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Erotika
una coppia moderna · Cap. 3
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Capitolo 3 di 15 30 min di lettura

metamorfosi

nulla si distrugge ma tutto si trasforma...

metzenbaum
1 anno fa · 608 letture · 0

Gioia era un tantino imbarazzata ma prima guardò me e poi annuì, e infine toccò a me rispondere.

“non lo so ancora” dissi spiazzando un po’ tutti, “come vi ripeto non voglio arrivare a conclusioni affrettate”

“mamma mia quanto è serio…” sussurrò Stella a Gioia, con volume abbastanza alto per farsi volutamente sentire, poi tornando a parlare con tono normale si rivolse a me.

“quando capirai che quello che facciamo è gioco, spensieratezza e divertimento, e non ha niente a che fare con i sentimenti che tu provi per tua moglie, e che tua moglie prova per te, sono sicura che cambierai questo tuo tono da dentista professionista e serio” aggiunse facendo ridere gli altri due.

“nessuno vuole portarti via Gioia, la tua mogliettina dolcissima e supergnocca” continuò, mandando un bacio a Gioia, “come tu non dovrai portare via la moglie o la compagna di qualcun altro!”

la faccenda diventava seria.

“quando ci incontriamo giochiamo, flirtiamo, ci divertiamo come si divertono gli adulti, a volte andiamo un po’ oltre come a volte… non ci va, e ci fermiamo, nessuno ti obbliga e nessuno si aspetta niente da te, come tu non devi pretendere niente da nessuna”

“e quando tornerete nella vostra casa e nel vostro letto sarete così innamorati e vi amerete così tanto che…”

“succede a tutti?” le chiesi.

“sì, a tutti” rispose decisa e all’apparenza sincera, “a tutti quelli che conosciamo, nessuno escluso”

“anche a voi?”

toccò a Enrico rispondere.

“ci puoi giurare” disse abbracciando la sua donna, “non sono mai stato così innamorato di mia moglie da quando scambiamo”

ancora quella dannata parola…

“e tu?” mi chiese ancora Stella, “sei pronto per amare ancora di più tua moglie?”

“ci proverò” le risposi.

“vuol dire che sono riuscita a convincerti?” volle sapere.

“credo di sì…”

“allora non sei proprio così duro” sentenziò, “sotto quella scorza dura da illustre clinico c’è un uomo che non vede l’ora di mettersi in gioco, giusto?”

alzai le spalle.

“ma che vuole tenere la barra dritta, il timone sempre ben saldo, giusto?”

annuii e le diedi atto di aver toccato il punto giusto, sollevai il bicchiere per “omaggiarla”, lei sollevò il suo e lo fece tintinnare sul mio, guardandomi dritto negli occhi.

c’era una tensione sessuale in quello sguardo che si poteva tagliare con il coltello, ma come l’aveva creata la dissolse in un istante.

“che ne dite di ballare un po’?” ci chiese improvvisamente, quasi facendomi trasalire perché ancora la stavo fissando.

Gioia accettò immediatamente, scattò in piedi e mi prese per il braccio trascinandomi via nel mezzo della pista improvvisata, gli altri due seguirono più lentamente parlottando tra di loro, e una volta piazzati proprio sotto la consolle Gioia mi buttò le braccia al collo e mi stampò un gran bacio sulla bocca.

“sono… orgogliosa di te!” esclamò nel frastuono delle casse che ci sfondavano i timpani, “lo so quanto è difficile per te ma… amore, credimi, sarà fantastico per noi e per la nostra vita, te lo prometto!”

mi baciò ancora ma un istante dopo sentii la mano di qualcuno che mi “strappava” da Gioia, era Stella.

“tu adesso vieni con me… e balli con me, ok?” mi disse, Gioia rideva e ovviamente era stata presa in consegna da Enrico che la stava portando lontana da me.

“e non starle così… addosso” mi disse Stella, “lascia che si sciolga un po’...”

“siamo qui solo per lei, non per me” le risposi.

“questo lo so, ma lei ha quasi paura di dire qualcosa che ti faccia stare male…” mi disse, “devi essere meno rigido e impostato, lasciati andare, cerca di goderti i piccoli momenti della vita!”

“non è facile” le risposi, “non è facile dopo che…”

“sì, lo so” rispose, comprensiva, “capisco quello che provi, è successo anche a me”

Gioia stava ballando e ridendo, e con più la vedevo divertirsi con più provavo gelosia.

e invidia.

“non guardare” mi disse allora Stella, “non guardarla, lascia che viva le sue emozioni, e tu vivi le tue”

“quando ci scambieremo…” cominciò, ma la interruppi.

“se ci scambieremo…”

“ok, se ci scambieremo i partner tu non dovrai assolutamente vederla, mai, mai, mai, mai, mai! vedrai una donna felice prima di uscire e rivedrai una donna ancora più felice quando tornerà da te, credimi”

la cercai ancora con lo sguardo ma Stella mi voltò la testa perché guardassi lei.

era davvero bellissima, Stella, una gran gnocca alta, formosa, occhi neri profondissimi e pelle bruna accentuata sì dall’abbronzatura ma sicuramente di carnagione scura, mediterranea..

completamente agli antipodi rispetto a Gioia che invece era bionda e di pelle chiara, con occhi azzurri.

la guardai ancora ma stavolta Stella non mi fece girare la testa, mi afferrò le palle, strizzandomele senza lasciarle andare.

non ebbi nemmeno la possibilità di protestare, o incazzarmi, perché mi fulminò con lo sguardo.

“se lo fai ancora una volta” mi minacciò, “prima ti caccio la lingua in bocca, e poi ti faccio un pompino qui in mezzo alla gente”

la guardavo… stranito.

“e non pensare che stia bluffando, perché guarda che lo faccio davvero…” disse, sempre con la voce altissima perché eravamo veramente immersi nella musica, “non mettermi alla prova…”

annuii, mi chiese “prometti?”, annuii ancora e allora mi lasciò le palle.

ballammo muovendoci sensualmente, Stella si piazzò davanti a me e alzando le braccia se le fece accarezzare e toccare, con le mani le scesi sui fianchi e la guidai nei suoi movimenti di bacino “copiandoli” con i miei, trovandomi a premere il pacco sul suo bel culone.

“hai imparato in fretta…" mi disse, soddisfatta, “non era poi così difficile, vero?”

non risposi, continuai a ballare con lei e mi imposi di non guardare quello che faceva Gioia, concentrandomi solo sulla donna fantastica che avevo addosso e del cui profumo ero invaso.

“e io?” mi chiese improvvisamente, “io ti vado bene?”

“s-sì, sei una bellissima donna…” le risposi.

“grazie, anche tu non sei male” mi disse, e avvicinandosi vidi che si stava morsicando il labbro.

“sarà divertente giocare con te…” continuò, “non vedo l’ora di succhiartelo e di farti sborrare…”

stava diventando… interessante.

“guarda che puoi anche lasciarti andare…” mi disse nell’orecchio, “puoi dirmi quello che vuoi, eccitami, fammi bagnare…”

non mi venne in mente niente da dire, ma da fare sì: la feci fare una piroetta e me la tirai contro, le feci alzare le braccia e seguendo il movimento della musica tornai a premerle il pacco contro il bel culo tondo facendoglielo sentire, e con le mani partii dalle braccia e le feci scendere sui due grossi seni per poi proseguire sulla pancia e infine sul pube, allargandole per tornare sui fianchi e poi risalire su fino al collo.

Stella si stava davvero lasciando andare, si voltò per schiacciarmi le tettone sul petto e di nuovo sentii la sua mano sul pacco, ci guardammo negli occhi e incredibilmente mi venne l’istinto di incollare le labbra alle sue, baciarla profondamente e slinguazzare furiosamente con lei, baciarla sul collo e aprile la scollatura per baciarla tra le zucche, ma Stella si staccò senza che potessi fare nulla, la guardai senza capire e un istante dopo sentii la mano di Gioia sulla spalla.

c’era mancato un solo istante…

era stanca perché fisicamente non era al cento per cento, tornammo al nostro tavolino e ordinammo ancora da bere, ridemmo e parlammo raccontandoci delle nostre vite e delle cose divertenti sui figli (anche loro ne avevano uno solo, Serena, una ragazza di quindici anni), e di nuovo saltò fuori quella cosa del club.

“forse… dovremmo vederci ancora, prima di fare il passo” disse Stella rivolta a tutti ma guardando solo me negli occhi, “perché non facciamo sabato sera a cena casa nostra?”

accettammo tutti, parlammo ancora di questo e di quello e arrivò mezzanotte.

Gioia mi guardò e poi mi prese la mano.

“noi però adesso dobbiamo andare” disse, Stella provò a farci restare ancora un po’ ma Gioia scosse la testa.

“Mauro non ve lo dirà mai, ma lui domani mattina deve operare” disse, e guardandomi con gli occhi… innamorati aggiunse “sa che sono felice stasera e non vorrebbe mai portarmi via, ma… lo faccio io!”

Prima di andare avanti…

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