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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 8
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Capitolo 8 di 20 33 min di lettura

Cose di famiglia 8 - Oriana 5 L'assegnazione

Oriana stravince concorso e conquista del maschio tedesco

geniodirazza
1 anno fa · 242 letture · 0

“Senti, non rompere le scatole con questi discorsi ricattatori. Io fino a due minuti fa neanche sapevo che mamma mi aveva voluta ad ogni costo e che forse le è andata come a nonna, anche se in direzioni diverse. Mamma sa che io vivo in simbiosi con lei e che accetto tutto quello che fa. Mi sono solo spaventata all’idea che voi due, insomma, faceste un po’ di casino col vostro grande amore che vedono anche i ciechi. … Però … mamma archistar … sai che grandezza … Ma alle inaugurazioni mi fate venire?”

“L’abbiamo fatto stasera anche se il rischio era alto. Figurati se è solo una inaugurazione!!!”

Siamo arrivati a casa e mi scaricano al portone, per non tardare ancora.

“Di’ a mamma che domattina vengo e le racconto tutto, anche i particolari scabrosi.”

“Ok. Ragazzina, mi dai ancora un bacio o sono ormai sul tuo libro nero?”

“Stupido meraviglioso, credi di nasconderti dietro mia madre per non farmi più fare l’amore? Io le corna le faccio pure a lei, per stare con te.”

“Ti accoglierò a braccia aperte, ma solo se verrai a fare l’amore, non a copulare come conigli. Buonanotte amori miei!”.

Mamma, come era da immaginare, è sveglia e in fibrillazione.

Cerco di glissare assicurandole che tutto è andato benissimo e che domani Oriana verrà a farle il resoconto anche di particolari scabrosi; ma lei osserva che il pantalone non è quello con cui sono uscito e me ne chiede conto.

“La signora ha l’orgasmo violento e a spruzzo; in piedi in un bagno le conseguenze erano da prevedere.”

“Ci hai fatto sesso!?”

“E perché ero andato, se no?”

Sorride e mi accarezza, quasi a condividere le mie scelte.

“Allora devi andare a letto subito, sarai stanco morto.”

“Buonanotte, ne parliamo domani.”

Quando apro gli occhi, qualcosa nell’aria mi dice che non è presto; dalla cucina mi viene il chiacchierio di persone che parlano tanto.

Mi copro con una vestaglietta e vado a vedere; c’è Oriana che ha già spifferato tutto a mamma, comprese le bizze di Patrizia; la saluto con un bacio fraterno e le chiedo come sta.

“Benissimo e pronta a tutto, anche a costo di farmi male.”

“Ma che dici?! E’ tutta la mattina che le spiego che non fa male a nessuno se l’obiettivo è così importante.”

Interloquisce mamma.

“A chi faresti male? A me perché potresti dovere fare sesso con un altro sotto i miei occhi? Amore, dimentichi che ti ho incitato io a essere troia con chi ami e puttana quando serve? Che sempre io ti ho preparato questa situazione? Che io ti ho tenuta in disparte mentre facevo sesso con Siglinde? Non ti accorgi che con quest’atteggiamento rovini tutto il lavoro che stai facendo per essere te stessa? Ti manca ancora un briciolo di autostima e, forse, un tantino di arroganza. Io so che mi farà male vederti agire da puttana, ma so anche che vedermi fare sesso con Siglinde, che te lo sbatterà in faccia con cattiveria, proprio per farti soffrire, non farà bene al tuo cuore e alla tua autostima; ma soprattutto so che quello che vogliamo tutti e due è che tu vinca questo concorso, che questa sera si brindi prima con i tedeschi nella suite, come è nelle loro previsioni e come prevede la prassi ma poi con gli amici dell’hotel che ci aiutano e infine io e te da soli, appena sarà possibile. E stai certa che faccia a faccia io e te cancelleremo in un attimo tutto il vissuto per arrivarci. Guarda Patrizia, fa un casino del diavolo perché è gelosa della tua libertà. Stai certa che arriverà a farti le corna, ma con me e non con tuo marito, perché per lei una copula vale l’altra ma quella che ti ferisce diventa più pregiata. E non ottiene niente, inseguendo la sua gelosia; se continui a farti guidare dalla tua esigenza di un porto sicuro, fosse anche l’ambiguità di un incesto, e non affronti le cose, persa dietro quell’obiettivo, puoi solo fallire e rimanere schiava, di un marito o di un amante non importa. Se riesci a riprenderti la tua mente, il tuo corpo, il tuo spirito, la tua vita insomma, otterrai risultati senz’altro migliori.”

Mamma interviene.

“Tutto quello che Mario dice mi pare assai sensato. Ma non capisco le storie su Patrizia. Cosa le succede?”

