Vai al contenuto
Erotika
COSE DI FAMIGLIA · Cap. 13 — Cose di famiglia 13 - Oriana 6 Dialogo fra sordi
Aa
Dimensione testo
Sfondo
Salva

Cose di famiglia 13 - Oriana 6 Dialogo fra sordi

Dalla crisi nera alla rinascita il passo è breve, per fortuna

geniodirazza
1 anno fa · 7.082 parole · 31 min
226 letture

“Siamo già a questo punto; hai già concupito i miei sponsor e li pieghi ai tuoi capricci?”

“Credi di avere il monopolio della fascinazione? Povero illuso, non sai cosa può fare una donna che si innamora. Ringrazia Dio che non voglio, perché Margie non merita questo; ma se mi spingi ad innamorarmi veramente di te, ti riduco uno straccetto per i miei lavori di cucina. Comunque, sappi che il centro di questo universo sarà la tua bellissima e preziosa amica Roberta, nella sua funzione di Direttrice pro tempore del Museo.”

“Quindi, se non ho capito male, sponsor di qualità e di quantità, assicurati; opere per la mostra, garantite; chiarito il discorso della collaborazione; avviato il progetto faraonico di indagine culturale; la mia amica sta tirando fuori le unghie e mette in riga le vecchie carampane. Io devo solo godermi il trionfo?”

Patrizia non può restare fuori da un gioco di ironie così simpatico.

“No, sciocco sfaticato, tu adesso ti rimetti a produrre disegni per il nuovo progetto di architettura edile. L’architetto sta piangendo di gioia all’idea di averli per la sua presentazione e avrai poco tempo per produrne a sufficienza. Quindi, obbedisci al bastone e fai il mulo.”

Sono felice che Roberta sia riuscita a fare tanto e l’abbraccio con amore; il sesso mi si rizza istantaneamente fra le sue cosce; noto lo sguardo strano di Oriana, che verifica un’altra verità.

“A proposito di stare attenti; Mario, Roberta mi ha detto che qui in Germania i controlli che mi hai consigliato per l’Aids sono semplici e gratuiti, negli ospedali.”

“Anche in Italia e sono molto attendibili.”

Oriana interviene.

”Tu che ne sai?”

“Cara sorellina, ogni tanto cerca di ricordare che il tuo fratellino per qualche anno ha fatto di professione l’escort o anche bull. Questo voleva dire che quasi tutte le sere copulava con una donna diversa e doveva offrire tutte le garanzie di sicurezza, come fanno le prostitute intelligenti e di qualità, come fanno tutti quelli che hanno a che fare con quell’area di interesse. Controllarsi periodicamente è doveroso, oltre che prudente.”

Roberta intuisce che il tono del discorso rischia di degenerare e interviene.

“Beh, io che ho un’attività sessuale abbastanza normale, per non dire limitata, ogni tre mesi mi controllo e sono sicura; ma qui tutti i giovani lo fanno, per igiene e per prudenza; un individuo infetto è una bomba nel suo ambiente. Mi meraviglia che in Italia non si faccia.”

Patrizia diventa sempre più ragionevole.

“No, Roberta, non è che non si faccia. Diciamo pure che sono io a ignorare cose anche elementari. Sin da piccola mi sono abituata a fare sesso senza avere altri problemi che quello di non rimanere incinta; e questa abitudine me la porto dietro. Finché qualcuno non ha cercato di spiegarmi che il preservativo non è un optional ma una garanzia. Per questo ti ho fatto le domande, prima. Ho bisogno, appena in Italia, di accertarmi anche su queste cose. Per il momento il mio amore si rifiuta non solo di prendermi, come vorrei io, ma anche di fare l’amore, come sa fare lui.”

“Vorresti fare sesso con Mario?”

“Si; ma lui ha già detto chiaro; con preservativo o niente; e non ti meravigliare, ma io un preservativo non so come è fatto né dove si compra né quanto costa.”

“Se vuoi, io ne ho, in bagno …”

“Sei straordinaria. Questa è un’altra cosa che da te non mi sarei mai aspettata; ma forse solo perché interpreto le persone a modo mio e non cerco di analizzare. Tu in fondo sei una ragazza normalmente bellissima e immagino che ogni tanto una ripassatina te la fai dare.”

“Beh, diciamo che non sto ad aspettare per mesi che il mio amore si ricordi di me e venga a spolverarmi la vagina.”

Faccio finta di non aver sentito.

Mentre si conversa amenamente, hanno cominciato a provare gli abiti comprati per resistere fino a P…

Quando Oriana esce dal lenzuolo per provarsi degli slip, vedo Roberta sbalordire davanti all’ampia ecchimosi sul pube, che evidentemente le suggerisce le stesse cose che a me; ci scambiamo un’occhiata di intesa.

“Si, si è data tanto da fare; e non solo lì.”

Oriana si è piegata ed è apparsa la stessa ecchimosi anche intorno all’ano.

Roberta è seriamente colpita.

“Si è fatta fare tanto male.”

Sussurra; ma Patrizia l’ha sentita e chiede con lo sguardo.

Roberta indica con la mano il pube di Oriana, scuro quasi nero, e quello di loro due, delicatamente rosa.

Patrizia sembra non capire; le faccio segno, pigiando col pugno nell’aria, al sesso che picchia.

Non riesce a stare zitta, come al solito.

“Mamma, ma che hai fatto là?”

E indica il pube.

“Davvero non so, non capisco. Forse qualche volta qualcuno ha picchiato più forte …”

Silenziosamente, indico a Patrizia di farla girare.

La prende per un braccio, le fa una giravolta e si abbassa verso il sedere.

“Cavolo, mamma, ma anche qui sei stata ben bastonata!”

Oriana è piuttosto piccata.

“Che vuoi che ne sappia. Lo sai che in certi momenti non ti rendi conto …”

Patrizia mi chiede con lo sguardo che fare.

“Dai, ne ho già parlato a nonna. Appena torniamo in Italia, si occuperà lei di sua figlia; chiede solo il mio e il tuo aiuto. Può farcela a recuperare, se siamo con lei.”

Patrizia va ad abbracciare sua madre.

“Mamma, non ti preoccupare. E’ passata. Ce la faremo. Vedrai che ce la faremo.”

Oriana scoppia in lacrime e i singhiozzi la scuotono fino farle male.

Roberta sottovoce a Patrizia.

“Ma tua madre, con quella attività che si nota, almeno si sottopone a controlli?”

“Se avesse saputo, credi che non me lo avrebbe suggerito?”

“Dio mio; quindi è un pericolo ambulante; potrebbe essere sieropositiva senza saperlo e contagiare altri senza accorgersene!”

“Scusa, ma perché dovrebbe essere così a rischio?”

“Patrizia, io non so quanto sai di sesso; quelle ecchimosi dicono che da lì sono passati arnesi belli grossi, quasi certamente di camionisti o di neri, statisticamente i più esposti ad essere sieropositivi; dalle condizioni dell’epidermide è chiaro che non sono stati cinque o dieci, ma decine e questo accresce il margine di pericolosità. A questo punto, DEVE sottoporsi a controlli ed anche severi, ampi, approfonditi perché si è comportata da perfetta incosciente. Un medico che la visitasse, probabilmente dovrebbe denunciarla alle autorità di controllo sanitario perché può infettare una città o un territorio; comunque, è proprio il caso di dire che sono cavoli suoi e vostri. Io, al posto di tua nonna, la proporrei per il ricovero coatto per la disintossicazione.”

“Roby, ti prego, sto già assai male, per Patrizia e per Oriana. Se ti turba che stiano con noi, ti prego, cerchiamo subito un albergo, prima che la situazione tesa e non facile ci faccia arrivare a inutili rotture.”

“Mario, non spedirci in un albergo, per favore; ti prego, non farlo.”

Le lacrime, a Patrizia, scendono a rivoli mentre parla.

Roberta la abbraccia.

”No, Patrizia, scusa, non volevo; mi sono solo spaventata. Non pensavo che tua madre fosse precipitata così in basso e non potevo neanche lontanamente immaginare che si fosse lasciata andare senza tenere in nessun conto elementari norme di sicurezza. Ecco, è tutto quello che succede che mi sconvolge. Non riesco a ritrovarmi, di fronte ad atteggiamenti di protervia che vanno indifferentemente dalla guerra a Mario alla schiavitù a Zacharias. Sono disorientata, devo solo riuscire ad accettare che è così. Non voglio che andate via, né tu né tua madre; spero solo che tu capisca il mio disagio.”

Patrizia l’abbraccia.

“E quello che è ancora più doloroso è che sto passando, alla mia non più giovane età, dalla scoperta di verità elementari, alla coscienza che la mia madre adorata è stata, almeno per un tempo, la peggiore delle troie. Non riesco a mandarlo giù, questo rospo.”

Roberta mi accarezza il viso.

“E’ ovvio che anche tu sei passato dal bambino che si addormentava in braccio alla sorellona nuda all’uomo che scopre che la sorella da lui liberata da una schiavitù sia piombata in un’altra in cui, in parte almeno, l’hai spinta tu.”

“Io ho la sfortuna di incontrare tante donne sensibili e intelligenti, ma di poterne sposare solo una; mentre quelle che amo intorno a me, troppo spesso sono ragazzine immature, anche a quarant’anni.”

La bacio con intensità; ho voglia di fare l’amore, si nota e Patrizia ci scherza.

“Guarda che si vede, che ti si rizza. Vai sul letto e sco… pardon, facci l’amore alla grande.”

Indice dei capitoli
Cap. 14 →
Salva in una lista