Vai al contenuto
Erotika
La mia Ragazza & sua Cugina · Cap. 13
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 13 di 15 33 min di lettura

calma apparente

si ritorna a un sentore di normalità, anche se niente è mai come sembra

Alessia
7 mesi fa · 731 letture · 5

La faccio stendere sul materasso fresco. Le sfilo l'intimo con gesti lenti e misurati, accarezzandole le gambe, i fianchi, venerando ogni centimetro della sua pelle. Non voglio dominarla. Voglio cancellare dalla sua memoria ogni stronzo che l'ha fatta sentire inadeguata. Voglio farle sentire che per me lei è tutto.

Resto in ginocchio ai piedi del letto, tra le sue gambe divaricate. La guardo, completamente nuda e disarmata sotto il mio sguardo. E poi, scendo.

Le bacio l'interno coscia, un tocco leggero che la fa inarcare verso di me. "Rilassati," le sussurro contro la pelle calda. "Lasciati andare. Sono qui."

E poi poso la mia bocca sul suo centro, caldo e già bagnato di desiderio. Il sapore di lei mi inebria. Inizio a leccarla e a succhiarla con una foga devota, un ritmo intenso ma calcolatissimo, studiato unicamente per farla impazzire di puro piacere. La mia lingua traccia ogni sua piega, esplora, stuzzica, si accanisce con una passione che è la traduzione fisica dei miei sentimenti.

Giada non emette i gemiti calcolati e arroganti a cui mi aveva abituato. I suoni che le escono dalla gola sono lamenti rotti, veri, carichi di una sorpresa e di un piacere che la stanno smontando pezzo per pezzo. Le sue mani scivolano tra i miei capelli, stringendoli, non per guidarmi, ma per aggrapparsi a me mentre l'ondata la travolge.

"Sì... mio Dio, Franci... sì," singhiozza quasi, il bacino che si solleva freneticamente per cercare ancora di più la mia bocca, la sua corazza definitivamente infranta contro il materasso del mio letto.

Continuo a stimolarla, affondando il viso in lei, bevendo ogni suo gemito, nutrendomi della sua resa. Sono perso, fottutamente perso in questo labirinto perfetto. Ed è esattamente dove voglio essere.

"Sì... Franci... cazzo, sì... così..." il suo respiro è un sibilo rotto, una preghiera che non sapeva di poter fare. Il mio nome è un'invocazione sulle sue labbra, un canto che mi spinge a scavare più a fondo, a leccare con una fame che mi sta consumando. Il suo corpo si contorce, un arco teso sull'orlo del baratro, le natiche che si stringono sotto le mie mani mentre la tengo ferma per non farmi scappare nemmeno una goccia del suo piacere.

"Franci... Franci... sto per... sto per venire..."

Il mio cazzo è duro come il marmo, pulsante, quasi dolente nel bisogno di essere dentro di lei, ma la ignoro. Adesso l'unica cosa che conta è lei, la sua esplosione. Aumento il ritmo, la mia lingua si fa più cattiva, più precisa, picchiando con insistenza quel piccolo bottone teso che la fa gridare.

E urla.

Il suo orgasmo la attraversa come un fulmine, lasciandola tremante e inerme sotto di me, gli occhi chiusi, le labbra socchiuse. È la cosa più bella che abbia mai visto.

La risalgo lentamente, lasciando una scia di baci umidi sul suo corpo tremente, sul suo ventre contratto, tra i suoi seni che salgono e scendono affannosamente. Le bacio il collo, il punto debole sotto l'orecchio, sentendo la sua pelle trasudare calore e passione.

Le mie mani trovano le sue tette, meravigliose, con i capezzoli duri come sassolini sotto i palmi. Le stringo, le accarezzo, le peso tra le dita, e lei gemette, un suono basso e profondo.

"per la cronaca, il tuo ex non capisce un cazzo, Sei perfetta," le sussurro, la voce roca. "Tutto di te è perfetto."

Apro le sue gambe con un ginocchio e mi posiziono tra di lei. Il mio cazzo, libero e duro, si strofina contro la sua entrata, bagnata e calda. L'attrito è quasi insopportabile. La guardo negli occhi, ora aperti e lucidi, pieni di una devozione che mi fa tremare.

"Guardami," le ordino, ma è un ordine dolce. "Guardami mentre ti prendo."

Con un movimento lento, deciso, entro in lei.

Un gemito esce da entrambe le nostre gole. È una sensazione che mi priva del fiato. È calda, è stretta, è viva. È l'inferno e il paradiso. È il mio castigo e la mia ricompensa.

Inizio a muovermi, un ritmo profondo e costante. Le sue gambe si avvinghiano attorno alla mia vita, i talloni che si premono contro il mio sedere per spingermi più a fondo.

"Baciami," sussurra lei.

Mi chino e le mie labbra si uniscono alle sue. È un bacio diverso da tutti gli altri. Non è una sfida, non è una conquista. È una fusione. Le lingue si intrecciano, i denti si scontrano leggermente, respiriamo la stessa aria, la stessa disperazione e lo stesso amore. Scopiamo con una violenza poetica, ogni colpo è una parola non detta, ogni respiro è una promessa.