“Le succede che ha una mamma troppo bella e troppo brava. Finché non si sapeva, lei era la regina dei locali e tutto andava bene; ora che sua madre ha scoperto di essere una femmina assai più affascinante e una donna in carriera con buone prospettive, la cosa le va un po’ stretta e cerca le piccole rivincite patetiche senza escludere di fare le corna alla mamma con il suo fratello - amante. Basta aspettare che le passi e trovi la sua strada. Piuttosto, tu hai una cartella coi tuoi documenti? Sarà bene che, per caso, ma non tanto, ci entri la bozza del catalogo perché mi sa che quel risvolto del discorso stasera tornerà.”

“Come andiamo su? Con la mia macchina? Con la tua macchina? Come? …”

“Il buonsenso suggerirebbe di andare con due macchine, perché, se tutto fila liscio, i brindisi del dopo potrebbero essere lunghi e diversi per ciascuno di noi. Ma, a pensarci, se uno dei due fosse trattenuto più a lungo, sarebbero i tedeschi a doversi preoccupare di riaccompagnarlo; e comunque, Salvo troverebbe certo una soluzione. Andiamo con la tua; se il tuo approccio si fa più lungo, io mi faccio portare in città da Marzio che lavora anche fino all’alba e tu resti libera di muoverti.”

“Ma vuoi dire che potresti lasciarmi da sola con quei due?”

“Talis filia talis mater. Da un lato, hai paura che copulare sotto i miei occhi possa far male a tutti e due. Dall’altra, ti spaventi ad affrontare due persone che tu stessa hai sfidato e che devi augurarti di frequentare assiduamente nei prossimi anni, per il tuo lavoro. Per favore, esci dalle ambiguità e decidi.”

“Non posso farci niente, se la tua presenza mi da forza e certezza e l’idea che tu te ne vada mi fa stare persino male. Ma è solo un momento. E infine, si è vero, sono come Patrizia, in certe cose; quindi, non ti meravigliare se sapere che ti viene a cercare per fare sesso, lei ha paura dell’amore, non mi turberà molto.”

E mi fa una boccaccia.

Mentre io vado in bagno per lavarmi, continuano le due a chiacchierare sulle ipotesi della serata e su tutti i possibili sviluppi e risvolti.

Alla fine, quando io sono vestito, Oriana saluta ed esce raccomandando.

“Passo alle 19; fatti trovare pronto!”

Le ricordo di prendere la bozza del catalogo, già fatto, e di anticipare di qualche minuto perché in hotel devo recuperare i miei pantaloni e finalmente la porta si chiude alle sue spalle.

“Sarà dura?”

Mi chiede mamma accorata.

“No. Ho vissuto altre situazioni così e ti assicuro che Oriana è forte, molto più di come la consideriamo noi. Ha ancora qualche crisi di insicurezza perché la sua autostima è stata calpestata per anni; ma si riprende così in fretta che stasera sarà solo una battaglia da vincere.”

Mamma mi accarezza sulla testa con molto affetto e si rivolge alle faccende di cucina.

Io vado in studio dove manco da mesi e mi metto a lavoricchiare con la testa alla serata.

Oriana arriva puntualissima già alle 18,30, sicché ci troviamo all’hotel poco dopo le 19 in largo anticipo sull’appuntamento.

Recupero il pantalone ed effettuo il cambio.

Quando ritorno in sala resto meravigliato perché Oriana è con il suo collega di studio, Paolo.

Guardo lei con l’aria di chiedere; e questo che vuole? Ma sto zitto.

Il tipo sta dicendo che hanno saputo della partecipazione al concorso e della possibilità di vittoria; offre la totale disponibilità dello studio senza pretese di figurare nel progetto, ma per rinsaldare una collaborazione.

“Solo se ti dovessi rendere conto che ti può essere utile, siamo pronti a supportarti senza intaccare in nessun modo la paternità dl progetto. Volevo che lo sapessi. Ora ti faccio gli auguri e scappo. Ciao.”

Oriana appare perplessa.

“Amore, comincia ad abituarti al potere e non te ne ubriacare.”

Mi guarda con occhi di fuoco poi sorride per non ridere.

“Non dimenticare che lui rappresenta comunque la copula della liberazione. Io non ho ancora uno studio mio e già da domani potrei avere bisogno di uno staff enorme. L’offerta è buona, se non tenta di appropriarsi della cosa. Ma faccio sempre in tempo, se necessario, a mandarlo al diavolo.”

“Bada che se stasera vinci, da domani tanti professionisti ti verranno dietro in ginocchio per collaborare.”

“Lo so; ma non mi ci far pensare se no svengo”

“E’ tardi, per svenire; i due sono già al tavolo.”

Comincia la serata più lunga per Oriana.

Prima di andare avanti…

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