Una volta catturato, lo succhio e lo strizzo coi denti, lo lecco e lo martirizzo fino a che comincia a gemere, preannuncio dell’orgasmo che cerco.
Mamma però è fortissima; approfittando della posizione, sedute tutte e due su di me, faccia a faccia, afferra le tette e le pastrugna, si attacca ai capezzoli e li tormenta tra le dita; spingendosi un poco più avanti, cattura la sua bocca e dà il via ad un bacio intenso, quasi liquido, pieno di amore.
Oriana ricambia e afferra le tette giocandoci con la stessa intensità; sento che la sua vulva cola piacere e piccoli orgasmi; spingo col bacino in alto per far sentire a mamma che il mio sesso è nella sua vulva e lei, sull’onda anche dell’orgasmo che sta provando con la figlia, risucchia il membro e realizza una sorta di fellatio con la vulva.
La sua bravura mi fa quasi rabbia.
Di colpo si fermano e smontano dal mio corpo.
“Non abbiamo ancora stabilito che hai l’obbligo di eiaculare in ciascuna di noi; nel buco che vuoi, nell’ordine che vuoi, ma una eiaculazione per ciascuna. E’ il minimo sindacale.”
Mamma è terribile quando scherza sul sesso.
“A me puoi venire nel sedere?”
Piagnucola Oriana.
“Allora, tutte e due nel sedere, per equità.”
Sentenzia mamma.
“Agli ordini, belle padrone!”
Mamma sembra dirigere il traffico; manda Oriana a sedersi sull’asta e le impone di impalarsi dove vuole; lei sceglie la vulva; mamma torna sul mio viso ma pare occuparsi principalmente della figlia che accarezza, bacia, lambisce, mordicchia facendole sentire tutto il piacere che con la sua esperienza le sa dare; ad un certo punto sento un suo dito che accanto al mio sesso si inserisce nella vulva; sta titillandole il clitoride.
“Si … si … si … ancora … insisti … vengo … vengo … vengooooo”
L’urlo è quasi disumano; mamma la schiaccia contro di me.
“Baciala!”
Impone; eseguo con tutto me stesso e sento la sua bocca languida comunicarmi amore con una salivazione continua e incontrollabile.
“Ti amo … ti amo … “
Continua a sussurrare mentre la stimolazione di mamma sull’ano la induce a far colare sul mio membro, che sta sempre piantato nella vulva, un lungo flusso di umori.
“Quante volte sei venuta?”
La premura di mamma è esagerata.
“Quattro … no … cinque … ma sta arrivando la sesta e questa mi pare proprio più grossa di tutte.”
Oriana ormai geme ad alta voce, urla il suo amore per me, per mamma, per quel momento, per la gioia di esserci … e gode intensamente, infinitamente.
Poi mi crolla addosso ed io riprendo a baciarla; non mi stancherei mai di baciarla.
“Ed ora?”
Faccio io a mamma.
“Abbi pazienza; aspetta.”
Intanto accarezza la schiena di lei fino giù alle natiche perfette, scivola un poco sulle tette disegnate col compasso e distribuisce bacetti e leccatine su tutta la superficie.
Oriana vibra e trema ad ogni tocco; lentamente, però, sembra emergere dall’abisso di piacere in cui si è sprofondata.
“Adesso fai il tuo dovere!”
Mi impone.
“Voi siete due pazze. Posso solo fare tutto quello che mi chiedete.”
“Adesso riempile il retto ed eiacula nell’intestino; è semplice.”
Fa seguire i fatti alle parole; aiuta Oriana a sollevarsi e a far sfilare il membro dalla vagina; si china dietro di lei, prende il membro tra le dita e sposta la cappella sull’ano; sento la nuova posizione scatenarmi un flusso di libidine spaventosa; se non mi controllassi, l’avrei già penetrata analmente fino alla morte.
