“Tu che ne sai?”
“Ho assistito alla presentazione del libro e ho visto la passerella delle autorità che si complimentavano.”
“Ho letto il libro. Ti ha chiesto di intervenire?”
“Non è stato possibile.”
“Perché?”
“Perché la sera prima è venuta alla mia inaugurazione e uno scocciatore di giornalista, di quelli che pesano, ci ha riconosciuti e sapeva esattamente chi ero. Se fossi intervenuto, avrei messo a rischio la garanzia di privacy; mi ha chiesto di starmene in disparte e di assisterla solo con l’amore e il pensiero.”
“L’hai fatto?”
“Si.”
“Ha funzionato?”
“Credo proprio di si. E’ stata semplicemente superba. A giudizio di tutti, una presentazione perfetta.”
“Ah … certo è brava ed è sempre stata un’amica perfetta. Quali sono le situazioni che vi ostacolano?”
“A Roma il lavoro non le consente neppure di vivere una vita da casalinga, figurarsi avere un compagno o un marito e, peggio ancora, fare un figlio. Però ha detto che a Bolzano avrebbe avuto spazio perché una struttura minore impegna meno tempo e lascia più libertà.”
“Quindi te ne vai a Roma?”
“Patrizia, io non solo credo di conoscerti; io lo so che ti conosco profondamente. Le tue domande hanno un obiettivo. Mi dici qual è?”
“Ma quale obiettivo …”
“Va be’, facciamo finta che tu dici tutto e che io non ho capito che hai paura di vederti sottratto l’osso; guarda caso, però, dopo un anno di assenza totale, sei qui nuda a provocarmi per fare sesso. Sei proprio ridotta male, al punto di elemosinare un po’ di sesso o sei incazzata nera perché ho ritrovato il mio amore che tu hai cercato di tenermi nascosto e lontano e non sei disposta ad accettare che io possa amare un’altra, oltre a te o addirittura invece che te? Cosa vi ha preso, a te e a tua madre per farvi scatenare contro di me?”
“Questo lo dici tu; io sono sempre la stessa, mi comporto come sempre e vivo le cose come vengono.”
“Ok, io invece ho un’altra prospettiva e forse faresti meglio a fermare i tuoi approcci se non vuoi sentirti umiliata; non sono nello stato d’animo di copulare; al massimo, potrei fare l’amore; ma è già dall’anno scorso che abbiamo stabilito che tu non sei capace di fare l’amore ed io non sono capace di copulare meccanicamente.”
Mamma si affaccia nella camera.
“Che succede qui?”
“Questo pervertito fa il difficile e si nega ad una dolce copula con una donna meravigliosa come me!”
“E’ vero?”
“Mamma, in questo momento devi decidere se mi vuoi bene o se vuoi che io me ne vada da questa casa.”
“Ma che dici? Perché dovresti andartene di casa?”
“Mamma, non costringermi a dire cose di cui potrei pentirmi ma soprattutto potresti pentirti tu.”
“No, tu adesso vai fino in fondo. Che succede?”
“Succede che invidio i milanesi; sono spariti, non si occupano di niente e viviamo sereni ognuno nel suo mondo. Tua figlia invece è sparita, va facendo la puttana in giro per il mondo, cerca di piegarmi alla sua puttanizia e continua a fare finta di non conoscermi; sua figlia fa la troia in tutti i bagni di tutti i locali e poi viene qui a tentare di distruggere le cose belle che cerco di costruire. Tu, in definitiva, per elemosinare un poco di affetto da queste due, ti poni sempre dalla loro parte senza neanche giudicare con serenità e alla fine mi crei più disagio di chiunque altro.”
