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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 3 — Cose di famiglia 3 Patrizia - Finalmente dentro
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Cose di famiglia 3 Patrizia - Finalmente dentro

Mario finalmnte scopa sua nipte Patrizia, con ioia di entrambi

geniodirazza
1 anno fa · 7.097 parole · 31 min
269 letture

“Certo, solo ti avverto che lo sperma lo voglio in bocca; prendimi in tutti i buchi, in tutti i modi, ma concludi in bocca perché ho bisogno di portarmi nel cuore e nei sensi il sapore fisico del tuo amore.”

La bacio con entusiasmo.

Ritorno su di lei e mi strofino con tutto il corpo; la bacio continuamente e dappertutto; affondo il viso tra i capelli e poi lo sposto tra i seni, infilo una mano fra le cosce e la masturbo fino a sentire un orgasmo enorme esplodermi sulle dita; monto sopra di lei e le colloco il sesso tra le tette; dà il via ad una spagnola da infarto mentre io riprendo a martoriarle il clitoride con la mano allungata dietro di me; quando unisce alla spagnola una fellatio, il membro le scivola bene fino in bocca, sono io a vibrare di piacere infinito e costretto a trattenermi; le suggerisco di strizzarmi i testicoli per impedirmi di esplodere.

Non so quanto tempo passa e quante sono le varianti che mettiamo in atto; ho la sensazione che ambedue siamo colti dalla paura che poi sarà finita e cerchiamo di prenderci tutto.

E così la faccio mettere gattoni e la penetro nell’ano quasi con violenza finché mi squirta sul ventre, gioco col membro nella sua bocca e sul suo viso; la lascio leccare e succhiare finché ha un piccolo sussulto di godimento, poi mi ritraggo.

Entro nella vagina solo alla fine e non la faccio aprire per entrare di colpo fino in fondo; la faccio invece sdraiare a cosce quasi serrate e appoggio il mio sesso fra le cosce, mi distendo su lei, ci baciamo, ci accarezziamo, l’asta si ingrossa e la vulva si bagna; lentamente e quasi senza accorgersene, apre le gambe e lascia che la mazza scivoli in vagina; quasi la succhia dall’interno; io mi limito a piccole spinte che la accompagnano; sento che si gonfia al di là di ogni logica.

Mi prende per le natiche e mi schiaccia su di sé.

“Dentro … ora si … ora sei dentro di me … e non te ne andrai mai più … ora nascerà l’androgino che chiamerai come vuoi … ora siamo una cosa sola!!!”

“Margie, amore, non reggerò a lungo … sto per eiaculare.”

Mi spinge quasi via; io le salgo addosso, mi siedo sulle sue tette e le infilo il sesso in bocca.

Mi massaggia e mi succhia, mi masturba e mi lecca; l’inguine mi duole dallo sforzo, poi la colata si scatena su lungo l’asta e lo sperma viene sparato nella sua bocca; è brava anche in questo; argina i fiotti con la lingua li fa scorrere sotto il palato poi li ingoia, metodicamente, devotamente.

Quando ha finito, il mio sesso e nitido e pulito.

La bacio sulla bocca.

“Anche il tuo sperma mi piace; è buono.”

“Ti amo”

Riesco a malapena a rispondere.

Quasi subito dopo, l’euforia si sgonfia e si affaccia la domanda.

“Cosa devi dirmi per avermi chiamato così in fretta?”

“Me ne vado.”

“Per sempre?”

“Probabilmente si. Sai che ho vinto un concorso?”

“Si; e, a quel che dicono, anche bello tosto; tre posti per mille candidati …”

“Già. Solo che i posti sono a Bolzano.”

“Ah! Quando parti?”

“Domani mattina.”

“Ma … non mi pare che si sappia … “

“No, ho voluto dirlo solo a te.”

“Perché?”

“Dovevo sapere se partivo col ricordo di una copula terapeutica o con la maledetta nostalgia di un meraviglioso amore impossibile …”

“Cosa hai acclarato?”

“Che ti amo anche se so che è folle e che mi ami anche se sai che è folle!”

“Abbiamo vissuto un grande amore che è durato solo un giorno e che abbiamo prorogato per altre poche ore solo per essere lealmente innamorati. L’altra volta ti chiesi un gesto di stupido romanticismo e questa ‘pappetta di miele’ me lo concesse. Te la senti di fare un altro piccolo strappo e di concedermene un altro, di stupidi gesti romantici?”

“Oggi, con tutto l’amore che abbiamo fatto esplodere dai nostri pori, mi sciolgo in pappa e miele, ti concedo e reclamo per me tutto il romanticismo del mondo.”

“Ormai non si possono avere dubbi sul fatto che ci amiamo e che il modo in cui si conclude questa vicenda ci lascia comunque con il cuore straziato. Non faccio fatica a capire che questa occasione ti consente di dare un taglio netto al passato, specialmente a quello recente. Forse deciderai di non tornare più o lo farai solo raramente per gravi motivi. Il taglio tocca anche me, nonostante il grande amore, perché comunque la mia stessa presenza è legata a quell’episodio che tu hai il dovere di cancellare. Come io non posso neanche immaginare di cambiare la vita mia e dei miei per fuggire con te, allo stesso modo tu non puoi neppure illuderti di fermare la tua fuga solo per me che comunque sono una piccola parte di quel problema. Sappiamo che dobbiamo allontanarci forse per sempre. Però io per te ci sono e voglio esserci sempre. Mi devi promettere che, in qualunque momento, per qualunque motivo, in qualsiasi caso e situazione, insomma quando sentissi di aver bisogno di me, mi chiamerai ed io mi impegno a rovesciare il mondo per essere vicino a te. Me lo giuri?”

Un bacio appassionato suggella l’impegno; poi scoppiamo a ridere, comunque, per la tenerezza sdolcinata del momento.

Non ci siamo resi conto del tempo che passava.

Ormai annotta e lei ha anche una certa premura.

Ci ricomponiamo e ci avviamo ad uscire.

“Pensi che sia meglio lasciarci qui?”

Mi chiede.

“Forse sarebbe meglio, per non piangere come vitelli davanti a tutti; ma quando sai che non avrai più pane, anche le briciole sono cibo. E vale anche per l’amore. Ti riaccompagno al bar e cerco di farmi forza.”

Un ultimo bacio, quasi fraterno, usciamo e chiudo la porta.

Franco è in vena di scherzi.

“Dai, Mario, una fortuna come la tua non esiste. Adesso hai anche la più stupenda ragazza del mondo che ti ama alla follia”

“E chi te lo dice che mi ama alla follia?”

“Lo legge anche un cieco, in come ti guarda , in come si muove, in come è diventata più raggiante da quando ti ha visto …”

“Senti, imbecilletto, se è come dici tu, stai girando un coltello in una piaga fresca perché questa angelica creatura mi ha appena comunicato che domani va a prendere servizio a Bolzano e non ci vedremo più. Sei contento?”

“Urca, mi dispiace per te ma se è così si tratta di quel posto dove concorrevano in mille e hanno vinto in tre. Io al tuo posto pianterei tutto e me ne andrei a Bolzano con lei.”

“Perché?”

Interloquisce Margie.

“Maremma maiala, devi essere super anche per intelligenza. Allora; bellissima, intelligentissima, piena occupazione, che altro si può chiedere a una fidanzata, amica, amante, moglie, compagna o quel diavolo che volete; io ti verrei dietro in ginocchio e baciando la terra dove cammini.”

“Grazie.”

Commenta Margie e mi abbraccia per l’ultima volta.

“Addio, Mario!”

“No, no per dio, non addio; ma neanche arrivederci perché non siamo pazzi visionari; ma CIAO si, e con tutto il cuore. Insomma, mai dire mai …”

Lei è già lontana.

Torno a casa che sono uno straccio consumato; mia madre mi guarda con aria preoccupata.

“E’ andata male?”

“Mi ha comunicato che domani parte e probabilmente non tornerà mai più. Per il famoso concorso che ha vinto la sbattono a Bolzano e sarà l’occasione per buttarsi dietro le spalle una sporca vicenda e chi vi è stato coinvolto, compreso me.”

“Ma vi eravate innamorati? In così poco tempo?”

“Chissà … forse si … vallo a sapere … e ormai a che serve anche sapere … mi sento passato sotto uno schiacciasassi. Quasi quasi vado direttamente a letto.”

“Senza neppure cenare un poco?”

“Non so, forse berrò del caffelatte …”

“Mario!”

“Siii …”

“Ti va di dormire nel lettone, stasera?”

“Nel tuo lettone? Con te?”

“Se ci hai sverginato tua nipote, perché non dovresti dormirci con tua madre?”

“Forse perché non lo sai, ma dormo nudo …”

“E forse tu non lo sai, ma anch’io dormo nuda … e non mi dispiace avere a fianco carne giovane e disponibile. … Forse potrebbe anche aiutarti a superare il momento.”

“Ok, aggiudicato. Stasera si dorme insieme nel lettone.”

Fine del capitolo 3
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geniodirazza
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