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Erotika
una coppia moderna · Cap. 7
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Capitolo 7 di 15 32 min di lettura

maelstrom

travolge tutto, e quando se ne va niente è rimasto com'era prima...

metzenbaum
1 anno fa · 500 letture · 0

capitolo sette

maelstrom

appena saliti in macchina Stella provò un altro approccio ma la respinsi quasi stizzito, e da esperta qual era non se la prese né tentò di fare altro, probabilmente pensando che avevo solo bisogno di lasciar uscire un po’ di vapore, rispettando il mio desiderio di prendermi qualche istante per pensare.

ma quando questi “istanti” diventarono minuti e i minuti degli interi quarti d’ora…

“vuoi parlarne?” mi chiese, mentre giravamo in tondo.

“di qualsiasi cosa ti stia passando per la testa, per favore parliamone…”

“non possiamo stare tutta sera a girare, se non v…”

“ho bisogno di bere qualcosa” le risposi, senza nemmeno guardarla in faccia, “ho bisogno di… sedermi da qualche parte e…”

“no” rispose sospirando, “tu non hai bisogno di quello…”

e di nuovo precipitammo nel silenzio, e quel silenzio fu addirittura peggio della voce di Stella e della sua stessa presenza che in quel momento mi sembrava più fastidiosa che mai.

la mia mente vagava, e tutto quello che riuscivo a pensare era “oddio che cosa ho fatto”: pensavo a Gioia, che si era… offerta ad un perfetto sconosciuto per “saziare” la sua voglia di proibito, e che solo avessi detto “no”...

se avessi detto “no, non voglio” a quell’ora della notte eravamo nel nostro letto, sicuri, protetti, con il resto del mondo chiuso fuori.

quella era la nostra vita, non… non trovarci nel letto di uno sconosciuto a fare sesso spacciandolo come una necessità estrema per salvare il nostro amore.

era stata una trappola, e c’eravamo cascati dentro: e adesso, con questa “macchia” sulle nostre coscienze… ce l’avremmo fatta a continuare?

ero talmente distratto che “bruciai” uno stop e solo con una manovra dell’ultimo istante evitai l’auto che per poco non ci centrava sulla fiancata, Stella cacciò un grido di spavento e poi si accasciò sul sedile, occhi chiusi e mano sul petto.

“s-scusa” riuscii solo a dirle, ma le scuse erano un pochino… inutili.

“senti” mi disse, forse dopo aver raggiunto il limite della sua pazienza, “adesso ci fermiamo e ti calmi un po’, ok?”

annuii, accostai a lato strada e chiusi gli occhi, lasciandomi andare sul sedile.

“io…” cercò di dire, si interruppe ma poi ricomincio.

“io… non so se quello che provi adesso è odio, gelosia, rammarico… paura” mi disse, “però fidati di me, devi dominarlo!”

“dominarlo?” le chiesi, sempre con gli occhi chiusi, “devo dominare che cosa? il fatto che ho lasciato mia moglie ad uno… uno sconosciuto?”

“sì…” rispose, “sì, proprio così!”

non riuscivo a capire da dove venisse quella sua… sicurezza, forse dall’esperienza, forse… forse era stata talmente tante volte nel letto insieme a sconosciuti che per lei ormai era normale.

ma non lo era per me, né per Gioia…

e… pensai a Gioia.

ormai erano le tre del mattino, sicuramente a quell’ora stava… stavano…

l’avevamo deciso insieme, e insieme eravamo pronti ad affrontare le conseguenze del nostro agire, ma in quelle interminabili ore di attesa… tutto sembrava così difficile…

sentii la sua mano sulla spalla, pronto a bloccarla in caso avesse provato a scendere, ma non successe.

“dai” mi disse ormai sfiduciata, “portami a casa per favore…”

riaprii gli occhi e guardai nel vuoto che avevo davanti, una strada deserta e appena illuminata che sembrava voler proseguire fino all’infinito, proprio dove si incontravano quelle rette parallele che erano i due marciapiedi.

“Mauro, per favore” la sentii chiedere di nuovo, “mi vuoi portare a casa?”

e… finiva così?

finiva con Gioia che se n’era andata con un altro uomo a farsi… a farsi scopare per tutta la notte e io che riportavo a casa Stella?

finiva davvero così?

bella figura… bella figura del povero coglione che avrei fatto, deriso da Stella, deriso da Enrico e deriso anche da Gioia!

“no” le risposi duro, “non ti riporto a casa…”

“come vuoi…” rispose, “come vuoi tu… portami dove cazzo vuoi ma per favore togliamoci dalla strada che non voglio finire ammazzata stanotte…”

ripartimmo e mentre guidavo lentamente per ritornare verso la città Stella parlò.

“hai bisogno di tempo” disse, “sei… fuso, in questo momento, ma credimi che ti basta davvero poco per stare meglio, e io ti posso aiutare”

inspirai profondamente.

non risposi, e allora si giocò un’altra delle sue carte.

