Vai al contenuto
Erotika
La mia Ragazza & sua Cugina · Cap. 4
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 4 di 15 17 min di lettura

Guarda come geme la cuginetta troia

finalmente il climax della giornata, un'idea perversa porta giada a farsi scopare al fianco di sua cugina e la situazione diventa bollente, letteralmente.

Alessia
7 mesi fa · 1.4k letture · 10

Il letto cigola. Un suono metallico, sordo, che in qualsiasi altra situazione mi avrebbe fatto scappare a gambe levate. Ma la ragione ha abbandonato questa stanza nel momento esatto in cui Giada ha lasciato cadere il suo intimo di pizzo sul pavimento. Non me ne frega più un cazzo di niente.

Scivolo verso il basso, abbandonando i suoi seni perfetti. Il mio viso accarezza il suo addome teso, sfiorando l'ombelico, per poi affondare definitivamente tra le sue cosce spalancate e bollenti. Voleva che prendessi l'iniziativa? Voleva vedere l'animale che si nascondeva sotto i panni del bravo ragazzo? La accontento.

Incollo la bocca alla sua intimità con una fame disperata, cruda. La mia lingua guizza famelica, assaggiando il suo sapore forte, inebriante, un nettare che mi fa perdere ogni fottuto briciolo di lucidità. La lecco e la succhio con una foga rabbiosa, senza la minima traccia di dolcezza, spingendo il viso contro la sua carne come se volessi divorarla. È un atto quasi violento, guidato dall'urgenza di punirla per come mi sta manipolando e, allo stesso tempo, di venerarla per quanto mi fa godere.

Ma Giada... Giada non si scompone. Ed è questo che mi fa letteralmente impazzire. Mentre io sono ridotto a una bestia in balia dei sensi, lei mantiene la sua maledetta eleganza. Le sue mani scattano verso il basso, ma non per fermarmi. Le sue dita lunghe si intrecciano tra i miei capelli e stringono con forza, tirando le radici, per poi premermi la nuca, spingendo il mio viso ancora più a fondo contro di lei. Vuole tutto.

"Così..." mormora nel buio, la voce un graffio di seta.

E poi arrivano i gemiti. Non sono le grida sguaiate o i sospiri disperati che ti aspetteresti da una donna sottomessa a un piacere così violento. Sono suoni sottili, vibranti, di una sensualità diplomatica e superiore. Piccoli gemiti che le muoiono in gola, rilasciati a intervalli calcolati solo per farmi agitare di più. Non perde il controllo nemmeno in questa situazione estrema. Mi sta dicendo, senza usare le parole, che le sto dando esattamente quello che vuole, ma che la padrona resta lei.

Questa consapevolezza mi incendia. Stringo i palmi contro le sue cosce, allargandole ulteriormente, e intensifico il ritmo. Uso i denti, le labbra, la lingua in un assalto continuo, cercando disperatamente di spezzare quella sua fottuta maschera di compostezza. Voglio farle cacciare un urlo. Voglio farle dimenticare le buone maniere.

E a meno di mezzo metro di distanza, il respiro di Erika continua a scorrere placido e regolare. Dorme profondamente, con la sua mascherina nera sugli occhi, totalmente ignara del fatto che il suo fidanzato sta letteralmente bevendo i fluidi di sua cugina sul suo stesso materasso. Il brivido del pericolo si mescola al sapore di Giada, creando una miscela esplosiva che mi sta spingendo inesorabilmente verso il punto di non ritorno.

Non mi basta. Voglio vederla cedere. Voglio spezzare quell'aura di controllo assoluto che mi ha tenuto al guinzaglio per tutto il giorno. Voglio vederla sudare, ansimare, perdere del tutto la testa.

Aumento ancora il ritmo. Uso tutto me stesso: le mie mani le stringono i fianchi, ancorandola al materasso per impedirle di sfuggirmi, mentre la lingua e le labbra lavorano con una foga implacabile. Sento il suo corpo tendersi come una corda di violino. Le sue dita, che prima mi accarezzavano i capelli con finta superiorità, ora si aggrappano alle mie ciocche, tirandole per davvero, spinte da un'urgenza che non riesce più a mascherare.

"Franci..." ansima. Non è più un sussurro elegante. È un rantolo disperato.

