Il suo orgasmo è enorme; si deve mordere quasi a sangue la mano per non urlare, mentre mi spruzza sul pantalone un fiotto di umori mai visto prima.
Sento che affanna e si lamenta.
“Stai bene?”
Chiedo.
“Si, si benissimo … che orgasmo … se me lo raccontassero non ci crederei … sei una macchina per il piacere …”
“No, scusami, … per l’amore; lo preferisco se vuoi dare una definizione.”
“Hai fatto l’amore con me, tu?”
“Non ti ho sbattuto, puoi stare certa; non avevo nessun bisogno di svuotare i testicoli. Ti ho vista, ci siamo piaciuti e abbiamo rubato qualche minuto ai nostri doveri … ma per fare l’amore, non solo per fare sesso. E adesso io mi tengo il mio trofeo di guerra.”
Mi guarda stupita; le mostro gli slip che mi ero messo in tasca.
“Ti dispiace se li tengo io in ricordo di dieci minuti di amore?”
“Se vuoi, puoi anche tenerli; ma devi riportarmeli, prima o poi.”
“A maggio dell’anno prossimo, a Dusseldorf, all’inaugurazione al Museo.”
“E quella volta mi farai godere anche nel sedere?”
“Se me lo chiedevi prima, lo facevamo stasera.”
“Sei matto? In sedere mi piace, ma solo dopo che ho preso prima in vulva un pene bello come il tuo.”
“Esci per prima. Io devo cercare di pulire il mio pantalone.”
“Oh, dio, te l’ho sporcato io?”
“Pare che i tuoi orgasmi siano molto violenti.”
“Sei tu che hai scatenato la mia vena bestiale. E’ stato meraviglioso!”
“Ciao.”
Lei esce ed io mi trattengo ai lavabi per pulire il grosso dal pantalone; ma è impresa impossibile.
Nell’aria c’è un profumo che conosco; deduco che Patrizia è stata nell’antibagno, forse a spiare.
Quando rientro al tavolo, lo sguardo che mi rivolge è di odio.
“Fai la collezione degli slip che strappi alle tue vittime?”
“Tu ce l’hai ancora?”
“Perfettamente in ordine!”
“Felice per te.”
“Sei riuscito a fare quello che speravi?”
Oriana è più interessata ai fatti che alle gelosie.
“Sono andato oltre.”
“Che hai fatto?”
“Fattelo raccontare da Patrizia che è stata lì a spiare tutto il tempo.”
“L’ha posseduta, alla grande. Poveretta, non aveva tempo per farsi fare anche il sedere; ma si sono dati appuntamento a Dusseldorf per la sua mostra. Ma di che mostra si tratta, infine?”
“Ne parliamo a casa, Patrizia. Quindi non le hai chiesto un servizio veloce con la bocca come avevi detto?”
“Oriana, in questa attività si inventa sul momento; l’ha voluto in vulva e gliel’ho dato; l’avrebbe voluto nel sedere ma per fortuna non c’è stato tempo.”
“Perché per fortuna?”
“Perché domani, quando ci incontreremo di nuovo, le ritornerà la voglia di farsi fare il sedere e sarà tutta zucchero e miele.”
Salvo interviene a chiarire.
“Oriana, fidati; Mario è un artista in queste cose e se guardi il tavolo, la signora sta già guardandosi intorno perché le manca il suo nuovo latin lover.”
“E’ vero. Grazie, Mario, sei proprio un amore.”
Patrizia fa boccacce.
“Piccola, non so se te ne sei accorta, ma guarda che non sono neanche venuto, prima; e non mi fa piacere. Per di più ho rovinato il mio pantalone migliore perché la signora ha l’orgasmo violento e a spruzzo.”
“Cavolo, ma questo dovevi usarlo anche domani!”
Oriana sembra costernata, ma Salvo rivela ancora le sue doti di organizzatore.
“Va’ da Marzio e fattene dare uno dei nostri. Il tuo lo mandiamo in lavanderia e domani sera, prima dell’incontro, lo riprendi pulito.”
Oriana sembra sollevata.
“Grazie, Salvo, credo proprio che stasera tu abbia dato dimostrazione di amicizia vera.”
“Peccato che sono sposato e fedele, se no avrei guadagnato punti a corteggiare la più bella donna che ho conosciuto in tutta la vita.”
“Salvo, ricordati che stai parlando di mia sorella e che io sono geloso delle mie cose, anche di quella vipera di mia nipote che amo alla follia.”
“Ed hai ragione; io sarei ancora più geloso, al tuo posto; ma non posso condividere il giudizio di vipera per una ragazza così affascinante.”
Patrizia accenna una leggera riverenza scherzosa.
“Abbiamo ancora qualcosa da definire o possiamo levare le tende?”
“Credo proprio che tutto sia pronto. Le probabilità di successo sono altissime. Domani vedremo e auguri a tutti.”
Mentre le mie donne si dirigono al guardaroba, io vado al bancone a salutare il barman.
Siglinde mi blocca all’improvviso.
“Mario stai per andare?”
“Si, ho finito qui e ho altri impegni.”
“Domani puoi essere libero?”
“No, almeno fino a quest’ora ho un impegno serio con mia sorella. Poi, se ti andasse, potrei rimanere libero per tutta la serata.”
“Ti aspetto qui?”
“Ci vediamo qui. Ciao.”
