poi guardavo Stella e…
parlammo delle solite cazzate poi Enrico, diventando serio, ci spiegò quali erano le regole dello scambio fatto all’interno del club.
“si entra insieme, si esce separati” ci disse, “non è un distacco secco, che a qualcuno può anche non piacere o addirittura fare male, è qualcosa di soft, si entra insieme, si sta con le persone, ci si… fonde e lentamente con l’altra coppia, ci si separa, si sta con l’altro partner e… si esce, tutto indolore, e dolce”
bellissime parole, azzeccatissime.
‘sì’ mi venne da dirgli, ‘però parla di meno e falla divertire di più…’
Gioia mi sorrise e quando Enrico con tutta la cortesia di questo mondo le propose un drink (‘un drink? ma dove pensi di essere, a Manhattan?’) accettò, si allontanò di qualche passo da me e allora Stella mi prese sottobraccio e mi portò via, ad un altro angolo buffet, le presi champagne e lo gustammo insieme mentre ci guardavamo negli occhi.
ecco, quella era la separazione soft, erano stati bravissimi.
il club era un posto eccezionale, splendido, organizzato minuziosamente, e proprio per questo, me lo disse Stella, era diviso in due parti, una coppia "scambiata" da una parte e l’altra da quella opposta, proprio per non essere costretti a vedersi, e le due sale di lì a poco vennero divise a una serie di separè in stile orientale (molto belli, io li adoro) che impedirono alle persone di vedersi e riconoscersi.
Stella mi fece conoscere alcuni amici, mi presentai e flirtai con alcune signore (me lo suggerì lei, lì era non solo permesso, ma quasi obbligatorio) e di nuovo incontrai la biondina dell’Est, accompagnata da un uomo della mia età, già “scambiati” ovviamente.
mi fece un sorriso che non sfuggì a Stella, le feci nuovamente il baciamano e mentre l’uomo che l’accompagnava parlava con Stella (che sembrava conoscere tutti) la biondina mi sorrise.
“come ti chiami?” le chiesi.
“Eva” rispose.
“nome bellissimo, complimenti…”
Stella parlava con l’uomo ma mi guardava e sembrava che stesse aspettando una mia reazione, non capivo bene il motivo…
“sei russa?”
“sì” rispose, “come fai a saperlo?”
“come faccio a saperlo?” le risposi, “è semplice, perché le donne russe sono le donne più belle del mondo!” dissi strappandole una risatina.
mi disse che era nata a San Pietroburgo ma che si era trasferita in Italia da bambina, e mi parlò anche del suo lavoro di modella e di mamma a tempo pieno.
“mamma?” le chiesi, “già mamma? ma sei così giovane!”
rise ancora, lusingata, poi diventò improvvisamente seria e si avvicinò, accostò la bella bocca al mio orecchio e me lo leccò, la sentii respirare e poi sussurrarmi “la prossima volta che ci vediamo voglio succhiarti il cazzo, e farti sborrare!”
rimasi con la bocca aperta.
“anche da sola” mormorò, “o con qualche tuo amico se vuoi…”
la biondina si allontanò e fece un sorrisetto a Stella che fece fatica a trattenere la risata, poi reclamò il suo uomo (buona fortuna, vecchio mio) e infine Stella tornò da me.
“è un posto speciale, vero?” mi chiese.
“eh…” le risposi cercando con lo sguardo la biondina, “ma chi cazzo è quella?” sussurrai.
“una escort” rispose, “una davvero strana, con un sacco di merda nel cervello…”
“ehi, principessa…” le sussurrai, “me che linguaggio è?”
“fidati, so che cosa dico…” tagliò corto, mi baciò e poi mi portò sul fondo della sala dove c’era musica, restammo ad ascoltare una bravissima e bellissima cantante cinese o coreana che fosse con una voce spettacolare, e a mezzanotte, dopo un altro paio di calici di champagne, quattro chiacchiere con altre coppie o anche singoli Stella mi propose di andare.
salutammo la padrona di casa, sempre strafatta e snob fino al midollo e poi guadagnammo l’uscita.
“mi prometti una cosa?” mi chiese prima di uscire all’aperto, lasciando passare altre coppie che avevano più fretta di noi..
“sì, certo”
“che anche se stasera ti chiederò di… fermarti o di non farmi qualcosa… tu non ti fermerai, e lo farai comunque!” sussurrò.
“ma… Stella, che cavolo dici?” le chiesi un pelo preoccupato.
