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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 3 — Cose di famiglia 3 Patrizia - Finalmente dentro
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Cose di famiglia 3 Patrizia - Finalmente dentro

Mario finalmnte scopa sua nipte Patrizia, con ioia di entrambi

geniodirazza
1 anno fa · 7.097 parole · 31 min
269 letture

“La più stupida, la più inopportuna, la più imbecille nel momento peggiore . Ma vaffan…!!!!”

“No, oggi io vado a fare in vagina e tu non ti ritiri, a costo di imbottirti di viagra.”

“No, non è possibile, non devo sopportarti più … basta!!!!!”

“Ma che modi! E’ una cosa semplicissima. Chi merita il transfert di questa copula?”

“Innanzitutto, in questo caso sarebbe obbligatorio rispondere alla domanda con una domanda; Qual è il tuo transfert? Se confessi prima tu i pensieri reconditi, poi forse avresti anche diritto di conoscere i miei.”

“Si, ma ho chiesto prima io e ho diritto per prima alla risposta.”

“Questo è puro surrealismo, questa è una comica demenziale; mentre ti prepari a fare l’amore per la prima volta, quello che ti viene in mente è di chiedere a che o a chi sta pensando quello che si prepara a sverginarti. Diciamo che solo una paranoica come te può avere il terrore che nella mia testa ora ci sia Margie. Eppure dovresti saperlo, te lo ha detto tua nonna; in questo momento, e non solo, nella mia testa ci sono la tua vulva, quella che fino a poco fa sentivo avvolgermi con amore la cappella, e il sedere di Oriana che ogni tanto si affaccia ed irrompe con la violenza del sogno proibito. Ma dal momento che sei paranoica, e pensare che dovresti spiegarli e curarli, questi fenomeni!!!!, il tarlo fisso diventa sempre l’amica che ho posseduto, senza neanche immaginare quante vagine ha visitato il mio membro. Forse è meglio che lasciamo stare.”

Faccio per alzarmi ma lei mi ributta giù; è più forte di quello che pensavo.

“Non andartene … per favore … non fermarti … mi dispiace … non ce l’ho fatta a trattenermi … sono gelosa, non di tutto e di tutte ma solo di quella di cui puoi esserti innamorato. Non è colpa mia se la gelosia non mi fa ragionare.”

“Patrizia, c’è una sola via d’uscita. Tieniti il tuo imene intatto e dimenticati di me. Ormai è chiaro che non riuscirai a farti amare; forse neppure a farti possedere, anche se io assumessi la personalità del bull che comunque sono e che sono in grado di ridiventare in qualunque momento. Se decido di possederti, ti ribelli perché vuoi essere amata; se decido di amarti, ti fotti dalla paura che io sia innamorato anche dell’altra. E devo aggiungere anche che sei la più debole e perdente, nella faccenda, perché io sono riuscito ad amare per un giorno Margie sovrapponendola a te, come avevamo deciso; lei si è preso con gioia tutto quanto l’amore che quel giorno le ho dato, sostituendosi a te; tu, nel rovello della tua imbecillità, non hai la forza di rinunciare a me e riprenderti te stessa, ma non hai neanche il coraggio di prenderti come vero l’amore che ti offro senza porre limiti di giustificazione.”

“Mi hai frastornata. Davvero sei un bull?”

“Si, lo sanno tutti che lavoro anche da puttano in certe occasioni.”

“Hai avuto davvero tante donne?”

“Prova a chiedere a tua madre quante delle sue ‘amiche borghesi’ mi hanno come amante privilegiato per sfuggire alla noia di matrimoni scipiti.”

E’ sconvolta.

“Quindi è tutto vero anche quello che si riferisce alla giornata con Margie.”

“Si ma è anche vero che ti amo, è vero che per un giorno intero ho fatto l’amore con te, non ho copulato; ho fatto l’amore, e che sto sbavando dal desiderio di sventrarti d’amore. A proposito, nonostante abbia posseduto centinaia, si, proprio centinaia, di donne, questa sarebbe l’unica volta in assoluto che mi prendo una verginità. In qualche modo, è anche una mia verginità che si perde, quella del motto di tutti i bull professionisti; mai fare sesso con una vergine; troppo pericoloso.”

“Allora la vuoi la mia vulva intatta!?”

“Si, e voglio penetrarla pensando alla mia verginità che si perde, alla tua verginità che mi sto prendendo ed anche alla verginità del sedere di Oriana che continuerò a sognare senza speranza.”

“Allora, prendimi e mandami al diavolo se insisto ancora.”

Mi ruoto sopra di lei e la bacio con grande intensità; le mie mani percorrono nervosamente il suo corpo, dal viso dolcissimo, odiosamente bello ed espressivo, al seno prorompente, quasi superbo con i capezzoli tesi, al ventre liscio e caldo, fino al monte di venere dove mi sposto a portare il membro contro le grandi labbra; sospira e mi spinge contro il ventre fino a farci male con gli ossi pubici che si scontrano e si fregano; inserendo i piedi tra i suoi, la porto a divaricare le gambe e lei cerca di muoversi per facilitarmi, ma le impongo di stare ferma.

Adesso la punta della cappella è tra le piccole labbra, spingo per farla entrare nella vulva.

“Ecco … adesso sto pensando alla tua vagina che si prepara ad accogliermi.”

Spingo un poco più avanti.

“Adesso sento l’utero che si agita in attesa del membro e dell’orgasmo.”

Sento che la punta arriva all’imene.

“Ecco, ora ti sfonderò ma nella mia testa c’è contemporaneamente lo sfintere di Oriana che si ribella ad essere violentato, anche se lei se ne sta buona, come tu ora, a lasciarsi possedere … attenta … ora io spingerò e il tuo imene salterà, tu sarai definitivamente mia e non potrai dare questo momento a nessun altro. Ecco, ora spingo e questo momento si incide nella mia memoria incancellabilmente … Amore, ecco … ti ho sverginata … sei mia … per sempre … ti amo.”

Per tutto il tempo Patrizia se ne è stata quasi immobile; solo il viso segnalava momento per momento le diverse emozioni; quando mi sente profondamente penetrato in lei, con la punta del membro che quasi dolorosamente le preme sulla cervice dell’utero, il ventre adagiato sul suo e tutto il corpo che si rilassa lentamente in armonia col suo, decide di muoversi e mi bacia con un amore che non le avevo quasi mi sentito.

“Ti amo … ti amo … ti amo …”

Sta piangendo, dolcemente e senza singhiozzi; le bacio gli occhi e lecco le sue lacrime.

“Non preoccuparti … è solo gioia … una gioia infinita … non credevo esistesse un momento così bello e non credevo di essere capace di fissarmelo così nella mente e nel cuore … Adesso pero, prendimi, fammi godere e fammi sentire il tuo piacere dentro il ventre, godimi dentro!”

”Sei sicura?”

“Si, prendo la pillola.”

Le spalanco un poco le gambe e le faccio piegare le ginocchia; mi sistemo col ventre contro la vulva e spingo fino a sentire i testicoli che sbattono sul sedere; ho la certezza di averla penetrata fino in fondo e comincio a picchiare con foga e con amore.

Quando sento che l’orgasmo monta lungo l’asta le chiedo.

“Posso?”

“Aspetta un minuto … sto per venire … ecco … ecco … ci sono … vieni con me!!!!”

Godiamo insieme e l’urlo che lanciamo è di quelli che sveglierebbero una città.

Mamma si precipita dentro quasi spaventata e si inginocchia sul letto; accarezza con dolcezza il viso di Patrizia e le strizza leggermente un capezzolo; Patrizia ha una smorfia di piacere, le prende la mano e se l’appoggia a palmo aperto sulla tetta.

Sono stordito e stento a riprendermi.

Quando riesco a riavermi, Patrizia e mamma sono stese sul letto, l’una sull’altra e limonano alla grande.

Le guardo sconcertato; credo che ormai ho visto tutto; anche nonna e nipote che lesbicano; è il colmo.

“Non c’è più religione!”

Impreco; ma non mi degnano di uno sguardo, specialmente mamma che è totalmente impegnata a leccare Patrizia, quasi a scoprirne i sapori, gli odori, le sensazioni.

Da anni so per certo che mia madre è una grande troia, molto molto molto riservata, al punto che riesce ancora a passare quasi per santa; e per quanto abbia stretto amicizia con molti dei suoi amanti, più o meno occasionali, mai mi era capitato di vederla ‘in azione’; e mi capita proprio adesso, con la sua nipotina che io ho appena sverginato.

Addirittura, le va a leccare la vulva appena straziata e sembra che la ragazza goda infinitamente a sentirsi alleviata dalla lingua della nonna che sembra andare in brodo di giuggiole mentre raccoglie dalla vagina il mio orgasmo, il suo sangue verginale e i suoi umori.

”Quanto siete saporiti!”

Esclama golosa; Patrizia sorride estasiata.

Vado in bagno a lavarmi, perché ho l’inguine insanguinato.

Faccio una veloce doccia e vado in camera mia per vestirmi.

Quando torno in camera di mamma, sono ancora là abbarbicate e stavolta è Patrizia che ha denudato la nonna e le sta leccando con foga tutto il ventre fin nel profondo dell’ampia vagina.

Non so che pesci pigliare.

Mi salva il telefono di casa; è Oriana.

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