“A domani. Ciao.”
Patrizia mi pare ancora più incazzata.
“Cosa voleva? Ancora un po’ di sesso?”
Entriamo in macchina.
“Patrizia, ascolta. Questa operazione decide una vita professionale e non c’è spazio per ripicche e gelosie. Inoltre e soprattutto; ti rendi vagamente conto di quanto costa a me questa vicenda?”
“Che cavolo ti costa? Qualche copula con una tardona neanche tanto male?”
Oriana interviene.
“Patrizia, sei offuscata. Hai capito che se lui deve copulare con la tardona, io forse dovrò farlo con l’uomo e dovrò farlo col consenso di Mario, se non davanti a lui, come mi ha fatto capire Salvo.”
“E allora? Tu fai sesso con chi vuoi, mica devi rendere conto a lui.”
“Patrizia, per favore guida tu fino a casa; io passo dietro con Mario.”
Detto fatto, si scambiano di posto; Oriana mi viene vicino, mi abbraccia e mi bacia con dolcezza.
“Mario, se ti fa tanto male, io rinuncio a questa avventura; non voglio che tu soffra tanto.”
“TU SEI FOLLE!!!! Qui nessuno rinuncia a niente. Questo è il momento di affermare che sei libera, anche di fare la puttana se serve; questo è il momento di dimostrare che ti voglio libera, anche se mi illudo di poterti avere tutta per me. Domani si farà quel che si deve, fino in fondo. Poi avremo tempo per dar sfogo al nostro amore.”
Mi bacia con una passione quasi smodata e cominciamo a palparci con una voglia infinita.
“Cavolo, ma questo è amore vero. Vi rendete conto di dove andate a sbattere, di questo passo?”
Patrizia sembra solo ora prendere coscienza dei fatti.
“Non si va a sbattere da nessuna parte, se ognuno tiene per se quello che sa e i giudizi gratuiti.”
Forse sono rigoroso, ma Patrizia sembra meritarlo.
“Ma papà neppure lo prendete in considerazione?”
Oriana cerca di essere conciliante.
“Tuo padre c’entra esattamente quanto è stato partecipe fin qui. Io sto cercando la mia strada e per percorrerla devo soffrire parecchio. Lui mi ha tenuta in clausura perché gli fa comodo essere il padrone di casa. Ora mi riprendo tutto il mio spazio e lui ci rimetterà solo se cerca di impedirmi questo.”
“Ma io parlo dell’amore fra te e Mario, tuo fratello, ci hai pensato?”
“Si, ci ho pensato a questa follia e non ti nascondo che un poco mi fa paura. Ma l’obiettivo è costruire comunque il mio destino ma non sfasciare niente. Spero che tu non decida di lasciarmi ed andartene. Se così fosse, mi strazieresti il cuore; ma rifletti anche che sei comunque la regina delle discoteche che fa la morale a sua mamma dopo che ha fatto sesso con suo zio. Non puoi avere metri diversi per come si adatta alla tua logica del momento. Espandere l’amore fraterno al sesso non è una frase fatta ma un modo di vivere intensamente anche mio fratello, quando diventa il mio amore. Se nessuno lo sa, nessuno si fa male. Se ritieni che questa cosa debba essere di dominio pubblico, fai pure; ti assumi il rischio delle conseguenze.”
“Cavolo, qui nessuno vuole sbandierare niente; ma sei sicura che papà meriti questo?”
“Non lo so; so però che io non merito la schiavitù. Ci siamo sposati perché non aveva usato il preservativo ed io non volevo per nessun motivo abortire come mi suggeriva, avrebbe trovato i soldi e la persona giusta, diceva; per anni mi ha impedito di lavorare perché la famiglia doveva dipendere solo da lui, doveva essere cosa sua; mi ha costretto ad una vita da monaca perché non alzassi la cresta. Adesso basta! Ho sempre amato Mario e forse tu più di tutti lo sapevi. Adesso voglio la mia vita, anche se passa da una copula con uno sconosciuto. Domani voglio avviare la mia carriera da archistar!”
“Da archistar? Che significa?”
A questo punto mi sento quasi obbligato ad intervenire.
“Patrizia, con tutta la dolcezza e l’amore del mondo, cerca di capire che stai ripetendo l’errore di non conoscere tutti i fatti e di pronunciare giudizi drastici. L’appalto che domani viene aggiudicato vale da 2 a 8 miliardi, MILIARDI, capisci, ed è per un’opera che resterà nei secoli. Fare sesso con la tedesca era rubare un grimaldello per far vincere ad Oriana il concorso. Ma ancora bisogna passare per certe forche caudine che toccano le sensibilità individuali e i rapporti umani. Stiamo già abbastanza male; non possiamo farci carico anche delle ipotetiche sofferenze di altri che non hanno esitato a imporne a noi solo per seguire la loro volontà. So che potresti odiarmi, ma anche tu spesso segui la tua testa, o la tua vulva, e neanche ti rendi conto del male che puoi fare. Stasera siamo in cielo perché domani possiamo vincere; e siamo all’inferno perché ci costerà, nel corpo e nell’anima. Ora decidi tu cosa vuoi fare. E nessuno ti dirà niente se ti volterai dall’altra parte e rinuncerai all’affetto di mamma, di nonna, di zio. Forse il tuo papà sopperirà ampiamente a questa rinuncia.”
