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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 15 — Cose di famiglia 15 – Esodo
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Cose di famiglia 15 – Esodo

Mario e Margie decidono di fare un figlio e ci danno dentro con amore.

geniodirazza
1 anno fa · 7.774 parole · 34 min
220 letture

"Esatto. Almeno, di questo è convinto perché io sono una fogna e in questi anni, sempre in compagnia di Nicola e con la sua complicità, ho frequentato qualche privè e ti dirò che me la sono goduta. Anzi, caro il mio puritano, se vuoi ti racconto quante e quali doppie mi son fatta, quanti maschi intorno a un letto tondo mi hanno inondato di quello sperma che, a tuo dire, avrebbe intasato le fogne. Tu non hai neanche sfiorato la mia grandezza a letto perché con te cercavo amore e non sesso. E ti dirò di più; non ti sei neppure accorto di come ti ho raggirato."

"Cosa vuoi dire?"

Sono quasi preoccupato; dopo quello che mi vomitato addosso Margie, temo gli sviluppi; interviene mamma.

"Cucciolo bello, te lo spiega mamma che avrebbe fatto la stessa cosa. Hai copulato con preservativi bucati, da Margie naturalmente. È vero, dolce amica mia? E poi gli hai anche succhiato lo sperma nell'utero. Dico bene?"

"Benissimo! Amore mio, tu hai eiaculato tre volte nei preservativi, vero? Ed ognuna di quelle tre volte mi sono abbarbicata a te per godere, per sentirti eiaculare ma soprattutto per mettere in azione i muscoli di vagina e utero e succhiarti tutto. Quando hai tolto i preservativi ti sei meravigliato di vederli vuoti e non hai cercato di capire perché. È un errore che fai spesso, non vedere un perché e non approfondire. Perché avrei fatto un figlio con un altro e mio marito sarebbe stato zitto? Perché mio marito ha finto di dover andare via mentre era chiaro che c'era lì il mio grande amore? Perché mi sono lasciata sbattere come un tappeto dall'uomo a cui chiedevo e da cui mi aspettavo solo tanto amore? Il tuo problema è crederti superiore a tutti, specialmente ai tuoi cari, e di non lasciare nemmeno uno spiraglio alla loro libertà. Ora la uso io la tua frase. Hai capito quanto ti costa, quanto costa a te non a me, la mia libertà? Sappi comunque che questo incidente non tocca in niente il mio amore per te. Adesso spetta a te decidere se vuoi che vada via, ora, dalla tua casa; se ti va di continuare a sbattermi a modo tuo nei prossimi quattro giorni; in questo caso, ti garantisco che, se comincio a copulare io, vedrai dei paradisi che non hai mai avuto il coraggio di sognare; oppure se cominciamo a fare l'amore, come desidero io, e parliamo anche serenamente di noi, del dopo, del figlio che potremmo volere in quattro, io, tu, Anna e Nicola, si anche lui. Sai, mi ha promesso che, se faccio questo figlio con te, gli farebbe anche piacere che tu entrassi nella nostra vita, non solo con tuo figlio ma anche in altri modi, con la nonna che viene a visitare e a coccolare il nipote, con zia e cugina, che lui conosce bene e che apprezza e stima, e anche consentendo che tu venga a visitare tuo figlio e faccia il padre anche a letto, con sua madre. La risposta può essere solo tua."

Anna è evidentemente inferocita.

"Col cavolo!!!!! Qui rispondo anche io. E ti dico, imbecille, che adesso te la porti di là, sul lettone che è ancora puzzolente e sporco dell'amore che ho fatto con Valerio per tutta la notte. Fatto l'amore, capisci, ragazzino, non copulato; e per me questa non è letteratura o frase fatta. Per me è vita. Voi adesso andate di là e fate l'amore, alla grande, come l'avete fatto solo nei momenti più belli, perché questo è un momento bellissimo. E vi consento di scendere da quel letto solo per esigenze indispensabili."

Margie sorride; io la guardo torvo, Anna è incuriosita.

"Oh, scusatemi; sorridevo perché mi ricordavo le esortazioni di Nicola le prime volte che lo facevo davanti a lui e mi sentivo tanto sporca e in colpa. Anch'io ho stentato un poco ad apprezzarlo fino in fondo."

"In che modo te le ricordano?"

"Per la partecipazione, per l'affetto, insomma per l'amore che trasudavano le parole. Anche nelle tue, al di là dell'espressione, ho sentito quell'amore."

"E hai sentito bene!"

Ho l'impressione di essere tagliato fuori.

“Se non sbaglio, questo figlio sarà anche mio.”

Manco a dirlo, la risposta di Margie è tagliente.

"Certo, amore. Quando parti per New York?"

"Tra un mese circa."

“E quanto ci resti?"

"Sei / otto mesi."

