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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 12 — Cose di famiglia 12- Patrizia - verso la Germania
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Cose di famiglia 12- Patrizia - verso la Germania

Il viagio in Grmania e il primo scntro con Oriana

geniodirazza
1 anno fa · 6.682 parole · 30 min
206 letture

“Lo so che sei bravo. Vai avanti così, figlio mio. Roberta, so che ha avuto bisogno della tua vicinanza perché in quei momenti non si vuole sentire sperduto. Il merito del successo è sicuramente anche tuo. Grazie.”

Roberta si schernisce e mamma chiede ancora come si è comportata Oriana.

“Fredda e distante come al solito; devo averla combinata grossa se è tanto determinata contro di me.”

Interviene Patrizia.

“Non è vero, nonna, si vergogna tanto di se stessa che non trova più il coraggio di farsi perdonare da Mario e, per ripicca, diventa ancora più ostinata. Fai conto che Mario le ha fatto, davanti a decine di persone, un regalo che i tecnici hanno valutato in centinaia di milioni e lei ha detto che non lo accetterà. Ho paura che sia malata e che l’unica possibilità sia una cura psicanalitica; e spero che Mario non dica adesso che io sono laureata in psicologia e dovrei affrontare il problema, perché io non ho mai lavorato sul campo e non so come si fa. Margie potrebbe curarla.”

“Va bene, cercate di smontare questo muro che ha alzato. Buona notte a tutti e tre.”

“Quindi Oriana ha già rifiutato la mia collaborazione. Mi sa che domani ci troveremo di nuovo a dover cancellare la mostra e, dopo che ci siamo esposti così questa sera, potrebbe essere un enorme problema. Siglinde ha dichiarato che la mostra si faceva come dico io e lei è la portavoce della Società. Che Dio ci aiuti.”

Intanto siamo riusciti ad ordinare alcune cose che non so riconoscere, ma mi fido ciecamente di Roberta, e le stiamo consumando con poca birra, in vista della maratona di sesso che ci aspetta.

Le domande di Patrizia ovviamente non finiscono mai.

“Cos’è questa storia che ti sei dovuto appoggiare a Roberta per parlare?”

“E’ normalissimo che in momenti di fortissima tensione hai bisogno di qualcuno che ami, di cui ti fidi, a cui dedicare i tuoi sforzi; è sempre così, per tutti; chi lo nega, come Oriana, finisce per perdersi. Per restare al presente, a Roma io guardavo Margie mentre presentavo la mostra, lei guardava me mentre presentava il libro; eppure lei non è esperta di design e io non mi intendo di psicologia. E’ l’affetto, che produce la chimica che ti da forza.”

“E se ci fossi stata io?”

“Roby, sappi che Patrizia vuole essere sempre la prima nella mia vita e si interpone a tutte le donne di cui mi innamoro. Hai presente il viaggio in aereo? Sembravamo due innamorati da cartolina. Una Patrizia in quello stato d’animo mi avrebbe dato la forza che cercavo. Quella dei giorni scorsi mi avrebbe esposto alla peggiore figuraccia della mia vita.”

Non può fare altre domande, perché siamo arrivati

Appena in casa, Roberta dà a Patrizia il sacco a pelo, si cambia e si mette in libertà.

Io mi spoglio e resto con gli slip.

Arriva una telefonata al mio cellulare; è Margie che mi chiede dove sono con chi sono e come è andata.

Le dico che sono a casa di Roberta e che con noi c’è anche Patrizia; le chiedo se vuole dialogare in comunità anche con loro e mi invita ad usare il vivavoce.

“Ciao, ragazze, mi dite com’è andata la serata, prima che questo orso me la distrugga?”

Patrizia si lancia nell’apologia del trionfo con corona d’alloro; Roberta riferisce di una bellissima manifestazione andata anche oltre le più rosee speranze perché è arrivata al momento giusto la notizia dei premi ed è stata organizzata una estemporanea conferenza stampa.

“Come ha reagito Mario?”

“Anche io devo dire che è stato immenso; prontezza, lucidità, chiarezza, spirito polemico. E’ veramente bravo. Io se stessi in Italia cercherei di sposarlo immediatamente. Considera che un tecnico ha valutato ognuno dei suoi disegni sui dieci venti milioni di euro. E’ proprio un buon partito.”

“Io Mario me lo sposo, stai certa, anche se non subito e non certamente per il patrimonio ma perché è un uomo straordinario. A proposito, Patrizia, com’è stato l’incontro con tua madre?”

