“Ok ricominciamo. Non sono e non credo di essere un pornodivo, ma il mio ‘terreno di caccia‘ ce l’ho; e non è neppure l’orticello del matrimonio per l’amplesso garantito o quello ancora più triste del fidanzamento sulla via del matrimonio / garanzia di sesso; io sono piuttosto per rapporti liberi o random, come piace a voi giovani, visto che io sono il vecchio zio, e tutte le mie disinibite amiche, quando gli prude, mi chiamano per farsela grattare; queste amiche, insomma, dicono in giro che sono ampiamente soddisfatte delle mie prestazioni; ergo, presumibilmente qualche cosa ne so. Cosa ti interessa in particolare?”
“Tutto, dalla A alla Z, dove comincia il sesso, come si evolve e come si conclude.”
“Vuoi farmi credere che non sai proprio niente, che non hai nessuna pratica?”
“Non dire stupidaggini; io da te voglio la conoscenza scientifica, teorica e pratica, della sessualità e dei suoi modi di attuarsi.”
“Pratica!?!? Intendi dire che vorresti anche che facessi sesso con te????”
“E che problema ci sarebbe? Lo fai con tante amiche, perché con me no?”
“Perché, guarda caso, sei mia nipote e sarebbe incesto”
“Oggi sei proprio in vena di stupidaggini a buon mercato. Io ora mi tolgo questi straccetti, ti salto addosso, ti violento e vediamo il tuo sesso quanto si rende conto che sono tua nipote!!!”
“Ok, Ok, non esagerare. Allora; da dove partiamo?”
“Dal ‘comincio‘, è ovvio!”
“Il ‘comincio‘ nel sesso si chiama bacio.”
Mi guarda con aria interrogativa, allungo una mano e la invito ad alzarsi; con la sua stazza scultorea mi domina totalmente; le passo le mani sui fianchi, la tiro con forza a me, quasi con violenza, e incollo le mie labbra alle sue, la costringo ad aprirle ed insinuo la lingua con la quale comincio a perlustrarle il palato, i denti, la lingua; lei se ne sta freddina a lasciarsi baciare senza partecipazione; stringo le mani sulle natiche e le sento sode, dure come il marmo e soffici come il velluto, passo la destra sotto l’ampia svasatura del pantaloncino ed afferro la carne viva di un gluteo, faccio scorrere il dito medio sulla scanalatura tra le natiche e, arrivato all’ano, premo dolcemente finché si rilassa, si dilata e mi lascia entrare fino alla nocca.
Contemporaneamente, premo gli ossi pelvici a contrasto muovendo il bacino per strusciare gli inguini e sento il membro che prepotentemente si infila tra le cosce quasi a cercare la vulva.
Patrizia mi guarda quasi spaventata come se non trovasse una spiegazione alle mie manovre.
Interrompo la mia manipolazione.
“Tesoro, tu non vuoi fare sesso; tu stai studiando la meccanica della copula ma non ami affatto il sesso!”
Lo sguardo è tra la meraviglia estrema e la rabbia incontenibile.
“Che cavolo dici!?!?”
“Dico semplicemente che io sto cercando di accostarci al sesso, ad un sano e bell’amplesso e tu, invece, stai lì a guardare gli strumenti di analisi di un laboratorio, e per di più senza capirci una mazza, che qui c’entrerebbe perfettamente!”
“Non capisco …”
Patrizia è veramente confusa e sconvolta; decido di prendere la cosa da un’altra prospettiva.
“Senti, amore mio, il sesso è soprattutto comunicazione; scambiandoci liquidi, umori e sensazioni, ci comunichiamo tante cose che tu neppure immagini, non solo la saliva che vedi passare da bocca a bocca o gli altri fluidi che di volta in volta si producono.
Ascolta … c’è un membro a cui tieni moltissimo, un sesso che vorresti ad ogni costo prendere, sentire penetrarti nel corpo e sconvolgerti tutta?”
“Si … è quello di …”
La fermo con decisione.
“Non importa di chi sia. L’importante è che, ora che torno a baciarti, tu chiudi gli occhi e pensi a quel membro … capisci? … non a un qualsiasi bastone di carne, ma a quel sesso con tutto quello che rappresenta; devi sentirlo che ti occupa la bocca al posto della mia lingua e che ti picchia sulla vulva per entrarci, come fa la mia asta da sopra i vestiti. Ti è chiaro? Vuoi provarci?”
Mi fa cenno di si.
Le prendo la nuca con una mano e le poggio le labbra a ventosa sulla bocca aperta che prende a ingoiare la mia lingua e a leccarla mentre la penetro.
Sento le papille del palato che si sciolgono in dolcezza e producono saliva in quantità industriale, le labbra che si succhiano a ventosa e si muovono in tutte le direzioni per cercare nuovi contatti.