"Perfetto. Se mi sono impregnata ieri, avrai giusto il tempo per tenerlo a battesimo. Anche l'atto di riconoscimento dovrà arrivare tramite ambasciata. Ma va benissimo. Ci sarà Nicola quando andrò a controllo e sarà lui a leggere le ecografie, a sentire il cuoricino, a chiedere di che sesso sarà. Sarà Nicola a tremare con me se dovessero apparire tracce di sangue nelle urine, a cercare quel gelato o quella verdura se e quando la gravidanza me ne darà voglia. E sarà ancora lui in sala d'attesa a tremare, quando nascerà. Tu sarai impegnato nella tua mostra e, al massimo, mi telefonerai dalla casa, e dal letto, di una Julia per dirmi che avete fatto l'amore da dio, ma che non devo preoccuparmi; tornerai, prima o poi. Ti ricordi la telefonata dalla casa, e dal letto, di Roberta? Io si, perfettamente. Ragazzo, forse è l'ora di crescere."

"Senti, Margie, ma, se in una o più di una di quelle situazioni che hai così realisticamente previsto, nonna Anna, no la tua amica Anna cercasse di esserti vicina, come l'accoglieresti?"

"Con tutto l'amore del mondo, come quella mamma che non può e forse non vuole essere li."

Si abbracciano con amore.

Non so proprio che fare.

Poi decido.

"Margie, ed anche tu, mamma, sono stato imperdonabile, forse. Ma voi riuscite ancora a perdonarmi?"

"Io ti amo troppo, non ho mai smesso di amarti. L'ho fatto e lo faccio senza riserve. Io amo te, i tuoi pregi e i tuoi difetti. Non ti devo perdonare niente. Dobbiamo solo ricominciare da capo, e col piede giusto!"

"Figlio mio, non parlare di perdono. È tutto passato e da qui si ricomincia."

"Amore, vuoi fare l'amore con me?"

"Si, qui, ora, subito, con tanta gioia, con tanta voglia."

Mamma rifila uno scapaccione ciascuno e ci spinge verso la camera.

Non c'è bisogno di niente.

Le bocche sono incollate, i corpi vibrano in ogni fibra, le mani cercano e ritrovano le linee di un corpo amato. Il pene mi duole, tanto è compresso, i suoi capezzoli bucano i vestiti e la vulva, ne sono certa, cola nettare e ambrosia.

Stento un poco a convincerla a sdraiarsi; non vuole mollare neppure per un attimo il contatto fra i nostri pubi.

Poi si convince e piomba con me sul letto.

Non accenniamo neppure per un attimo a spogliarci di uno degli indumenti; lei tira la gonna sulle anche, io riesco a malapena ad aprire la zip e a far emergere il membro che si poggia sulle sue cosce, oltre le autoreggenti.

La cappella trova da sola la via alla vulva e penetra.

Sono, completamente vestito, sopra di lei, completamente vestita, e stiamo sussurrandoci stupide frasi d'amore mentre il mio membro si irrigidisce in lei e, senza bisogno di spinte, la penetra fino all'utero che a sua volta sembra attirare l'asta solo per esserci.

"Ti amo, Margie, ti ho sempre amato; anche se ho commesso tanti errori non ho mai cessato di amarti con tutto me stesso. E non so dirti quanta gioia mi dà sapere che avrò un figlio da te."

"Anch'io ti amo, Mario, con tutte le fibre del mio corpo e non so dirti che gioia mi dà sentirti finalmente dentro di me. Io voglio questo figlio con tutte le mie forze; voglio sentire il tuo amore scorrere dentro di me; voglio liquefare il mio amore sopra di te. Eccomi, sto venendo come nessuno ha fatto mai. E sento il tuo amore sciogliersi dentro di me senza pressione, naturalmente come amore che crea, senza esplosioni. Ti amo, Mario, ti amo per la vita."

"Margie, amore, anche io sono venuto, anche io mi sto sciogliendo in te per pienezza d'amore, senza spinte. Anche io ti amo per la vita."

"Dio santo, in tanti anni di vita non ho mai visto un orgasmo scaricarsi con tanta dolcezza. Potenza dell'amore!"

Mamma è comparsa quasi all'improvviso ed ora è lì che quasi ammira i nostri corpi incollati, i nostri sessi compenetrati.

"Cavolo, ma voi fate sul serio! Vi state amando con ogni pigmento del corpo!"

"Sei gelosa o invidiosa?"

"No, vi amo, vi amo tanto. Margie, perdona qualche eccesso a questa vecchia, ma tu sei quello che io avrei sempre voluto essere. Voi sapreste arrivare all'orgasmo senza neppure sfiorarvi, tanto è vero il vostro amore. Abbiatene cura."

Fine del capitolo 15
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geniodirazza
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