“la prima volta che l’abbiamo fatto Enrico non c’era riuscito” mi confessò, “loro erano una coppia esperta, un po’ come lo siamo adesso noi”

la ascoltavo ma guardavo solo la strada.

“io… io mi ero lasciata guidare” aggiunse divertita, “lui… esperto, più grande di me… mi ha portata in hotel e mi ha scopata tutta la notte, per davvero, tutta la notte, mi sono svegliata la mattina dopo e non avevo un muscolo che non mi faceva male, ma lui… lui era così, un… vichingo, un dominatore del letto”

“Enrico no” rispose, “lui è più… dolce, è un uomo fatto così, e quando si è trovato davanti un’altra donna… si è bloccato” e le scappò una risatina, “io sono tornata a casa a mezzogiorno, distrutta, e lui era in giardino a tagliare l’erba, e nel forno c’era una torta…”

non riuscii a non sorridere, e mi feci beccare.

“gli volevo raccontare tutto ma eravamo d’accordo che quelle sarebbero state cose nostre, da non condividere”

“me l’ha detto dopo qualche giorno, però, mi ha confessato che si era bloccato e non c’era riuscito” continuò, “non mi ha chiesto che cosa avevo fatto io, avevamo continuato le nostre vite di sempre, con i nostri figli, i nostri lavori, i nostri impegni…”

“e dopo qualche settimana l’abbiamo rifatto” terminò, “e anche lui c’è riuscito”

calò il silenzio per qualche minuto ancora, poi Stella tornò alla carica.

“Mauro” mi disse ancora, “questa cosa che fai… questa cosa che state facendo… non sostituisce il vostro amore, lo… aiuta, lo arricchisce!”

trovavo così strano pensare che fare sesso con altri uomini o donne arricchisca la coppia, ma forse avevo la visione troppo limitata, che ne sapevo?

“io… non ti forzo per farti cambiare idea” continuò, “non è il mio ruolo, questo, non quello di farti cambiare idea”

“e… qual è il tuo ruolo?” le chiesi, “qual è il tuo ruolo stanotte? to cosa dovresti fare stanotte?”

sorrise.

“portami in hotel… e te lo faccio vedere io qual è il mio ruolo di stanotte…” mi disse sensuale, “e ti… garantisco che per un po’ non penserai più a niente…”

“più a niente?” la incalzai, “sei così sicura?”

non mi rispose, si slacciò la cintura facendo suonare l’allarme e montando in ginocchio sul sedile si sporse dalla mia parte, cominciò ad aprirmi tutto e in pochi istanti lo tirò fuori, duro e dritto come una mazza da baseball.

“mmm… vedo che comunque sei bello reattivo, eh?” ridacchiò, me lo scappellò con la mano e poi sentii solo il calore intenso della sua bocca.

Gioia me ne aveva fatti diversi di pompini mentre guidavo ma Stella era completamente diversa: lei… lo aspirava, se lo inseriva direttamente in gola e pompava così forte che sembrava me lo volesse strappare.

accostai e mi fermai, le misi entrambe le mani sulla testa e la guidai su e giù spingendola più in fondo che potevo, e allungando la mano destra gliela misi sulla schiena e scivolai poi sul culo, pronto per andare ancora più sotto, ma voltato in quella direzione vidi due persone, un uomo e una donna, che fermi sul marciapiede ci stavano guardando.

in altre occasioni e altre circostanze sarei scattato, nascondendomi o addirittura schizzando via alla velocità della luce, ma non lo feci.

la lasciai pompare con la testa che faceva su e giù e addirittura continuai a palpare il culo, incurante della loro presenza.

i due sembravano più divertiti che scandalizzati, e la cosa che mi fece pensare fu che quando lui decise di andarsene dovette trascinare la moglie o compagna che fosse, ancora così… concentrata sul soffocone che mi stava facendo Stella da non rendersi conto che quelli non erano cazzi suoi!

se ne andarono, e pochi secondi dopo Stella si tirò su, si sporse su di me e mi leccò le labbra con un gesto provocante e dolce allo stesso tempo, guardandomi negli occhi.

“mmm…” la sentii mugolare, “non so se ne ho più bisogno io o te… ma stanotte dobbiamo ricordarcela per sempre…”

e in attimo le incollai le labbra sulle sue, e il bacio che seguì fu ancora più profondo e passionale di quello che ci eravamo scambiati poco prima nel parcheggio: fu uno scontro più che un incontro di labbra, lingue, denti, saliva…

io non avevo idea se Stella fosse sempre così nel sesso (ed eravamo solo al petting, nemmeno ci eravamo toccati a voler vedere!) con i suoi partner di scambio o anche con Enrico, ma era una forza della natura.

Prima di andare avanti…

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