“promettimelo” sussurrò, “promettimelo e non te ne pentirai!”
per quello che servì glielo promisi ma da qui a farlo ce ne sarebbe passato, poi mi rovinai da solo la serata.
mi scappò l’occhio e vidi qualcosa che mi fece torcere per un istante le budella ma che tenni per me e che mi sforzai di cancellare dalla testa, Enrico e Gioia stavano uscendo, e lui la baciava in bocca (proprio in bocca, lei ce l’aveva spalancata) e le palpava il culo.
forse li vide anche Stella e infatti mi prese per il braccio senza farne cenno e mi si piazzò davanti.
“stasera non voglio che mi scopi e basta, stasera voglio che abusi di me, che mi violenti” continuò, “me lo prometti?”
annuii, ma la visione di Enrico che palpava il culo a Gioia mi destabilizzò, ma fui comunque in grado di gestirla, almeno in quel momento.
“dai, adesso andiamo, aspettami qui che arrivo subito” mi disse, “vado in bagno un attimo e…” provò a concludere ma non finì.
mi guardò, sorrise maliziosa e poi si avvicinò per parlarmi in un orecchio perché si era avvicinata altra gente.
“vuoi che vada in bagno adesso a fare la pipì o… la faccio insieme a te?” mi chiese.
la guardai negli occhi e vidi il suo fuoco.
“ce la fai a tenerla fino in hotel?” le chiesi.
sorrise e annuì.
“ce la posso fare” sussurrò, “ma solo se mi garantisci che quello che mi farai ne valga la pena…”
“oh, ne vale la pena eccome” le risposi, “vedrai, vedrai…”, le presi il mento con due dita e la baciai, vedendo che chiudeva gli occhi abbandonandosi.
“non perderò niente di te stanotte” le sussurrai, “anche quelle cose che vengono da dentro di te, saranno mie anche quelle!”
sorrise sensuale e poi mi prese sottobraccio.
“sono tutta tua…” sussurrò, “dentro e fuori!”, mi baciò la guancia e poi uscimmo al caldo di quell’estate incredibile.
e appena entrati in auto Stella mi baciò, profondamente, e quando si staccò mi guardò dritto negli occhi.
“la nostra vacanza… sarà speciale” disse.
“immagino…” le risposi, ma lei era strana.
“no, sarà… speciale, davvero” ribadì.
“perché?”
“se vorrete… faremo lo scambio… totale” mi disse, ma non capii.
“scambiamo… totalmente, non solo per qualche ora…” mi spiegò, “uno, o due, o tre giorni insieme, o tutti quanti, tutti e quattro insieme ma a coppie scambiate, faremo le nostre vite come se fossimo… al contrario, io e te, Enrico e Gioia”
rimasi con la bocca aperta, quella “soluzione” non l’avevo nemmeno considerata.
“sarà fantastico farmi passare per tua moglie” sussurrò chiudendomi la bocca con un bacio, “per qualche giorno sarò io la signora Rastrelli… non vedo l’ora!”
“ma…” provai a dire, ma mi bloccò.
“non ti piacerebbe chiamare anche me ‘amore mio’ o ‘tesoro mio’?” continuò, e senza darmi tregua aggiunse “e vedere la tua Gioia che viene scopata da un’altro?”
ero… senza parole.
“fidati…” sussurrò, “sarà il più grande… orgasmo della tua vita vedere tua moglie che viene scopata da un altro mentre tu gli scopi la sua!!”
“ma che cazzo…” provai a dire ma ancora una volta mi tappò la bocca con un bacio.
“adesso non ti senti pronto, è normale, ma tranquillo…” mi disse, “devo prepararti, prima, a quello ci penso io, preparare te e Gioia!”
ero… allucinato.
“e se vi sentirete pronti… faremo qualche giochetto in quattro…” buttò lì, e a quel punto appoggiai la testa sul volante.
altro che scambisti, ci voleva coinvolgere in un’orgia!
concluse così, calando lo spadone.
“e adesso…” mugolò, “portami nella suite, che ho voglia di fare l’amore con te…”
“fare l’amore” scandì, “non sesso, fare l’amore…”
“dammi un anticipo di com’è fare la tua mogliettina” sussurrò, “stasera scopami come scopi la tua mogliettina, ok?”
annuii, e obbediente misi in moto e mi diressi in città.
a fare l’amore con Stella.
fine capitolo nove
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