Vai al contenuto
Erotika
una coppia moderna · Cap. 10
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Capitolo 10 di 15 30 min di lettura

shock in your heart

a volte uno shock serva, a volte...

metzenbaum
1 anno fa · 497 letture · 0

feci ancora qualcosa per distrarmi ma all’una finalmente sentii le chiavi nella serratura.

e cominciai ad andare in tachicardia…

“a-amore?” la sentii chiamare, “amore ci sei?”

“sono qui, in studio” le risposi, e prima ancora che entrasse assunsi la mia aria più seria, professionale.

Gioia si affacciò, tutta sorridente, ma anche… tesa.

non le chiesi nulla e lei non disse nulla, fece solo una risatina delle sue e poi sospirò.

“mi faccio la doccia” disse, “poi mangiamo qualcosa?”

e mi venne da ridere: avevamo appena finito di fare sesso con altri partner e… ed eravamo già pronti per la nostra vita di tutti i giorni. e lei era pronta a prepararmi il pranzo!

“Stella aveva ragione” mi dissi, “Stella aveva sempre avuto ragione, ci si abitua, e poi diventa… bello”

a tavola non ci raccontammo niente, non subito almeno, ma Gioia sembrava più… serena, forse Enrico l’aveva fatta divertire, finalmente!

il pomeriggio lo passammo in piscina, non l’aveva mai sfruttata così tanto, e la sera, davanti alla tv, ritrovai la mia Gioia di sempre, anche se un po’... distaccata, ma ci poteva stare.

passò tutto il weekend nel solito modo, sentimmo Sara che finalmente era tornata anche lei quella di sempre e la domenica sera, quando fu il momento di andare a letto, Gioia mi volle parlare.

“Enrico mi ha detto dello… scambio… totale” mi disse, lasciando in sospeso la frase.

“sì, me l’ha detto anche Stella” risposi.

“che… ne pensi?” mi chiese.

sembrava titubante, e pensai che forse era un po’ troppo per lei.

“non lo so, Gioia, “io credo che dovremmo pensarci bene…”

“io credo che dovremmo farlo” mi disse guardandomi negli occhi, “penso… di essere pronta, anzi, sono sicura di essere pronta!”

fu un bel colpo per me.

“e… penso di essere pronta anche a… vedere te che… con Stella” aggiunse, “credo che non avrei problemi”

ero… scioccato.

“quindi… non avresti problemi a vedermi mentre faccio sesso con Stella?” le chiesi, esitante.

alzò le spalle.

“se anche tu però mi vedi fare sesso con Enrico… no, non avrei problemi” rispose, sempre guardandomi dritta negli occhi.

“anzi…” ridacchiò, “non vedo l’ora…”

“wow…” risposi, “questa non me l’aspettavo…”

“vuoi vedermi mentre faccio sesso con un’atra donna?” le chiesi ancora, “vuoi… davvero?”

“sì…!” esclamò, come se si trattasse di un gioco invece che qualcosa che poteva destabilizzare una coppia.

“e voglio vederti  mente un altro mi scopa” ridacchiò e poi mi accarezzò la guancia.

“ma poi torneremo sempre insieme, noi due, vero”? sussurrò, “noi due soli, giusto?”

“chi sei tu? dove hai messo mia moglie?” le chiesi facendola scoppiare a ridere, e un istante dopo eravamo abbracciati, e poi scattò il bacio, profondissimo, e tutto quello che seguì fu solo amore e desiderio, e passione, e dolcezza.

il lunedì mattina mi svegliai per primo, Gioia era ancora immersa nel sonno più profondo e la lasciai stare.

feci la doccia e poi andai a prepararmi il caffè, e mentre lo sorseggiavo guardando fuori dalla finestra arrivò.

“amore, perché non mi hai svegliato…” mugolò.

era ancora mezza sfatta perché l’avevo tenuta sveglia fino alle due passate, così la costrinsi a sedersi e una volta tanto le preparai io la colazione servendola come lei serviva me.

ogni tanto ci vuole…

“...mmm” mugolò gustandosi il suo cappuccino, “lo sai che potrei anche abituarmi?”

“davvero?”

“sesso sfrenato, sveglia tardi, il mio uomo che mi prepara la colazione…”

“potremmo metterci d’accordo” le buttai lì, “la sera fuoco e fiamme e la mattina… questo…”

“no, no amore mio” rispose facendo no con il dito, “ho la patatina in fiamme e te l’ho già detto tante volte che non ho più l’età…”

ridemmo e scherzammo sul fatto che eravamo sessualmente più attivi a quaranta che a trenta, del corpo che cambia e si trasforma, dei gusti sessuali che… maturano, e diventano più consapevoli con l’età, e ovviamente parlammo anche di quanto le inibizioni venissero meno lasciando spazio a desideri forse già presenti nel nostro “io” ma che ora uscivano… più liberi.

“noi donne invecchiando ci sentiamo più… libere, più audaci…” ridacchiò, e mi venne in mente la battuta che forse con poco tatto le buttai lì.

“siete come le banane, voi donne?”

“cioè?” mi chiese senza arrivarci.

“come le banane, più sono mature più sono…”

“ah, sì, diventano più puttane!” esclamò, “sì, forse è proprio così…” 

terminammo la nostra colazione e per fortuna smisi di dire stronzate, andai a prepararmi e pochi minuti dopo ero pronto per uscire, Gioia mi sistemò il nodo della cravatta (ricordandomi, se ce ne fosse bisogno, che secondo gli psicologi per un uomo la cravatta è il prolungamento del cazzo!) e dopo avermi dato un bacio leggero al gusto di caffè mi spinse fuori, gettandomi nel pieno del lunedì.

solito tran tran, soliti denti trascurati che poi dovevano essere rimessi a nuovo possibilmente gratis o con tantissimo sconto, un paio di lavoretti leggeri e senza che me ne rendessi conto era sera.

e mentre tornavo a casa, bloccato in un traffico insolito per il periodo, mi arrivò un messaggio di Stella.

“tutto bene? non ti sei più fatto sentire”

le risposi dettando la risposta “sì tutto bene solito tran tran e voi?”

“sì tutto bene tutto normale, avete preparato le valigie? tra poco si parte!”

“Enrico ha parlato con Gioia dello scambio totale”

“davvero? non mi ha detto niente”

“Gioia non vede l’ora”

non rispose, mi chiamò.

“ma… dici davvero?” mi chiese, a metà tra lo stupito e l’esaltato.

“sì, proprio così…” le risposi, “mi ha detto… che non vede l’ora di vedermi mentre scopo te e farsi vedere mentre viene scopata da lui”

“oh cazzo…” mormorò, “ma… cos’ho creato?”

“hai tirato fuori quello che già c’era dentro di lei e che probabilmente già spingeva per uscire, l’hai solo liberata…”

“già” rispose, mormorando, “ma non pensavo che facesse così in fretta…”

“perché, c’erano dei tempi?”

“s-sì, diciamo di sì…” ridacchiò, “ma cazzo, Gioia… Gioia è… incredibile!”

e per cambiare discorso le chiesi della vacanza, della logistica e di tutto il resto, mi rassicurò che tutto era già programmato (ma da chi?) e non so il perché ma ci vidi del torbido, Stella non mi stava dicendo tutto.

avevo ancora tempo per indagare ma per quella sera la salutai perché ero arrivato sotto casa.

Gioia mi accolse come sempre, tutta allegra, si vedeva che non stava più nella pelle per la vacanza, e sì che ne avevamo fatte anche di migliori ma evidentemente questa per lei doveva essere speciale.

e anche una volta andati a letto continuò a parlarmene e parlarmene e parlarmene fino a stordirmi, voleva fare questo e quest’altro, e voleva divertirsi e andare a ballare e a ubriacarsi tutti insieme e soprattutto… voleva vivere, da quello che traspirava da ogni suo singolo poro ma anche dal suo entusiasmo era la sua incredibile voglia di vivere la vita, senza negarsi nulla e senza pensare a nulla.

“quindi… sei d’accordo su quello… scambio?” le chiesi.

“sì” rispose guardandomi negli occhi, “ma voglio che sei lì con me, voglio che non mi lasci mai troppo da sola, voglio vederti, e voglio… toccarti, e sentire che sei vicino…”

cose… tutte mescolate insieme, dubitavo francamente che fosse veramente consapevole di quello che stava a significare lo scambio totale di partner, ma preferii non parlarne, non quella sera comunque.

ma non andò così.

“e comunque…” continuò dopo qualche minuto di silenzio, “se passo un paio di giorni a fare finta che Enrico sia mio marito non è poi così… strano, giusto?”

inspirai profondamente.

“dipende che cosa vuol dire strano per te…”

ridacchiò.

“cioè, voglio dire, tanto… facciamo sesso di già, ok?” cercò di spiegarmi con un ragionamento un po’ contorto ma che per Gioia era assolutamente normale, “quindi se sto con lui e… dormiamo insieme, stiamo insieme… insomma ci comportiamo come se fossimo… insieme è… non è strano, vero?”

“dipende…” le risposi, “ci sono cose che non hai mai fatto con lui, giusto?”

“s-sì… è vero…” rispose esitante.

“hai mai fatto… che ne so, la doccia con lui?”

“n-no…”

“sei pronta a farla?”

“credo… di sì…” mugugnò, “penso… non lo so, bisogna vedere il momento…”

“e… entreresti in bagno a fare la pipì mentre c’è dentro lui?”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 4 senza votare
Indice dei capitoli
Cap. 11

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista