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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 8
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Capitolo 8 di 20 33 min di lettura

Cose di famiglia 8 - Oriana 5 L'assegnazione

Oriana stravince concorso e conquista del maschio tedesco

geniodirazza
1 anno fa · 242 letture · 0

“Oriana?”

Domanda; accenno di si con la testa.

“Meraviglioso, come è eccitante una donna che gode con questi effetti. Farebbe scoppiare il cuore a chiunque, questa donna!”

Mi eccito anch’io, in verità, e più per Oriana che per Siglinde; sognando di essere io a possederla fino a farla scoreggiare da svegliare l’albergo, esplodo il mio orgasmo sincopato dal filtro del preservativo.

Mi stendo sul pavimento rilassandomi, ma la valchiria mi salta addosso, strappa via il preservativo pieno e ingoia il membro fino ai testicoli; sono poche le donne che ho visto fare quel gesto, ma lei è veramente affamata di sesso.

Guardo dall’altra parte e vedo che Oriana, invece, si è stesa sul pavimento ed è il tedesco a leccarle la vulva con una passione e con un entusiasmo che certamente la spingono a godere molto.

La mia tedesca, però, non ama soffermarsi a lungo sulle cose.

“Ora è il momento che me lo fai sentire nel sedere!”

“C’è bisogno di lubrificante?”

Chiedo.

“No; ti reggo certamente ed è più bello se mi forzi un poco.”

Si ruota sul tappeto e si pone davanti a me in dog style divaricando con le mani le enormi chiappe carnose e sode tra le quali fa capolino l’ano grinzoso, quasi nero, circondato da un’aureola scura che indica una lunga abitudine al coito anale.

Prendo un altro preservativo dalla scatola che ha lasciato a terra.

“Faccio io?”

Le chiedo; mi fa cenno di si; indosso il goldone e accosto la punta all’ano; afferro da dietro le tette e strizzo i capezzoli; Siglinde infila una mano fra le cosce e la fa quasi sparire nella vulva.

Comincia una cavalcata terribile; i colpi del mio ventre contro il sedere sono botte tremende, che la scuotono tutta e dovrebbero farle male; in realtà le procurano libidine e goduria, piacere immenso e, alla fine, orgasmi sempre più fitti e successivi finché, all’apice della copula, esplode in un orgasmo violento più di quello provato nella vulva.

Siglinde urla, geme, piange, implora, prega; ha perso completamente la testa e gode, gode, gode.

Approfitto della sua estasi per guardare Oriana.

E’ stesa supina per terra e il tedesco, come prima, le sta in vulva e cavalca con foga; all’apice delle spinte, si contrae con tutto il corpo, grugnisce come un maiale e si abbatte su di lei a corpo morto.

Oriana lo spinge di lato e lo scavalla da sé; Zacharias crolla supino e non si muove; ha gli occhi sbarrati e quasi non respira.

Lei è terrorizzata, grida sconnessamente; mi precipito e la abbraccio; viene anche Siglinde che la carezza in testa.

“Non avere paura. E’ una reazione normale in certi uomini.”

“Già, la petit mort.”

Commento io.

“Si ma non è una morte reale è solo un orgasmo troppo potente. E’ il primo?“

“No, il secondo.”

Sussurra Oriana quasi in colpa.

“E’ la prima volta che tradisci tuo marito?”

Oriana ammette abbassando la testa.

“Meravigliosa creatura … anche semivergine. Io lo dico sempre che Zacharias con le donne ha gran fortuna. Stasera ha beccato la migliore al mondo, bellissima, intelligentissima, elegante, decisa e perfino semivergine. Senza contare che i tuoi orgasmi sono da tutelare per legge. Scommetto che eri convinta di fare una cosa sconveniente … “

Oriana accenna di si con la testa.

“Dai rivestiti; i festeggiamenti finiscono qui.”

“Sempre decisa e autoritaria?!”

Scherzo e lei mi sorride.

“Lo sai che voi uomini siete tutti dei bambinoni e che se non mi occupassi di Zacharias farebbe solo guai?”

“Quindi decidi anche le sue donne.”

“Si. E stasera ero certa che Oriana fosse preziosa ma non fino a questo punto. Se è stata la prima volta, perché hai accettato di farlo? Il progetto era già approvato.”

Oriana non sa rispondere o vuole dare l’impressione di una grande esitazione.

Quindi intervengo io.

“Se tu hai un marito che ti chiude per anni in clausura e sacrifica la tua bellezza anche negli abiti, una sera che incontri una persona di qualità come Zacharias che oltretutto davanti a tanta gente ti dice che sei l’architetto del futuro; cara Siglinde, se ti trovi in questa condizione a quell’uomo sei disposta a concedere tutto.”

