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Erotika
una coppia moderna · Cap. 11
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Capitolo 11 di 15 34 min di lettura

luccica, ma non è oro

a volte bisogna stare molto attenti...

metzenbaum
1 anno fa · 493 letture · 0

capitolo undici

luccica, ma non è oro

“mi hanno detto di aspettare per un po’, sentivo solo Vivian quasi tutti i giorni, mi chiedeva pazienza perché stava organizzando tutto, e non sapevo come fare per… dirti che dovevo uscire, se non era un venerdì sera”

giustamente c’era anche quel… piccolissimo dettaglio, c’ero io!

“poi mi hanno chiamato, dall’oggi al domani, prendere o lasciare, e io… io ho preso, sono riuscita a incastrare qualcosa con le ragazze e… e ho accettato” continuò a raccontare con il tono della voce che scendeva.

mi stava raccontando il tradimento in diretta.

e non volevo che continuasse perché sentivo ancora la furia di quelle ore, ma al tempo stesso mi stavo facendo avvelenare da quella pozione magica che mi annebbiava la volontà.

“hanno organizzato tutto loro, mi hanno detto di mettermi un vestito… corto, che fosse provocante e molto scollato, trucco tosto, capelli a posto, messa giù da gara, una gran figa insomma”

quello stesso vestitino blu elettrico che le avevo consigliato io…

“ho organizzato la copertura con le ragazze e poi ho preso il taxi e li ho raggiunti in un posto che avevamo concordato, dietro la stazione, Vivian mi ha chiamato e mi ha dato una specie di parola d’ordine, e quando sono arrivati questi due ragazzi in macchina con un’altra ragazza mi hanno chiesto la parola e io ho risposto, così mi hanno fatto salire con loro, dietro, dove c’era questa Mary che non conoscevo ma che era quella che mi doveva… valutare, insomma, era quella che doveva dirmi se ero… se potevo entrare nel club”

“erano tutti simpatici e carini, mi hanno fatto i complimenti per il vestito e per i capelli, e addirittura Mary mi ha detto che ero una delle più belle candidate che avesse mai visto”

“mi hanno portato in un locale a bere qualcosa, ci siamo conosciuti, abbiamo rotto il ghiaccio insomma, mi hanno chiesto di muovermi in mezzo alla gente per vedere come… come facevo con gli sguardi, con magari qualcuno che allungava le mani…”

sentivo caldo, molto caldo.

“siamo rimasti lì per un po’, poi Vivian ha chiamato Mary e le ha chiesto come andava, Mary ha risposto ‘alla grande’ e allora siamo usciti e mi hanno portati in un club, a ballare… ma questo… questo lo sai già… sai che posto era…”

“e.. e non ci crederai, era lo stesso… lo stesso club, l’Hollywood Palace, quello che avevo usato per… per la copertura con le ragazze… con Liz… e anche le altre”

abbozzai un sorriso. ma che fortunata coincidenza…

“e lì… già sulla macchina Mary mi ha spinto a lasciarmi andare e… a essere meno rigida, a muovermi un po’ e a essere meno… meno legata, a essere un po’... un po’ sciocca, frivola…”

annuii, Gioia mi guardava timorosa che scoppiassi da un momento all’altro.

“e io… l’ho fatto, ho cominciato a ridere e a fare la scema, mi sentivo leggera, e… libera, e quando uno dei ragazzi ha scambiato il posto con Mary accanto a me ho lasciato che mi toccasse e mi baciasse, e io ho fatto quello che mi dicevano di fare, mi sono lasciata andare…”

avevo il cuore che pompava da maledetto.

“ci siamo baciati, con la lingua, non mi sono tirata indietro, ci siamo toccati e stuzzicati e poi ancora baciati, ma ridevamo, eravamo… come in un film, facevamo finta, ma io mi sentivo viva, eccitata, volevo andare avanti! e non fermarmi mai più! era… era come se non fossi io!”

“e poi siamo arrivati al club, il ragazzo che c’era dietro con me mi ha aperto la portiera e mi ha subito baciato, mi ha toccato il culo e io non sono riuscita a… rifiutarlo e a resistere, anzi, più mi baciava più… mi eccitavo!”

“poi dentro abbiamo bevuto e solo ballato, ci strusciavamo addosso tutti e tre, anche Mary mi toccava e palpava, i due ragazzi ci toccavano e ci baciavano, prima una e poi l’altra, ma abbiamo solo… ballato e ci siamo baciati, e abbiamo bevuto ancora e ci siamo seduti per parlare, e ridere, e raccontarci dei club e dei vari locali ma non è più successo niente”

“e quando siamo usciti mi girava tutto, ero così confusa ma… felice! eccitata! esaltata, e allora hanno cominciato a toccarmi e a baciarmi in due, e non sono riuscita a… controllarmi, e ho ceduto, ho fatto quello che mi chiedevano… ci sono stata, mi sono lasciata trasportare e non capivo più niente, non pensavo più a niente”

“e quando uno si è avvicinato l’ho baciato, e ci siamo toccati e ci siamo… abbracciati, e poi si è avvicinato l’altro e ho baciato e toccato e… palpato anche lui, baciavo prima uno e poi l’altro, e mi toccavano e mi… sentivo le loro mani addosso e io volevo… toccarli…”

era in una crisi emozionale, Gioia, aveva quasi le lacrime agli occhi.

io invece ero pronto a spaccare tutto.

