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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 15 — Cose di famiglia 15 – Esodo
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Cose di famiglia 15 – Esodo

Mario e Margie decidono di fare un figlio e ci danno dentro con amore.

geniodirazza
1 anno fa · 7.774 parole · 34 min
220 letture

In casa sembra non ci sia nessuno; ma i suoni provenienti dalla camera mi dicono altro.

"Mamma, sono Mario, sono qui con Margie che vuole conoscerti."

"Arrivo subito."

Mi urla dalla porta chiusa.

Poco dopo c’è un tramestio di passi, qualcuno entra in bagno e mamma compare finalmente con indosso una semplice vestaglietta allacciata in vita.

"Stavi facendo sesso?"

"E a te che te ne fotte?"

"Gliene fotte, gliene fotte, così potrà fare anche a te la predica e chiamarti prostituta da marciapiede."

"Con chi lo ha fatto?"

"Con me, da ieri sera a stamattina; ma pare che si sia esercitato già con Patrizia e Oriana."

"Ma chi è scemo, lui o tu?"

In quel momento esce dal bagno Valerio, saluta tutti e se ne va.

Margie gongola.

"Sorbole! È un tuo ... giovane aaamiiicoooo?"

"Amante; ti ho già detto che non ho problemi con le parole."

"Questo lo so. Ma forse sei tu che non sai quanto tuo figlio è bravo a massacrare con le parole; sbandiera al mondo che ha fatto sesso con me o con Roberta; si vanta di essere the king of the bulls, vanta migliaia di donne nel suo carnet; e alla fine fa il predicozzo alle sue donne perché lo sperma che hanno preso dentro o sul corpo, lavato, intaserebbe le fogne. Per avere ‘scoperto’ che dopo cinque anni la mia vulva è più larga e che il mio ano è spanato, si rifiuta di fare l’amore a pelle e mi tratta peggio dell'ultima prostituta da marciapiede. Tu ricordi che lo ha fatto anche con Patrizia e con Oriana? Mario moralista, predicatore e fustigatore!"

Mi vedo costretto a intervenire.

"Voi avete passato tutti i limiti!"

"Già ...I limiti che decidi tu, il padreterno, ... no, anzi the king! Sai, Anna, io con gli uomini sono stata proprio disgraziata. Mio padre mi ha violentata; mio marito è diventato impotente pochi mesi dopo il mio matrimonio; e quello che avevo sempre visto come l'unico vero grande amore mi si rivela uno sporco maschilista, prepotente, arrogante saccente ma anche incapace di valutare le cose con intelligenza e, in fondo, stupido."

"Ma come ti permetti?"

Urlo inviperito.

"Zitto e fai parlare, cretino! Margie, per favore, dall'inizio e nei particolari, se non ti pesa troppo. Ho già quasi perso figlia e nipote per la prepotenza di Mario. Non voglio perdere altro."

Stranamente, mamma è quasi feroce.

"Per essere onesta fino in fondo, ti devo dire che tuo figlio ha già deciso che il nipotino da me e lui non lo avrai mai perché lui una troia non la vuole per madre di suo figlio, così come ha già rinnegato sorella e nipote classificate prostitute da uno che si proclama re degli intenditori, di prostitute. Mi meraviglia che non abbia messo nel fascio anche te, visti i tuoi costumi libertari. Ma forse è proprio dei deboli arroganti difendere la mamma da cui dipendono e aggredire le altre."

Comincio a perdere le staffe e faccio per allontanarmi.

Mamma mi prende con forza a una spalla e mi schiaccia sulla sedia.

"Tu stai qui e ascolti finalmente la verità che nessuno finora ti ha mai detto!"

Sono costretto a sottostare.

"La mia fede cieca in Mario si è incrinata dalla storia in Germania, subito dopo che avevo sognato con te il tuo nipotino. Il primo colpo lo ha dato la telefonata che mi fece mentre faceva l’amore con Roberta. Chi era quest'uomo che faceva il suo porco comodo e lo sbandierava in giro? Forse un misero esibizionista che sbandierava il sesso come una bandiera. Poi Patrizia mi raccontò di lei, di Oriana ma, soprattutto, dell'atteggiamento di Mario. Mi fece veramente paura l'idea di un falso puritano che si sente Polizia, Magistratura, accusatore, giudice e giuria e, alla fine, emette condanne senza aver capito niente."

"Hai visto Patrizia? E come sta?"

"L'ho vista e abbiamo parlato molto. Adesso si è trasferta a Roma, lavora nel mio stesso campo; è molto apprezzata e farà carriera, checché ne pensi il grande giudice Mario. Credo che tra non molto verrà a trovarti perché ha tanta nostalgia. Ah, per inciso, abbiamo ripreso le nostre abitudini, andiamo qualche volta in discoteca e facciamo anche sesso occasionale, regolarmente col preservativo, perché non siamo le ochette che ci vuole Mario ma donne calde e coscienti."

"E tuo marito?"

