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Erotika
una coppia moderna · Cap. 4
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Capitolo 4 di 15 24 min di lettura

le grandi manovre

le cose cambiano... non sempre come vogliamo noi, però

metzenbaum
1 anno fa · 583 letture · 1

senza volerla offendere o fare paragoni, Gioia… aveva solo da prendere nota… e imparare.

un pompino così… energetico e avvolgente non l’avevo mai subito: forse fu complice anche il mio stato, super esacerbato ed eccitato, ma tutto quel lavorio di mani, labbra, lingua, gola… mi fece durare forse un paio di minuti.

“vengo…” grugnii quando sentii arrivare il piacere e a quel punto Stella si staccò con la bocca e continuò a menarmelo con la mano mentre con l’altra mi tastava le palle, e portandomi all’acme eruttai quello che avevo nelle palle schizzando sul pavimento una, due, tre, quattro volte prima di impiastricciarle la mano con la colata lavica.

ansimavo, lei invece sorrideva soddisfatta, e forse anche eccitata.

mi lasciò sfogare poi dalla tasca dei jeans tirò fuori dei fazzolettini Scottex e si pulì le mani, dedicandosi anche alla pulizia del mio affare che ormai si era ammosciato, e quando ebbe strizzato per bene la cappella facendo uscire anche l’ultima gocciolina allora me lo rimise nei boxer e mi fece l’occhiolino dicendo “dai, rimetti via tutto adesso…”

una volta messo via tutto chinai la testa, deluso da me stesso e affranto, sì, affranto per aver… tradito Gioia.

“ehi, che c’è?” mi chiese vedendomi giù.

“fai così per un pompino?” mi chiese, seria.

“ho appena tradito mia moglie” le dissi, duro.

“no, non l’hai tradita” mi rispose, “un pompino non è mica sesso…”

per poco non mi infuriai con lei, ma… restai calmo perchè “tanto” pensai, “è solo questione di tempo, no?”

“credi davvero che perché ti ho fatto un pompino hai tradito Gioia?” mi chiese.

“guarda che… non è così” continuò, “è stato solo un bacio il nostro, un bacio, non sulla bocca ma sul pisello…”

scossi la testa, e continuai a dirle che Gioia l’avevo appena pugnalata e che non se lo meritava, ma questo la fece incazzare.

“guarda che l’ha fatto anche lei, quella sera…” mi disse.

“no” le risposi, “mi ha giurato che non ha fatto sesso!” esclamai.

stavo difendendo la verità che mi aveva detto Gioia o quella verità che faceva più comodo a me?

“Mauro, è così” cercò di convincermi, “è solo un bacio, e l’ha fatto anche lei, è la prova che doveva superare…”

sentii qualcosa dentro che stava per esplodere.

“ha… mentito?” le chiesi.

“no, non ha mentito” rispose, serena, “ha detto che non ha fatto sesso, e non l’ha fatto… non poteva farlo, non è consentito…”

“ma perché… hai detto…” provai a dire, ma Stella vedendomi sconvolto decise di giocare ancora più duro.

mandò un messaggio, poi un altro e restò in attesa, ricevette una risposta, selezionò quello che voleva e poi girò il suo telefono verso di me.

e… mi mancò il terreno sotto ai piedi.

la foto era… assurda da quanto era reale: Gioia faceva la V di ‘vittoria’ con una mano in favore di obiettivo, aveva le labbra strette su una cappella e un altro cazzo nella mano, puntato alla sua bocca.

ero… di ghiaccio.

“questa è la prova che doveva superare” mi disse Stella, “e l’ha superata, ma si è fermata qui”

“non… non ti credo…”

Stella sorrise e mi accarezzò il viso.

“Mauro…” mi disse, “Mauro, ascoltami…”

chiusi gli occhi e abbassai la testa, deluso e amareggiato, ma Stella mi mise due dita sotto il mento e me la fece alzare.

“Gioia… io… io non ho mai visto una donna così innamorata di un uomo, marito, compagno, amante che fosse”

“adesso va a casa” mi disse ancora, dolcissima e amorevole, “abbracciala, stringila forte, baciala, fa l’amore con lei!”

inspirai profondamente e guardandola negli occhi annuii, prima debolmente, e poi più decisamente.

non ero convinto al cento per cento, ma per un buon novanta per cento sì.

“lei è tua!” esclamò, “lei è tua! è solo tua!!! e non sarà di nessun altro, lo capisci o no?”

“giocherete… separati, ma giocherete comunque insieme, uno in simbiosi con l’altra”

“e quando vi ritroverete… sarete ancora più coppia, ancora più innamorati”

se ne andò con la stessa velocità con cui era venuta, rimasi lì ancora per qualche minuto e poi tornai a casa.

e il viaggio di ritorno fu… assurdo, per la ridda di pensieri che affollavano la mia mente, ma una cosa potevo dirla, non provavo né odio né risentimento verso di lei, solo tanta voglia di rivederla.

e quello, lo capii poi, fu il primo passo verso la nostra nuova dimensione.

arrivai a casa e inspirai profondamente prima di cercarla, arrivai in soggiorno e trovai Gioia stanca e piuttosto pallida.

e nel vederla così… non pensai più a niente, né alla sua foto né al pompino di Stella, pensai solo a lei.

aveva la pressione parecchio bassa forse per colpa del caldo, preparai la tavola vincendo le sue proteste e mangiammo velocemente un po’ di insalata di pollo e poi ci rifugiammo in soggiorno, e Gioia mi si incollò addosso quasi volesse fondersi insieme a me.

eccola qui, quella che prende in bocca i cazzi di due sconosciuti “per superare la prova”.

ma incredibilmente lo tolleravo, stavo bene, anzi, ero… felice per lei, perché aveva superato quella prova.

la coccolai come mi aveva “ordinato” Stella ma Gioia non stava bene, ma forse il suo problema non era solo fisiologico.

passò un’ora buona senza che aprisse bocca, e allora toccò a me.

“perché non mi dici che cosa c’é?” le chiesi improvvisamente, già pronto a sentirle dire che andava tutto bene e che era solo stanca, ma non andò così.

“quella cosa… non la voglio più fare” rispose, esitante: aspettava solo me, aspettava che facessi io il primo passo per liberarsi.

lo sospettavo già.

“e… perché?” le chiesi, “è successo qualcosa?”

scosse la testa.

“non devi… darmi giustificazioni” le dissi, cercando di prenderla con le pinze, “volevo solo capire se è successo qualcosa o no, e…”

“non me la sento più” sussurrò, “non voglio… andare con un altro uomo”

“...o con altri uomini…” aggiunse subito.

rimasi in silenzio.

“sto ancora… male per quello che ho fatto quella sera” mormorò, “volevo essere a tutti i costi quella che non sono mai stata, volevo… stupire te e anche me stessa ma ho solo rischiato di perderti…”

“ma perché…” provai a dire, ma dovetti aspettare il mio turno.

“non voglio farlo più, non mi interessa più, è stato solo un errore” disse, poi si tuffò nella mia spalla e lì rimase, in silenzio.

“è stato uno schifoso errore…” la sentii dire, e poi più nulla.

e d’improvviso si erano ribaltate le cose, ora ero io a… spingere, e lei a fare da freno.

“ma che cazzo succede?” mi dissi, “ma che cazzo succede?”

“cazzo, Stella, ma cosa stai architettando?”

e avvolto nei miei dubbi vidi Gioia tirarsi su e poi alzarsi.

“vado a nanna…” mugolò, e sfilandosi la maglietta fece uscire le bombe, ma senza malizia, gettò a maglietta sul divano e poi si levò anche i pantaloncini sotto ai quali non portava gli slip, e rimase nuda.

“ti va di venire a letto?” mi chiese dolcemente, “dormiamo nudi?”

“sì, certo…” le risposi.

mi tese la mano e mi lasciò solo il tempo di spegnere la tv prima di trascinarmi con sé in camera da letto, togliermi maglietta e boxer lasciandomi nudo e precedermi sotto le lenzuola lasciandomi il posto accanto a lei, e poi abbracciandomi così forte da farmi male.

“non voglio più… toccare un altro uomo” sussurrò, “non lo farò mai più, te lo giuro…”

“non lo farò mai più” aggiunse, e poi solo silenzio e il suo respiro che si faceva regolare e profondo.

e mi sentii male, molto ma molto ma molto male. mi sentii una merda, un traditore fedifrago e… un grandissimo figlio di puttana.

“oh cazzo, che cosa ho fatto…” pensai, “che cosa ho fatto…”

“questa me la paghi, Stella…”

“me la pagherai cara”

fine capitolo quattro

Prima di andare avanti…

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metzenbaum

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