“e poi… ho fatto quella cosa, mi toccavano dappertutto e io mi sono… tolta… gli slip” sussurrò, quasi vergognandosi, “loro hanno riso perché pensavo che ero ubriaca e Mary mi ha sgridato perché esageravo ed eravamo in un posto pubblico ma sono stata io che gli ho chiesto di toccarmi, e di mettermi le mani addosso!”

avevo il groppo in gola.

“ho sentito le loro mani… che mi toccavano… sotto, ho sentito le loro dita nella figa e sul buco del culo, ho sentito che mi volevano… penetrare, mi prendevano i seni e mi… palpavano dappertutto, mi pizzicavano i capezzoli e mi cercavano il clitoride e io… non riuscivo a bloccarli e a fermarli, e con più sentivo le loro dita dentro di me… con più volevo che si fermassero ma più mi toccavano e più io aprivo le gambe e li lasciavo fare!”

era qualcosa di veramente scioccante per un marito sentire certe cose.

“e-e poi Mary è intervenuta e mi ha fermata, si è anche incazzata con i due ragazzi e li ha minacciati di cacciarli via a calci se non si controllavano e alla fine siamo andati nell’altro locale, quello dove vanno gli scambisti, e lì… ho fatto l’altra cosa”

non avrei mai voluto entrare nei dettagli di quella notte, ma Gioia sembrava aver bisogno di fare uscire tutto.

e io ormai volevo sapere tutto. ero rimasto troppo tempo all’oscuro, dovevo recuperare.

“ci siamo seduti, dove c’era posto, e abbiamo continuato a baciarci e a toccarci e stavolta Mary non li ha fermati e ha tirato fuori il telefono per… fotografare, loro due non smettevano e mi… mi baciavano con la lingua e mi toccavano e io non riuscivo a smettere, mi aprivano le cosce e mi toccavano la figa e con il vestito corto… chi passava di lì me la poteva vedere, e più mi aprivano le cosce e più io le aprivo e più la facevo vedere…”

“ho dovuto fare la puttana quella sera, una puttana da strada che si fa mettere le mani addosso e la fa vedere al primo che passa!”

“e poi… poi Mary mi ha detto che era ora di farlo, quella cosa che mi avrebbe fatto superare la prova, e allora… l’ho fatto, ho… ho tirato fuori il cazzo di uno dei due e ho cominciato a… a segarlo, e l’altro mi toccava tra le cosce e voleva entrarmi dentro con le dita, e poi… e poi ci ho messo sopra le labbra e… e… gli ho fatto un pompino, davanti a tutti, e quell’altro si è messo dietro e mi… mi masturbava!”

la guardavo, cercando di essere… adulto, e comprensivo. ma era una prova di una durezza tremenda!

“e c’era gente che ci guardava, tutto attorno, ed io ero sempre più eccitata, così ho lasciato il cazzo del primo ragazzo e ho tirato fuori quello dell’altro e ho fatto la stessa cosa, gliel’ho succhiato anche a lui, mentre l’altro credo che me l’abbia… messo tra le cosce, me l’ha strusciato sopra”

“e allora Mary mi ha fatto… le foto, mi ha fotografato con un cazzo in bocca e uno in mano”

aveva il fiatone ed era… angosciata.

“ma non abbiamo fatto nient’altro di questo che ti ho detto, te lo giuro!” esclamò, “dopo aver fatto le foto è finita lì, abbiamo giocato, poi abbiamo ballato e ancora bevuto, non ci siamo più toccati, neanche baciati, solo un abbraccio quando è stato il momento di salutarci e basta…”

nient’altro, aveva detto, non aveva fatto nient’altro: da quello che potevo capire l’unica cosa che era mancata era stata la penetrazione (o forse nemmeno quella), per il resto…

ma c’era qualcosa che non tornava in tutto quel suo racconto, sembrava essere stata estremamente sincera con me parlandomi con estrema onestà e trasparenza del suo “essere diventata come una puttana” e non sono cose che ti inventi così, non doveva difendersi da me o auto accusarsi di qualcosa per espiare in qualche modo, sapevo che l’aveva fatto e sapevamo entrambi il perché l’aveva fatto.

ma… mancava un tassello, qualcosa che non mi faceva tornare la quadra, soprattutto se mi mettevo per assurdo dalla parte di questa Mary e delle persone che la guidavano e gestivano: perché fermare i due ‘stalloni’ sul più bello? perché non finirla, quella cosa? perché non prendere foto più… invasive e compromettenti?

Prima di andare avanti…

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