“Senti, ragazzo, se vuoi andartene, la porta è quella; non ho pianto per quei due, non piangerei per te o forse piangerei, poi mi asciugherei le lacrime e ricomincerei. Io sono una madre, tua e di tua sorella. Io so per certo, constato e soffro che, fra i due, lei è abbondantemente la più debole, la più indecisa, la più vulnerabile. Tu sei una roccia, come tua madre; lei è una foglia, come suo padre. Io DEVO, CAPISCI DEVO, stare con la figlia debole e con quest’altra fogliolina che ti svolazza accanto, più debole e incerta della madre e, come la madre, con uno smisurato orgoglio che le porta a negare anche l’evidenza. Nella conferenza, li hai stracciati, hai messo in berlina il direttore che non dirige e non sa come gestire la sua attività; hai richiamato all’ordine la dirigente d’azienda che evidentemente ti conosce e ti teme; hai umiliato il dirigente che deve essere anche l’amante di Oriana ma che non ha avuto il coraggio di metterci la faccia; ed hai umiliato pure quella puttana di tua sorella che si è nascosta più di tutti perché sa che tutte le colpe sono sue e tutti i guai nascono dal non aver saputo gestire quello che tu per amore le avevi regalato. Se vuoi, ti dico di più; tu sei arrivato da Roma con un viatico di Margie; devi ricucire il rapporto con tua sorella perché il sangue si mastica e non si sputa. Hai fatto l’amore con me, stamane, mentre pensavi intensamente al tuo amore e non pensavi affatto di tradirla. Ricordi il discorso di Oriana sulla dilatazione dell’amore fraterno? Patrizia vuole quello; è più presuntuosa della madre, è più imbecille della madre; ma è un troietta, lei, e non ti permetto di attribuirle altre caratteristiche perché copula, senza amore forse, soffocando in fondo l’amore; ma copula con passione, non per conquistare dio sa cosa. E se le dai un po’ di sesso, non rubi niente a Margie che merita il tuo amore, me ne accorgo sempre di più, ma vuole un figlio da te e non il monopolio del membro. Se Patrizia è contenta di una copula, lasciati andare. Poi ti farà ancora brutti scherzi come quello del biglietto rubato, non sparito ma letteralmente rubato; ma sarà sempre la tua nipotina e la tua prima ammiratrice. Oggi, secondo me, ha gioito di più a vederti stracciare i tedeschi di quanto ha sofferto a vedere sua madre nascondersi.”
Maledizione, ancora una volta mamma ha ragione ed ha un quadro delle cose che noi neppure ci sogniamo.
In tutto il fervorino di nonna, Patrizia se ne è stata accucciata sotto le lenzuola, quasi come un cucciolo spaventato.
Adesso mi fa tanta tenerezza e veramente fa venire voglia di coccolarla, perché sembra averne tanto bisogno.
Solleva un lembo e mi invita a entrare con lei sotto le lenzuola.
“Con Margie hai dormito in un letto così piccolo?”
“No; in uno di una piazza e mezza.”
“E siete riusciti a dormire?”
“Non molto … e non per le dimensioni del letto.”
“Avete copulato molto? “
“Neanche una volta.”
“Ah, già; tu normalmente non copuli, fai l’amore; figuriamoci col grande amore della tua vita!”
“L’ho amata molto, se ti fa piacere conoscere i particolari.”
“Ma lo facevate solo alla missionaria?”
“Credo che se parlassi di nuovo con Margie scopriresti una donna nuova; è molto più calda e vogliosa di quel che potresti pensare, è molto più esperta ed ogni volta era capace di percorrere tutto il repertorio per inventarsi nuove forme.”
“Posso succhiartelo un poco, così mi sai dire chi è più brava?”
“No, la tua proposta è un confronto assurdo, che poi dovrebbe scatenare la guerra a chi succhia meglio. Io conosco la tua fellatio e so che è strepitosa; ma Margie non ha niente da invidiarti e niente da imparare; anche lei succhia da Dio. Invece quello che abbiamo fatto poco, ma forse per colpa del letto, è stato succhiarle la vulva.”
Patrizia scatta come un grillo ed è già sopra di me scosciata sul mio viso con vulva e sedere esposti completamente alla mia bocca.
C’è poco da fare; l’unico obiettivo è sostituirsi a Margie, comunque crede di poterlo fare.
Comincio a leccarla con passione senza curarmi troppo delle finezze e prendendomi tutto insieme quello che mi piace; finisco per travolgere grandi e piccole labbra e trovarmi in bocca il clitoride, piccolo, roseo, eccitato.
“Non mi pare che la tua fighetta sia molto maltrattata.”