“Cavolo! È vero, anch’io gliel’avrei data, dopo quelle frasi. Va bene, adesso ci salutiamo e ci rivedremo senza dubbio a Dusseldorf per l’inizio del lavori. Intanto ci teniamo in contatto per telefono o per e mail. Ok?”

“Ok. Grazie di tutto, Siglinde. Quando si riprende, salutaci Zacharias. Ciao.”

Oriana ha appena la forza di dire ciao.

Scendiamo nella hall a recuperare i soprabiti e la borsa di Oriana. Ci viene incontro un signore che so essere il boss dell’organizzazione dell’albergo.

“Architetto, io sono … e parlo a nome della proprietà dell’hotel. Volevo dirle che siamo felicissimi che l’evento si sia svolto presso di noi. Siamo convinti che lei sarà un grande architetto e ci piacerebbe poterci onorare della sua amicizia. Ritenga l’hotel e le sue strutture a sua completa disposizione per qualunque cosa debba organizzare. Per lei e per i suoi familiari, l’hotel garantisce naturalmente l’assoluta gratuità dei servizi.”

Oriana finalmente trova l’equilibrio per rispondere.

“La ringrazio molto. E’ stata una giornata lunga e difficile e non riesco ancora a mantenere il controllo di me stessa e degli eventi. Appena mi sarò ripresa, mi farò il regalo di venire a cena e avremo modo di parlare.”

Naturalmente è necessario passare per la trafila di tutto il personale giustamente felice per l’esito della vicenda di cui è stato partecipe.

A Salvo dico che ci rivedremo presto; lui raccomanda a Oriana di tenere in conto l’invito del boss.

L’esempio di Paolo può valere, le suggerisce.

Come dio vuole, riusciamo a sganciarci e mi pongo alla guida per rientrare; Oriana al mio fianco pare fuori dal mondo.

Quando siamo lontani dall’hotel, mi sussurra in un soffio.

“Appena puoi, fermati; ne ho bisogno.”

Per fortuna trovo una piazzola subito dopo e parcheggio.

“Abbracciami, per favore.”

Capisco che è il momento del crollo ma non ho strumenti per aiutarla; posso solo abbracciarla dolcemente e farle poggiare la testa sulla spalla; la sento che singhiozza sottovoce, dolcemente.

“Stai bene, amore?”

“Si, sto bene; tra poco possiamo ripartire … Ti va di baciarmi?”

“E lo domandi?”

La bacio con passione ma senza voluttà; un bacio da innamorati alle prime armi quando non sai se puoi infilarle la lingua in bocca senza passare per depravato.

E’ lei a trasformare il casto bacio in una copula delle due lingue.

“Riesci a farmi tanto amore?”

“Non qui; è pericoloso. Andiamo a casa e ti farò tutto l’amore di cui hai bisogno.”

“Quale casa?”

E sorride.

“Da tuo marito, se proprio ti va; da nostra madre, se vuoi che l’amore tracimi anche a lei; nel mio studio, se vuoi che siamo solo io e te.”

“Da mamma; andiamo da mamma. E’ giusto travolgere anche lei in questa gioia infinita, in quest’amore terribile.”

Mamma è sveglia e la luce è accesa, nonostante l’ora; ci sente arrivare e apre l’uscio.

“E allora?”

Oriana le si butta tra le braccia, affonda la testa nella spalle e scoppia in singhiozzi.

“Abbracciami … abbracciami .. ti voglio bene … “

“Anch’io ti voglio un bene dell’anima, figlia mia, amore mio infinito, luce della mia vita. Perché piangi? Cosa ti è successo?”

E mi guarda con aria spaventata.

“E’ stato un trionfo, mamma. Hai per figlia un grande architetto, una grandissima donna ed anche una grandissima puttana, se serve … fa conto che l’ha steso tanto da provocargli un mezzo infarto!”

“Non dire sciocchezze, come al solito. Amore mio, stai piangendo di felicità, allora?”

“Di felicità, di orgoglio, di amore, di convinzione. Mi sto liberando di tante cose e sto ritrovando soprattutto me stessa.”

“Avete bisogno di fare l’amore?”

“Non credo che sia necessario. Ci sarà tempo.”

È la mia opinione; ma Oriana è d’altro avviso.

“Ho bisogno di coccole, di tante coccole, come quelle che mi facevi quando ero piccola e avevo la bua.”

Il lettone è lì e ci fiondiamo tutti e tre, per comunicarci solidarietà, complicità, affetto, amore.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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