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Erotika
La mia Ragazza & sua Cugina · Cap. 6
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Capitolo 6 di 15 32 min di lettura

La sorellina vergine della mia ragazza

la situazione tra le montagne si complica, giada ama punire franci e erika sta diventando un ignaro mezzo per il piacere di franci e giada e sembra ci sarà una nuova aggiunta

Alessia
7 mesi fa · 1.5k letture · 9

Il silenzio è una condanna e un invito allo stesso tempo. I suoi occhi mi implorano di fermarmi, ma il suo corpo brucia di un desiderio che non ha la minima idea di come gestire. E io non le do il tempo di pensare.

Con un movimento brusco, afferro l'orlo inferiore della sua canottiera bianca con entrambe le mani. La guardo un'ultima volta negli occhi, sfidandola, e poi tiro verso l'alto con una forza teatrale, quasi spietata. Il tessuto sottile cede con uno strappo sordo, lacerandosi. Gliela strappo di dosso letteralmente, spogliandola con una brutalità calcolata, per poi gettare i lembi di stoffa strappati sul pavimento.

Giulia sussulta, un gemito strozzato di pura sorpresa le sfugge dalle labbra dischiuse. Il suo petto si alza e si abbassa freneticamente. Sotto la stoffa ormai distrutta, indossa un reggiseno comodo, di cotone semplice, fottutamente simile a quelli che usa spesso sua sorella Erika per stare in casa. Ma le sue forme sono diverse. Il suo seno è più piccolo, ma incredibilmente sodo, turgido, e la carne morbida si gonfia e preme contro il tessuto a ogni suo respiro affannato.

Rimane paralizzata. Non urla, non mi tira uno schiaffo. La violenza di quel gesto, l'irruenza di sentirsi dominata a forza, sembra aver mandato in corto circuito la sua recita. Glielo leggo negli occhi: le piace. Le piace da morire questa brutalità improvvisa, l'adrenalina del proibito e del pericolo che le sta esplodendo nelle vene.

Ma la sua bocca non si arrende ancora del tutto. L'istinto di conservazione prova a fare un ultimo, disperato tentativo. "Cazzo fai, Franci... sei un animale..." balbetta, la voce tremante, cercando istintivamente di incrociare le braccia sul petto per coprirsi. "Smettila, sei impazzito... se ci sente zia... se si sveglia Erika..."

La ignoro completamente. Non le lascio nemmeno lo spazio per difendersi. Con uno scatto felino, salgo sul materasso e mi metto a cavalcioni su di lei. Blocco i suoi fianchi stringendoli tra le mie ginocchia, facendole sentire tutto il peso e la durezza della mia eccitazione contro il suo bacino. La schiaccio contro i cuscini, dominandola fisicamente in modo assoluto. Calo su di lei, afferrandole i polsi prima che possa coprirsi e schiacciandoli ai lati della sua testa, affondandoli nel materasso.

"Sei bellissima quando fai finta di non volerlo," le sussurro, la voce carica di una lussuria oscura e inarrestabile, fissando il suo seno sollevato. "Guardati... ti ho appena strappato i vestiti di dosso a due metri da dove dorme la tua adorata sorella, e tu sei così eccitata che tremi. Sei una piccola troietta curiosa, vero Giulia? Volevi sapere cosa le faccio per farla urlare così tanto?"

Mi abbasso sul suo collo. Le mie labbra si avventano sulla sua pelle morbida e calda, baciandola, succhiandola e mordicchiandola con un'intensità famelica.

"No... Franci, ti prego no..." cerca di protestare ancora, dimenandosi debolmente sotto di me, i fianchi che scivolano contro i miei in un attrito che mi manda il cervello in fiamme. "Lasciami... ahhh..."

La sua finta ribellione si spezza a metà della frase, trasformandosi in un gemito acuto, un suono dolcissimo, arreso e fottutamente colpevole.

"Zitta," ringhio dolcemente contro la sua clavicola, passando la lingua sulla pelle che ho appena morso. "Zitta e goditi quello che volevi elemosinare dal buio. Ti farò impazzire, mocciosa. Ti scoperò la mente così forte che domani non riuscirai nemmeno a guardare in faccia Erika senza pensare alla mia bocca su di te."

Le parole, cariche di quell'arroganza perversa che ho imparato da Giada, la distruggono. Giulia smette di lottare. Si inarca debolmente contro il mio bacino, il respiro ormai un rantolo disordinato, gli occhi chiusi e la testa gettata all'indietro. È mia. Completamente. E Giada, da qualche parte in questa casa maledetta, sta per avere il suo fottuto spettacolo.

Il mio bacio sul collo, affamato e possessivo, innesca una reazione imprevista. La sua finta resa si spezza, sostituita da una scarica di adrenalina pura e disperata. Giulia inizia a lottare sul serio. Non è più un gioco di sguardi e sussurri; è una lotta corpo a corpo nel buio della stanza.

