“Devo prendere la vaselina o pensi di poter fare senza?”
“Vai; anche se dovessi farmi male, ti voglio nel sedere e quindi va bene lo stesso.”
La faccio inginocchiare sul tappeto, mi abbasso dietro di lei e lecco con amore e intensità l’ano, finché sento che si rilassa, cede e tende ad aprirsi; infilo un dito e lo faccio scorrere liberamente dentro; aggiungo un secondo dito e poi un terzo e li ruoto per dilatare lo sfintere.
Quando sento le dita girare senza sforzo, accosto la cappella all’ano e spingo con cautela; i tessuti cedono ma il rapporto tra il diametro del mio sesso e quello del forellino è decisamente sfavorevole; lo sfintere si tende e sforza, Patrizia si irrigidisce tutta; sento che sta soffrendo e le chiedo se vuole che smetta.
Mi urla.
“NOOOO!!!! Spingilo dentro, fino in fondo, fammi sentire i testicoli sulla vulva!
Spingo in maniera definitiva e l’asta penetra fino in fondo; mi fermo con le natiche premute sul ventre, le mani che artigliano le anche e il sudore che scorre da me su lei e da lei sul pavimento.
“Come stai?”
Chiedo.
“Aspetta e te lo dico.”
Si gira verso di me e vedo le lacrime che hanno rigato il volto.
“Porca miseria … ti ho fatto tanto male …!!!”
“Non quanto il bene che mi fa adesso la tua mazza nel sedere; è meraviglioso, ora che il dolore sta passando.”
“Toccati la vulva e masturbati; ti allevierà la sensazione di dolore.”
Lo fa.
“Ma fin qui non c’è niente di nuovo. La posizione ‘dog’ cambia poco rispetto al mio ‘piegamento a 90 gradi’ tradizionale.”
“Aspetta …”
Mentre parliamo, faccio pressione sul suo dorso e la obbligo a schiacciarsi sul pavimento finché si stende bocconi con tutto il corpo schiacciato; mi sollevo un poco e sposto le sue gambe fino a congiungerle al centro.
“Ma così rischi di farlo uscire …”
“Buona!”
E intanto comincio a scivolare sul suo dorso con tutto il corpo; quasi per naturale necessità, il membro scivola avanti e indietro nel suo sedere; gemiti si alzano dalla pancia di Patrizia, che nella bocca diventano urla di piacere.
“Si … così … spingi … rompimi … sfondami … fammi godere .. ci sono vicina ….”
”NO!”
Lo dico quasi con ferocia e blocco il movimento.
“Adesso devo uscire; fai attenzione perché può essere doloroso come entrare.”
“Perché vuoi uscire senza eiaculare?”
Piagnucola.
“Fidati ... aiutami ad uscire.”
A malincuore, spinge come le ho indicato ed io estraggo lentamente la bestia finché, con un ‘flop’ particolare, scivola via dal sedere.
Vedo Patrizia che si massaggia l’ano per alleviare il dolore e le chiedo se se la sente di concludere con l’ultima proposta.
Mi guarda con odio.
“Adesso devi andare fino alla fine, anche se dovessi squarciarmi il ventre!”
“Non esagerare; voglio solo penetrarti nell’ano da un’altra posizione!”
Mi guarda con aria interrogativa mentre io la faccio sdraiare di schiena sul tavolino basso e mi colloco tra le sue cosce.
Patrizia mi guarda quasi spaventato.
“Ma che hai intenzione di fare? Non vorrai rompermi l’imene?????”
Sorrido.
“Stupida! Pochi minuti fa, la cosa più semplice da fare sarebbe stata abbassare la punta del sesso dall’ano alla vulva e fartelo entrare fino alla cervice dell’utero. Ma io non sono una carogna come la mia dolce nipotina. Per farti capire, ti dico solo che sarà nel tuo sedere meraviglioso che entrerò, e stavolta eiaculerò anche; ma lo farò guardandoti negli occhi. Voglio imprimermi bene nella memoria questa prima volta che stupro nell’ano il mio unico grrrrraaaaaande amore; e voglio ricordarla con l’espressione del suo volto, con la bellezza delle sue tette, con la dolcezza del suo ventre, titillandole la vulva mentre la penetro; non voglio ricordare questo momento con l’immagine di una schiena piegata e di una massa di capelli. Riesci a capire?”
“E come pensi di fare?”
Non le rispondo, mi limito a prenderla per le caviglie e ad alzare le gambe fino al mio viso; le appoggio sulle spalle e manovro tra la vulva e il sedere per titillarla; quando sento che le dita scivolano libere nel sedere, accosto la punta del sesso all’ano e con lo sguardo le chiedo se posso; mi sorride e con la testa mi incita a penetrarla.
Ha una smorfia di dolore quando la cappella forza lo sfintere e passa aprendo la strada all’asta; ma quasi subito dopo la sua espressione si apre ad una strana dolcezza languida e innamorata; allungo le mani a carezzarle il ventre e a giocare con l’ombelico; mi spingo fino a succhiarle un capezzolo.
Si solleva con un certo sforzo e mi tira la testa verso di sé fino a quando le nostre bocche si incontrano.
E’ un bacio dolcissimo, quasi tenero, da innamorati.
Sposto le mani sulle anche e comincio a picchiare nel suo sedere con violenza; Patrizia si infila due dita in vagina e si masturba con amore.
La goduria della scopata è infinita e mi sento ribollire tutto l’apparato genitale; il sesso mi si gonfia nel suo ventre, i testicoli mi dolgono tanto sono gonfi e tutti i terminali nervosi sono scossi quando l’orgasmo si avvia dal profondo del mio essere.
“Sto quasi per eiaculare. Dove vuoi che lo faccia?”
Le chiedo.
“Aspetta un attimo e godi insieme a me. Ce la fai?”
“Ce la farò. L’orgasmo simultaneo è uno dei grandi traguardi del sesso. E io lo voglio realizzare con te, da subito, dalla prima volta che ti eiaculo dentro. Ti voglio tanto bene. Voglio veramente il tuo bene, qualunque esso sia.”
“Anch’io ti voglio bene … Vengo … goooodoooo … siiiiiiiiiii … Gooooodoooo”
Il suo urlo si spegne lentamente mentre il mio sperma si scarica con violenza nel suo ventre.
Non è facile rilassarsi, specialmente se si hanno venticinque centimetri di mazza piantati nel sedere.
Ma Patrizia è solida e assorbe bene; dopo qualche minuto di recupero, il respiro le ritorna normale, tutto il corpo si rilassa e, pian piano, spinge fuori dal sedere il sesso che, barzotto stavolta, non ha molte difficoltà a uscire.
“Non so se è solo una mia impressione, ma quest’ultimo orgasmo mi è sembrato che scaturisse dal sedere, non dalla vulva.”
Commenta quando si è ripresa.
“Esiste l’orgasmo anale e ovviamente si verifica in seguito a un amplesso particolarmente bello ed efficace. Può darsi che tu effettivamente sia venuta di sedere; ma per esserne certa devi verificare, e lo puoi fare solo tu, con un confronto con altri orgasmi, diciamo ‘normali’, o meglio con altre occasioni che spero tu avrai di godere con la stessa intensità.”
“Chi è stato che ha detto che ‘mito’ è quello che avviene una volta per tutte e quindi è irripetibile? Beh, se è vero, allora questa penetrazione anale è quanto di più mitico conosco.”
“Scommetto che tra poco dirai che soooolooo iiiioooo sono il tuo grande, luminoso immmmmmennnnnssssooo azzurrissimo ammmmoooorrreeeeeee!”
Cerco di raffreddare le emozioni.
“Ecco!!!! Sei sempre il solito stronzo. Io ti sto dicendo una cosa bella e tu la mandi subito in vacca!”
La prendo tra le braccia e la bacio con delicata passione.
“Attento! Se mi alzi così, distribuisco il tuo sperma per tutta la casa; prendimi dei tovaglioli di carta, sbrigati!”
“Hai visto? Fine della poesia … si torna al quotidiano …”
“… che adesso è molto, molto, molto più bello!”


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