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Erotika
La mia Ragazza & sua Cugina · Cap. 10
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Capitolo 10 di 15 26 min di lettura

la cuginona che spiega alla cuginetta come si succhia un cazzo

l'inizio di un rapporto a 3 tra la piccola e inesperta giulia e l'elegante e sensuale giada

Alessia
7 mesi fa · 1.2k letture · 5

"Vedi, Franci?" mi sussurra contro la mia pelle, la voce roca e vibrante. "Vedi com'è bello lasciar guidare chi ci sa fare?" Poi si gira verso Giulia, che ci guarda con gli occhi sgranati, un misto di terrore e fascinazione. "Non devi inghiottirlo tutto in una volta, cuginetta," la istruisce, la voce ancora dolce ma con un filo di comando che mi elettrizza. "Prima giochi. Con la punta della lingua, sul buchetto. Come se volessi assaggiare un gelato che potrebbe sciogliersi."

Giulia deglutisce, la gola che si muove nervosamente. "E i denti?" chiede, la voce un filo.

"Le labbra coprono i denti," risponde Giada, dimostrandolo. Scivola di nuovo giù, prendendo metà della mia lunghezza in bocca, le sue labbra morbide che creano un sigillo perfetto, la sua lingua che mi avvolge e mi preme contro il palato. La sensazione è così intensa, così opprimente, che le mie anche fanno uno scatto involontario, spingendomi più a fondo nella sua gola. Giada accoglie il mio movimento senza esitazione, una mano che mi stringe la base, l'altra che mi accarezza le palle, stimolandole con delicatezza.

Mi tiene lì, per quello che sembra un'eternità, il mondo che si riduce al calore della sua bocca, al suono bagnato dellasua saliva, al battito accelerato del mio cuore. Poi si tira indietro con un suono bagnato e pornografico, un filo di saliva che collega le sue labbra alla mia cappella. Mi guarda dall'alto in basso, un sorriso da predatrice sui suoi volto.

"Basta giocare," dice, e mi guarda. "Forza, Giulia. Proviamoci insieme."

Si sposta lateralmente, creando spazio accanto a sé. Giulia, incerta come una cerbiatta, si avvicina. Giada le prende la mano e la guida verso le mie palle. "Tu qui," ordina. "Con delicatezza. assaggi, le ciucci. È una parte molto sensibile." Mi succhia di nuovo, ma questa volta solo la punta, facendo spazio a Giulia.

E allora inizia. Una tortura, un'estasi. Da un lato Giada, che me lo succhia con ritmo sicuro, succhiandomi la cappella con un'esperienza che mi fa vedere le stelle. Dall'altro Giulia, che obbedisce. La sua lingua è timida, esitante, leccami le palle con movimenti incerti, il suo fiato caldo e ansimante sulla pelle della mia coscia.

La sua inesperienza è palpabile e mi eccita in modo innaturale. La goffaggine di Giulia è una musica per i miei sensi, un'armonia imperfetta con la perfezione tecnica di Giada.

Giada si ferma un secondo. "Succhialo anche tu, Giulia," le comanda, stringendomi l'asta e offrendola alla cugina. "Apri bene le labbra."

Giulia esita, poi si china. La sua bocca è piccola, calda, e sento un po' troppo denti all'inizio. "Nooo," la corregge subito Giada, ma non con rabbia. "Le labbra morbide, cuginetta. Ricordi il gelato? Usa la lingua per nasconderli." Giulia riprova, e questa volta è meglio. Molto meglio. Si concentra, le labbra morbide che si chiudono su di me, la lingua che mi accarezza timidamente. Prende solo la punta, e il suo sguardo è fisso su di me, pieno di un'adorazione sbigottita, come se stesse toccando qualcosa di divino e proibito.

Giada si lascia sfuggire un suono approvante, un "Così" roco e sensuale, mentre osserva Giulia. Poi, senza preavviso, la scena s'infiamma. "Ora divertiamoci," sibila, e prende il comando.

Inizia un turbine di bocche e linghe. Un momento sono le labbra esperte di Giada a scendere fino in fondo, a inghiottirmi fino alle gonadi, la sua gola che si contrae intorno alla mia cappella. Il momento dopo è Giulia a prenderne il posto e la differenza è un tuono. La sua è una bocca più piccola, più tesa, un calore umido e quasi innocente. E sento il freddo, metallico e liscio della macchinetta che sfiora la mia pelle, un contatto inatteso che mi scatena un brivido elettrico lungo la schiena. È così sbagliato, così perversamente eccitante. Ogni volta che lei succhia, temo e spero in un piccolo scricchiolio, un accidentale contatto che mescoli il dolore al piacere.

