Alle presentazioni, colpo di scena perché Siglinde scopre che sono il fratello della concorrente firmataria del progetto.
“E lei a che titolo viene qui?”
Mi chiede dura; risponde Oriana.
“Mario è un collaboratore esterno, perché con la sua attività e la sua qualità di designer potrebbe dare una forte mano in varie fasi del progetto.”
Siglinde insiste a fare la dura.
“Ha dei documenti della qualità che attribuisce a suo fratello o è solo un’opinione, diciamo, familiare?”
Oriana non si scompone, prende dalla cartella la bozza del catalogo e la passa a Siglinde.
I due parlottano tra di loro, ma Zacharias non toglie un attimo gli occhi dal seno di Oriana che sembra affascinarlo particolarmente; lei si passa una mano sul vestito come per togliere inesistenti granelli di polvere e il primo bottone, assai casualmente, si apre e consente all’uomo uno sguardo più profondo. Per poco non gli viene un coccolone.
Oriana stasera è ancora più bella del solito, se è possibile; ma è anche vezzosa e civettuola con estrema eleganza e il maschio teutonico non può fare a meno di seguirne ogni piccolo movimento; quando Oriana, fingendosi quasi a disagio, accavalla le gambe facendo salire l’orlo della gonna quasi a livello delle autoreggenti, l’uomo deglutisce più volte, gira lo sguardo e si versa da bere.
“Benedetta Patrizia.”
Mi vien fatto di pensare perché proprio quello era il primo insegnamento a sua madre.
“Ammesso per ipotesi, ma solo per ipotesi, che le fosse affidato l’incarico, come intende avvalersi della competenza di suo fratello?”
Stavolta mi sento obbligato a rispondere.
“Io per Oriana farei qualunque cosa; anche se non si vede, lei è più grande di me e mi ha fatto anche da madre. Per me, qualunque cosa chieda, è sacramento di fede.”
“Beh, c’era da aspettarselo e comunque è giusto che sia così.”
Interviene all’improvviso, in italiano, Zacharias.
“Da italiano, fino a che punto è geloso di sua sorella?”
“Non vedo l’attinenza ma rispondo comunque. Oriana è una persona straordinaria, di classe e qualità superiore. E’ saggia e intelligente; tutto quello che pensa, dice, vuole o fa, appartiene alla sfera della sua libertà. Io posso solo starle accanto e accettare tutte le sue scelte e, mi creda, so per certo che non sbaglia mai.”
“Lei è sposata. Come mai non c’è suo marito ma suo fratello?”
“Perché mio marito ha altri interessi, non ha per me la stessa stima che ha Mario e, sostanzialmente, è l’italiano che diceva lei, convinto che le donne servono solo a una cosa e a niente altro.”
“Basta con le indagini sulle vite private. Decidiamo sul progetto che è il nostro vero compito.”
Siglinde è lapidaria.
Zacharias non vuole perdere il pallino e vuole Oriana, ormai è evidente.
“Una osservazione coerente. Vedo dal catalogo che la mostra è prevista a Dusseldorf al museo … Se la nostra azienda volesse mettere insieme le due cose, la sua attività di designer e l’incarico dell’appalto a sua sorella, ci sarebbero problemi da parte sua?”
“Per me, nessuno, bisognerebbe avere il placet della ditta che sponsorizza la mostra.”
“Quella è competenza nostra. L’importante è sapere che potremmo avere quella opportunità per lanciare il progetto e la nostra collaborazione.”
“Non sta attaccando il carro davanti ai buoi, come si dice in Italia? Non mi risulta che l’incarico sia stato affidato.”
“Lo sto affidando in questo momento. Signor notaio, la prego di verbalizzare che il progetto vincitore del concorso è quello dell’architetto Oriana … e ci porti al più presto le copie da firmare.”
Siglinde interviene.
“Un momento; con la clausola che per l’attività di designer di tutte le parti mobili degli edifici e di tutti gli accessori la progettista richiederà espressamente la collaborazione del professionista signor Mario … che accetta l’impegno di collaborazione con la progettista per i lavori necessari.”
Vedo Salvo abbracciarsi con gli altri e l’agitazione scuotere la claque degli amici.
Il notaio ha qualcosa da dire.
“A quale importo del bando mi devo riferire?”
Zacharias è categorico.
“Al più alto. Noi intendiamo avvalerci notevolmente della collaborazione dell’architetto Oriana che vediamo come una delle grandi promesse del futuro.”
Nel dire questo, poggia la mano su quella di Oriana che dà anche fisicamente la sensazione di trasmettergli calore e adesione. Siglinde non perde tempo e la sua mano mi scivola direttamente sul sesso che reagisce da par suo.
In un angolo, l’architetto Paolo ha l’aria di un gatto che ha visto un topo grasso; ma è genuinamente felice per Oriana.
Le pratiche burocratiche vengono rapidamente sbrigate e, una volta firmati i documenti di affidamento, consegno a Salvo la borsa di Oriana perché la custodisca in cassaforte.
A quel punto, Zacharias, rivolto ad Oriana.
“Credo che una così bella occasione vada celebrata degnamente almeno con un coppa di champagne.”
“Qui? Ora?”
Oriana ormai è lanciata e tira fuori anche tutte le sue capacità di rapporti; credo anche che la dotazione di Zacharias, che si intuisce dal notevole pacco, l’abbia intrigata.
“No, naturalmente, nella nostra suite ci sono le condizioni ideali per un brindisi con buona musica. Prego …”
E fa strada a Oriana che, con incedere quasi regale, si avvia agli ascensori seguita da Siglinde e da noi due maschi.
La suite è meravigliosa, arredata con gusto ai limiti dello sfarzo e risaltano i grandi ampi divani ricoperti di seta.
Su uno di quelli si siede Zacharias invitando Oriana accanto a se; su quello di fronte, ci sediamo io e Siglinde.
“Il tuo impegno con tua sorella è concluso? Adesso puoi dedicarti all’amore con me?”
“Solo una curiosità. Sei stata cattiva per tutto il giudizio perché non ti fidi di noi o per tenere fede al tuo ruolo?”
“Te l’ho già detto che sei un meraviglioso furfante. Fino a un minuto fa, io ero la funzionaria responsabile che deve fare il meglio per la grande azienda dove lavora. Io sono convinta di aver fatto il meglio per la mia azienda. Ora posso prendermi l’amore che mi vuoi, che mi puoi e che mi sai dare.”
“Perfetto!”
E l’aggredisco con un bacio cannibalistico impossessandomi delle sue labbra e della sua lingua, invadendole la bocca e percorrendola tutta.
Risponde con la stessa veemenza e ci baciamo da forsennati; nella foga, scivoliamo sul pavimento coperto di preziosi tappeti.
La tedesca prende a spogliarmi con frenesia e la sua bocca percorre tutta la mia pelle con labbra umide e grondanti.
Con uno sguardo furtivo, osservo che Zacharias è ancora a preliminari lunghi; sta semplicemente accarezzando Oriana sulle braccia e sbaciucchiandole il bellissimo viso.
Lei sembra subire passiva; ma in realtà una sua mano è scivolata sul pacco e accarezza il sesso da sopra i vestiti; lui è fortemente eccitato ma si controlla.
Io decido di non controllarmi e mi fiondo direttamente sui seni di Siglinde che ieri ho saggiato da sopra i vestiti.
Lei mi favorisce e mi aiuta; in un attimo, giacca e camicetta sono volate via e il reggiseno sganciato viene da lei lanciato lontano.
Ha tette enormi, sode, carnose, da perdercisi.
Comincio a leccarne una e penso, perfidamente, che ci vorrebbe tanto tempo, per percorrerle tutte e farle godere come meritano; i capezzoli sembrano campanili eretti su un’aureola grande, vagamente ruvida, piacevole da leccare e da succhiare.
Mi scateno sui capezzoli e li succhio a lungo, mentre con una mano sollevo la gonna e, arrivato alla vulva, mi accorgo che non ha mutande.
Sollevo la bocca dal seno solo per dirle.
“Non te le restituisco oggi.”
“Ma nemmeno ne puoi prendere un’altra.”
Sorridiamo insieme, mentre io entro direttamente nella sua vulva con tre dita e le masturbo il clitoride.
L’orgasmo esplode all’improvviso, inatteso anche per lei, e spruzza da tutte le parti, sull’interno della gonna e forse sul mio pantalone che ingenuamente ho lasciato su. Mi affretto a toglierlo, sfilo anche le mutande e salta fuori il mio pene teso come un obelisco; lo afferra tra le mani e se lo porta alla bocca infilandolo fino alla gola.
“Ti voglio dentro.”
Borbotta con la bocca piena.
Le sfilo la gonna e, con indosso solo le autoreggenti, la stendo sul tappeto; mi ferma per un momento, prende dalla borsa un preservativo e, con la bocca, me lo calza fino in fondo; le monto sopra ed entro in un colpo solo in vulva; urla come un animale al macello, ma non è per il dolore.
La possiedo con metodo; una serie di colpi leggeri, eccitanti, e poi due tre botte feroci che le strappano l’orgasmo.
La sento venire due, tre volte.
“Voglio sentirti esplodere!”
La cavalco a lungo e intanto giro lo sguardo verso Oriana; è stesa sul tappeto, a cosce aperte, e lui la sta montando in vulva; Oriana sente molto la copula e gode più volte, addirittura arriva a scoreggiare leggermente dalla vulva, segno che gode molto; lui sembra colpito dal particolare ma ne è anche eccitato, anche Siglinde avverte il rumore e mi fa fermare.
