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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 4
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Capitolo 4 di 20 23 min di lettura

Cose di famiglia 4 - Oriana 1 Dal desiderio alla realtà

Oriana s lascia finalente scopare, con grnde felicità, a suo fratello

geniodirazza
1 anno fa · 278 letture · 0

Il sesso mi bolle e l’orgasmo preme dai testicoli; sono costretto a fermarla per non venire subito.

“Ti sta piacendo?”

Accenna di si con la testa con gli occhi bassi, quasi vergognandosi; le sollevo delicatamente il mento e mi sporgo con l’intenzione di baciarla; si ritrae vergognosa; capisco lo stato d’animo e la forzo a baciarmi.

“Baciami, stupida! Il sesso che hai preso in bocca è il mio e dovrei essere io a vergognarmi di avertelo fatto succhiare. Ma non solo non mi vergogno; addirittura ne sono felice e voglio che mi baci, che mi faccia sentire in bocca anche il sapore del mio sesso che tu hai già provato!”

Mi aggredisce quasi con un abbraccio focoso e si avventa sulla mia bocca succhiandola; si distende tutta sopra di me e, infilata una mano fra i corpi, appoggia il sesso fra le cosce, sotto il boschetto dei peli, a stretto contatto con le grandi labbra; va su e giù per qualche momento e intanto sembra quasi che con il corpo frizioni il mio corpo, in una sorta di possesso totale che coinvolge le singole parti dei corpi.

“Voglio assaggiarti tutto, in tutti i modi.”

Mi sussurra all’orecchio nel quale infila poi la punta della lingua sollecitandomi brividi di piacere; mi percorre il collo e la gola e deposita dappertutto piccoli baci umidi.

“Quando ero ragazzina, provocavamo così i nostri filarini …”

“Ed eravate tutte nude?! …”

Scherzo io.

“Giammai; abiti monacali e guai a mostrare un pezzo di coscia …”

“Ed ora?!?!”

“Ed ora … ti lecco tutto … ti bacio tutto … ti succhio tutto … ti mordo tutto”

“Ma io sono più bravo perché ti penetro tutta, dappertutto!!!!”

Scoppiamo a ridere; poi, facendosi di colpo seria.

“Ti voglio dentro!”

Mi dice semplicemente.

Ed io trattengo a stento un urlo ma la abbraccio stretta e le faccio sentire tutto il vigore della mia passione, dal membro fra le cosce al petto che schiaccia le sue mammelle alla bocca che scava nella sua a cercarvi brandelli di piacere ancora attivi.

Muovendoci cautamente, ci rotoliamo sul letto finché lei finisce supina ed io bocconi su di lei; il pene non si è mai mosso dal suo nido nel cespuglio della vulva.

Mi sollevo un poco sulle anche e arrivo a mettermi in ginocchio tra le sue cosce, divarico delicatamente alquanto le cosce, spennello con la punta del pene le grandi labbra e la appoggio sulle piccole; spingo dolcemente e sento che la vagina si apre ad accogliermi.

“Ce l’hai proprio grosso!”

Commenta mentre lo lascio scivolare pian piano dentro.

Impieghiamo qualche secondo a farlo entrare tutto ma a me sembra un’eternità durante la quale ho percorso l’Eden in tutti gli anfratti; quando sento che la cappella ha urtato la cervice, ed Oriana ha lanciato un piccolo urlo di dolore quando l’ha sentito, con dolcezza le riaccosto di nuovo le cosce imprigionando il mio membro, mi stendo tutto su di lei e comincio a scivolare avanti e indietro su tutto il corpo con tutto il corpo; lo sfregamento fa sì che tutti gli organi siano coinvolti nell’amplesso, ma in particolare che l’asta scivoli avanti e indietro nel canale vaginale senza sussulti, provocando una goduria intensa e progressiva che ci avvia lentamente all’acme.

Oriana se ne sta ad occhi chiusi, supina e quasi inerte; solo, di tanto in tanto, brevi frasi le sfuggono appena percettibili.

“Ti amo … godo … entra di più … sei mio … vorrei che non finisse mai …”

Mi rendo conto che sta galleggiando in una nuvola di piacere assoluto ed ho paura che il risveglio possa farle ancora più male.

In genere, non partecipo così intensamente alle emozioni delle mie amanti, anche quelle che in maniera più che evidente sono in condizioni simili a Oriana.

Ma lei è mia sorella, innanzitutto, e non vorrei che con l’intento di aiutarla la stessi invece mettendo su una via di problemi e dolori.

Poi mi tornano in mente le cose dette da mamma e mi convinco che devo fare la mia parte, succeda quel che succeda.

Riprendo quindi a scivolare sul suo corpo, baciandola intensamente su tutto il viso, accarezzandole i seni per quanto posso e soprattutto ascoltando il mio sesso che si gonfia sempre di più mentre scivola nella vagina; mi fermo un attimo per chiedere se posso venire liberamente; Oriana mi assicura che non ci sono problemi; l’orgasmo ci sorprende improvviso ma atteso e desiderato; ed io mi abbandono alla sensazione dell’eiaculazione che cola quasi naturalmente nell’utero quasi senza spruzzi e senza slanci; lei invece li sente, gli spruzzi, e ne sente anche gli slanci.

Comincia ad urlare come un animale al macello, mi fa quasi paura, si dimena come un ossesso e mi abbranca da tutte le parti.

Ci mette un bel poco a calmarsi, poi si rilassa e si distende; io sono sempre dentro di lei e nemmeno le cannonate mi muoverebbero.

Quando finalmente si quieta, prende a baciarmi con affetto su tutto il viso ed io ricambio con vezzi, moine e dolcezze da tempo messe sotto il tappeto.

Ancora una volta mi convinco che abbiamo compiuto un gesto d’amore immenso e mi auguro che non ci condizionerà.

Ma lei è una donna forte e decisa.

Si scioglie dall’abbraccio, mi sposta da sé e si dirige verso il bagno; io vado nel salone e trovo mamma che piange silenziosamente; la vado ad abbracciare e la stringo a me.

“Non confondere; sono lacrime di gioia. Era come se fossi con voi e ho sentito mia figlia urlare finalmente il suo essere donna; e se in questo c’è anche un po’ di tuo, sono ancora più felice.”

Ci raggiunge Oriana già vestita e pronta ad andare.

E’ meravigliosa; è certamente la donna più bella che io conosca.

Ci accarezza entrambi.

“Grazie a tutti e due per avermi convinta a fare questo primo passo; ora so che tutto deve cambiare e sarò io a decidere il mio destino.”

“Ti voglio bene.”

Riesco solo a dire.

Mamma la incoraggia.

“Brava figlia mia; sii innanzitutto te stessa e poi cerca di essere felice.”

Oriana annuncia.

“Per oggi ci fermiamo qui; lo so che vorresti il mio sedere, ‘incommensurabile’ hai detto? Ma oggi non me la sento e non sono preparata. Però, visto che la decisione è presa, alla prossima occasione mi presenterò pronta a riceverti in ogni buco.”

“Ok per me va tutto bene. Tu, però, hai valutato che un cambiamento come quello che ti proponi comporta un lavoro enorme, disagi e forse difficoltà che investono tutto il tuo essere?”

“Certo! Lo so bene. Ma tu allora che ci stai a fare?”

La guardo stupito.

“Patrizia ha scoperto che tu hai una funzione fondamentale nelle nostre vite; sei il faro di orientamento, sei l’orecchio che ascolta, sei la voce che suggerisce, sei il sesso che consola. Adesso comincio a rendermi conto di quanto sia vero anche per me. E ne sono felice perché so che su di te posso contare in qualunque momento. Da oggi stesso comincerò la mia trasformazione e sono convinta che avrò molte incertezze e molte esitazioni, soprattutto per liberare la troia che in me ho appena intravisto poco fa e che solo tu puoi fare emergere senza danni. Mi dispiace per le mie amiche che sono anche tue ‘trombamiche’, si dice così, mi pare, ma da oggi entro in lista ed anche con una posizione di privilegio. Non puoi sapere che cosa hanno liberato gli urli di poco fa.”

Agitando la manina con gesto vezzoso, ci lascia e scompare dietro l’uscio.

A me e a mamma non resta che fare spallucce; in fondo, noi non abbiamo fatto altre che portare alla luce quello che già c’era in lei; e, dal momento che crediamo che le farà solo bene, possiamo solo volerle bene e attendere.

Prima di andare avanti…

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