"Adesso arriviamo a lui.’ Quando Mario tornò dalla Germania e mi veniva a trovare cominciai a sentirmi sempre più la vulva ‘in trasferta’ che lui andava a possedere quando gli andava; i discorsi di Patrizia mi aggravarono il fastidio, cominciavo a rimeditare tutta la storia e, pur essendo profondamente, radicatamente, innamorata in maniera irreversibile, cominciai a guardarmi intorno. Nicola era l'opposto in tutto ma mi ispirava tanto affetto, tanta tenerezza. Decisi allora di rinunciare al sogno e di vivere la realtà. Nel giro di qualche mese, ci sposammo. Ma, come ti ho detto, con gli uomini sono stata disgraziata. Dopo pochi mesi, per un incidente di laboratorio, Nicola tornò dall'ospedale irrimediabilmente impotente."

Mamma la interrompe.

"Oh Dio, come avete fatto?"

"Nicola affrontò con me la cosa. Si rendeva conto che la mia natura calda mi proibiva di rinunciare per sempre al sesso, ma si rendeva conto di non potermene dare. Di arrivare al punto che avessi uno o più amanti clandestini, non se ne parlava neppure. Quindi, divorzio o quello che definì l'orribile compromesso del sesso surrogato o interposto. È inutile che fai quella faccia, Mario, tu a certe cose non ti sforzi neanche di pensare; tu usi il membro, prima della testa! Nicola mi amava, mi ama, mi ha sempre amata, lui vuole veramente il mio bene, ma in un modo che tu non puoi nemmeno sognarti. Lui mi amava ma non era in grado di possedermi; mi chiedeva allora di prendermi quel pezzetto di venti centimetri di carne, quel salsicciotto senz'anima e di usarlo a mio piacimento, per prendere piacere, solo con alcune avvertenze. Mentre copulavo con gli altri, lui mi teneva le mani, lui mi trasmetteva l'amore infinito che ha per me e i bull mi davano piacere. Inutile precisare che ‘gli amanti’ dovevano dare garanzie di discrezione, di correttezza, di integrità fisica. Quasi sempre era Nicola a sceglierli ma dovevano piacere a me. L'altra avvertenza era che se mi fossi accorta di sentimenti nuovi che fossero emersi, dovevo avvertirlo per evitare traumatici eventi. Non è mai successo in questi anni. L'unico di cui aveva timore eri tu, ma lo rassicurai che ne avrei parlato se qualcosa fosse capitato."

"Va be', un semplice caso di cuckold o cornuto contento, come diciamo … "

Non riesco a terminare la frase; la sberla di mamma mi prende in pieno viso e mi fa girare la faccia.

"Imbecille, animale, insensibile, indelicato, sei più schifoso della merda delle peggiori latrine, essere inutile."

Le parole stavolta colpiscono e fanno male più delle sberle.

"Tu non sei capace nemmeno di pensarlo, un gesto di tanto amore. Tu ne blateri, dell'amore, ma non sai cosa sia volere veramente il bene della propria donna, capire le sue esigenze e trovare un'intesa per essere innamorati e copulare attraverso il membro di un altro, un robot come te che riduce il sesso ad esibizione di tecnica. Margie, secondo me quell'uomo merita fiducia e amore; se sei riuscita a sfogare l'utero senza offenderlo, siete davvero grandi e tu sei la donna che voglio assolutamente come la mia migliore amica."

"Grazie, contaci. Sei più bella e amabile di come avevo visto per telefono. Comunque, aspetta che ti racconto perché qui viene il bello, forse soprattutto per te. Dopo un po' di armonica convivenza, Nicola mi chiese se ero disposta a dargli un figlio. Io ero perplessa, ma lui mi spiegò le sue intenzioni. Un figlio, mi disse è tale solo per l’amore che gli dai, non perché uno spermatozoo vince la corsa. Lo spermatozoo lo facciamo mettere a uno senza nome, che apparirà poche volte finché risulterai incinta. Poi sparirà nel nulla, per sempre. Noi ci coccoleremo questo figlio dalle prime avvisaglie fino a che sarà cresciuto. Sarà solo mio e tuo. Te la senti? Ci pensai molto, poi fui io a proporgli che, oltre al figlio che davo a lui e che sarebbe stato certamente molto più suo che mio, lui mi avrebbe autorizzato a farmi inseminare dall'uomo che avevo amato di più nella mia vita; ma non solo; mi avrebbe anche consentito di dichiarare legalmente che quel figlio era nato fuori dal matrimonio e che il padre naturale lo avrebbe riconosciuto acquisendone i diritti di paternità anche se il bambino avrebbe continuato a vivere con la mamma e il padre putativo. Nicola accettò e si impegnò anche a dichiarare legalmente che tutto era avvenuto col suo consenso. Il figlio lo ebbi ed è cresciuto come nostro. Per questo, caro il mio imbecille, il nome del padre naturale non è mai esistito. In compenso, io e Nicola siamo venuti qua perché ti volevo incontrare e farmi impregnare del tuo amore. Anche Nicola ti ha voluto conoscere e ti ha provocato per sentire di che pasta sei; non avevo nessun dubbio che ti avrebbe apprezzato e avrebbe condiviso il mio desiderio, perché so che sei in gamba, quando non ragioni col membro. Peccato che hai mandato tutto in vacca perché hai paura e hai messo tra di noi il muro del preservativo!"

"Santo cielo, ma che stai dicendo? Tu sei venuta qui per farti impregnare da questa ameba, per darmi quel nipotino che io desidero e quest'individuo inqualificabile te l'ha impedito con un preservativo?"

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