Mamma guida con affetto la penetrazione e non la fa fermare finché i testicoli non picchiano duramente sulle natiche.
“E’ tutto dentro, ora possedetevi e metteteci tutto l’amore di cui siete capaci; quando lei avrà goduto e tu la sentirai urlare alla morte che ha finito, solo allora concluderai anche tu. E’ chiaro?”
“E’ chiaro un cavolo!!!! Noi copuliamo con tutto l’amore che abbiamo dentro e, se ci riesce, godiamo insieme, nello stesso istante, con lo stesso amore!”
“Vero, ho sbagliato io, ma ho paura che tu possa prevaricarla.”
Oriana si comincia a sollevare sul membro lentamente, si sfila per metà asta e poi ripiomba giù
“Ti faccio male?”
“Mi fai solo benissimo.”
Accelera il movimento e adesso si sta cavalcando nel didietro quasi con violenza; da sotto, posso a malapena spingere un poco il bacino; in compenso, le carezzo le tette e le strofino i capezzoli; fa cenno di si e gode.
Ha gli occhi levati al cielo, quando il piacere è più intenso e un’aria estatica le si dipinge sul volto.
Ad un tratto sbarra gli occhi, geme e si lamenta, poi comincia a gridare.
“Sto venendo! … Sto venendo!!! …”
E si pianta sul mio ventre col membro così duro che sembra debba perforarle la pancia.
Mentre la guardo con passione, l’orgasmo mi monta su dai testicoli fino all’asta e preme sull’uscita.
“Vengo anch’io.”
Ho la forza di sussurrare e le scarico dentro tutta la mia anima.
Oriana urla a lungo, quasi il suono di una sirena, per un attimo sembra perdere il fiato poi sembra esplodere con tutto il corpo.
Ha la forza di sussurrare.
“Ti sento! Sento il tuo orgasmo che mi attraversa il corpo … sento che sei mio ora. Ti amo!”
E schianta su di me.
Mamma ha il suo bel da fare mentre l’accarezza e cerca di farla riprendere.
“Come stai?”
Sembra quasi preoccupata.
“Bene, anzi, da paradiso, perché è lì che sono andata ora.”
“Figlioli, che penetrazione anale … e che copula … siete meravigliosi … che bel sedere che hai amore mio … e che bella mazza, tu!”
Comincia a pesarmi, Oriana, e il sesso che si sta ammosciando vuole uscire e non ha spazio; cerco di farlo capire a mamma che prende Oriana per le spalle e le suggerisce di andare in bagno a rinfrescarsi mentre lei viene a prendersi quel che le spetta.
“Non posso; dammi il tempo di recuperare ho goduto come in dieci amplessi intensi.”
Si sdraia accanto a me e si dedica alle coccole mentre Oriana va verso il bagno.
Passano almeno dieci minuti, durante i quali con mani e bocca mamma riesce a far riprendere tono al mio povero fratellino così provato; poi Oriana torna fuori lavata, rinfrescata e col trucco rifatto; riprende le sue cose e si riveste lentamente sculettando un poco.
“Non hai fatto molti progressi nello spogliarello.”
La prendo in giro.
“Adesso non ne ho più bisogno. Mi hai dato tanta di quello sperma, tanto di quel piacere, tanta di quella passione, tanto di quell’amore che sarebbe uno spreco, adesso, un ‘rivestirello’ anziché uno spogliarello; ne riparleremo quando mi spoglierò di nuovo solo per te. Allora vedrai! Adesso però si è fatto davvero tardi. Devo andare. Non scomodatevi, conosco la strada. Voi riprendete pure i vostri giochi e … che sia una penetrazione anale come la mia. Ciao ciao.”
Quando la porta si chiude, mamma propone.
“E se per ora prendessimo un caffè e stasera riprendessimo il discorso di quella eiaculazione nel sedere?”
“Aggiudicato, amore mio!!!!”
Com'è finora?
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