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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 10 — Cose di famiglia 10- Margie 2 Chi non muore
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Cose di famiglia 10- Margie 2 Chi non muore

Oriana si schiera contro Mario e avvia un disputa dolorosa

geniodirazza
1 anno fa · 6.588 parole · 29 min
217 letture

“Insomma, Mario, qui è evidente che il problema è un litigio tra sorella e fratello, aggravato forse dalla visceralità del vostro rapporto che dilata tutto. Ma qui stiamo parlando dell’immagine di una grande Società che non può ritirare un impegno annunciato largamente ma che non vuole neppure esporsi al rischio di una polemica con un designer che è sulla cresta dell’onda. Hai qualche proposta di soluzione o vogliamo avanzarla ora?”

“Cosa proponete, in concreto?”

Mentre si concertano e discutono animatamente, il mio telefono squilla.

“Si? … Ciaoooooo amore mio, dove sei? No io sono in cucina con la mamma e la mia nipotina ladra di biglietti e stiamo parlando in skype con il Museo di Dusseldorf. … No Oriana non si è fatta neppure vedere; continua a tenermi il broncio. Sai, ho parlato con mamma della nostra ipotesi di sposarci e di fare un figlio; lei dice che un nipotino da me lo accoglierebbe con gioia e, a occhio e croce, le vai abbastanza a genio, anche se non ti conosce ancora … Si sto trattando con l’equilibrio che mi hai consigliato e cerco di costruire; spero che dall’altra parte ci sia la stessa voglia di costruire, non di distruggere. Ma non posso garantirti che sarà possibile; mi pare di vedere dall’altra parte una chiusura inspiegabile … Può darsi che sia come tu dici, ma devo verificare. Scusa ma sono in diretta con loro e stavano discutendo mentre parlavo con te. Sembra che vogliano riprendere. Ti posso richiamare io quando sarà conclusa questa teleconferenza? … Al numero d’ufficio o al cellulare? … Ok, va bene,ti amo infinitamente … ciao …. Ciao … smack  … smack.”

Vedo che Patrizia si sta contorcendo dalla curiosità e dalla rabbia.

Si avvicina a mia madre e capisco che le sta chiedendo con chi parlassi al telefono; il semplice fatto che avessi accennato alla possibilità di sposarmi la mette nella condizione della fiera che vuole difendere qualcosa che crede di possedere e che invece vede sfuggire.

Sento che mamma sussurra ‘Margie’ e Patrizia diventa feroce, fanno persino paura i suoi occhi iniettati di sangue.

Intanto, finalmente dall’altra parte della linea sembrano disposti a riprendere il colloquio.

“Hai delle richieste precise?”

Mi chiede Siglinde.

“Si. Come ho detto, carta bianca per la gestione che è stata sempre mia dalla prima idea di mostra, e questo significherà che ribaltiamo i rapporti; il 90 % dello spazio alla mostra e il 10 % alla presentazione. Concretamente, del progetto si espongono, in fondo al corridoio, solo tre pannelli, uno per il ponte ed uno ciascuno per le aree abitate; la presentazione avrà luogo solo dopo l’inaugurazione della mostra e sarà il più breve possibile; lo stesso vale per le conferenze stampa. Per giustificare la fusione delle due cose, esporrò alcuni disegni che avevo preparato in attesa che il vostro architetto richiedesse, come previsto, la mia collaborazione.”

“Come? Avevi già preparato dei disegni?”

“Cara Siglinde, scusami ma io sono un professionista serio e non da passerella. Quando c’è una previsione di lavoro, io mi prendo avanti, anche se poi dovesse risultare inutile, proprio come è accaduto adesso. Ma siccome il lavoro non lo butto mai, una dozzina di disegni mi sono rimasti e così potrei spiegare alla stampa che in una mostra di design si presenta un progetto edilizio perché in quegli ambienti entreranno lavori di design, anche se non saranno miei, perché non ci tengo affatto a lavorare al vostro servizio.”

“Ma poi quei disegni a chi andranno?”

“Sono miei e restano miei.”

Vedo che Siglinde si volta alla sua sinistra e parlotta, forse con Zacharias fuori campo.

“Non potremmo comprarteli?”

“Non credo che l’acquisto possa interessarvi; sarebbe antieconomico comprare disegni per mattonelle.”

“Noi compriamo spesso disegni per mattonelle.”

“Da designer?”

“No, in fabbrica.”

“Ecco. Se ti informi, un progetto di mattonella da design può valere fino a cinquanta milioni, a seconda del numero di esemplari che si vuole realizzare. Chiedi all’Associazione dei designer e capirai.“

Interviene Roby che smanetta velocemente sul computer.

“Un euro per ciascun esemplare concordato! E’ il prezzo previsto in Germania ma altrove si paga anche di più.”

Vedo che si consultano.

“Quindi per dodici disegni dovremmo pagarti circa 250 milioni?!”

“Più o meno.”

“Ma quando abbiamo firmato il verbale, pensavi a questo guadagno?”

“Siglinde, ti prego. Ti ricordi cosa mi dicesti sulla tua immagine nel ruolo e sulla tua realtà nel privato?”

“Certo; e ne sono fermamente convinta!”

“Anch’io, mia dolce amica e bada che non è una frase fatta; per me, fino a questo momento, resti ancora la dolce amica che ho conosciuto in Italia. Io ora ti sto parlando fuori dal ruolo; quando ho detto le cifre, ero nel ruolo. Secondo te, quando firmaste il verbale, ero nel ruolo del designer o ero il fratello innamorato che parlava amorosamente a Siglinde?”

“Sei il solito meraviglioso furfante. In quel momento avresti regalato a tua sorella, e forse anche a me, qualunque cosa ti avessimo chiesto.”

“Sacrosanta verità. Peccato che sia passato un anno bruttissimo, in mezzo.”

“Possiamo riparlarne?”

“Io sono qui a vostra disposizione.“

“Verresti a Dusseldorf?”

“E’ un viaggio lungo, faticoso e non mi affascina l’idea.”

“Dai, fai uno sforzo, ti ospito io e giuro che ti faccio apprezzare anche Dusseldorf.”

E’ Roby a intervenire.

“Dipende anche dalla mia fidanzata.”

“Ti sei fidanzato?”

“Non in maniera ufficiale. Ma sono innamorato e non mi va di fare scappatelle, in nessun senso.”

“Va bene, ci teniamo in contatto e se ci accordiamo vieni qui a discutere. Ciao. Adesso, se non ho capito male, non puoi più fare tanto amore alle signore che ti interessano?”

Siglinde scherza, ma non troppo.

“Eh, no, purtroppo!”

La comunicazione si interrompe di colpo.

Mamma e Patrizia si sono eclissate.

Le trovo nel lettone che limonano con foga.

“Credo che il computer vada spento.”

Avverto mia nipote e mi dirigo alla mia camera, mi blocca la voce di mamma che mi chiama in camera sua.

“Si può sapere che ti prende? Che hai contro questa povera ragazza?”

“QUESTA POVERA RAGAZZA?!?!?! Mamma, tu devi aver battuto la testa; questa povera ragazza ha avuto un libro per me, accompagnato da un biglietto e ha fatto sparire il biglietto perché ne aveva paura; questa povera ragazza da almeno un anno non mi ha rivolto nemmeno il saluto e adesso si presenta con il faccino d’angelo a intenerire la nonnina per aizzarla contro lo zione, del quale fino a questa mattina non se ne fotteva per niente; questa povera ragazza è quella che l’ultima volta che mi ha parlato mi ha comunicato che aveva deciso di parlare con suo padre del mio amore per Oriana però oggi copre la puttanizia di sua madre, si, mamma, puttanizia e proprio con la differenza che sostieni tu, ma non minaccia più di parlarne a suo padre. Hai visto quante affettuosità ha scambiato con me la sua cara mammina? Mamma, fammi un favore; cerca di capire che ho fatto il massimo dello sforzo per ricucire un rapporto di cui NON ME NE FOTTE NIENTE e spero solo che sappiano essere ragionevoli e non mi costringano a picchiare duro!”

Infuriato, mi sposto nella mia camera e chiamo immediatamente Margie; mi risponde dopo numerosi squilli.

“Ciao, Mario, purtroppo c’è una riunione e non posso dedicarti tempo.”

“Ok, amore, non importa.”

“Hai concluso?”

“No, abbiamo avuto una conferenza interlocutoria, come si dice, e nei prossimi giorni riprenderemo. Mi hanno anche invitato a Dusseldorf per discutere. Valuterò se vale la pena. Ciao.”

“Ciao.”

“Era Margie?”

Patrizia mi è comparsa nuda come un’apparizione.

“Già!”

“Vi siete incontrati?”

“Si, alla faccia delle tue trame e dei tuoi tentativi.”

“E vero che vuoi sposarla?”

“Forse; dipende da alcune situazioni.”

“Fammi spazio nel letto! Quali situazioni?”

“Il suo lavoro è tremendo, specialmente a Roma; ventiquattrore in allerta e niente festività; anche di domenica deve essere reperibile.”

“Lavora in un centro di assistenza?”

“Dirige il primo Centro di Roma e forse d’Italia.”

“Brava lo è sempre stata …”

“Un’amica onesta e leale aggiungerebbe anche forte, determinata, bella, elegante e con un’infinità di pregi che, per fortuna, le vengono riconosciuti e apprezzati anche nelle alte sfere del lavoro.”

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