"Cambia," comanda Giada e Giulia si ritrae con un filo di saliva che le cola dal mento. Giada si sposta subito più in basso, la sua bocca che si attacca con avidità alle mie palle, leccandole, succhiandole, mentre indica a Giulia di tornare sulla mia asta. "Prendila tutta, cuginetta. Quanto più in fondo puoi," la esorta. Giulia prova e sento la mia cappella premere contro il fondo della sua gola, il suo corpo che trema nel tentativo di non sfilacciarsi in un singhiozzo. Un altro piccolo, freddo tocco di metallo, e il mio mondo esplode in scintille.

Poi Giada si libera e per un secondo entrambe mi guardano. Si spiano l'una l'altra, un'intesa fatta di desiderio e potere. Si chinano insieme, la loro bocca si avvicina ai due lati della mia erezione. Iniziano a strusciare le labbra su di me, dall'alto verso il basso, un bacio a quattro labbra che mi avvolge. Le loro lingue escono, si incontrano sulla mia pelle, si sfiorano mentre mi leccano. È un'immagine così porno, così viscerale, che la mia visione si annebbia.

Guardo dall'alto la scena che ho sempre sognato. La cuginona esperta, la cuginetta goffa e adorabile. Una mi guarda con occhiate da sfidante, l'altra con gli occhi pieni di una sottomissione devota.

"Sputaci sopra," ordina Giada a Giulia.

obbedisce. Due getti caldi di saliva mi colpiscono l'asta, un lubrificante torbido che fanno scivolare le loro mani. Le loro dita si intrecciano, scivolando su e giù, mentre le loro bocche si alternano di nuovo con una furia crescente. È un bombardamento sensoriale. La tecnica sicura di Giada che mi succhia la punta mentre le sue dita mi pizzicano le palle. La tenerezza tremante di Giulia che lecca l'asta da un capo all'altro, il suo respiro affannoso che mi scalda l'inguine.

È un caos perfetto. Giada tiene il ritmo, una maestra che orchestra una sinfonia di lussuria, mentre Giulia, persa nel vortice, inizia a scoprire una sua coraggiosa, nuova voce. E poi, Giulia fa una cosa che mi spezza il cervello. Si tira indietro un istante, il mento lucido di saliva e umori, e mi sorride. Non è il sorriso spaventato di prima. È un sorriso nuovo, sfrontato, avido. Gli occhietti castani dietro le lenti brillano di una luce eccitata, quasi maliziosa. Ha capito. Ha capito il potere che ha, la devastazione che può provocare.

Giada la vede e scoppiò in una risata bassa, carica di piacere. "Te l'avevo detto, cuginetta," mi dice, la sua mano che stringe la mia base più forte, facendomi gemere. "È proprio come quando eravamo piccole e giocavamo con le bambole. Le vestivamo, le spogliavamo, le facevamo fare quello che volevamo. Ora è lui la nostra bambola. E dobbiamo solo decidere come finire di giocarci."

Quelle parole sono la miccia. L'immagine di loro bambine, innocenti, sovrapposta a quella attuale, sporca e pervasa di sesso, è troppo. Il mio addome si contrae, una fitta calda che mi risale dalla schiena. "Cazzo... Giada... Giulia..." è tutto quello che riesco a sussurrare, un avvertimento soffocato.

Giada capisce al volo. "Falla vedere, Franci," mi ordina, la voce un sibilo. "Falla vedere cosa fa un uomo vero. Guarda qui, cuginetta. Apri la bocca."

Io obbedisco. Con un gemito gutturale che sembra strapparmi l'anima, esplodo. Il primo getto è potente, colpisce Giulia sulla guancia, un rivolo bianco che le scende lungo il mento. Il secondo è per Giada, che lo accoglie con un luccichio di trionfo negli occhi, un po' le schizza sul labbro superiore. La mia mano scivola sui loro capelli, spingendole leggermente l'una contro l'altra mentre continuo a eiaculare, coprendole entrambe. È un'inondazione, un'unghia bianca che le sporca il viso, le loro guance, il loro naso, le loro labbra. Un'opera d'arte di pura, volgare lussuria.

Ma Giada non si ferma. Mentre il mio cazzo pulsa ancora tra le sue dita, leccandosi via la sborra dalle labbra con la lingua, si china su Giulia. E con una mossa che mi fissa al letto, limona con lei. Bacia la cugina sporca del mio sperma, la sua lingua che invade la bocca di Giulia, mescolando i nostri sapori. È un bacio profondo, dominante, una rivendicazione. Giulia risponde, inizialmente esitante, poi con una fame crescente, le sue mani che si aggrappano alle spalle di Giada.

Quando si dividono, un filo bianco e denso collega le loro labbra. Giada guarda giù, verso il mio cazzo che inizia a placarsi. Poi guarda Giulia, il cui viso è una maschera di estasi e sborra. Questa immagine mi eccita come poche altre cose al mondo.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Alessia

Scrivo racconti da poco e spero davvero possano piacere!

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