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COSE DI FAMIGLIA · Cap. 2 — Cose di famiglia 2 Patrizia - L'amica del cuore
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Cose di famiglia 2 Patrizia - L'amica del cuore

Mario incontra Margie, se ne innamora, scopano e lei se ne va.

geniodirazza
1 anno fa · 6.194 parole · 27 min
295 letture

Infilo tra i nostri corpi una mano, le sollevo la falda del vestito e porto il sesso a sistemarsi tra le sue cosce, attaccato al minitanga e alla vulva, rasata come è di moda; spinge il bacino verso di me e fa scivolare l’asta sulle cosce e lungo le grandi labbra non celate affatto dal minitanga; sposto la mano verso il seno e ne afferro uno da sopra il vestito; accenna a muoversi per liberare le tette; le impongo di stare ferma e mi fermo anche io con lei, continuando a baciarla; cerco di gustarmi e di farle gustare fino in fondo il piacere di stare abbracciati; mi prende il viso fra le mani e lo stringe con passione.

Stiamo in religioso silenzio per qualche momento; anche le nostre bocche si sono fermate ma restano attaccate.

“Mi sembra di essere in un gorgo infinito di piacere.”

Sussurra Margie ad occhi chiusi.

“Si ma in fondo c’è un pozzo infinito di miele in cui mi sto invischiando e rotolando.”

Le rispondo con la stessa enfasi; riprendiamo a succhiarci le bocche come affamati.

“Adesso avrei voglia di averti dentro!”

“No, cara; adesso noi facciamo tutto quello che è giusto per gli innamorati; addirittura ho preceduto i tempi; non vedi che stiamo già facendo coscialino, che è la fase più sicura e più dolce del sesso ma che arriva solo dopo masturbazione e fellatio.”

“Già … ma è proprio il coscialino che mi stimola tutta e mi spinge a volere tutto.”

Mi rotolo sul tappeto e la porto sopra di me.

“Gioca con la mano sul sesso.”

Le suggerisco; lei passa una mano sulla schiena, solleva la gonna e va ad afferrare la cappella giusto tra le natiche; sposta con un dito il filo del tanga e preme sulla cappella spingendola nell’ano.

“Riusciresti a infilarlo nel sedere, così?”

Mi chiede.

“Io no; invece tu, se ti sollevi sulle ginocchia e ti siedi senza perdere contatto col membro, hai la facoltà di farlo entrare in uno dei tuoi buchi, ma io preferisco il sedere perché l’idea di aspettare a sverginarti ancora mi affascina.”

Margie è veramente in gamba; punta le ginocchia, solleva il ventre, guida con la mano il membro verso l’ano e si cala lentamente sull’asta.

“Attenta; non ti ho lubrificata prima; se provi dolore o anche solo fastidio, fammi il favore di fermarti.”

Le raccomando.

“Tu sei scemo; or ora ti ho detto che voglio sentirti dentro; credi che per un doloretto io fermerei questa penetrazione che è proprio come l’hai descritta alla mia amica; mi sto penetrando analmente avendo davanti il tuo viso, il tuo corpo ed anche in parte il tuo sesso che mi riempie di goduria. Posso montarmi da sola o ti senti umiliato e vuoi possedermi tu?”

“Si vede che sei solo l’altra faccia … il mio amore mi possiede e mi aggredisce se non faccio come vuole lei.”

Margie allora dà il via ad una autentica galoppata sul sesso; si solleva fino a farlo uscire del tutto dal sedere, poi si abbassa di colpo con urla e brividi di piacere; si ferma seduta e schiaccia le natiche sul mio bacino, quasi a penetrarsi totalmente, si muove per piccole porzioni velocemente e lancia urletti consecutivi di piacere.

La fermo per un momento e la faccio piegare a baciarmi, mentre le stringo le tette ancora da sopra il vestito. Con un gesto deciso, solleva il vestito e lo sfila da sopra la testa.

Lo spettacolo che mi appare è da infarto; una giovane donna di poco più di vent’anni con due tette da sballo, un corpo da scultura, un ventre da perdercisi e una vulva appena intravista ma già capace di mandarmi all’inferno; le chiedo di farsi guardare immobile per un attimo.

“Quanto sei bella, maledizione a te!!!!!”

“Perché mi maledici?”

“No, è solo un modo di dire; insomma dovrebbero impedirti di circolare per eccesso di bellezza.”

Si mette a ridere.

“Ti va di ribaltarci?”

“Se ci riesci senza farti male io ci provo”

E la invito a stendersi su di me senza far sfilare il sesso dal sedere; ci riesce e, con un secco colpo di reni, me la trovo distesa supina sotto di me.

Le divarico le gambe e le alzo fino alle mie spalle; mi metto in ginocchio e la tiro ancora più su fino a che poggia sul tappeto quasi solo con la cervicale; ma in quel modo tutto il suo corpo e in particolare lo scoscio è davanti ai miei occhi, a mia disposizione; guardo in particolare la sua vulva leggermente aperta e umida, decisamente molto umida; e, nel buco del sedere evidentemente spanato, il mio sesso gonfio e ritto come un obelisco che le scava fin nelle profondità dell’intestino.

“E’ inutile, sei immensamente bella, anche da questa prospettiva; io adoro il tuo sedere, la tua vulva, le tue tette, il tuo viso; ma soprattutto amo te che mi fai vivere un’emozione amorosa così grande.”

“Possiedimi, Mario, fottimi per favore, fammi sentire che la tua mazza è mia, stamattina.”

“Proviamo a farti girare e sistemati a quattro zampe; voglio stuprarti con tanto amore.”

Si sfila in un sol colpo dal sesso, si gira gattoni e si apre le natiche; appoggio il membro e lo infilo dentro rapidamente e in maniera indolore.

Poi comincio a possederla sul serio.

“Masturbati mentre ti cavalco.”

Le suggerisco; lo fa e per noi comincia l’assalto decisivo; il sesso entra ed esce quasi totalmente dal sedere e Margie comincia a gemere di piacere.

Sono teso; forse ho sbagliato a penetrarla nell’ano; in quel modo, l’orgasmo è più difficile e solo adesso ricordo che lei inseguiva appunto un orgasmo soddisfacente … che arriva all’improvviso, violento, bruciante, travolgente.

Riesce solo ad urlare un numero infinito di si e ogni tanto ‘godo’ o ‘vengo’ e ‘finalmente’.

In qualche modo, è la vittoria del nostro affetto; un primo risultato l’ha ottenuto al di sopra di quanto sperava.

Mentre comincia a respirare con maggiore regolarità mi confida.

“Ho la strana sensazione che questo orgasmo non sia scaturito solo dalla vulva ritieni possibile che abbia sperimentato, senza rendermene conto, un orgasmo anale?”

“Essere due facce di una medaglia vi autorizza forse a fare le stesse domande?”

Mi guarda stupita.

“E’ esattamente la domanda che mi fece Patrizia dopo la penetrazione storica. Non è per caso che vi siete passate i foglietti?”

“No, professore, le giuro che il mio sedere non è quello di Patrizia e che il mio orgasmo non è il suo; questo è il mio primo grimaldello contro il terrore dell’incubo.”

Non riesco a fare a meno di sussurrarle.

“Ti amo!” per aggiungere immediatamente “ma vale solo per oggi; poi devi dimenticare e non devi mai farti condizionare.”

Mi risponde con un bacio.

“C’è qualche genere di comfort in questo studio professionale?”

“C’è un frigorifero nell’altra stanza e forse qualcosa ci trovi; poi sul cucinino c’è la macchinetta del caffè ma quello già fatto è di ieri; io lo bevo anche dopo qualche giorno”

“No, niente caffè; vediamo se c’è un succo di frutta.”

“Mi pare proprio di si.”

E c’è veramente, per fortuna.

Mentre beviamo, io il mio caffè stantio e lei il suo succo di frutta, Margie mi chiede del bagno.

“Perché?”

Le faccio.

“Vorrei rinfrescarmi e orinare.”

“Scusami, cosa hai detto che devo essere per te oggi?”

“Sei il mio amore.”

“Qualunque cosa faccia il mio amore, la fa con me; facciamo tutto assieme, senza remore o riserve.”

“Va bene. Mi accompagni al bagno, amore?”

“Certo, amor mio; vieni.”

Appena in bagno, lei cerca di dirigersi alla tazza, ma la dirotto al box doccia; entriamo insieme.

“Ma qui come faccio a orinare?”

“Aspetta.”

Apro l’acqua e la faccio scorrere badando che non ci cada sui capelli.

L’abbraccio stretta e faccio scivolare il sesso sotto la vulva; poi con la mano lo accompagno alla vulva.

“Che fai? Mi prendi in piedi nella doccia?”

“No; aspetta ancora un poco.”

La cappella scivola tra le labbra ed entra un poco in vagina; sento che lei ha un fremito di goduria; mi bacia con intensità e il mio sesso si irrigidisce ancora di più; lo spingo un poco più oltre; poi le sussurro in un orecchio.

“Adesso orinami sul sesso; io fra un attimo ti orino in vagina.”

Di fronte alla sua aria perplessa, le sussurro ancora.

“Io, insieme col mio amore, faccio tutto, soprattutto orinare.”

“Non so se ce la faccio”

“Io sto già per allagarti e sarà come se mi sentissi eiaculare dentro di te.”

Sbarra gli occhi mentre il primo spruzzo viene sparato dal mio membro contro il suo utero.

“Aaaahhhhh … siiiiiiii … sto godendoooooooo … sto orinando … ti sto inondando … mi stai allagando …. Siamo una sola cosa … ci stiamo fondendo insieme …”

Non smette di urlare, Margie, e mi stringe, mi morde , mi bacia, schiaccia il suo corpo contro il mio quasi a fonderci.

Dura alcuni minuti l’apoteosi del nostro sesso in doccia, durante i quali lei mi vuota sul membro tutta la sua orina, la parte della mia orina che io le ho spruzzato in vagina, ma anche tutti gli umori che nella sua vagina scatenano gli enormi orgasmi che si susseguono incalzanti.

Non smette di godere e di urlarlo quasi disumanamente.

Quando sento che un poco si rilassa, esco di colpo dalla vulva e lei lancia un urlo quasi di dolore.

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