“Quella situazione è tragica, dicevo poco fa che è da curare nel tuo istituto. Ha fatto errori enormi e crede di coprire gli errori con gli errori. Quello che sta per commettere stasera può mandare in vacca tutti i progetti.”

“Oh Dio, perché?”

“Sai della storia dei disegni per il suo progetto edile?”

“Si, so che Mario ne ha preparato alcuni, che li vuole esporre in mostra e alla fine regalarli a Oriana.”

“Beh, per farla breve, in conferenza stampa Mario ha ripetuto queste stesse cose e mamma, a me e a quelli che le stavano intorno, ha commentato che lei non accetta l’elemosina da un moccioso.”

“Tu sai che io di rapporti coi genitori non amo parlare. Ma tu devi consultare uno specialista. Questa è mania di persecuzione patologica, forse ancora curabile, ma pericolosa; col tempo, può rivolgerla contro chiunque la voglia aiutare e finirebbe molto male.”

“Sentite, amori miei, di Oriana e dei suoi problemi ci occuperemo domani; non so voi, ma io, con un viaggio sulle spalle, ho voglia di dormire!”

“Mario, ma sei sicuro di aver voglia di dormire con due bellissime Sirene nella stessa stanza?”

“Ma la regina delle sirene non può essere qua e forse potrei anche dormire.”

“Bugiardo, ti amo sempre di più. Ancora qualche giorno, poi verrai a Roma e ti farò pagare tutto con gli interessi. Ciao.”

“Ciao, amore, sogni d’oro.”

Mi infilo sotto le lenzuola e Roberta si decide a venire anche lei; Patrizia si stende sul sacco a pelo ai piedi del letto.

Abbraccio Roberta con forza, la comincio a baciare dalla fronte e la percorro tutta; le piace sentirsi coccolata quasi fanciullescamente, prima del rapporto vero e proprio; quando mi sposto a baciare le tette ed a succhiare i dolci capezzoli appena segnati, mi sfila gli slip e si impossessa del sesso; inizia una masturbazione lenta e tenera.

Mi sposto con la testa sul suo inguine e la induco a montarmi sopra in posizione di 69.

Mentre lei imbocca il sesso e da il via ad una fellatio, io ho tutto lo spazio per leccare dalle natiche al monte di venere, passando per l’ano roseo e poco avvezzo alla penetrazione e per la vulva stretta, quasi da vergine, per la scarsa assuefazione al sesso.

Faccio guizzare la lingua velocemente sulle pieghette dell’ano, lo dilato leggermente con due dita e faccio penetrare la lingua che, per l’eccessiva resistenza, riesce solo a sfiorare il cerchio dello sfintere; quando approdo alle grandi labbra, ho la sensazione di forzare un’ostrica che stenta ad aprire le valve per farsi penetrare.

Mi piace questa battaglia tra la mia lingua e le sue resistenze, mi eccita, mi esalta.

Forzo la fessura delle grandi labbra e mi si apre, agli occhi prima, al gusto poi, il piacere delle piccole labbra chiuse a bocciolo ancora serrato su cui si intravede un clitoride leggero e appena abbozzato.

Lo afferro con i denti, delicatamente, stringo intorno le labbra e comincio a succhiare.

Avverto che spinge il membro fino alle tonsille, per cercare di soffocare le urla di piacere che si scatenano dalla vulva e cercano la via della gola per uscire; ma non può impedirsi dei gemiti soffocati che riempiono l’ambiente di amore e di piacere.

Ci rilassiamo un momento e un rumore ritmico di attività sessuale sembra venire dal sacco a pelo.

“Piccola, ti stai masturbando?”

La provoco con gusto.

“Scusami Roberta, se non so frenarmi. Devi sapere che tra me e mio zio c’è una enorme differenza. Io so solo copulare, lui sa solo amare. Però succede che se lo sfido a montarmi, lui dimostra che ha fatto anche esperienze da escort ed è terribilmente bravo a mantenere l’erezione, a provocare orgasmi, a stimolare punti erogeni. Quando lui però si mette a fare l’amore, e lui fa veramente l’amore con passione, allora mi scattano tutte le voglie di emularlo. Se ci pensi, è lo stesso problema di mamma, ma su un altro terreno ed io mi sto attrezzando a superare il mio trauma. Stasera ho scelto di venire con voi anche perché volevo sentirli, i suoni di quest’amore, volevo annusare gli odori di questo amore, volevo guardarlo mentre amava un’altra e non me. Purtroppo , l’unica cosa che si avvicini al piacere che sa dare lui, sono le mie manovre di autoerotismo e vi ricorro volentieri; stasera, poi, lo faccio in sua presenza e il mio bisogno d’amore si placa.”

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