aspettammo qualche istante senza sapere bene che cosa fare e dove andare quando finalmente si materializzò Stella, ci vide, ci salutò con la mano tutta sorridente e arrivò da noi, abbraccio con Gioia e scambio di complimenti e poi bacio a me.
era… divina, abito rosso scuro aderente, lungo ovviamente, fascia di seta in vita e balcone esagerato, coperto a malapena da una velatura.
si era raccolta i capelli e sembrava alta due metri.
“ma hai visto che… gnocca che è?” mi disse sottovoce Gioia mentre Stella era distratta, “mi sento una vecchietta al suo confronto…”
non riuscii a dire nulla perché comparve anche Enrico, baciamano a Gioia e stretta di mano virile a me, ci prese entrambi sottobraccio e si portò dall’altra parte del salone dove Stella stava già introducendo il nostro arrivo alla padrona di casa, una bella donna che sicuramente aveva superato la cinquantina, anche abbondantemente, ma che aveva ancora molto da dire…
ci presentammo e lei fece altrettanto, ci chiese se eravamo davvero intenzionati ad entrare a far parte del club e glielo confermammo entrambi (e tutti i nostri dubbi? che fine avevano fatto?), le facemmo i complimenti per l’ambiente davvero unico ed esclusivo, complimenti che accettò come fa chi è abituato a riceverli, e poi si scusò dicendo che aveva impegni urgenti, ci consegnò nelle abili mani della “nostra cara Stella” e poi se ne andò.
“bene, avete fatto colpo” ci disse Enrico, subito seguito da Stella, e mentre parlavamo di quanto fosse bello quel posto da dietro si presentò una coppia che li conosceva, e dopo i saluti di rito si presentarono: erano più giovani di noi ma anche dei nostri amici, attorno alla trentina, lui distinto e elegante e lei splendida, sicuramente dell’Est.
e al solo vederla… capii il perché Stella era così entusiasta del “suo” club…
“siete… anche voi del club?” ci chiese lui, “nuovi?”.
“stiamo… valutando” risposi, e Gioia annuì.
“introducete voi?” chiese ancora, rivolto a Stella e Enrico, che risposero sì, e lui annuì.
“se… deciderete di entrare nel club, possiamo chiedervi un appuntamento?” ci disse, lasciandomi bloccato.
era il primo… approccio scambista che avevamo ricevuto.
Gioia mi guardò e mi sorrise, alzò le spalle e quindi toccò a me rispondere “certamente…”
ci stringemmo le mani, feci il baciamano alla biondina e poi i due se ne andarono.
“certamente…” ci disse Stella imitando la mia voce, e tutti ridemmo.
“siete… perfetti” ci disse Enrico mentre parlavamo di un sacco di cose, spesso accavallandoci, “avrete un sacco di soddisfazioni, vedrete!”
c’era un buffet con anche qualcosa da bere, chiesi a Gioia e Stella se volessero qualcosa ed entrambe chiesero champagne, così insieme ad Enrico andammo a prendere i nostri bicchieri, e mentre ero in attesa che venisse stappata una nuova bottiglia, mi si avvicinò un uomo sulla cinquantina.
“buonasera” mi salutò, “siete nuovi?”
“sì, sì, buonasera a lei…” risposi quasi imbarazzato.
“complimenti alla sua signora, davvero bellissima” mi disse, “quando lo vorrete mia moglie ed io gradiremmo chiedervi un incontro…”
e due!
tornai dalle signore e le rifornimmo di champagne, restammo a parlare e a conoscere gente per una mezz’ora e poi decidemmo di lasciare il club e andare al ristorante.
usammo la loro auto, Enrico per ospitalità si offrì di non bere e guidare e così Gioia ed io ci sistemammo dietro, e durante il viaggio continuammo a parlare di tutto e di niente, di vacanze e di programmi, e in men che non si dica arrivammo al ristorante.
il Rue Madison non lo conoscevo, ma era davvero un bel posto, quei due se ne intendevano.
ci accolse una gentilissima cameriera, giovanissima, e dopo aver verificato la prenotazione ci condusse al nostro tavolo dove c’erano già due bouquet di rose per le signore.
“allora” disse Enrico a Gioia, “posso chiedere alla dolce mia ospite di sedersi accanto a me?”
ero divertito, ma anche nervosissimo.
“ma certamente…” gli rispose Gioia e allora Enrico, galante, le scostò la poltrona lasciando che si sedesse per poi prendere lui stesso posto, di fronte a lei.
seguii il suo esempio e feci la stessa cosa con Stella, che elegantemente prese posto e con un gesto cortese della mano mi fece cenno che potevo sedermi di fronte a lei.
e cominciammo a parlare, e la conversazione la tenne prevalentemente Enrico che oltre ad essere una brava persona era anche un abile seduttore, perché vedevo Gioia pendere letteralmente dalle sue labbra.
e Stella mi guardava, soddisfatta.
ecco, eravamo davvero… pronti.
nel prosieguo della serata parlammo, ridemmo, mangiammo e bevemmo, e vidi Gioia sciolta, e rilassata, mentre io ero sempre più teso: provai a non guardala mentre rideva e flirtava con Enrico e prova a fare la stessa cosa con Stella ma non ci riuscii, e allora la donna che avevo di fronte prima mi fece l’occhiolino, poi allungò il piede e mi toccò la gamba.
la serata fu molto bella, Stella ed Enrico erano due persone eccezionali e due abilissimi seduttori, e sapevano il fatto loro su come mettere altre coppie a loro agio.
eravamo a tavola da quasi due ore quando arrivò il momento di prendere una decisione.
Stella sorrise e poi si rivolse a mia moglie.
“Gioia?” le chiese, “sei pronta?”
ero pronto anch’io, pronto a sentire mia moglie dire “sì, voglio andare”, e non nego che l’avrei accettato anche se non di buon grado, ma Gioia sorrise, guardò me, poi Enrico e disse “no, non credo di essere ancora pronta”.
ci rimasi quasi male.
“ma come” pensai, “dopo tutto quel flirtare… perché no?”
Enrico era assolutamente serafico, sorridente, Stella anche.
“quando sarai pronta, tesoro” le disse Enrico, “saremo qui per te, ok?”
Gioia annuì, poi mi guardò e alzò le spalle quasi volesse scusarsi.
ci concedemmo l’ultimo brindisi e poi lasciammo il locale, destinazione Molo Dodici dove arrivammo poco prima della mezzanotte.
Enrico, da grande seduttore, prese Gioia sottobraccio e la condusse dentro, feci lo stesso con Stella che si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò “non è ancora finita, sai?” lasciandomi di stucco.
“vediamo come va adesso, poi… poi si decide, ok?”
“ok…” risposi, totalmente passivo, seguii gli altri due ed entrai con Stella avvolto nella musica a volume pazzesco.
ballammo tutti insieme, Gioia più scatenata del solito rimase quasi sempre insieme ad Enrico ed io “dovetti” prendermi cura di Stella che non rimase certo a guardare e si esibì scatenandosi esattamente come mia moglie, due milf fuori controllo in pista!
riuscii a cancellare ogni pensiero dalla testa, e dopo un paio d’ore passate in pista decidemmo che era ora di chiudere, qualsiasi cosa ci fosse da chiudere.
Gioia era esaltata, era raro vederla così, mi corse incontro e con un grido mi volò addosso, appoggiò la fronte alla mia e mi guardò, tesa.
“dai, facciamolo!” mi disse, completamente fuori di testa.
“amore… sei sicura?” le chiesi.
“sì!” esclamò, “sì, lo voglio fare!”
“voglio andare con lui!”
fu come sentire una coltellata, le chiesi di calmarsi e di dare una risposta dopo essere arrivati alla nostra auto, dopo che l’adrenalina del ballo fosse scemata, accettò, ma era… troppo esaltata, non l’avrei potuta fermare.
diverso tempo dopo tornammo al parcheggio dove avevo lasciato la mia auto, e quello diventò il momento cruciale della nostra esperienza.
“allora ragazzi” ci chiese Enrico una volta che fummo scesi tutti dall’auto, “che facciamo?”
Gioia mi sorrise e mi accarezzò il viso, si avvicinò ad Enrico e lo prese sottobraccio appoggiando la testa sulla sua spalla.
e non ci fu bisogno di aggiungere altro.
la guardai allontanarsi insieme a lui, con un blocco di cemento sullo stomaco e con l’amaro in bocca, la vidi tornare alla loro auto e poi chiudere lo sportello, e quando il rosso dei fanali dell’auto fu solo un puntino mi resi conto che… lo stavamo facendo.
un istante dopo sentii le mani di Stella sul petto, venne davanti a me e si fermò a guardarmi negli occhi.
“non si fa aspettare una signora…” mi disse, e quella mano che aveva sul petto scivolò prima sulla pancia e poi sul pacco, cominciando a tastarlo.
“non essere triste” sussurrò, “hai appena compiuto un atto d’amore verso la donna che ami…”
le sorrisi un po’ triste e allora Stella mi baciò, dolcemente, ma prima di staccarsi mi leccò le labbra.
“vieni con me, soldatino” mugolò, “che te la faccio passare io la malinconia…”
e incollando le labbra alle mie me le dischiuse e ci fece scivolare dentro la lingua, e così cominciammo a baciarci con passione, con furore.
“adesso” mi disse un po’ a corto di fiato, “ti chiedo solo una cosa…”
“cosa?” le risposi, pronto a sentire una frase del tipo ‘non essere triste’ o qualcosa di simile.
“fammi gridare stanotte…” sussurrò, accarezzandomi una guancia e poi il collo, “fammi tutto quello che vuoi, ma fammi gridare…”
“stanotte ne ho bisogno…”
“stanotte ne abbiamo bisogno tutti e due…”
fine capitolo sei
Com'è finora?
Ti è piaciuto?
scrittore per gioco e per passione...
Altri racconti di metzenbaum
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.