“e io… io non facevo niente!” esclamò, “ero… fusa, fuori di testa!”
“ti avevano… drogata” riuscii solo a dire, interrompendo il suo monologo.
“LO SO ANCH’IO CHE MI AVEVANO DROGATA! NON ME LO DEVI VENIRE A DIRE TU, CAZZO!” gridò selvaggia, poi si mise le mani sugli occhi e cominciò a piangere, ma stavolta non mi avvicinai a consolarla, no, non aveva ancora finito…
conoscevo la fine della storia, ma non l’inizio, e lo volevo sapere.
ma Gioia forse voleva davvero buttare fuori tutto…
“e mi hanno… sfidato a farsi succhiare il cazzo, e io l’ho fatto, lo sai, hai visto le fotografie, hai visto mentre facevo i pompini a tutti” continuò, “ma dopo… dopo io non mi ricordo più niente!!!” esclamò rimettendosi a piangere.
“ma non mi hanno scopato, no, quello lo so, ne sono sicura!” continuò recuperando lucidità, “ti ho sempre detto la verità, non… non l’avrei mai permesso, drogata o no!”
scossi la testa, più per una reazione… nervosa piuttosto che perché non le credevo, ma Gioia la interpretò proprio così.
“una donna… una donna lo sa quando viene… penetrata” mi disse, “se lo sente, anche ore dopo, se ne accorge perché… perché è così, una donna lo sa”
“e io… sentivo che nessuno mi aveva penetrata quella sera, nessuno” continuò, “una donna… lo sa, lo sente, e io… io…” provò a dire ancora, ma le mancarono le parole.
si mise una mano sulla fronte e chiuse gli occhi, inspirò profondamente e quando espirò sussurrò “dio, ma cosa… dio cosa ho fatto…”
recuperò le energie mentali e quando fu pronta per continuare lo fece.
“volevo… volevo che finisse tutto, avrei rinunciato, avrei… cancellato tutto, e non ti avrei detto niente, ovvio, che dovevo fare, dirti che mi… prostituivo?”
fu come ricevere un altro dei suoi schiaffi, ma diecimila volte più forte.
“invece mi hai visto, e mi sono sentita… persa, e allora sono andata nel panico… ho chiamato Stella che avevo conosciuto al club la prima volta che mi avevano portato, e… e le ho raccontato tutto, che cosa avevo fatto e cosa era successo, che mi avevi visto e che volevi… volevi lasciami e cacciarmi via!”
e incredibilmente sorrise
“non… non sai quante me ne ha dette dietro, mi ha… insultato, mi ha chiamata… puttana, mi ha fatto sentire una merda!”
Stella, ancora Stella… ma quante volte l’opinione che avevo di questa donna l’avrei ancora dovuta rivedere?
ora saltava fuori che era una specie di angelo custode???
“e si è inventata… quella cosa dello scambio di coppia… per aiutarci e… e il resto… il resto lo sai” concluse, con un gran sospiro, tornando a mettersi la mano sulla fronte quasi stesse per svenire.
non aveva più forze, infatti arretrò barcollando e si lasciò cadere sul divano, bianca cadaverica.
ma non era il momento della pietà.
era il momento della resa dei conti e delle spiegazioni.
“quindi” dissi, rompendo il silenzio, “fammi… fammi capire bene, mi segui?”
annuì.
“improvvisamente… diciamo così, ti viene la tentazione di fare la escort, fai… una specie di corso accelerato per accompagnatrici di alto bordo, giusto? e scopri che non ti piace più perché… capisci che le escort si fanno scopare e tu non lo vuoi, così vuoi uscire dal giro, ma questa Vivian ti convince e ti mette alla prova con una sfida, gestire non uno ma due uomini, tu accetti, ti fanno ballare, ti fanno bere, di fanno prendere una pasticca senza che te ne accorgi e quando sei fuori di testa ti metti a spompinare tutti quelli che ti sono attorno”
“ho dimenticato qualcosa?”
inspirò profondamente, e rispose “no”.
annuii, annuii e sorrisi.
“non… non c’è niente… niente da ridere” ringhiò, “se vuoi… continua, umiliami pure, continua…”
“io? io umiliarti?” le risposi, “se c’è qualcuno che ti ha umiliata, sei proprio te stessa” le dissi, “se devi trovare qualcuno da incolpare, guardati allo specchio”
non rispose, restò in silenzio.
tornai alla vetrata a guardare di fuori e lì rimasi, lasciando scorrere interminabili minuti nel più perfetto silenzio.
“altro che… crisi di coppia, altro che… ravvivare il rapporto…” sussurrai, “ci dovevo pensare, ci dovevo arrivare da solo che erano… solo balle”
non rispose nemmeno a quella provocazione, probabilmente ci avevo azzeccato.
“io… io non ci posso credere che hai usato noi, hai usato la nostra coppia per… coprire le tue… le tue voglie, le tue… perversioni” le dissi, amaro, “e per che cosa? perché? per diventare qualcos’altro?”
“tu non hai idea di quante volte mi sono fatta questa domanda” sbottò, quasi parlando a sé stessa, “tu non lo sai, tu… tu non lo sai…”
“mi sono… svegliata una mattina e mi sono guardata allo specchio, e ho deciso che avrei dovuto fare qualcosa, qualcosa… solo per me, che mi facesse sentire viva”
“e qualche sera dopo sono uscita con le ragazze e siamo andate a ballare… all’Hollywood…”
lo volevo bruciare quel posto di merda!
“e mi hanno fatto vedere quelle due ragazze, due… fighe incredibili, non erano giovani, avevano la mia, la nostra età, ma erano… fantastiche”
“e mi hanno detto che erano escort, donne insospettabili che di giorno fanno le impiegate in banca o le casalinghe e che la sera accompagnano uomini ricchissimi e fanno soldi così”
“io le ho sempre chiamate prostitute, ma mi hanno spiegato che c’è differenza, la prostituta… fa sesso a pagamento, la escort… accompagna, non fa altro che accompagnare, lasciarsi toccare, palpare, baciare… e magari fa un pompino, ma niente di più, e che la sera torna a casa dalla sua famiglia”
“sono andata in bagno e mentre aspettavo il mio turno mi ha avvicinato questa donna, che mi ha proposto di… provare, vedere come andava… senza impegno e senza obblighi, un’occhiata, tutto qui”
“era… Vivian?” chiesi, e lei annuì.
“dai un’occhiata, tutto qui… mi ha lasciato il suo biglietto da visita e dicendo che se volevo potevo chiamare e lei mi avrebbe fatto vedere quel mondo, l’ho chiamata un paio di giorni dopo e un altro venerdì mi ha fatto vedere il club, mi ha fatto conoscere donne fantastiche, tutte escort, eleganti, sicure di sé, piene di vita e indipendenti, tutto quello che volevo essere io! capisci?”
toccò a me stare zitto, e ascoltare.
“mi ha assicurato che nessuna di loro era obbligata o costretta a fare qualcosa contro la sua volontà, che tutte avevano la possibilità di accettare o rifiutare, nessuna prostituzione o altro, solo cose… legali, tutto si svolgeva alla luce del sole”
“e mi ha fatto conoscere Stella, affascinante, lo sai, la conosci… e anche lei mi ha assicurato che era tutto vero, che era tutto meraviglioso e che non si rischiava niente, e poi mi ha raccontato di come lei e il marito facevano scambio di coppia e parlando e parlando mi ha incuriosito e mi ha proposto di provare, con… con te, ma io ho detto ‘no, non lo farò mai, non potrò mai chiederglielo’ ma lei mi ha detto che mi… che ti serviva solo tempo, e che avresti… ceduto”
Stella, sempre… sempre lei.
“e poi Vivian mi ha detto che c’erano solo da affrontare delle prove di ammissione, per vedere se la… candidata, sì, la candidata come a scuola, aveva la capacità per fare la escort e accompagnare uomini potenti e eleganti e ricchissimi senza sfigurare, senza causare danno di immagine al club”
“ero… esaltata, ma ho preso tempo, ci ho pensato, e poi l’ho chiamata, e qualche venerdì dopo mi ha fatto fare una prova, un’uscita combinata con uno del club, solo per uscire a cena, poi a bere qualcosa e poi… tornare a casa, tutti”
sentii un colpo al cuore quando vidi la sua espressione cambiare.
“ma… non era così, non c’era il… il lieto fine” continuò, con la voce che cominciava a cedere.
“questo uomo, bello, distinto, elegante, mi ha portato al ristorante e abbiamo parlato, mi ha raccontato della sua vita e io… io un po’ della mia, ci siamo divertiti, poi mi ha proposto di andare a bere qualcosa ma io… io volevo solo tornare a casa e finire così ma lui ha insistito e mi ha mentito dicendomi che Vivian era d’accordo e che… dovevo andare con lui”
“gli ho creduto… e così siamo andati in un locale e lui ha cominciato a toccarmi e accarezzarmi, io… io pensavo che f-fosse solo una prova, un test, e l’ho lasciato continuare, poi… poi mi ha baciato, sulla bocca, e io.. io non l’ho fermato, e lui ha continuato a toccarmi, mi ha messo… le mani sotto il vestito e mi toccava la figa, voleva… entrare sotto ma l’ho fermato e si è incazzato, siamo usciti e io volevo andare via ma lui mi ha presa e… mi ha… portata in un vicolo e mi ha… costretto a… prenderglielo in mano”
non riuscivo ad ascoltare, ma… dovevo farlo. ogni cosa che non ascoltavo in quella sua confessione non l’avrei saputa mai più.
