Vai al contenuto
Erotika
La mia Ragazza & sua Cugina · Cap. 6
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 6 di 15 32 min di lettura

La sorellina vergine della mia ragazza

la situazione tra le montagne si complica, giada ama punire franci e erika sta diventando un ignaro mezzo per il piacere di franci e giada e sembra ci sarà una nuova aggiunta

Alessia
7 mesi fa · 1.5k letture · 9

"Scopami... cazzo, scopami forte!" mi supplica Erika, le unghie piantate nelle mie spalle. E io lo faccio. Affondo in lei senza pietà, il respiro pesante, l'adrenalina che mi pompa nel cervello. È un ritmo feroce, governato dall'ansia e dall'eccitazione più oscura che abbia mai provato.

Mentre spingo, alzo lentamente lo sguardo verso il secondo piano. Vedo Giada allontanarsi dalla finestra. "Vado un secondo in bagno a sciacquarmi il viso," sento la sua voce ovattata provenire dall'alto. La trappola è scattata.

Passano dieci secondi di agonia assoluta. Poi, un'ombra sottile e minuta si avvicina al vetro. Giulia è lì. Nascosta dietro la tenda, mezza nell'ombra, ma la vedo. Vedo la sua sagoma immobile, pietrificata dall'oscenità dello spettacolo a cui sta assistendo.

L'impatto di quella visione sul mio corpo è devastante. Un'ondata di eccitazione violenta, proibita e malata mi travolge come un tir. Il mio cazzo si indurisce in modo quasi doloroso dentro Erika. Non mi basta più l'acqua. L'attrito è troppo poco, i movimenti sono frenati. Voglio che Giulia veda tutto. Voglio distruggerle la mente.

Con uno strattone improvviso, faccio girare Erika. "Aggrappati al bordo," le ordino con voce ruvida. Lei obbedisce, appoggiando i gomiti sulle piastrelle umide, la schiena inarcata e il culo perfetto offerto alla mia visuale. Le afferro i fianchi e ricomincio a martellarla da dietro, sculacciandola con schiocchi sonori che rimbombano nel buio. Erika geme disperata, la voce rotta dal piacere, ma non riesco ad affondare come vorrei.

"Fuori dall'acqua," ringhio. La sollevo di peso. La faccio salire sul cordolo di pietra ruvida del bordo piscina. Erika si mette a quattro zampe, a pecora, tremante, il corpo bagnato che brilla sotto la luce dei fari. Esco dall'acqua dietro di lei, torreggiando sulla sua figura sottomessa.

Le stringo una mano tra i capelli bagnati, tirandole indietro la testa, mentre con l'altra le allargo i fianchi. Affondo di nuovo in lei, questa volta senza il filtro dell'acqua, con una violenza e un'intensità assolute. In quel preciso istante, sollevo il viso. E incrocio lo sguardo di Giulia dietro la vetrata.

I nostri occhi si agganciano nel buio. Lei ha una mano premuta sulla bocca per non farsi sentire, il petto che le si alza e si abbassa freneticamente. Sa che l'ho vista. Sa che so che ci sta guardando. E io, mentre distruggo di piacere sua sorella maggiore a bordo piscina, le rivolgo un sorriso lento, oscuro, fottutamente crudele.

Giulia non si sposta di un millimetro. È ipnotizzata dalla mia virilità, dalla mia forza, dominata a distanza da quello sguardo.

Sotto di me, Erika perde del tutto il controllo. "Oddio Franci... vengo... sto venendo, cazzo!" urla nel palmo della sua mano, le ginocchia che scivolano sulla pietra bagnata. Il suo corpo viene scosso da spasmi violentissimi, e sento le sue pareti contrarsi, stringendosi attorno a me in una morsa di fuoco che cerca di mungermi fino all'ultima goccia.

Arriva al culmine con un gemito altissimo, svuotandosi di ogni energia. "Amore... aspetta..." piagnucola, cercando di sfuggire alla mia presa, i muscoli tremanti. "È troppo sensibile ora... fermati un attimo."

Ma non posso fermarmi. Sono troppo carico, il cervello completamente annebbiato dallo sguardo di Giulia e dall'idea che Giada stia sicuramente godendo di questo abominio. La tengo ferma per i fianchi, ancorandola alla pietra. "Non si scappa, troietta," le sussurro, e continuo a spingere dentro la sua intimità pulsante, incurante delle sue deboli proteste.

All'inizio Erika cerca di ribellarsi, un mugugno di fastidio, ma l'intensità è troppa. Il suo corpo la tradisce. Quella sensibilità estrema si trasforma in una nuova ondata di piacere doloroso, costringendola a cedere, ad inarcare di nuovo la schiena e a lasciarsi prendere completamente, mentre la mia mente sprofonda senza più ritorno nell'abisso che Giada ha scavato per me.

La tensione è insostenibile. Con lo sguardo di Giulia incollato addosso, ogni mia spinta diventa più brutale, più spietata. La mente è completamente avvelenata.

"Franci... è troppo!" piagnucola Erika, ma non c'è rifiuto nel suo corpo, solo l'incapacità di gestire un'ondata di piacere così devastante. Il suo respiro è un fischio rotto. Aumento il ritmo, martellandola contro il bordo di pietra con un'intensità che non avevo mai raggiunto prima, nemmeno il giorno del suo compleanno. È pura bestialità, alimentata dal voyeurismo di sua sorella.

Erika cede di schianto. Il suo secondo orgasmo la travolge con una violenza che le fa inarcare la schiena come un arco teso. Si morde forte il palmo della mano per soffocare un urlo acuto, disperato, mentre il suo corpo trema in modo incontrollabile contro di me, le sue pareti interne che si contraggono freneticamente.

Quando finalmente smette di tremare, si lascia cadere in ginocchio, appoggiando la fronte sulla pietra bagnata, ansimando come se avesse appena corso una maratona. Ma non ha finito. Si gira verso di me, i capelli bagnati appiccicati al viso, gli occhi lucidi e scuri di pura lussuria. Si accorge che io, invece, sono ancora fottutamente duro e sull'orlo del baratro.

Senza dire una parola, mi spinge all'indietro. Cado seduto sulla pietra umida. Erika si avventa su di me con una fame quasi ferina. La sua bocca è bollente, frenetica. Usa la lingua e le labbra con una foga che mi fa letteralmente impazzire, decisa a prosciugarmi fino all'ultima goccia. "Cazzo, Eri..." gemo, affondando le mani nei suoi capelli. "Sì... così." La sua dedizione è totale. Sento il limite spezzarsi, la pressione accumulata per tutto il giorno, dalla doccia con Giada fino a questo momento, che esplode. Il mio rilascio è violento, incontrollabile. La mia passione le inonda la pelle, scivolando sul suo petto ansimante e sui suoi seni bagnati.

Erika si stacca lentamente, il respiro corto. Si lecca le labbra, guardandomi con una devozione che mi spezza a metà, e si accascia contro il mio petto sudato, intrecciando le gambe alle mie. "Dio... quanto cazzo ti amo," sussurra, la voce un graffio roco. Mi bacia il collo, stringendomi forte. "Mi hai uccisa, Franci. Distrutta. Sei stato... un animale. È stato il sesso più incredibile della mia vita." "Anche per me, piccola," le mormoro, accarezzandole la schiena umida e baciandole i capelli. "Sei perfetta. La mia troietta bagnata perfetta."

Restiamo lì per qualche minuto, accoccolati sulla pietra calda, i nostri respiri che si sincronizzano nel buio. Io la stringo, ma il mio sguardo, per un'ultima frazione di secondo, guizza verso l'alto. La finestra è vuota. Giulia è sparita.

Al piano di sopra, il rumore dell'acqua dello sciacquone rompe il silenzio. Giulia fa un balzo all'indietro, allontanandosi dalla finestra come se avesse preso la scossa. Il cuore le rimbomba nelle orecchie a un ritmo folle, il respiro è cortissimo e i suoi slip sono completamente fradici. Si butta a capofitto sul letto, afferrando il telefono e fingendo di scorrere lo schermo proprio nel momento in cui la porta del bagno si apre.

Giada esce, asciugandosi le mani con un piccolo asciugamano. Ha un leggero sorriso stampato sulle labbra. Ha calcolato i tempi alla perfezione. Sa benissimo cosa stava facendo sua cugina, ma la sua recita è da Oscar. "Tutto bene, Giuly?" le chiede, con voce candida e squillante, avvicinandosi allo specchio per sistemarsi i capelli. "Mamma mia, fa un caldo qui dentro... sei tutta rossa in viso."

"S-sì, tutto bene!" balbetta Giulia, cercando di mantenere la voce ferma, ma evitando accuratamente di guardare verso la vetrata. "Stavo... stavo guardando un video su TikTok che faceva un sacco ridere." "Ah, capisco," mormora Giada, voltandosi appena per lanciarle un'occhiata di sottecchi, gli occhi carichi di malizia che Giulia non può decifrare. "Beh, quei due giù in piscina sembrano essersi dati da fare. Speriamo non abbiano svegliato mia madre."

Giù in giardino, il brivido dell'aria notturna ci fa finalmente alzare. Raccogliamo i costumi bagnati e ci avvolgiamo negli asciugamani, rientrando in casa in silenzio, come due ladri sazi.

Saliamo in camera nostra. L'adrenalina sta scendendo, lasciando il posto a una stanchezza piacevole e pesante. "Facciamo una doccia veloce insieme, amore," mi sussurra Erika, tirandomi per mano verso il bagno. "Voglio farmi perdonare per averti sporcato tutto."

Sotto il getto d'acqua calda, la passione lascia il posto a una sensualità più dolce ma altrettanto intensa. Erika versa del bagnoschiuma sulle mani e inizia a insaponarmi il petto e le spalle. I suoi movimenti sono lenti, quasi ipnotici. Poi si insapona a sua volta, e si stringe contro di me. Il contatto della sua pelle scivolosa sulla mia, i suoi seni morbidi e insaponati che si sfregano contro il mio torace a ogni suo movimento, mi fa chiudere gli occhi. Mi bacia con dolcezza, assaporando il vapore e la nostra intimità. Le accarezzo i fianchi, lavando via i segni della nostra foga, cullandola sotto l'acqua.

Quando usciamo, siamo puliti, esausti e svuotati. Ci infiliamo sotto le lenzuola fresche del letto matrimoniale. Erika si rannicchia subito contro il mio fianco, appoggiando la testa sul mio petto e intrecciando le sue dita con le mie. Si addormenta in pochi minuti, il respiro calmo e regolare.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 4 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 7

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista