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Erotika
una coppia moderna · Cap. 7
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Capitolo 7 di 15 32 min di lettura

maelstrom

travolge tutto, e quando se ne va niente è rimasto com'era prima...

metzenbaum
1 anno fa · 500 letture · 0

non la feci aspettare, le andai dietro e glielo picchiettai sul solco delle chiappe, glielo sfregai ripetutamente sulla vagina aperta e bagnata e ancora lo feci strisciare sulla pelle facendola mugolare di piacere, poi finalmente lo puntai alla fessurina e con gesto rapido zac, dentro.

cacciò un gemito roco e inarcò la schiena, le diedi un’altra spinta entrando fino alle palle, poi le afferrai le braccia e via, cominciai a sbatterla come si deve.

voleva gridare, mi aveva detto, e gridò.

gridò e mi incitò a scoparla più forte e a sbatterla, a farglielo sentire tutto.

a memoria mia non ricordo di aver mai scopato con quella “violenza”, le davo botte talmente forti che sentivo il contraccolpo sulla parte alta della schiena ma non mi fermai a quella posizione, la ribaltai mettendola a pancia in su prima le feci aprire le cosce facendole mettere le ginocchia al petto, e con tutto libero le andai sopra e la infilzai al primo colpo, facendola gemere di nuovo.

usai tutta la stamina che avevo in corpo e tornai a farla gridare di piacere, vero o falso che fosse, ma da come la vedevo “presa” dubitai che riuscisse a simulare…

continuò a chiedermi si scoparla più forte e di darglielo tutto, “così, ancora!”, “sì, sì, ti prego non ti fermare!”, ed io l’accontentavo.

di nuovo la ribaltai riprendendola da dietro ed afferrandola per i fianchi ci diedi dentro squassandole il corpo, le sue belle chiappe ballavano come budini ad ogni botta e non soddisfatto la presi per i capelli e le feci sollevare la testa mentre non le davo tregua, e la cosa durò fino a quando mi mise la mano sulla pancia e spinse per farmi rallentare.

ero lì per scoparla come una troia ma non per farle male, e allora mi fermai, glielo estrassi e mentre Stella rotolava sul letto mettendosi a pancia in su la seguii e le appoggiai il cazzo alla bocca, vidi un guizzo nel suoi occhi e allora mi tolsi quell’assurda protezione di gomma, glielo passai sulle labbra e infine glielo spinsi in bocca: la aprì per accoglierlo e tenendo gli occhi chiusi me lo afferrò con la mano e cominciò a menarlo lentamente mentre con le labbra lo succhiava e lo scappellava, usando anche la lingua per accarezzarmi la cappella ultrasensibile, e con quella visione unita all’eccitazione del momento non riuscii a trattenermi, chiusi gli occhi e praticamente gridando “Vengo!” le sborrai in bocca.

cercò di sottrarsi e forse sfuggire ma non glielo permisi, le bloccai la testa con le mani e con il cazzo ben piantato dentro le schizzai in gola tutto quanto, vidi che mandava giù a fatica provando ancora a toglierselo da dentro ma ormai ero fuori controllo, e muovendo i fianchi le scopai la bocca: sembrò non volerci stare ma quando si rese conto che non poteva farci nulla allora si abbandonò, prima si lasciò scopare cercando solo di non strozzarsi e poi mi prese il cazzo muovendolo avanti e indietro ricominciando a succhiarlo e a leccarmi la cappella.

non aveva detto una balla quando mi aveva assicurato che sarebbe stata una nottata indimenticabile…

e cominciai a credere che avesse ragione su tutto, ma proprio su tutto, sul mio rapporto troppo “duale” con mia moglie, dal rifiuto di capire che quel tipo di rapporto non poteva durare per sempre, ma soprattutto a quando mi diceva che ero… fatto per certe cose, e che l’unico che non lo voleva ammettere ero proprio io…

“e guardati, cazzo!” mi dissi, “stai facendo ‘facefucking’ sulla donna più bella che tu abbia mai toccato, le hai appena sborrato in gola dopo essertela scopata in tutti i modi senza che si lamentasse, anzi, l’hai fatta gridare…”

“e lei è qui pronta per darsi ancora, per concedersi alle tue voglie, pronta anche a farsi sodomizzare”

“e stai a pensare a tua moglie e a quello che fa?”

chiusi gli occhi e mi gustai quella meraviglia di pompino che Stella mi stava regalando, e quando li riaprii mi resi conto che mi stava guardando, fissa, come se mi stesse leggendo dentro.

e… di nuovo sentii il fuoco dentro.

glielo tolsi dalla bocca e facendola rotolare glielo puntai tra le cosce, glielo sfregai sulla figa ancora fradicia di umori e trovando la via cominciai a spingere ma Stella strinse le cosce e si mise sul fianco, spingendomi via con una mano aperta sul mio petto.