Intanto il membro si è fatto d’acciaio e preme contro il pantaloncino; infilo una mano tra i nostri corpi e abbasso l’elastico della mia tuta fino a liberare il sesso che scatta come una molla contro il pube di lei; con la stessa mano, sollevo l’orlo del pantaloncino e consento al sesso di assaporare la carne viva, soda e dolce, dell’interno coscia fino al limite della peluria della vulva.
Sento che Patrizia inarca la schiena spingendo il bacino contro il mio alla ricerca di un contatto più intimo; e quello che sento colare lungo le cosce non è certamente orina ma liquido vaginale.
Intanto la sua bocca continua ad esplorare la mia e a sciogliersi in godimento e saliva che mi inonda la bocca offrendomi il piacere intenso del suo sapore che mi accorgo di aver amato da sempre.
Spingo un poco col ventre facendo scivolare il sesso un poco più avanti verso la vulva e, più oltre, verso l’ano che non posso raggiungere, per la conformazione del suo corpo, ma che sento pulsare sotto il dito che è tornato a penetrarlo.
“Ohhhhhh …. Vengo … goooooodoooooo ;;;”
Patrizia strabuzza gli occhi facendo apparire il bianco delle pupille, respira e fatica ed esplode con tutto il corpo.
La lascio tremare un poco tra le mie braccia mentre le lecco il viso, le guance, la fronte, quasi ad impossessarmi del suo sapore.
“Come va?”
Le chiedo appena la sento un poco più rilassata.
“Da Dio; non credevo che un solo bacio potesse dare tanto languore da portare addirittura ad un orgasmo della forza di quello che ho avuto.”
“Mi sa che, in quanto a baci, non hai fatto molte esperienze corrette … A proposito, ti è servito il transfert al sesso ambito?”
“Solo per qualche istante, all’inizio, poi ho capito che stavo baciando te, che era il tuo membro a bussare alla mia vulva ed è stato tutto strepitoso. Comunque, il transfert iniziale è stato fondamentale.”
“E’ sempre così; anche nei rapporti più soddisfacenti, puoi stare certa che quasi sempre ciascuno sta mentalmente copulando con un partner, o una partner, diverso e in questa commistione tra ‘normalità coniugale’ e ‘trasgressione mentale’ c’è sempre il segreto delle unioni riuscite.”
“Dici che anche con mamma e papà …”
“Tu li vivi direttamente e adesso dovresti essere in grado di valutare in che direzione vanno le loro alternative.”
“Ora che ci penso, è stata mamma a raccontarmi le mirabilia sulle tue capacità amatorie che le avevano raccontato alcune amiche che le avevano sperimentato ‘sulla pelle’. Non è da escludere che il transfert dei suoi sogni erotici sia proprio il tuo sesso; e, pur avendone assaggiato solo una piccolissima parte, e anzi proprio per questo, devo testimoniare in fede che è fama meritata.”
Mi viene spontaneo urlarle.
“Vaffan… non ti basta l’incesto con mia nipote; ora vuoi istigarmi anche a quello con mia sorella …”
“Se lei ne ha bisogno e a te non dispiace, io non vedo nessun problema.”
Decido di chiudere un discorso così spinoso.
“Allora, abbiamo stabilito che il primo step del sesso è un bacio dato come Dio comanda. Cosa c’è dopo?”
“Hai visto che, mentre ci baciavamo, ho spostato la mia asta tra le tue cosce. Il secondo step può essere proprio questo, le mani sul membro e sulla vulva, in altri termini la masturbazione.”
“Beh, quella è semplice; ho cominciato a fare le prime manipolazioni alla scuola media!”
“Alla scuola media!?!? Ma stavi nella classe vicino alla mia !!!!!!”
“E allora!? Le più belle forse le ho fatte proprio in classe, durante le lezioni. Mi ricordo che ci appartavamo nell’ultimo banco, lui aveva provveduto a fare un taglio nella tasca del pantalone e così io gli prendevo in mano il pisello da dentro la tasca e lo menavo per ore, tanto non eiaculava ancora.”
“Ma di chi stai parlando?”
“E che ti frega, son passati tanti anni che non ricordo né il nome né il viso né il pisello; ma tu per caso soffri di gelosia retroattiva?”
“No, ma mi turba sapere che già facevi la troietta quando io difendevo la castità della dolce pulzella.”
“Ma va’! E se fossi capitato nei cessi quando mi esibivo nel mio repertorio straordinario di masturbazione e fellatio? Avresti scatenato la guerra per la ‘castità della tua pulzella’? Tra l’altro, il più grande che ho ‘manovrato’ era proprio quello di un tuo compagno di classe, Valentino mi pare, che appena glielo presi in mano eiaculò come una fontana.”
“Stronza!!!!”
“Grazie, amore. Per allora o per adesso?”
“Per la troiaggine in assoluto, di ora e di allora. Ti amo. Torniamo comunque al nostro discorso. Ti spiace farmi vedere come masturbi?”
“Prontissima”
Non ci fu neanche bisogno di tirar fuori il sesso che già si ergeva prepotente fuori dalla tuta.

