possibile, e lo infilo nella vagina, strofinandolo sulla lingua di Nicola che la sta leccando.
"Ti amo, Margie, ti amo da sempre e per sempre. Non voglio perderti. Non voglio rubare niente a nessuno. Io voglio amarti con tutto me stesso, io voglio fare l'amore con te ogni volta che mi sarà possibile; e voglio farlo in armonia con la vita, come in questo momento, con Nico che ti ama altrettanto, anzi di più perché ti ama anche attraverso di me. Amore, io sto per godere; stavolta lo facciamo all'unisono per nostra scelta ed esploderemo in tre, io tu e tuo marito."
Il si urlato da Margie copre il mio ululato mentre le inondo l'utero e il gemito di gioia di Nicola quando ci sente godere all'unisono; poi mi abbatto su di loro e per un po' è tutto nero; poi mi riprendo e vedo che Nicola sta leccando con delicatezza l’ano; chiedo spaventato.
"Ma ti ho fatto male?"
Lei scherza.
"Perché mi sentivi urlare? Era orgasmo, non dolore. Di quello si preoccupa solo lui."
E indica Nicola che cerca di spiegare.
"Va bene essere innamorati, ma questo tuo amore ha anche una signora mazza e il modo in cui te l'ha infilata nel sedere, senza lubrificare, non è stato dei più indolori. Concordo che è stato straordinario, ma la feritina c'è ed è da verga dura."
E la bacia sulla bocca, ricambiato.
Solo allora mi rendo conto che avevamo la claque che ci guardava e, se manca l'applauso, è però ben evidente la gioia partecipata.
Mamma la esprime per tutte.
"Ne ho ben viste di scene di sesso. Ma una così non la trovi neppure negli annali delle riviste più osé. Vi amo, davvero, tanto."


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