“prima… devi mettere…" cercò di dire, ma tanta era la mia eccitazione che nemmeno stetti a sentirla, la rovesciai a pancia in giù aprendole di nuovo le cosce e di nuovo glielo puntai, Stella provò ancora a dirmi “no aspetta ma con uno scatto le bloccai il collo con una mano, mi chinai su di lei ringhiando “sta zitta e non rompere i coglioni!” e con una spinta pelvica le entrai dentro, stavolta a pelle, stavolta “sentendo” per davvero il suo corpo bollente.

la tenni per il collo e ricominciai a scoparla da dietro, reagì con degli “oh” ad ogni spinta ma man mano accelerai si lasciò andare a gemiti di piacere fino a che si mise nuovamente a gridare “sì! così!” e “ancora! ANCORA!” così forte che sarebbe stato impossibile non sentirla in tutto il piano.

non riuscii più a controllarmi, la presi per i fianchi e… dominandola con il mio peso la scopai così tanto e così forte da sentirla chiedermi di rallentare, di fare piano… e “no, basta…” anche se senza eccessiva convinzione, e quando arrivai di prepotenza alla sborrata riuscii a tirarlo fuori all’ultimo istante per schizzarle sulla schiena fradicia dei nostri sudori, del suo “naturale” ma anche di quello che le gocciolava addosso dalla punta del mio naso, fino a che le caddi addosso ricoprendola con il mio corpo, fondendomi insieme a lei.

restammo uno sopra l’altra entrambi ansimanti, ma per lasciarla respirare rotolai via finendo a pancia all’aria con un avambraccio sopra gli occhi per non farmi abbagliare dalla luce troppo forte, stanco ed accaldato.

ero a pezzi, mi facevano male le gambe e la schiena, e mi fece sorridere il pensiero che al ritorno non ci sarebbe stato proprio niente da spiegare a Gioia per quella stanchezza.

tolsi il braccio e la guardai, era ancora a pancia in giù e respirava velocemente alzando ed abbassando tutto il tronco, una delle tettone “schiacciate” strabordava di fuori mentre la curvatura della sua schiena che poi si “alzava” sul bel culo tondo era una visione assurda…

chiusi ancora gli occhi e provai a recuperare energie ma quella quiete durò poco, la sentii muoversi e spostare il peso sul letto e poi avvertii il soffice contatto della sua pelle sulla mia pancia, e quando aprii gli occhi me la trovai addosso, proprio mentre stava per venirmi sopra, ma non per cavalcarmi…

mi trovai una sua coscia sulla faccia e un istante dopo me era seduta sopra di me, con la figa pelosa incollata alla mia bocca, fradicia.

non mi feci pregare e facendola sollevare giusto quel tanto che bastava le aprii le chiappe e comincai a leccarla dappertutto, interno delle cosce, figa, buco del culo, ancora cosce, tutto quello che riuscivo a raggiungere lo leccavo, e quando mi concentrai solo sulla figa le presi il grilletto tra le labbra e cominciai a succhiarlo: forse a quello non era preparata o forse non gliel’aveva mai fatto nessuno perché cominciò a gemere come mai l’avevo sentita, con un “oh!” secco ed una scossa elettrica lungo tutto il corpo ad ogni “succhiotto”.

e per farmi capire quando le piaceva quel trattamento mi afferrò il cazzo e cominciò a menarlo, poi si abbassò e lo prese in bocca mettendosi a fare su e giù scappellandolo in bocca, restammo a… crogiolarsi in quel fantastico sessantanove per diversi minuti e quando unii anche le dita al lavorio di lingua e labbra Stella perse nuovamente il controllo, si staccò dal cazzo raddrizzando la schiena e godendo come una pazza cercò l’ennesimo orgasmo della nottata, mi strusciò la figa sulla bocca e sempre con due dita infilate nella vagina arrivò al piacere, esplosivo.

“così! così! leccamela! così! così!” gridò, “non fermarti, non fermarti!”, e quando il piacere la travolse gridò ancora “sì! SI’! VENGO! SI’! VENGO! OH SI’ CAZZO VENGO! TI VENGO IN BOCCA! SI’, CONTINUAAAA!”

non avevo mai fatto sesso con una donna così… assurda: godeva e gemeva come un’attrice hard, ma dalla quantità di umori vaginali che le uscivano dal corpo e da tanti piccoli indizi che catturavo sul suo corpo (capezzoli eretti, scosse elettriche ad ogni stimolazione, arrossamento delle guance, occhi spiritati…) non sembrava fingere, anzi…

Prima di andare avanti…

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