È vicina. Lo sento dal modo in cui il suo bacino scatta verso l'alto, cercando il mio viso, dal sapore che si fa ancora più denso, dal calore bruciante della sua pelle. E poi, esplode. L'orgasmo la investe con una violenza che le strappa un gemito roco, profondamente carnale. Il suo corpo si inarca sul letto, a pochi centimetri dalla schiena di Erika, i fianchi che tremano in una serie di spasmi incontrollabili. La sua intimità pulsa letteralmente contro la mia bocca.

Dovrei fermarmi. Lasciarla riprendere fiato, accontentarmi di averle dato piacere. Ma non lo faccio. Voleva l'animale? Eccolo.

Non appena l'onda del suo piacere inizia a calare, affondo di nuovo. La lecco e la succhio con la stessa identica fame, spietato, puntando dritto al centro esatto della sua sensibilità ormai esasperata. Giada sussulta violentemente. "No... Franci, cazzo, basta, sono troppo..." ansima, cercando di spingermi via per le spalle. Ma la sua forza è ridicola. I suoi muscoli sono gelatina.

"Fermati..." sibila ancora, ma il modo in cui inarca il bacino contro la mia bocca smentisce ogni sua fottuta parola. Non ci crede nemmeno lei. La sua figa è bollente, pulsante, di una sensibilità quasi dolorosa, e io la sto divorando senza alcuna pietà.

Ora i suoi gemiti non sono più quelli di una regina intoccabile. Sono suoni disperati, umidi, strozzati a fatica. È costretta a mordersi il polso e a premersi il dorso dell'altra mano contro le labbra per non urlare e svegliare sua cugina. Il sudore le imperla la fronte, il collo e il petto, facendo brillare la sua pelle dorata nella poca luce della stanza. Il pizzo nero che prima le conferiva un'aria così altera ora è solo un dettaglio stropicciato su un letto teatro di un capolavoro.

Vederla così, vederla finalmente impazzire, perdere totalmente il controllo, scomporsi esattamente come lei ha fatto impazzire me per tutto il giorno... è l'eccitazione più grande e perversa che io abbia mai provato.

Continuo senza tregua. La porto su e giù per le montagne russe del piacere, ignorando le sue proteste deboli, assaporando ogni spasmo, ogni tremito, ogni singola goccia della sua resa totale. Va avanti per minuti che sembrano ore. Per una volta, in questa stanza buia, con la mia fidanzata che dorme a un passo da noi, il padrone sono io. E lei sta godendo da morire nell'essere distrutta.

“Scopami…” inizia a supplicare, la voce ridotta a un sibilo roco, spezzato, che le muore in gola. La sua compostezza è andata in frantumi. “Ti prego, cazzo... scopami.”

È la resa definitiva. La sento tremare, maledettamente vicina all'orgasmo, e le do l'ultimo, spietato sprint, divorandola con una foga che le fa inarcare la schiena in uno spasmo silenzioso. Poi, prima che l'onda la sommerga del tutto, risalgo lungo il suo corpo.

Le nostre bocche si scontrano a mezz'aria. È un bacio famelico, disperato, dal sapore forte e inebriante del nostro stesso peccato. Siamo sudati, appiccicosi, i nostri petti che si scontrano mentre i respiri si fondono. Giada non perde un secondo: con un movimento felino, si ribalta, spingendomi sul materasso e salendomi a cavalcioni.

Muove quel culo perfetto sopra di me, un attrito circolare e bagnato che mi fa letteralmente impazzire. Mi tira i capelli all'indietro, guardandomi dall'alto. Un sottile, lucidissimo rivolo di saliva si estende tra le nostre bocche dischiuse. La punta della mia virilità preme esattamente contro il suo ingresso. Un millimetro ancora e sarò dentro di lei, sul letto della mia ragazza.

E in quel preciso millesimo di secondo, il letto cigola violentemente.

Erika si muove. Sospira nel sonno, si gira su un fianco e poi, pesantemente, si mette a pancia in su, scontrandosi quasi con il mio ginocchio. “Ehi Franci... sei tu?” mormora, la voce impastata dal sonno.

Il sangue mi si congela nelle vene. Il cuore smette di battere. L'istinto di sopravvivenza prende il sopravvento sulla lussuria in una frazione di secondo. Afferro Giada per i fianchi e, con un movimento fulmineo ma calcolato per non fare rumore, la sollevo e la sposto di lato, facendola scivolare via da me. Mi butto letteralmente sopra Erika, coprendola con il mio corpo un attimo prima che lei alzi la mano verso il viso.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 2 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 5

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista