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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 10 — Cose di famiglia 10- Margie 2 Chi non muore
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Cose di famiglia 10- Margie 2 Chi non muore

Oriana si schiera contro Mario e avvia un disputa dolorosa

geniodirazza
1 anno fa · 6.588 parole · 29 min
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Osservo mentre lecco a larghe passate.

“Se non lo sapessi, ti avverto che è solo da un anno che il mio amore mi ha sverginato con grande passione; da allora, l’ho concessa poco e a pochi.”

“Peccato che non potessi vederti mentre il tuo principe azzurro ti sverginava. Sono certo che avrei goduto un botto.”

“E’ vero che non potevi vedere; ma c’era una parte di te che partecipava intensamente e con grande amore.”

“Quello non solo lo ricordo, ma lo sto rivivendo in questo momento, con tutte le emozioni.”

“Oh dio, oh dio …”

“Che c’è?”

“Insisti, insisti lì … quanto mi piace … quanto godo … credo che sto per esplodere …”

Le afferro le natiche, le stringo e schiaccio contemporaneamente l’inguine sul mio viso; succhio con veemenza il punto che l’ha eccitata e la vulva mi esplode in bocca un tornado di umori, di liquidi vaginali, di orina.

Patrizia sembra crollare sotto l’urto dell’orgasmo; ma è solo un attimo; immediatamente si riprende e si precipita ad afferrare il sesso, rimasto finora teso nell’aria; lo porta alla bocca, lo affonda in gola e comincia un magistrale risucchio, di quelli in cui si vanta di essere regina e tenta in tutti i modi di portarmi all’orgasmo.

C’è tanta tecnica, nel suo modo di succhiare; ma non avverto abbastanza partecipazione; la ragazza sembra gareggiare con un’avversaria che esiste solo nella sua mente; si lancia in acrobazie spericolate, riesce a succhiare e leccare contemporaneamente, affonda la cappella fin oltre i limiti dell’ugola e quasi si soffoca.

La mazza regge da par suo e si bea della libidine che la pratica scatena; ma la mia testa è lucida e ferma a cercare di capire cosa provochi a mia nipote tanta smania di piacere.

La gelosia per Margie è l’unica risposta.

E allora la fermo; delicatamente, stacco la bocca dal sesso e la riporto a fianco a me; muovendomi cautamente, la riesco a porre sotto di me, prendo dal comodino un preservativo, lo indosso sul membro e la penetro di colpo, senza neanche avvertirla.

“Perché il goldone?”

Mi chiede stupita.

“In primo luogo non so se sei fertile e non vorrei fare una cazzata infinita mettendoti incinta.”

“Vuoi che non sappia se sono in periodo fertile?”

“No; al contrario, so che tu sai perfettamente qual è il tuo stato; ma è per quello che temo un colpo di testa.”

“Tu sei matto!”

“E comunque, l’altro motivo è ben più serio. I tuoi costumi si sono liberati in maniera esponenziale e so per certo che copuli senza problemi, senza protezione e senza garanzia che chi ti possiede non sia portatore di Aids; la pelle non la metto a rischio, per una tua copula.”

“Ho la sensazione che mi stai offendendo.”

“No, dico solo che sei diventata una ninfomane incosciente e che non mi fido dei neri che ti hanno sbattuto in tutti gli Stati Uniti.”

“Ma vaffan …!”

Si divincola ed esce, nuda, strillando come una gallina; mamma accorre e cerca di calmarla.

“Che cos’è questa storia che vuoi usare il preservativo?”

“Sei in grado di garantire che tua nipote, dopo aver scorrazzato per i bagni di tutti i ristoranti d’America a farsi sbattere da chiunque, non abbia contratto il virus dell’Aids? Io non dico che è una minaccia ambulante, ma preferisco agire sul sicuro; e copulare con un preservativo non ha mai fatto male a nessuno.”

“Ma ti rendi conto di chi parli e di che cosa dici?”

“Io so che tutti i giornali scandalistici parlano delle avventure ‘amorose’ di tua figlia e di tua nipote in giro per l’Europa. Se tu preferisci fare finta di non sapere per proteggere le più deboli, fai pure; ma, grazie, non chiedermi di fare altrettanto.”

Si rivolge a Patrizia che se ne sta appoggiata al muro col viso rigato di lacrime.

“E’ vero quello che dice?”

“I giornali esagerano sempre per vendere di più.”

“Esagerare non significa inventare; se non c’è stato scandalo e lo si inventa, è un discorso; ma se lo scandalo c’è stato e si gonfia, siamo su un altro versante.”

“Ma in quell’ambiente è un comportamento normale.”

“Io non vivo in quell’ambiente e non lo amo; quindi non condivido e non accetto né te né tua madre, grandi troie. Mario ha tante opportunità per sfogarsi a copulare con tanto amore, non con tanta tecnica come fai tu. Se non ti va di farti prendere col preservativo, rassegnati a rinunciare al suo sesso e vai a bussare a qualche altro letto, se ti prude tanto. E se invece, e adesso non posso ignorarlo neppure io, la tua unica intenzione è di rovinare il bel rapporto tra Mario e Margie, posso anche arrivare a invitarti a startene con tuo padre o, se preferisci, andare in giro con tua madre, perché sei scorretta e perfida.”

Patrizia sembra distrutta, se ne va in silenzio nella camera di mamma, si riveste ed accenna ad andarsene.

“Nella conferenza di oggi siete rimasti d’accordo che vi risentirete. Se mamma chiama domani mattina, che devo fare?”

“Io non chiudo la porta a nessuno; contro di te non ho nessuna recriminazione; continuo a sentirti vivamente come la mia nipotina e il mio grande amore, anche se i rapporti ‘devono’ cambiare; lo stesso vale per Oriana; è la mia unica sorella, di cui continuo ad essere innamorato e per la quale farei ancora qualunque cosa se scendesse dal piedistallo su cui si è inalberata; in qualunque momento dovesse chiamare, sai dove sono e sappi che sono sempre aperto all’affetto verso le persone che amo, ricambiato o no.”

“Posso darti un bacio o hai paura che ti attacco l’Aids?”

“Non cambi mai; nel pieno di una tragedia, trovi una battuta. Io sono una persona colta e so che il virus non si attacca con un bacio e posso e voglio baciarti anche con più passione ed amore di quanto tu pensi. E non vale solo per te.”

La prendo in vita, me la stringo addosso e la bacio sulla bocca, infilandole la lingua in gola.

Reagisce scatenando una battaglia di lingue che ci tiene avvinghiati per almeno cinque minuti, nei quali la sento sciogliersi sempre di più in qualcosa che a me sembra amore.

Quando ci stacchiamo, mi sussurra.

“Ti amo … non te lo so dire … te lo dimostro nella maniera peggiore … ma, comunque, il mio è amore … amore vero … come quello di Oriana, che si difende facendo la stupida, ma in realtà è persa d’amore per te.”

La bacio di nuovo per bloccare un discorso troppo doloroso.

“Io credo con tutto me stesso che davvero vorresti fare l’amore con me, vorresti dilatare l’amore filiale fino al sesso, come diceva tua madre quando parlava con me; sappi che sono sempre pronto ad amarti anche fisicamente se riesci ad esprimere amore e non gelosia, rancore o che altro vuoi. Vieni a fare l’amore con il tuo principe azzurro, quando sarai certa di volere quello e non altro.”

“Ci vediamo domani.”

“A domani.”

Prima di uscire, va ad abbracciare la nonna, che le chiede perdono per la durezza; Patrizia chiede a sua volta perdono per le intemperanze che fanno male.

Poi esce.

Vorrei telefonare a Margie ma è tardi; forse domani mattina avremo più agio di parlare.

Fine del capitolo 10
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geniodirazza
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