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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 7
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Capitolo 7 di 20 30 min di lettura

Cose di famiglia 7 - Oriana 4 Concorso per appalti

Mario e Oriana si preparano a Concorso per idee

geniodirazza
1 anno fa · 249 letture · 0

Lentamente, mentre ancora è impegnata ad affondarsi l’asta profondamente nella gola, le prendo il viso e la forzo a lasciarlo per baciarmi; lo fa di malavoglia.

“Amore, io non sono di ferro. Dove vuoi che raggiungiamo l’apice del piacere?”

Esclama senza esitazione.

“Nel sedere! Adesso mi fai godere tantissimo nel retto e poi ti lascerò godermi dentro.”

“Ok. Allora, forse è meglio se ti giri … “

“No. Per favore, fallo come la prima volta. Lascia che ti guardi in viso mentre mi penetri nel ventre. Voglio vedere l’amore dipinto sul volto e sentire il tuo sesso penetrarmi nel corpo. Vuoi?”

Come dirle di no?

Sposto tutti i cuscini sotto le sue reni, le prendo le caviglie e me le porto sul collo; sta appoggiata quasi solo di nuca sul letto e, naturalmente, sedere e vulva sono completamente spalancati sotto i miei occhi.

Per un poco mi soffermo a guardare con amore lo spettacolo del suo corpo disponibile per il mio amore fino alla totale apertura, poi apro il tubetto di vaselina che mamma tiene sempre nel comodino e ne spalmo sia sul membro che dentro il canale rettale, infilandoci due dita e ruotandole in giro.

Quando mi accorgo che i tessuti sono abbastanza rilassati per aprirsi a me, appoggio la cappella all’ano e spingo dall’alto in basso; lentamente, sprofondo in lei che, dopo una prima fitta di dolore che assorbe immediatamente, rilassa la muscolatura e favorisce lo scivolamento dell’asta fino a che i testicoli sono contro le natiche.

Con lo sguardo e con i gesti mi fa cenno di fermarmi per un attimo e di concederle di riprendersi; ho la netta impressione che debba ricacciare indietro anche qualche lacrima di dolore; ma non se ne lamenta.

“Ti amo, ti vedo nettamente innamorato di me e riesco anche a vedere il tuo sesso impiantato dentro di me. E’ una scena meravigliosa che ho ricordato un miliardo di volte, mentre mi facevo sbattere da sconosciuti, quando mi facevo leccare da mamma e soprattutto quando mi masturbavo ferocemente in odio a tutto il mondo; questo per me è il simbolo e la sintesi del nostro amore.”

“Oriana, ti prego, calmiamoci; stiamo scivolando troppo velocemente verso il punto in cui mandiamo tutti al diavolo e restiamo solo io e te nell’universo; ho paura che qualche volta ci sfiori già il pensiero insano di un figlio nostro. Ti prego; restiamo un po’ coi piedi per terra.”

“Amami, stupido; per fare le prediche avrai tempo. Ora voglio amore, solo e sempre, infinitamente amore … Aspetta, lasciami spostare … “

Con strane mosse da equilibrista, facendo scivolare l’asta avanti e indietro nel sedere, torce il corpo finché si viene a trovare gattoni con me saldamente piantato dentro di lei.

“Prima della cavalcata finale, dimmi cos’è questa storia che a Margie hai orinato in vulva e in sedere e ti sei fatto orinare sul sesso.”

“Oh mio dio, quelle due ragazze sono pettegole nate e non sanno stare zitte. Ok, è una pratica non molto diffusa ma presente in molte coppie soprattutto quelle che amano il sesso estremo. In genere dopo avere eiaculato, il maschio infila il membro ancora duro nella vulva, talvolta anche nel sedere, e lascia andare la minzione che in genere preme dopo un orgasmo; la femmina fa altrettanto scaricando la vescica sul membro che ha dentro. Questo è tutto.”

“Ma … gli effetti?”

“Beh io conosco meglio quelli sul maschio; sentire una vulva che ti scarica sul membro una lunga eiaculazione esterna eccita non solo fisicamente ma anche mentalmente e dà un piacere inimitabile; per la donna, tu hai già sperimentato che gli spruzzi di sperma nell’utero scatenano orgasmi violenti; una minzione è come una serie di spruzzi che per alcuni minuti si scaricano sul collo dell’utero. Se poi le due operazioni avvengono insieme, il piacere si moltiplica all’infinito. Adesso vuoi che concludiamo il nostro rapporto d’amore o vuoi ancora esprimere gelosie per cose che ho fatto con altre? Sai, la lista sarebbe lunga!”

“Stupido, ti amo. Adesso prendimi nel sedere e scaricami il tuo amore tutto dentro; ma accertati che io possa godere con te. Poi però andiamo sotto la doccia e mi fai le stesse cose che hai fatto a Margie.”

“Se non fosse che morirei io, se esco dal tuo sedere senza eiaculare, ti lascerei così a secco. Ti amo … ti amo .. ti amo … tieni , amore, preparati perché sono vicino a venire.”

“No … aspetta … aspettami … la mia vulva vuole ancora un po’ di tempo. Ecco … ecco … si … ora … scaricati … esplodo … godoooooo. Oh dio, sono ancora viva?”

“Si, amore, sei ancora più viva di quando sei entrata in questa stanza ed io sono pazzo di te comincio a dare i numeri. Sono alla follia ormai!!!”

Raccoglie dei fazzolettini dal fornitissimo comodino di mamma e mi chiede di uscire con calma per non farle provare troppo dolore e per consentire di arginare l’alluvione che certo dal suo sedere rischia di inondare il lenzuolo.

Tiro fuori il sesso con lentezza e cautela, lei tampona l’ano e finalmente ci separiamo.

Quando ha completato il tamponamento, mi prende per la mano, mi trascina giù dal letto e mi accompagna al bagno.

“Vediamo che si prova ad essere il tuo orinatoio!”

Scherza.

La faccio entrare nel box doccia, per la verità piccolino, e mi ci infilo anche io.

Non apro l’acqua perché ci bagneremmo troppo, in due; le dico però che dopo una sciacquata ce la dovremo dare.

Entrati, l’abbraccio stretta; lei guida con una mano il sesso e lo appoggia alla vulva; spingo un poco e l’asta scivola dentro fino al collo dell’utero.

Stiamo fermi così un poco poi lascio alla mia vescica di scaricarsi; so già che per prima non lo farebbe ma che, sollecitata, non avrà problemi.

Di fatti, al primo spruzzo contro la cervice, esplode in un urlo di piacere e, contemporaneamente, una pioggia dorata si scarica sul mio membro provocandomi fitte quasi dolorose alla spina dorsale.

Oriana vorrebbe parlare, ma è sopraffatta dal piacere e si limita a gemere e a lamentarsi per tutto il tempo che le due cascate di orina si fondono per scivolare ai nostri piedi.

Quando il flusso si è esaurito, trova la calma per commentare.

“E’ una cosa unica, un piacere indicibile. Perché me ne volevi privare?”

“Amore, tu per certi versi sei una neofita del sesso. Certe esitazioni sono lecite e perdonabili. Non puoi immaginare quante volte, mentre ci allagavamo reciprocamente, ho sussurrato dentro di me che ti amo alla follia.”

“Forse esattamente le volte che io l’ho sussurrato dentro di me, con una piccola aggiunta. E non me ne frega niente del mondo intero.”

Ci baciamo ancora da forsennati in un modo che ormai potrei definire ‘nostro’.

Esco dal box tra le sue proteste e le dico di sciacquarsi in fretta perché è ormai ora di pranzo; lo fa tenendomi il broncio e, all’uscita, mi bacia ancora alla nostra maniera.

“Per favore, non stuzzichiamo il cane che dorme …”

“E perché …”

Ribatte scherzando e scappa via con l’accappatoio di mamma schivando un mio affettuoso scapaccione e mettendosi a sculettare provocatoriamente.

Entro nella doccia e mi faccio scorrere l’acqua addosso per qualche minuto, tanto per lavare i segni della grande passione vissuta; prendo al volo il mio accappatoio e vado in cucina a bere un residuo di caffè del mattino.

Dopo poco Oriana mi raggiunge; è fresca e riposata, finalmente.

“Si vede che stai bene; sei raggiante.”

“… e innamorata!”

Conclude lei.

Fissiamo per la sera che passa a prendermi alle 19 insieme a Patrizia.

Ci salutiamo con un leggero casto bacio quasi da fratelli.

Poi lei esce, chiude la porta dietro di sé e io, stupidamente, lascio scivolare una lacrima.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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