Mi colpisce sul petto con i pugni chiusi, colpi rapidi e pungenti che mi mozzano il respiro. Cerca di spingermi via con tutta la forza delle sue braccia minute, dimenandosi sotto di me con una violenza che mi sorprende. I suoi fianchi scivolano freneticamente contro i miei, un attrito che, invece di calmarmi, incendia la mia lussuria fino a farmi male.

"Lasciami... cazzo, Franci, ti ho detto di lasciarmi!" sibila a denti stretti, la voce strozzata dalla rabbia e da un’eccitazione che non riesce più a contenere. "Basta... ahh... non toccarmi più!"

Continuo a ignorare le sue parole. Mi avvento di nuovo sul suo collo, mordendole la pelle morbida proprio sotto l'orecchio, marchiandola brutalmente mentre i suoi colpi continuano a piovermi sulla schiena e sulle spalle. Il dolore delle sue unghie che mi graffiano la pelle si mescola al piacere cieco di sentirla lottare sotto di me. È una danza macabra e fottutamente eccitante.

Ma la mia pazienza, già logorata dalle provocazioni di Giada, si spezza. Smetto di subire i suoi colpi. Con un movimento secco e brutale, le afferro entrambi i polsi e glieli schiaccio di nuovo ai lati della testa, affondandoli nel cuscino, immobilizzandola completamente. Il suo petto nudo, coperto solo dal reggiseno di cotone bagnato di sudore, si alza e si abbassa a un ritmo forsennato sotto i miei occhi.

"Adesso basta," ringhio, la voce ridotta a un sussurro oscuro e minaccioso, fissandola dritto negli occhi sgranati dal panico. "Hai voluto giocare a fare la dura, mocciosa? Ora impari a obbedire."

Le lascio un polso, solo per un istante. Le afferro una ciocca dei suoi capelli scuri e umidi vicino alla tempia, tirandole indietro la testa con forza, costringendola a esporre del tutto la gola e a guardarmi. Lei geme, un suono di dolore e sottomissione involontaria.

E poi, senza pensare, mosso da un istinto puramente animalesco e degradante che ho imparato da Giada, le tiro uno schiaffo secco sulla guancia. Il suono dello schiaffo rimbomba nella stanza come una fucilata nel silenzio. La sua testa scatta di lato.

Per un secondo infinito, il tempo si ferma. Giulia rimane immobile, pietrificata. Sento il suo battito cardiaco accelerato impazzire sotto la mia mano che le stringe il collo. I suoi occhi si riempiono di lacrime di rabbia e umiliazione. Si volta lentamente verso di me, il viso infiammato dove l'ho colpita, e mi guarda con un odio puro, bruciante.

"Ti odio..." sussurra, la voce che trema, le labbra che vibrano per lo sforzo di non urlare e svegliare tutta la casa. "Sei un mostro... un fottuto mostro squallido. Erika ti ammazzerebbe se sapesse..."

Non le lascio finire la frase. Avvicino il mio viso al suo, fino a far sfiorare i nostri nasi. Il mio respiro caldo e pesante le colpisce le labbra. "Dillo ancora," la sfido, la mia voce un sussurro diabolico a un millimetro dalla sua bocca. "Dì che mi odi, Giulia. Dì che non vuoi che ti scopi la mente finché non dimentichi il tuo stesso nome. Dillo."

La guardo negli occhi, cercando la sua sfida, la sua rabbia. Ma vedo qualcosa cambiare. L'odio nei suoi occhi neri si incrina, sciolto da un'ondata di lussuria ancora più potente dell'umiliazione. Le sue labbra si dischiudono, ansimando. Fissa la mia bocca con una fame disperata, una curiosità malata che ha finalmente sconfitto la sua morale.

Prima che io possa dire un'altra parola, Giulia annulla quell'ultimo millimetro di distanza. Si avventa sulle mie labbra con una foga sconsiderata, disperata.

È il suo primo bacio. E si sente. È un disastro meraviglioso e osceno. Non sa cosa fare, non ha tecnica, le sue labbra colpiscono le mie con troppa forza, i suoi denti si scontrano con i miei in un urto doloroso. Ma non mi importa. È presa dal momento, travolta dall'adrenalina dello schiaffo e dalla proibizione assoluta di quello che stiamo facendo. Mi bacia con una fame ferina, succhiandomi il labbro inferiore, infilandomi la lingua in bocca in modo disordinato, cercando di assaporare tutta la corruzione che le sto offrendo.

Le lascio i capelli e le afferro il viso con entrambe le mani, guidando quel bacio caotico, approfondendolo, trasformandolo in un atto di possesso brutale. Le nostre lingue si scontrano, si intrecciano, si scambiano i sapori del peccato e del tradimento. Giulia geme contro la mia bocca, un suono di pura estasi e terrore, avvinghiandosi a me con una disperazione che mi fa capire che, da questo momento in poi, non ci sarà più nessuna via di ritorno per nessuno di noi.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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Scritto da
Alessia

Scrivo racconti da poco e spero davvero possano piacere!

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Commenti 1

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  1. Giorgia

    curiosa di vedere come andrà con giulia!!🔥

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