Il mio ritmo si fa più incalzante. Le nostre pelvi si scontrano con un suono bagnato e osceno che riempie la stanza. Le mie mani abbandonano il suo seno e le afferrano i fianchi, sollevandola leggermente per penetrarla ancora più profondamente. È come se volessi entrare dentro di lei, fondere i nostri corpi in un'unica, disperata creatura.

"Franci..." singhiozza lei, il volto nascosto nell'incavo del mio collo. I suoi baci sono febbrili, disordinati. "Ti amo... mio Dio, ti amo..."

La sento contrarsi intorno a me, le pareti della sua vagina che mi stringono, che mi masticano, che mi succhiano l'anima.

"E io te ne voglio un'altra," le rispondo, la voce roca, gli occhi chiusi. "Voglio sentirti venire con me. Senti? Senti questo?"

Acelero, il mio cazzo che la scatena dentro e fuori con una furia primordiale. La sento perdere il controllo, i suoi gemiti diventano più alti, più disperati. Le sue dita mi graffiano la schiena, lasciandomi il marchio del suo piacere.

"È così... è così che vuoi sentirmi?" ansima lei, il corpo che si inarca completamente sotto il mio. "Franci... ti amo... ti amo... ti amo... cazzo, ti amo!"

Sento le sue contrazioni, la marea che sta per travolgerla. E la seguo. Lascio che il mio orgasmo mi prenda, un'ondata violenta che mi sconvolge dall'interno, che mi svuota la mente e mi riempie il cuore. Esplodo dentro di lei, un getto caldo che la fa gridare, che la fa tremare, che la fa sentire mia, completamente e irrevocabilmente mia.

Restiamo così, intrecciati, sudati, con il cuore che ci batte all'unisono nel petto. Il silenzio che segue è ancora più denso del sesso che abbiamo appena fatto. È un silenzio pieno di cose non dette, di paure, di desideri, di verità che ora non possiamo più ignorare.

Mi rialzo lentamente, appoggiandomi sui gomiti. La guardo. I suoi capelli sono un nido disordinato sul cuscino, le sue guance sono arrossate, le sue labbra sono gonfie.

Restiamo così, intrecciati, sudati, con il cuore che ci batte all'unisono nel petto. Il silenzio che segue è ancora più denso del sesso che abbiamo appena fatto. È un silenzio pieno di cose non dette, di paure, di desideri, di verità che ora non possiamo più ignorare.

Mi rialzo lentamente, appoggiandomi sui gomiti. La guardo. I suoi capelli sono un nido disordinato sul cuscino, le sue guance sono arrossate, le sue labbra sono gonfie. È un disastro. E io non l'ho mai trovata più bella.

Le accarezzo il viso, spostando un ciuffo di capelli bagnati di sudore dalla sua fronte. Lei socchiude gli occhi, un sorriso stanco e felice le trema sulle labbra.

"Non finire mai di guardarmi così," mormora, la voce roca.

"Non posso farci niente," le rispondo, la voce un sussurro.

Mi piego su di lei e la bacio. Ma è un bacio diverso. Non è più disperato, non è più un urlo. È un sussurro. È la promessa. È la pace.

Mi sdraio di nuovo accanto a lei, tirandola contro il mio petto. La pelle di Giada è calda e scivolosa, coperta da un sottile velo di sudore che sa di noi, di questa notte che ha appena riscritto tutte le regole.

Lei si rannicchia istintivamente contro il mio fianco, nascondendo il viso nell'incavo del mio collo. Un braccio si abbandona sul mio petto, possessivo e stanco, mentre una sua gamba si intreccia strettamente alla mia.

Siamo un groviglio inestricabile di membra sfiancate e cuori che rallentano, finalmente, il loro battito all'unisono. Avvinghiati in questo bozzolo di lenzuola stropicciate, nell'oscurità della mia camera, il mondo esterno smette semplicemente di esistere. Non c'è Erika, non c'è Giulia, non ci sono bugie o conseguenze da affrontare. Ci siamo solo noi.

Chiudo gli occhi, cullato dal respiro profondo e regolare di Giada contro la mia clavicola. E per la prima volta da settimane, scivolo nell'inconsapevolezza senza combattere, addormentandomi abbracciato all'unico, bellissimo disastro che mi fa sentire davvero a casa.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Capitolo 14 senza votare

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Alessia

Scrivo racconti da poco e spero davvero possano piacere!

Altri racconti di Alessia

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    Libro Ne vogliono ancora 10 capitoli · in corso

    Sorella Sbagliata

    una storia alternativa del racconto “tra la mia ragazza e sua cugina” che affronta una tresca, questa volta con Giulia, la sua cognatina

    2 mesi fa 233 min 18 mi piace
    Libro11 capitoli · in corso

    Schiavo Delle sue Amiche

    Una tranquilla vacanza tra amici in Sardegna degenera rapidamente in una torbida rete di voyeurismo, tradimenti e spietati ricatti carnali. Un fatale passo falso trasforma il protagonista nel burattino di un oscuro gioco di dominazione…

    2 mesi fa 231 min 17 mi piace
    Libro12 capitoli · in corso

    Processo Simulato - Vol.1

    ra aule vecchie, codici sottolineati male e caffè presi per disperazione, uno studente brillante ma svogliato si ritrova incastrato nel laboratorio di processo simulato con la collega più precisa, rigida e insopportabile del corso. Lui…

    1 mese fa 301 min 15 mi piace
    Indice dei capitoli
    Cap. 14

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista